Una cena tra amici e le vostre ricette sulla birra

Ebbene, dopo aver decretato il vincitore del contest, la nostra giuria non poteva non riunirsi per assaggiare alcune tra le numerose ricette pervenute.

E così un paio di sere fa con sommo sacrificio (ma quando mai?) i nostri tre giurati più consorti si son seduti intorno a un tavolo hanno cominciato a degustare alcuni dei piatti partecipanti al contest.

E questo è solo il primo menù! A presto la seconda parte!

Ecco quindi come si componeva il nostro menù (ho cercato di attenermi il più possibile alle vostre realizzazioni):

ANTIPASTO 

Crepes alla birra con fonduta di fontina valdostana e pere del blog Una Cena con Enrica

Polpette alla birra del blog Cucina e Fimo

PRIMI PIATTI

Risotto birra e salsiccia del Blog Scamorze ai Fornelli 

SECONDI PIATTI 

Filetto di maiale croccante alla birra del Blog Sciroppo di Mirtilli e Piccoli Equilibri

CONTORNI 

Cipolline alla birra del Blog Il Laboratorio Culinario di Jeggy

DOLCE 

Il Birramisù di Dolcezze di Nonna Papera, nonchè il Birramisù di I Pasticci della Cuoca

 

Con questo post partecipo al contest di Pasta, Amore, Fantasia e… :

 

Scene di ordinaria colazione la domenica mattina a casa nostra

Alzarsi la mattina durante la settimana è davvero un incubo: sveglia con mille peripezie per far scendere i bambini dal letto: mentre uno si veste, l’altro va in bagno, un altro fa colazione e l’altro ancora fa i letti. Nell’arco di un’ora tutti dobbiamo essere pronti per uscire di casa!

Ma la domenica è tutt’altra faccenda: la sveglia non suona e ci alziamo quando più ci piace. Abbiamo più tempo per coccolarci e l’aspetto che più ci piace è sicuramente quello della colazione.

E ciò che caratterizza di più la nostra colazione domenicale è quello che noi chiamiamo “L’ovetto sbattuto”, che poi, in realtà, non è altro che uno zabaione. Cosa c’è di meglio per affrontare la giornata e prepararsi ad un’altra settimana di lavoro, di scuola e di impegni?

La particolarità sta nel fatto che anche i bambini sono coinvolti nella preparazione (tanto poi pulisco io!) e fanno a gara a chi tocca sbattere l’uovo.

E allora procediamo!

Operazione 1: dividere il tuorlo dall’albume!

 

Operazione 2:  mettere lo zucchero nel tuorlo!

Operazione 3:  Sbattere bene il tuorlo con una forchetta o cucchiaio finchè non diventa bello cremoso!

Operazione 4: Montare gli albumi a neve!

Operazione 5: zuccherare anche l’albume e continuare a montarlo!

 
  

Operazione 6: Distribuire l’albume a cucchiaiate su un piatto e versarvi sopra i tuorli!

Operazione 7: Pappare!

E già che ci siamo perchè non aggiungere anche un bel cornetto ripieno di nutella appena uscito dal forno?

BUONA DOMENICA A TUTTI!



La polenta dell’adunanza

Ogni tanto le mie radici umbro-toscane prendono il sopravvento e allora mi vien voglia di riesumare vecchie usanze, quelle cioè dei miei ricordi di bambina.

Quando ero piccola e venivano a trovarci i nostri zii umbri non mancava mai volta che facevamo la “polenta sulla tavola”, perchè era un momento di aggregazione, di gioco, di condivisione e di amicizia.

Noi la facciamo sempre (o quasi) così a casa nostra e i bambini si divertono da matti a fare la gara a chi arriva prima al centro!

Quest’oggi l’ho condita col mio ragù perchè poi è quello che va per la maggiore, ma capita anche di farla a strisce o a scacchiera con sugo ai funghi o ai formaggi.

L’importante è essere veloci perchè, si sa, la polenta va mangiata bella calda e fumante!

Noi poi adoriamo usare il tipo Taragna, quella che in genere si fa in alta Italia, che è un misto di farina di grano saraceno e farina di mais.

Non starò a dirvi come si cuoce la polenta (potrete usare il tipo tradizionale o quella istantanea che è precotta) perchè in ogni confezione ci sono elencate le quantità di acqua e farina da utilizzare, ma fate attenzione a non far venire i grumi che sono immangiabili.

Vi lascerò invece con queste belle foto che parlano da sole!

E questo è ciò che rimane! Noi abbiamo deciso che è rimasta la forma dell’Italia… Purtroppo qualcuno si è mangiato il Trentino, il Veneto e il Friuli!

Cena trentina (e un po’ bavarese) per ricordare le vacanze!

Capita a tutti di visitare dei luoghi e, tornando a casa, sentire la mancanza dei luoghi visitati, dei paesaggi che ci hanno emozionato, delle caratteristiche di ogni posto, ma soprattutto degli odori e dei sapori del cibo che abbiamo assaggiato. Per me è sempre così, motivo per cui i miei regali, tornando da un viaggio, sono sempre e soltanto di tipo culinario e non manco mai di comprare attrezzi e materiale primo nel posto, onde evitare di arrabattarmi al ritorno per cercare di reperire il necessario!!!

Quest’anno la vacanza è stata breve ma si sa, quando si va in montagna, ahimè, l’appetito aumenta e infatti buona parte di essa l’abbiamo trascorsa bivaccando tra una malga e un rifugio, mangiando e bevendo, ma, a onor del vero, anche smaltendo con delle belle camminate.

Ormai è trascorso un mese, quindi perchè non fare una “cena della rimembranza” con gli amici che ci hanno accompagnato in questa avventura?



E così questo è stato il menù:

  • tagliere di speck (tagliato moooolto mooolto sottile), formaggio (niente Puzzone di Moena perchè troppo forte per noi), cetriolini, Kren di rafano. Il tutto accompagnato con delle bollicine di Mionetto trentino;
  • Proseguendo con un buonissimo Gewurztraminer che accompagnava Spatzle con speck e erba cipollina;
  • Brezel (ricetta copiata spudoratamente dalla mia amica foodblogger di Alterkitchen );
  • l’immancabile strudel di mele.

Per quanto riguarda le ricette, cominciamo con gli Spatzle, di cui purtroppo ho dimenticato di fare le fotografie!!!

SPATZLE

La ricetta per la verità è molto semplice perchè basta impastare 3 uova con 250 g di farina, un po’ di sale e circa 100 g di acqua e poi lasciar riposare un paio d’ore. Il difficile viene dopo se non si possiede l’apposita grattugia (che consiste in una base forata su cui scorre una scatolina dove viene messo l’impasto). Molti, in sostituzione usano un semplice schiaccia patate, ma secondo me diventa molto più complicato. Comunque sia, quando la pentola dell’acqua giunge a bollore si sala e si appoggia sul bordo tale grattugia (o lo schiacciapatate appunto), si fa colare l’impasto (che deve essere di una giusta consistenza) nella scatolina e si grattugia (ammetto che questo è un lavoro che viene meglio se fatto in compagnia!). Tempo pochissimi minuti gli Spatzle verranno a galla e saranno pronti per essere scolati. La quantità che ho indicato io è per quattro persone: vi sembreranno pochini, ma in effetti una quantità maggiore risulterebbe troppo pesante.

I condimenti migliori per questo tipo di primo piatto sono sicuramente i più semplici. Io ho optato per speck e panna. In pratica ho fatto sciogliere una noce di burro in una padella, ci ho fatto rosolare (POCO) lo speck tagliato a striscioline e quindi ho aggiunto la crema di latte e l’erba cipollina tritata al coltello. Se lo si desidera si può aggiungere un velo di parmigiano grattugiato.

Per i BREZEL (l’unica parte bavarese della cena) aggiungo solo le foto delle mie creaturine, mentre per la ricetta vi rimando al Blog di Giulia Alterkitchen.


 

 

 

 

 

Ed ora veniamo al protagonista della serata: lo STRUDEL, per preparare il quale mi sono documentata saltando da un blog di cucina ad un altro, per decidere poi di seguire principalmente la ricetta di Giallo Zafferano, dove ho anche appreso che in realtà lo strudel è un dolce di origine turche e, visto che la Turchia sarà la meta di uno dei miei prossimi viaggi, a maggior ragione questo dolce doveva essere il protagonista della serata.

Con questa ricetta verranno ben due strudel.

Ingredienti per la pasta:

  • 250 g di farina
  • 130 g di acqua tiepida
  • due cucchiai di olio di semi
  • 1 uovo
  • sale

Procedimento:

In una ciotola (io ho usato il mio fedele Bimby) impastare la farina con l’uovo, aggiungere l’acqua e il sale. Dovrà risultare un panetto molto morbido ma non appiccicoso. Farlo riposare coprendolo con un piatto caldo (per scaldarlo basta riempirlo di acqua calda lasciandovela per qualche minuto, quindi rovesciare l’acqua e asciugarlo), mentre prepareremo il ripieno.

Ingredienti per il ripieno:

  • 1,5 Kg di mele preferibilmente Golden
  • 100 g di burro per tostare il pangrattato
  • 100 g di pangrattato
  • 100 g di burro fuso
  • cannella in polvere (quantità a piacimento)
  • 40 g di pinoli
  • 100 g di uvetta
  • rum o brandy (per la verità mi era rimasto solo whisky in casa) per bagnare l’uvetta
  • 130 g di zucchero
  • buccia grattugiata di un limone

Procedimento:

Mettere l’uvetta a bagno nel liquore.

In una padella mettere il burro e il pangrattato e far tostare.

Sbucciare le mele e tagliarle a fettine sottili (io ho usato la mandolina). Metterle in un grosso recipiente e versarvi lo zucchero, i pinoli, la cannella, la buccia di limone, e l’uvetta strizzata. Mescolare bene.

A questo punto arriva la parte più difficile e cioè stendere la sfoglia che dovrà essere molto sottile, quasi trasparente ma attenzione a non romperla.

Dividere il panetto a metà e ricavarne due rettangoli di circa 40 cm per 25 stendendoli inizialmente col matterello sopra un canovaccio infarinato e poi aiutandovi con le mani.

Aiutandovi con un pennellino ungere le sfoglie col burro fuso. Distribuire uniformemente sopra ogni sfoglia il pangrattato tostato e quindi le mele.

Arrotolare quindi lo strudel dal lato lungo aiutandovi con lo strofinaccio, e chiudendo anche i bordi. Farlo scivolare così sopra una teglia ricoperta di carta forno.

Spennellare i due strudel col burro fuso restante e infornare le nostre “creaturine” a 200°C per 40 minuti.

Et voilà! Il dolce è pronto. Farlo raffreddare e spolverizzarlo di zucchero a velo.

Si conclude qui la mia serata trentina che sicuramente non mancherò di riproporla!