21 marzo 2013: In Cucina con il Cuore

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La giuria e le organizzatrici (manca solo Cristina, impegnata a fare la foto)

I concorrenti

Alcuni concorrenti

Qualche tempo fa vi avevo accennato alla mia partecipazione al contest della Mediterranea Belfiore “In Cucina con il Cuore” con alcune ricette. Oggi, con immenso piacere, vi comunico che la mia ricetta “Millefoglie di triglie alla livornese” ha vinto il primo premio per la categoria antipasti. Per me è motivo di grande orgoglio perchè questo non era un contest come gli altri, infatti i finalisti sono stati invitati a partecipare all’evento creato appositamente per l’occasione e durante il quale dovevano cucinare il piatto per farlo assaggiare alla giuria, una giuria d’eccezione, con nomi di tutto rispetto: Luisanna Messeri, personaggio televisivo da tutti conosciuta ma anche titolare della scuola di cucina “Il Club delle Cuoche”, Giorgio Dracopulos del blog La tavolozza del gusto, nonchè enogastronomo del Corriere del Vino, Paola Mencarelli giornalista enogastronomica, collaboratrice guida Foodies , Irene Arquint giornalista enogastronomica del Tirreno, Gambero Rosso e Acquabona.it e Deborah Corsi titolare e chef del ristorante La perla del mare a San Vincenzo.

Non vi dico l’emozione unita al piacere di conoscerli e di cucinare per loro.

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Cristina all'opera

Anche Cristina all’opera con una delle ricette vincitrici

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La preparazione dei piatti

Al di là della gara, è stato un’interessantissima esperienza.

Per noi partecipanti l’appuntamento era alle 11 nello splendido scenario del negozio della Mediterranea Belfiore. Per chi non conosce questo “luogo delle meraviglie”, oltre a visitare il sito dell’azienda, consiglio di leggere la bella recensione di questa giornata sul blog di Giorgio Dracopulos, in cui l’autore riassumea anche nella storia di questa attività.

Nonostante fossimo in diversi nella piccola cucina era tutto organizzatissimo dalle sorelle Ciarlo: avevano suddiviso gli ingredienti di ogni concorrente in delle cassette col rispettivo nome. Per quanto mi riguarda, ho trovato addirittura le triglie già sfilettate e pulite (lavoro assai ingrato che si è sobbarcata la povera Antonella!!!) e scusate se è poco: mi ero già immaginata tutta la mattina a pulire il pesce!!!

tavolo

In men che non si dica ha cominciato ad arrivare la giuria e quindi, in ordine di apparizione abbiamo cominciato ad assemblare i nostri piatti e a portarli a tavola per il giudizio. Poi ci siamo seduti tutti a tavola insieme ed è diventata anche l’occasione per conoscere nuove persone appassionate di cucina e dei prodotti Mediterranea Belfiore, oltre che per assaggiare dell’ottimo vino.

E’ stato un lungo pranzo: ben 11 portate e alla fine sono stati decretati i vincitori per le tre categorie:

  • Antipasti: Silvia Iacoponi con il suo Millefoglie di triglie alla livornese con filetti di pomodoro e carciofi Mediterranea Belfiore

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  • Primi: Veronika Nováková con la sua Vellutata di pomodoro con cuore freddo al pesto Mediterranea Belfiore

vellutata di pomodoro con cuore freddo al pesto

  • Secondi:  Diego Ciurli con il suo Uovo al pomodoro a modo mio con filetti di pomodoro e briciole di pesto Mediterranea Belfiore

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Dopo la premiazione, una piccola pausa per poi passare alla seconda parte di questa intensa e piacevolissima giornata con la presentazione del nuovo libro di Luisanna Messeri a cui hanno partecipato numerose persone.

“Te la do io la mia cucina”, un libro di ricette tradizionali toscane ma non solo: personalmente ho apprezzato soprattutto la prima parte in cui si racconta quello che non dovrebbe mai mancare nella dispensa e nella cantina di un buon toscano e gli indirizzi dove andare a reperire i prodotti migliori, e l’ultima parte dove invece vengono indicate e descritte alcune feste paesane tipiche toscane.

Luisanna è un personaggio genuino: lei è dal vivo esattamente come la vedete in tv!

544552_10200262373636142_409959832_nIn attesa della seconda edizione di questo bellissimo contest, permettetemi di ringraziare le sorelle Ciarlo per la loro disponibilità, gentilezza e professionalità e Cristina del blog Poveri ma belli e buoni e responsabile della  comunicazione per la Mediterranea Belfiore, nonchè amica di giovane data ma con molte passioni comuni, permettemi di ringraziarla, dicevo, per avermi concesso l’uso delle sue foto perchè, da buona foodblogger, questa volta mi son dimenticata la macchina fotografica a casa!

Un gioco al volo in collaborazione con la rivista QB

Millefoglie

Cosa sarà?

Fuori piove, non possiamo uscire ed un po’ ci annoiamo! E allora cosa c’è di meglio di un giochino per ingannare un po’ il tempo?

Vi invitiamo dunque, io e la rivista mensile di cucina “QB, in cucina quanto basta” a partecipare, aprendo la loro pagina facebook, cliccando mi piace e provando ad indovinare gli ingredienti della ricetta della foto.

Un piccolo aiuto:

“cucina povera e umile

fatta d’ingenuità

caduta nel gorgo perfido

della celebrità” (Paolo Conte)

Buon divertimento!

Ah, ricordatevi di non rispondere qua, ma direttamente sulla foto che vi si aprirà su facebook!

E presto la ricetta…

Finger Food al Caffè Letterario

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Qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere attraverso facebook Eleonora Cesarini, alias L’arte del gusto e ho scoperto con piacere la sua attività prevalente. Si perchè la sua cucina è improntata prevalentemente sul finger food e la sua attività è suddivisa tra ricevimenti e corsi di cucina dedicati esclusivamente a questo nuovo tipo di mangiare. Che poi tanto nuovo non è se si pensa che prima del Rinascimento si mangiava esclusivamente con le mani, ma si sa, le mode vanno e vengono e qui non si discute certo se mangiare o meno il pollo con le mani o con le posate!

Insomma, per tornare al mio rapporto con Eleonora, alla fine della nostra conversazione quest’ultima mi ha invitata a partecipare ad un suo corso e io non ho fatto altro che cogliere la palla al balzo e con immenso piacere sabato 23 febbraio mi sono recata al Caffè Letterario di via Ostiense per assistere al suo corso base.

Il corso è suddiviso in una parte teorica di circa un’ora durante la quale Eleonora spiega come nasce il finger food, che cosa è e cosa non è finger food (non basta uno spaghetto arrotolato per fare finger food!), quali sono i vari contenitori e ci illustra alcuni esempi.

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La seconda parte è invece pratica: dopo aver preparato i suoi esempi di finger food in diretta utilizzando una quantità svariata di ingredienti, Eleonora passa a noi la palla e ci invita a creare i nostri finger food, dopo di che passa a commentarli indicando gli errori commessi e i punti di forza.

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Quella dei finger food è davvero un’arte che si basa sull’abbinamento, oltre che dei sapori, anche dei colori e delle proporzioni geometriche. Ed è questo che si impara al corso base di Eleonora.

E’ stato per me un piacere partecipare a questo corso e imparare molte cose che ignoravo. Adesso mi rendo conto nel mio blog di aver pubblicato ricette classificandole tra i finger food quando in realtà non lo erano.

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E’ stato un pomeriggio interessante e divertente ma ora voglio approfondire con i corsi avanzati di Eleonora. E voi? Siete stati catturati anche voi dalla mania dei finger food degli ultimi anni? Allora vi consiglio di provare uno di questi corsi e se proprio non potete allora trovate le ricette di Eleonora su Appstore, dove vanta il primato di essere la prima ad aver fatto una raccolta italiana di finger food!

Per il pasta madre Day una ricetta e la storia della mia madre

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Io e la mia Madre (anche se sarebbe più corretto dire madri) abbiamo un rapporto un po’ burrascoso, fatto di amore/odio. Ma è bene raccontare questa storia partendo dall’inizio.

Lievito madre

Ben 6 anni fa cominciai a frequentare il forum del Club Amici del Bimby con tantissimo entusiasmo, dove ho avuto la possibilità di conoscere (anche personalmente) diverse persone appassionate di cucina come me. Tutte insieme decidemmo di scoprire come creare la pasta madre e fu creato un thread apposito per questa occasione.

Partimmo con tanto entusiasmo da una… mela! Si, una mela biologica bella matura, e la tritammo con tutta la buccia. Miscelata con uguale quantitativo in peso di acqua rigorosamente a 26° e chiudemmo il tutto in un barattolo per 24 ore, poi lo setacciammo e unimmo il doppio quantitativo (sempre in peso) di farina 0 (o manitoba, non ricordo bene, ma comunque una farina forte). Doveva venirne fuori un impasto poco idratato per evitare che venisse attaccato dalle muffe. Quindi gli facemmo un bel bagnetto in acqua a 16° fintanto che non venne a galla. Questo doveva avvenire entro 48 ore, altrimenti l’esperimento poteva dirsi fallito ed infatti a questo punto alcune di noi si arresero alla triste evidenza. Il mio però venne a galla e non vi dico la soddisfazione: un po’ come se fosse venuto alla luce! Ecco perchè da quel momento scatta l’istinto materno e lo si comincia a curare e a nutrire quasi come se fosse un figlio. Perchè da quel momento questo “bambino” ha bisogno di molte attenzioni e tutti i giorni necessita di essere rinfrescato. Non mi dilungherò nelle lunghe spiegazioni di come esso vada rinfrescato, ma diventerà attivo solo dopo circa trenta giorni anche se all’inizio non avrà ancora acquisito la giusta forza e lascerà ancora al vostro pane un retrogusto un tantino acido.

Sono andata avanti con questo lievito solo un paio di mesi, poi, non ottenendo i risultati sperati l’ho crudelmente gettato nell’immondizia e mi son sentita in colpa per settimane intere.

Anni dopo, ad un corso di cucina, me ne è stata offerta una nuova dose derivata da una pasta madre che, mi si disse, aveva addirittura 150 anni! Mi son detta, perchè no? In quell’occasione mi è stato insegnato a rinfrescarlo con uguale quantitativo di acqua e di farina, ma farina di segale integrale. Con questo lievito ho avuto molte soddisfazioni, fino a quando…. me lo son dimenticato in frigo per troppo troppo tempo e quando aprii il barattolo l’unica soluzione che ritenni decente fu quella di gettare ancora una volta il tutto.

Ma non c’è due senza tre e l’anno scorso sono approdata sul blog della Comunità del cibo pasta madre dove ho trovato una nuova spacciatrice della zona. Ebbene ci siamo incontrate e ho potuto adottare una nuova madre e questa persona ha conosciuto l’utilizzo delle trebbie di cui sono diventata la sua fornitrice ufficiale. Da quel momento ho cominciato a spacciare anche io e a produrre pane tutti i giorni, o quasi… finchè è arrivata l’estate e ho fatto l’errore di non congelare un po’ della mia pasta prima di trasferirmi definitivamente sotto l’ombrellone! Anche questa povera madre è andata!

E infine, una nuova spacciatrice/fata ha incrociato la mia strada. Lei il suo lievito se lo è autoprodotto e devo dire che funziona alla perfezione. Avevo cominciato a rinfrescarlo con la farina di segale integrale, ma poi ho capito che non era il caso perchè necessitava di più acqua e così sono passata di nuovo alla farina 0.

Io di solito rinfresco la sera, la mattina impasto il mio pane (spesso mi avanza abbastanza lievito per impastare anche dei crackers o dei grissini), dopo pranzo gli do la forma e prima di cena-tardo pomeriggio inforno. In genere dal lievito rinfrescato prelievo circa 200 g per la prossima panificazione e tengo il lievito in fresco perchè non riesco a panificare più di una volta a settimana e inoltre devo cercare di mangiare meno lievitati possibile (sigh!) a causa di una intolleranza. Comunque con le mie madri ho ottenuto molte soddisfazioni, dal pane alla pizza fino ad arrivare ai cornetti: buonissimi la mattina a colazione, si possono congelare e poi riscaldare al bisogno. In questo ultimo caso, se li volete mangiare caldi a colazione, conviene cominciare a rinfrescare il lievito dalla mattina precedente.

Tutto questo racconto, per chi non lo sapesse, è perchè oggi è il “Pasta Madre Day” e in molte città italiane si svolgono degli eventi durante i quali viene distribuito il lievito madre a chi lo desidera. Qui trovate l’elenco dove potrete adottare la vostra!

Ma perchè, mi chiederete, adottare del lievito madre? Vi risponderò con le parole di Riccardo Astolfi, colui che ha creato la Comunità del cibo pasta madre e l’evento:

“In un momento storico come questo, dove si continua parlare di crisi e recessione, dove le famiglie non arrivano alla fine del mese e le attività commerciali chiudono (anche i panifici), il Pasta Madre Day si propone quindi come un significativo momento di risposta e di reazione. Ritornare a questi gesti (il fare il pane, il donare, lo scambio) e riscoprirne la semplicità ci porta a reagire nei confronti di un’economia che ci vuole sempre più (e solo) consumatori, e non produttori.
Ritornare a fare il pane in casa (buono, duraturo, digeribile e di qualità), utilizzando pasta madre e farine biologiche, macinate a pietra e locali, può innescare un circolo virtuoso di economia locale e sostenibile che contribuirà a portare alle nostre famiglie un futuro un po’ più sereno con pochissimo sforzo.”

Spero di avervi convinto, ma se ancora non fosse così, vi regalo anche una sfiziosa ricetta fatta quest’oggi con la mia pasta madre: i grissini con i semi.

Grissini_01Ingredienti:

  • 150 g di pasta madre
  • 250 g di acqua
  • 1 cucchiaio di malto di mais
  • 600 g di farina tipo 1
  • 100 g di olio EVO Dante
  • 10 g di sale
  • semi di sesamo
  • semi di finocchio
  • semi di papavero

Procedimento:

Preferibilmente impastare a macchina perchè inizialmente l’impasto è un po’ duro. Io ho utilizzato il Bimby ed ho messo inizialmente il lievito nel boccale insieme all’acqua a circa 21°C e a un cucchiaio di malto di mais 20 sec. Vel. 4. Unire quindi la farina e cominciare ad impastare a Vel. Spiga per 1 minuto, quindi, sempre a vel. Spiga, unire l’olio a filo e il sale. Impastare (volendo anche a mano) fino a che l’impasto non diventa liscio.

Ungere un contenitore e mettervi l’impasto a lievitare fintanto che non raddoppierà di volume, quindi stenderlo con le mani a circa 1 cm di altezza. Con un coltello tagliare delle strisce di circa 1 cm di larghezza e rotolarle per dare la forma ai grissini. Rotolare ancora i grissini nei semi (io ho utilizzato dei fogli di carta di alluminio su cui ho messo i vari semi), quindi adagiarli su una placca ricoperta di carta forno. Alcuni grissini ho preferito lasciarli al naturale, altri ancora li ho spennellati con dell’olio e li ho salati con del sale grosso.

Infornare a 200°C per 20 minuti, quindi abbassare la temperatura a 180° C e cuocere per altri 10 minuti.

Ricetta tratta parzialmente dal libro di Sara Papa “Tutta la bontà del pane”.

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Fusilli lunghi con radicchio all’arancia

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La vincita del contest Fior fiore Coop non solo mi ha dato la possibilità di visitare gli studi del Gambero Rosso e registrare la puntata della mia ricetta a fianco di Francesca Barberini e Max Mariola, ma pochissimi giorni prima di Natale mi è stato consegnato a casa un bellissimo cesto natalizio come ringraziamento contenente un sacco di specialità Fior Fiore Coop, dal culatello, all’olio extra vergine di oliva, alla cioccolata di Modica fino ai fusilli lunghi bucati di Gragnano che ho utilizzato per questa ricetta e che trovo si adatti perfettamente a questo condimento.

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L’occasione poi è propizia perchè il prossimo 26 gennaio come ogni anno l’Airc (Associazione Italiana per la ricerca contro il cancro) scende in piazza con le “Arance della Salute” e sarà possibile acquistare le famose arance rosse di Sicilia Igp (simbolo di un’alimentazione sana e protettiva contro il cancro) contribuendo alla ricerca. Recandosi dunque in una delle 2500 piazze italiane (qui la lista), oltre alle arance riceverete anche una piccola guida “Il cibo che allena il tuo corpo”, con consigli e ricette per una alimentazione sana perchè si sa che il cancro per il 30% si combatte anche a tavola.

Per questa occasione La Cucina Italiana si è resa portavoce e proporrà nel suo sito tante ricette a base di arance, ricette firmate dallo Chef Moreno Cedroni e dalle foodblogger che si sono rese disponibili. E io non potevo certo tirarmi indietro!

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Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g di fusilli lunghi bucati di Gragnano Fior Fiore Coop
  • 1 arancia biologica(scorza e succo)
  • mezzo cespo di radicchio trevigiano
  • mezzo bicchiere di vino rosso piuttosto corposo
  • 200 g di ricotta
  • olio EVO Dante

Preparazione:

Questo tipo di pasta richiede una cottura un po’ più lunga rispetto ad altre paste lunghe (13-15 minuti) per cui vi consiglio di cominciare subito cuocendola in acqua bollente salata.

Togliete la scorza all’arancia (facendo attenzione a non prelevare la parte bianca che è amara) e tritarla con il coltello. Spremere dunque il succo e unirlo al vino.

Nel mentre questa cuoce, lavate il radicchio e tagliatelo in striscioline. In una padella mettete due cucchiai di olio EVO Dante e appena è caldo aggiungere il radicchio. Farlo stufare leggermente quindi sfumarlo col vino e il succo di arancia. Continuare la cottura fintanto che il condimento non si sarà addensato rimanendo però morbido.

In un recipiente dai bordi alti mettere 2/3 del condimento insieme alla ricotta e a qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Frullare con un mixer ad immersione quindi rimettere in padella.

Appena la pasta è cotta, scolarla e rovesciarla nella padella facendola saltare.

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Chef On The Road: il 29 ottobre a Montevarchi

Evvai!!! Ormai ci siamo: pochi giorni ancora, ma potrei già cominciare a contare le ore che mancano al tanto atteso evento organizzato dall’executive chef  Luca Borghini nel bellissimo scenario di Montevarchi e precisamente all’osteria di Rendola che ci ospiterà. Parlo ovviamente di Chef On The Road, l’evento legato al contest “Portiamo l’oro in tavola: lo Zafferano”, che mi ha visto emozionata vincere il primo premio per la categoria primi piatti. Sono quindi onorata nel mio piccolo di poter far parte dello staff  accanto a nomi ben più importanti del mio e a stimati colleghi foodblogger: il Presidente dei macellai Alberto Rossi con “l’evoluzione di una noce”, Velia de Angelis, Antonio Scaccio, Shady ,Francesca Burzi , Stefania Pianigiani, Shamira Gatta Lovely Cake, Le Pellegrine Artusi, Giusy Dolci & Delizie, Sole Nero, A Tavola con Willy, Le chicche di Cry, Giovanna Geremicca con il suo cioccolato dai profumi eccelenti, Tiziana Tinari con un’incatevole torta .. sara’ presente Solochef lo sponsor di eccellenza che vestirà tutti noi con le loro fantastiche divise personalizzate (e immagino già il timore reverenziale con cui la indosserò!), e inoltre non mancherà il settimanale di Arezzo. Protagonista di questa serata ovviamente lo  zafferano il re dei re , che ritroveremo in svariate ricette.

A proposito, ma voi lo sapete in che cosa potrei cimentarmi? Allora, prendendo lo spunto da un giochino che spesso il giocherellone Luca Borghini ci propone su Facebook, vi lascio la foto e a voi indovinare di cosa si tratta! Ovviamente non vi darò nessun indizio, ma vi prometto che sarà una delle prossime ricette del blog:

L’emozione è davvero tanta, così come la voglia di conoscere personalmente tante persone meravigliose che in questo ultimo anno ho avuto modo di apprezzare sul web. E tanta è la voglia di divertirsi facendo quello che amo di più fare: cucinare… sperando di essere all’altezza!!!

Bene, ormai non manca che affilare i coltelli, come dice appunto Luca Borghini.