Tartufini al torrone

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Nel post precedente vi ho parlato della festa del torrone che si terrà a Cremona dal 16 al 24 novembre e del fatto che quest’anno anche le foodblogger sono state invitate a partecipare all’evento inviando una loro ricetta a base di torrone. Se nel post precedente ho voluto dare la mia interpretazione di questo ingrediente in una ricetta  salata, questa volta ho voluto reinterpretarlo in un dolce. Di ricette di tartufini sul web se ne trovano milioni e non credo di aver inventato l’acqua calda se ho voluto inserire al loro interno il torrone, però non ho trovato nessuna versione che utilizzi il mascarpone. E quantunque esistesse già, vi invito comunque a diffidare di quelle ricette che utilizzano l’uovo crudo per due ragioni: la prima è che non è necessario a farle stare unite e la seconda, fondamentale, è che l’uovo crudo non va mai usato perchè potrebbe essere contaminato, in particolar modo da salmonella.

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Ingredienti per circa 30 tartufini:

  • 100 g di mascarpone
  • 50 g di burro
  • 150 g di torrone alle mandorle Sperlari
  • 40 g di cacao amaro in polvere
  • 60 g di zucchero a velo
  • 2 cucchiai di brandy (facoltativo)
  • q.b.  di cocco grattugiato e/o granella di pistacchi e/o cacao in polvere, ecc.

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Procedimento:

In un mixer tritare grossolanamente il torrone. Mescolarvi il cacao in polvere e lo zucchero a velo. Aggiungere quindi il burro e il brandy impastando fino a che il composto non diventa omogeneo. Unire in ultimo il mascarpone, mescolando ancora.

Porre questo composto in frigorifero per qualche ora affinchè diventi della consistenza giusta per essere lavorato.

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Trascorso questo tempo, tirare fuori dal frigo e prelevare poco impasto alla volta che rotolerete nei palmi delle mani fino a formare delle palline che andranno passate nel cocco, nella granella di nocciole o nel cacao in  polvere. Disponete i tartufini nei pirottini di carta e poneteli di nuovo in frigo o, meglio ancora nel congelatore (la presenza dell’alcol non li farà indurire molto, ma attenzione che andranno comunque consumati entro pochi giorni). Tirateli fuori solo 5-10 minuti prima di servirli.

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Patè di acciughe con gelatina di arancia tratto da “E’ scoccata l’ora del paTE'”

 

1466239_207894032728652_1302257691_nPate_01Una serie di coincidenze mi ha permesso di sperimentare la prima ricetta tratta dal libro dell’MTC “L’ora del PAtè” (di cui vi avevo parlato qua), nonchè il mio primo patè, lo ammetto. Infatti, mentre molte delle foodblogger erano impegnate a Genova per la presentazione del libro (e anche mio marito che si trovava a passare di lì per altre faccende), io ero alle prese con un contenitore di acciughe tolto dal congelatore poche ore prima (ne ho sempre uno in frigo per le emergenze e per quelle volte in cui mi prende voglia di crudo – vedi Anisakis) e mi chiedevo che cosa mai avrei potuto farci, quando gli occhi mi cadono sul libro in questione e vengo illuminata dalla giusta idea. Per l’appunto, e vi giuro che è assolutamente casuale, la ricetta è proprio quella della mia amica Cristina di Poverimabelliebuoni e, ancora casualmente, gli ingredienti erano tutti in casa, escluso qualche spezia e la robiola che ho sapientemente sostituito con il Philadelphia.

Quale migliore ricetta per festeggiare l’onomastico di mio marito, il nostro anniversario e un acquisto importante? D’ora in avanti, patè forever!

Vi ricordo che il ricavato della vendita di questo libro andrà devoluto interamente alla Fondazione “Aiutare i bambini” e nello specifico al progetto “Cuore di bimbi”

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Ingredienti per circa 4 persone:

Per la gelatina all’arancia e brandy:

  • 120 ml di acqua
  • 80 ml di succo di arancia
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 15 ml di brandy
  • 3 g di agar agar o 2 grammi di colla di pesce fatta ammollare precedentemente in acqua fredda

Procedimento:

In un pentolino, mescolare l’agar agar con l’acqua o il succo di arancia, aggiungere il cognac e lo zucchero e portare a bollore. Far sobbollire per un paio di minuti (se utilizzate la colla di pesce, è questo il momento di metterla nel liquido).

Foderare uno stampo da plumcake con della pellicola trasparente stendendola bene e versarvi la gelatina. Far raffreddare e riporre in frigo a rassodare.

Per il patè:

  • 300 g di acciughe pulite e disliscate
  • 1/2 carota
  • 1/3 di costa di sedano
  • 1 scalogno
  • 1 foglia di alloro
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio
  • 3-4 pomodori secchi
  • 2-3 acciughe sotto sale
  • 30 ml di marsala secco
  • 1 cucchiaino di timo
  • 80 g di Philadelphia
  • 20 g di granella di pistacchi
  • olio EVO
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Mettere i pomodorini secchi dentro un bicchiere di acqua calda per una decina di minuti per farli rinvenire.

Tritare lo scalogno, il sedano e la carota dopo averli puliti e lavati. Fare rosolare appena questo trito in padella con un filo di olio e l’alloro, unire quindi le acciughe sottosale (precedentemente lavate e pulite) e farle sciogliere in padella. Dopo averli sgocciolati e strizzati, tagliare i pomodorini a filetti sottili e aggiungerli in padella insieme al timo e ai semi di finocchio, far insaporire, infine unire le acciughe fresche. Sfumare col Marsala e proseguire la cottura fintanto che l’alcool non sarà evaporato e il fondo si sarà asciugato.

Far raffreddare, togliere l’alloro e frullare. Unire il Philadelphia e la granella di pistacchi. Amalgamare bene fino ad ottenere una crema.

Versare questo composto sopra la gelatina di arancia e brandy che nel frattempo avrà raggiunto la giusta consistenza. Livellare bene e battere lo stampo sul tavolo in modo da stabilizzare tl tutto e togliere le eventuali bolle d’aria.

Mettere in frigo per un paio di ore, quindi sformare e servire con del buon pane toscano.

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Pate_07Come vedete nelle foto, l’idea di servire il patè nei contenitori di sgombri sott’oli (come tra l’altro, questa ricetta viene presenta nel libro) è davvero simpatica e vincente!

P.S. Il marito ha apprezzato tantissimo!

Ravioli di cotechino su letto di lenticchie

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Io ve lo devo proprio dire: il rosso proprio non mi piace (nonostante in casa abbia una parete totalmente di questo colore!) e forse è per questo motivo che il Natale non è tra le mie feste preferite: solo il pensiero di mettermi a fare l’albero e averlo tra i piedi per 20 giorni (perchè non esiste che in questa casa si faccia prima del 15 dicembre!) mi fa venire il prurito! Dopo due giorni non vedo già l’ora che sia il 6 gennaio per poterlo disfare! Però che devo farci? Per i bambini questa festa è molto importante e ci tengono a tutti i riti, anche se son già grandicelli (il maggiore da pochi giorni ha compiuto 15 anni!) e a Babbo Natale non credono più! Però bisogna comunque preparare il pasto per questo uomo barbuto la sera del 24 e fargli trovare le bucce dei mandarini sul tavolo la mattina dopo con i regali sotto l’albero! Vabbè lo ammetto… son quelle cose che comunque fanno tanto famiglia e alle quali non rinuncerei mai, neanche e soprattutto per un po’ di disagio che può crearmi un albero finto! E quest’anno poi, che probabilmente non saremo a casa per Natale, questi riti mancheranno un po’ anche a me!

Quel che invece a me più piace di queste feste è il ritrovarsi con tutta la famiglia (durante l’anno, essendo numerosi, è sempre più difficile farlo) e la soddisfazione che provo nel cucinare in maniera speciale per le persone a cui voglio bene. Questo per me è il più bel dono che posso fare, e infondo, quello che mi riesce fare meglio. Non è una cosa che si può improvvisare un menù natalizio per 15-18 persone… è una cosa che va pensata prima, che richiede ricerca, sperimentazione e organizzazione e a me poi non piace mai fare la stessa cosa e anzi, mi piace sorprendere ogni volta! Basta dunque alle solite lasagne e al solito roastbeef (il menù classico di mia madre ;) ).

Quest’anno se avrò la possibilità di festeggiare con i miei familiari vorrei proporre una ricetta sperimentata la prima volta ad un corso di cucina fatto due o tre anni fa.

Ravioli di cotechino_02Ingredienti per 50-60 ravioli:

  • 3 uova
  • 300 g di farina per pasta e gnocchi fatti in casa
  • 1 cotechino di 500 g
  • 3 patate medie
  • 1 rametto di rosmarino
  • 200 g di lenticchie secche
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • olio EVO
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino secco

Procedimento:

Mettere le lenticchie a bagno per una notte, quindi scolarle, sciacquarle e metterle sul fuoco in una pentola piena di acqua con la carota sbucciata, il sedano e la cipolla. Portare a bollore e cuocere per circa 20-30 minuti: occorre assaggiarle perchè le lenticchie non sono tutte uguali e hanno diversi tempi di cottura. Salarle soltanto 10 minuti prima di spegnere il fuoco.

Lessare le patate con la buccia, quindi sbucciarle e schiacciarle. Tritare il cotechino (senza cuocerlo) e unirlo alle patate. Tritare il rosmarino e unire anch’esso al composto. Aggiustare di sale e mescolare bene. Il ripieno dei ravioli è pronto.

Impastare la farina con le uova su una spianatoia o in un robot da cucina. Aggiungere anche il sale. Fare una palla con l’impasto, coprirla con un panno e lasciarla riposare per 15 minuti.

Nel frattempo preparare il condimento dei ravioli: schiacciare uno spicchio di aglio e metterlo in padella con 2/3 cucchiai di olio EVO e un piccolo peperoncino tritato (facoltativo). Accendere il fuoco e non appena comincerà a soffriggere unire le lenticchie scolate. Far insaporire per pochi minuti aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura delle lenticchie. Metterne una metà in un bicchiere dai bordi alti e frullare con un mixer ad immersione aggiungendo ancora un po’ di acqua. Versare di nuovo in padella con le lenticchie intere, aggiungere il cucchiaio di concentrato di pomodoro e mescolare. Spegnere la fiamma.

Stendere la pasta con la macchinetta (nonna papera) o, se preferite, con il matterello ottenendo delle strisce molto sottili, larghe 10 cm. Posizionare un cucchiaino di impasto a distanza regolare l’uno dall’altro per tutta la lunghezza della sfoglia e ripiegare la sfoglia su se stessa, premendo intorno ad ogni raviolo.(se necessario bagnare leggermente con un po’ d’acqua). Coppare con gli stampini.

Lessare i ravioli in abbondante acqua bollente e salata per pochi minuti, quindi scolarli e condirli col sugo di lenticchie.

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Gingerbread o biscotti di pan di zenzero: a noi piace Shrek!!!

Approfitto di questo post per comunicare che ho creato un gruppo di blogger di wordpress su facebook per condividere problemi e consigli di questa piattaforma. Chi fosse interessato può richiedere di entrarne a far parte!

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Sarà che vengo da una settimana durante la quale i miei figli mi hanno fatto vedere per la milionesima volta tutta la serie di Shrek (che peraltro adoro!!!), sarà che la mia amica Salima mi ha fatto avere lo stampo dell’omino di pan di zenzero che tanto desideravo, ma più probabilmente, sarà il fatto che adoro il profumo che questi biscotti sprigionano per tutta la casa che mi ha spinto a mettermi all’opera in questi giorni che precedono il Natale.

Ma oltre ad essere buonissimi, sono anche troppo simpatici, ideali anche da appendere all’albero se prima di infornarli vi ricordate di fare un piccolo foro sulla fronte!

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Ingredienti per circa 25 biscotti:

  • 300 g farina 00
  • 115 g di burro
  • 80 g di zucchero
  • 120 g di miele
  • 2 cucchiaini di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata
  • 5 chiodi di garofano tritati (io ho usato il Bimby)
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 uovo

Procedimento:

Mescolare le polveri (farina, zucchero, bicarbonato e spezie), unire il burro freddo di frigo e il miele. Azionare il Bimby (o il vostro robot) a vel. 4 per 30 secondi e infine aggiungere anche l’uovo e impastare ancora per pochi secondi. Fare una palla con l’impasto ottenuto e avvolgerlo nella pellicola trasparente. Mettere in frigo per qualche ora coperta con pellicola, quindi stendere l’impasto e copparlo con l’apposito stampino. Cuocere i biscottini in forno a 180° per 15 minuti.

Ingredienti per la glassa:

  • 1 albume
  • 150 g di zucchero a velo
  • coloranti alimentari
  • chicchini vari

Procedimento:
Far raffreddare e nel frattempo preparare la glassa montando a neve un albume, quindi unire 150 g di zucchero a velo fino ad ottenere una crema densa. Colorarla a piacere e decorare i biscotti. Aspettare qualche ora affinchè la glassa abbia il tempo di asciugare.

Per decorare io ho utilizzato dei coni fatti con la carta da forno.
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Roscòn de Reyes per la Befana

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Qualche giorno fa girovagando nel web sono incappata nella ricetta di questo dolce che viene servito in Messico il giorno della Befana! Il blog in questione è Con le mani in pasta e questa è la sua ricetta. Incuriosita sono andata a ricercarla anche in altri blog, anche quelli in lingua ed ho saputo un sacco di cose interessanti riguardo a questa tradizione. Certo il web è una gran cosa in questi casi!

Come dicevo, il Roscon de Reyes (letteralmente Ciambella dei Re Magi) è un dolce tradizionale che viene preparato in occasione dell’Epifania, un dolce portafortuna perchè al suo interno vi si nasconde tradizionalmente una statuetta di porcellana che rappresenta un re magio (o una moneta) e chi la troverà nella sua fetta sarà re per un giorno! Ma oltre alla monetina si nasconde anche una fava (io un fagiolo!) e chi la troverà sarà colui che dovrà offrire il Roscon l’anno successivo.

Non ho potuto prepararlo prima perciò ve lo offro ora per augurarvi Buona Befana (ma si augura poi Buona Befana?), felice di farlo conoscere a chi come me ancora non lo conosceva!

Ho scelto di seguire la ricetta di Con le mani in pasta (dimezzando le dosi per fare un solo ciambellone) perchè mi piace l’idea di utilizzare la pasta madre, ma per chi non l’avesse, tra le tante che ho trovato in rete trovo che quella di Arte in Cucina sia tra le più semplice e l’idea di glassare questo ciambellone la trovo geniale! E se cercate una versione vegana, perfetta quella di Ravanello CuriosoRoscon de Reyes_02!

Ingredienti:

per la biga

  • 35 g di latte a temperatura ambiente
  • 8-10 g di lievito di birra
  • 65 g di farina manitoba
  • 1 cucchiaino di zucchero

per l’impasto

  • 60 g di zucchero
  • scorza di un limone
  • scorza di un’arancia
  • 30 g di latte
  • 35 g di burro
  • 1 uovo
  • 60 g di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 230 g di farina manitoba
  • 1 pizzico di sale
  • ciliegine candite
  • panna da montare
  • monetina
  • fagiolo

Preparazione:

Preparare la biga mescolando in un recipiente la farina con il lievito di birra, il latte e lo zucchero. Formare una palla e metterla in un altro recipiente ricoprendola con acqua tiepida. Lasciarla riposare il tempo necessario affinchè raddoppi di volume e venga a galla.

Cominciare a preparare l’impasto. Io come sempre utilizzo il Bimby, ma si può fare tranquillamente a mano.

Inserire lo zucchero nel boccale con la scorza di limone e con quella d’arancia: 10 sec. vel. 10. Aggiungere la farina e il lievito madre disciolto nel latte tiepido. Azionare il Bimby a Vel. spiga e, mentre è in funzione, inserire nell’ordine l’uovo, il sale e la biga. Quando comincerà a formarsi una palla, aggiungere anche il burro a pezzetti. Far andare così per altri 3 minuti, quindi togliere dal Bimby, formare una palla e metterla a lievitare per 3-4 ore.

Ora, potete decidere se fare un ciambellone tradizionale oppure come quello delle mie foto. Nel primo caso procedete sgonfiando l’impasto e creando con esso un salsiccioto che andrà inserito in uno stampo da ciambellone possibilmente a cerniera (ricordatevi di inserire nell’impasto la monetina e il fagiolo!)

Nel caso vogliate dare la forma come quella della foto, dividete l’impasto in 6, formando con ognuna una palla (in una inserite la moneta e in un’altra il fagiolo). Imburrare lo stampo da ciambellone e inserire le palle distanziandole leggermente l’una dall’altra (lievitando si attaccheranno).

Mettere a lievitare ancora per un’altra ora, quindi spennellare la superficie con del latte e decorare con le ciliege candite.

Infornare a 180° per 30 minuti.

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Quando il dolce si sarà freddato, tagliatelo orizzontalmente (attenti alla moneta e al fagiolo) e riempite con la panna montata!

Da mangiare tassativamente il 6 gennaio!

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Fagottini ai carciofi e gamberi

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Le vacanze sono agli sgoccioli! Sono state vacanze molto tranquille per noi e abbiamo potuto riposare mente, corpo e spirito! Sarà dura riprendere il tram tram quotidiano da lunedì, soprattutto per quanto riguarda la sveglia che suonerà implacabile alle 7 per tutta la famiglia! Era bello invece alzarsi con tutta calma (spesso alle 11… quasi me ne vergogno!), fare la colazione tranquilli, godersi un buon caffè e coccolarci!

E poi per molti sarà il momento di rimettersi a regime alimentare dietetico per smaltire tutti gli eccessi di questi giorni passati! Rimane però ancora l’ultima grande abbuffata, quella dell’Epifania che poi tutte le feste si porterà via, insieme a tutti i pasti luculliani! Disfaremo l’albero, il presepe e riporremo nelle scatole tutti i gingilli che fanno Natale fino al prossimo anno. Ma, come dicevo, possiamo ancora pensare ad un piatto che ci farà felice a tavola e per me le feste di Natale non son complete se non contemplano almeno una volta nel menù le crèpes o crespelle, come dir si voglia e in qualsiasi piegatura e ripieno. Io ho scelto di chiuderle a fagottino perchè mi dà l’idea di un regalo e di riempirle con una salsina a base di carciofi e gamberetti, condimento che uso spesso anche per la pasta.

La ricetta è in parte tratta dal numero di gennaio di “Alice”

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Ingredienti per 9-10 crèpes:

  • 3 uova
  • 250 g di farina 00
  • mezzo litro di latte
  • sale
  • 4 carciofi
  • 500 g di gamberi
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO Dante
  • mezzo bicchiere di brandy
  • 1 costa di sedano
  • 1 scalogno
  • 1 manciata di prezzemolo
  • 1 carota
  • 25 g di farina
  • 25 g di burro
  • alcune foglie di porro

Procedimento:

Preparare le crèpes sbattendo le uova. In un’altra ciotola mescolando aggiungere poco per volta il latte alla farina per evitare che si formino grumi, quindi incorporare le uova e il pizzico di sale. Mescolare a lungo, quindi coprire e lasciar riposare per almeno un’ora.

Cuocere le crèpes in una padella antiaderente di circa 16 cm di diametro, imburrandola leggermente ad ogni nuova crèpes. Versarvi un mestolo di composto e girare la padella in modo che quest’ultimo riempa tutto il fondo della padella. Appena comincerà a staccarsi, rigirarla e cuocerla dall’altro lato. Mettere le crèpes in un piatto impilandole.

Preparare il ripieno pulendo i carciofi e mettendoli a bagno in acqua acidulata.

Togliere le teste e i carapaci ai gamberi e metterli da parte. Togliere ai gamberi anche il filamento nero.

Tagliare i carciofi a julienne e i gamberi grossolanamente.

In una padella mettere due cucchiai di olio EVO Dante e lo spicchio di aglio schiacciato. Appena quest’ultimo comincia a sfrigolare toglierlo e aggiungere i carciofi. Far cuocere 10 minuti, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Salare. Un paio di minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere anche i gamberi e mescolare bene.

Preparare una bisque con le teste e i carapaci dei gamberi. In una padella scaldare due cucchiai di olio EVO Dante, aggiungere le teste e i carapaci e farli rosolare. Aggiungere anche il sedano e la carota tagliati grossolanamente e lo scalogno tritato. Sfumate con il Brandy, quindi coprite con l’acqua e inserite anche il prezzemolo. Salare. Far cuocere per una mezz’ora abbondante quindi passare la bisque al colino e rimettere sul fuoco a far restringere.

Prelevare delle foglie dal porro e tagliarle in strisce longitudinali dopo averle lavate. Farle cuocere pochi minuti (giusto per ammorbidirle) in acqua bollente.

Riempite le crèpes con un cucchiaio di composto di carciofi e gamberi posizionato al centro. Chiudere a fagotto legandolo con una striscia di porro.

Posizionate i fagotti in una teglia da forno.

Preparare la besciamella. Sciogliere il burro in una pentola e aggiungere la farina. Far cuocere qualche minuto (roux) quindi aggiungere 250 ml di bisque calda e proseguire la cottura fintanto che la besciamella non si comincerà ad addensare. Distribuirla quindi sopra le crèpes.

Accendere il grill del forno e quando è pronto inserirvi le crèpes fintanto che non si saranno gratinate.

Servire calde.

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Cantuccini? Si, ma alle acciughe!

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Questa ricetta avrei voluto pubblicarla ieri per darvi la possibilità di prepararla per il vostro cenone di fine anno. Doveva dunque essere l’ultima ricetta del 2012 ed invece è diventata la prima del 2013! Questo perchè purtroppo ieri c’è stato un piccolo incidente domestico che ha scombussolato un po’ la nostra fine dell’anno facendocelo concludere non nel migliore dei modi, infatti il piccoletto di casa è caduto dalla sua bici nuova e si è rotto un dente. Sono incidenti classici dell’infanzia a cui però, nonostante tre figli maschi piuttosto turbolenti, non si fa mai l’abitudine e creano sempre notevoli preoccupazioni. Ve ne potrei raccontare un bel po’, alcuni, a ripensarci adesso, potrebbero sembrare anche “comici”, ma lì sul momento riescono a toglierti anni di vita! E quindi, per tornare alla nostra ricetta, a quel punto ho perso la fantasia di mettermi al pc.

Ovviamente si parla di acciughe e ultimamente quando si parla di acciughe in questo blog non si può non parlare anche del blog di Cristina Poveri ma belli e buoni da dove anche questa ricetta arriva! Poco prima di Natale ci siamo incontrate per farci gli auguri e lei mi ha portato in dono questi deliziosi cantuccini che, una volta giunti a casa, mio marito ha gustato con molto piacere esortandomi a provare a farli. Gli son piaciuti così tanto che nel fotografarli ha dato il meglio di sè, come potete vedere! 

Parlando con Cristina mi ha consigliato di provare a fare delle piccole modifiche alla sua ricetta ecco che dunque io, oltre al burro ho inserito anche lo strutto che secondo me gli dà la giusta croccantezza senza che si sbriciolino.

E dunque posso ora di nuovo rinnovare a tutti voi i miei auguri per un felice 2013!

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Ricetta originale qui

Ingredienti per 30-35 cantuccini:

  • 140 g di farina 00
  • 60 g di frumina
  • 2 uova
  • 30 g di burro
  • 30 g di strutto
  • 20 g di capperi
  • 20 g di pinoli
  • 12-15 filetti di alici sott’olio
  • pochissimo sale
  • mezza bustina di lievito in polvere per torte salate

Procedimento:

In una padella antiaderente fate tostare leggermente i pinoli fintanto che non rilasceranno il loro olio. Far raffreddare.

Con il coltello tagliare grossolanamente le acciughe.

Per impastare io ho usato il Bimby, ma potete fare comodamente anche a mano su una spianatoia.

Mettere le farine nel boccale insieme ad un pizzicottino di sale (ricordate che le alici sono molto salate) e al lievito, mescolare pochi secondi a vel. 6. Aggiungere il burro e lo strutto a pezzetti e azionare il Bimby: 15 sec. vel. 4. Aggiungere anche le uova, ancora 15 sec. vel. 4. Unire le acciughe, i pinoli e i capperi e mescolare ancora pochi secondi in senso antiorario vel. 3. Formare con questo impasto una palla e farla riposare in frigo per circa un’ora, quindi dividerlo in tre e formare con ognuno dei salsicciotti lunghi circa 25 cm, appiattendoli un po’.

Posizionarli su di una teglia ricoperta di carta forno. Cuocerli in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti, quindi sfornarli e affettarli con un coltello da pane ottenendo dei biscotti di altezza di 1,5-2 cm. Distribuirli sdraiati sulla teglia del forno ricoperta di carta e riposizionarli in forno per 5 minuti, quindi rigirarli e rimetterli in forno altri 5 minuti.

Servire freddi, magari accompagnati da delle buone bollicine! :D

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