“La Torre del Gusto”: l’inaugurazione nella tenuta del Parco dell’Uccellina

Torre del Gusto_08Correva l’anno 2005 quando conobbi lo chef Fabio Campoli assistendo ad una sua lezione. Nel corso di questi anni ho continuato a seguirlo in televisione, ma non ho avuto l’occasione di incontrarlo nuovamente fino a sabato scorso quando ho avuto l’onore di essere invitata all’inaugurazione del ristorante La Torre del Gusto situata presso la Tenuta del Parco dell’Uccellina, un luogo immerso nel verde della Maremma, poco distante da Talamone. Un bellissimo parco dove è possibile praticare trekking, fare passeggiate in bicicletta e a cavallo, vicinissimo al mare con le sue calette e le sue acque cristalline!

All’interno della tenuta la produzione agricola è rigorosamente biologica e con i prodotti della terra vengono realizzati in loco e a filiera corta olio, vino, marmellate, patè, pasta, e salse.  Il miele millefiori è un concentrato di sapori e profumi della macchia mediterranea. I vitelli di razza maremmana (presidio Slow Food) vengono allevati allo stato semibrado e nutriti con foraggi naturali, rendendo le carni più digeribili.

Torre del Gusto_04

Il progetto del Circolo dei Buongustai di Fabio Campoli in collaborazione con Terravision Group era quello di dar vita ad una proposta gastronomica unica, che valorizzasse i prodotti del territorio. Una cucina “povera” che richiama le vecchie tradizioni contadine del pane, della pasta e dei dolci fatti in casa, ma con il tocco dello chef Campoli che dirige lo staff della cucina di questo ristorante situato all’interno della tenuta.

Torre del Gusto_24

Qui vi potrete degustare piatti semplici come frittate e fagioli al coccio, ma troverete anche l’hamburgeria e la salsamenteria. Una ricca selezione di dolci conclude il menù, ma una menzione speciale, consentitemelo, va sicuramente alla crema di nocciole prodotta con l’olio di oliva della tenuta e con le nocciole del vicino viterbese. Un menù che insomma ben si sposa col territorio per regalarci i sapori di un tempo.

Torre del Gusto_20

Sabato quindi, complice una splendida giornata di sole, si è tenuta l’inaugurazione del ristorante, durante la quale abbiamo potuto assaggiare parte di queste bontà.

Abbiamo cominciato con una degustazione di formaggi offerta dall’azienda De Magi di Castiglion Fiorentino. Andrea Magi ci ha illustrato alcune delle sue creazioni con spiegazioni dettagliate che ci hanno fatto capire come l’amore verso il proprio lavoro possa dar vita a prodotti di eccellenza. Tutti buonissimi, ma uno su tutti ha conquistato più di altri il mio palato ed è l’Aromatico, profumatissimo e piacevolissimo.

Torre del Gusto_01

Torre del Gusto_10

Abbiamo proseguito col ricchissimo buffet di antipasti: carpaccio (io che adoro il crudo in ogni sua forma, mi ci son fatta d’oro), affettati vari (sempre ovviamente prodotti nella tenuta), frittate, patè di fegatini e mirto toscano…

Torre del Gusto_12Il tutto accompagnato dal vino biologico sempre della tenuta: Tango, il rosso invecchiato in barrique e il bianco Astore, da uve vermentino e dal retrogusto fruttato, gradevolissimo.

Ci è stato poi presentato il progetto e abbiamo potuto conoscere una parte di coloro che hanno fatto si che questo si realizzasse.

Torre del Gusto_14Torre del Gusto_15

Torre del Gusto_16Quindi i primi e i secondi: pici al rosso Astore e pepe e tagliatelle al ragù di maremmana; brasato al vino Tango e porchetta.

Torre del Gusto_21

Infine un tripudio di dolci e la torta.

Torre del Gusto_17Torre del Gusto_26Le premesse ci sono tutte affinchè un progetto di questa portata possa funzionare. In questi tempi di crisi, c’è una ricerca spasmodica verso la qualità piuttosto che la quantità, l’attenzione a ciò che si mangia e si porta sulle nostre tavole e in questo senso, la Torre del Gusto soddisfa in pieno le nostre aspettative.

Con una nota di orgoglio, lasciatemi dire che la Toscana ha una tradizione gastronomica immensa, piatti poveri della terra e del mare che soddisfano anche i palati più esigenti se ben preparati e che qui rivivono grazie alla sapienza dello Chef Campoli e del suo staff.

Chi mi segue sa che sostengo il progetto “Lunedì senza carne” di Paul McCartney e sempre più ritengo, da non vegetariana, che sia importantissimo il consumo consapevole di alimenti animali. Sapere che esistono ancora aziende con un occhio di riguardo verso questa problematica è per me confortante sia perchè di tutto ciò ne va a beneficiare la mia salute, ma soprattutto per la salvaguardia del nostro pianeta che sempre più soffre per i nostri comportamenti sbagliati.

Quindi non mi resta che fare un grosso “in bocca al lupo” a tutto lo staff della Tenuta in attesa di tornare presto a farvi visita.

Lo Chalet e un milione di ricordi

ScanImage106

Io da piccola davanti al bar

I ricordi dell’infanzia sono quelli che ci seguono lungo tutta la nostra vita. I miei sono legati al posto dove ho trascorso i primi 8 anni della mia vita che mi hanno segnato in positivo e in negativo. Parlo del bar che per alcuni anni mia madre ha gestito insieme a mia zia, il bar a pochi passi da casa e io rimbalzavo continuamente da un posto all’altro perchè si sa che gli orari di un gestore di un bar non sono dei più facili, soprattutto se si ha famiglia da gestire. Ebbene, a fianco di questo bar c’era anche una polleria, dove si vendevano carni bianche e polli arrosto. Questo secondo negozio era di proprietà dei nonni della mia amica del cuore, compagna di scuola e dei primi giochi e, siccome i suoi genitori lavoravano fuori casa, spesso anche lei passava lì le sue giornate. Quanti pomeriggi trascorsi insieme nel giardino antistante, a fare anche noi il nostro piccolo commercio di braccialetti fatti con le perline e giornalini usati, o a giocare a bambole o a nascondino. Veronica era la parte forte di noi, io ero un po’ lagnosetta e, a vedermi oggi con gli occhi da adulta, ero piuttosto antipatica, ma lei mi difendeva sempre anche quella volta che all’asilo andammo al lago e dei ragazzini mi legarono ad un albero!

Gli anni poi son passati, la polleria si è trasformata in un panificio, il bar è passato nelle mani di diverse persone che man mano lo hanno trasformato in un ristorante-pizzeria, io e Veronica siamo cresciute e le nostre strade si son divise, anche se negli anni ci siamo riviste molte volte.

Il destino però ha voluto che tutto ritornasse lì in qualche modo perchè il marito della mia amica è il nuovo gestore del ristorante “Lo Chalet” e proprio ieri sera ho avuto modo di tornare dentro a questo luogo, ritornando un po’ a quando ero bambina. Certo l’arredamento è totalmente cambiato (anche perchè ai tempi era piuttosto bruttino) ma un dettaglio è andato a colpire subito i miei occhi: il soffitto spatolato, rimasto tale e quale a come era più di trenta anni fa!

L’ambiente adesso è davvero accogliente e l’arredamento  semplice ma curato. Ma io sono ovviamente di parte e quindi il giudizio sull’estetica del ristorante lo lascio a chi vorrà provare la cucina di Yosry, meglio noto come Nicola, o anche solo andare a bere un caffè.

Foto presa direttamente dal profilo facebook de "Lo Chalet"

Foto presa direttamente dal profilo facebook de “Lo Chalet”

La serata non era delle migliori, soffiava un vento spaventoso, altrimenti sarebbe stato possibile mangiare all’aperto, sotto i pini dove io e Veronica raccoglievamo i pinoli tanti anni fa.

Zuppetta calda di mare

Zuppetta calda di mare

989675_10151475488853581_794593214_o

I miei figli hanno ordinato dei semplici ma buonissimi spaghetti al pomodoro, uno schiacciatino cotto e mozzarella (e se il critico pizzaiolo di casa ha approvato, vuol dire che è stata superata la prova) e delle verdure grigliate. Noi invece ci siamo buttati sul pesce con una deliziosa zuppetta di cozze e vongole e un carpaccio come antipasti, e con delle linguine alle vongole, limone e…pecorino che hanno avuto un successone. Io invece ho voluto assaggiare la frittura di cui avevo sentito parlare un gran bene ed infatti ne ho avuto conferma.

Linguine vongole e pecorino

Linguine vongole limone e pecorino

E poi non ho resistito alla pera caramellata come dolce, molto fashion perchè servita nel bicchiere con una crema che mi sembrava di mascarpone e del croccante sbriciolato.

Pere caramellate

Pere caramellate

Purtroppo non avevo con me la macchina fotografica e ho dovuto utilizzare il cellulare per immortalare i piatti. Sono tutti piatti sostanziosi che ci hanno fatto apprezzare il tipo di cucina, ben curata anche nell’estetica.

In programma per quest’estate serate di giropizza e di cucina egiziana, viste le origini di Yosry.

E allora, se volete prenotare o informarvi sugli eventi in programma, telefonate al 339-3833567. Il ristorante si trova in Via Macchiaioli, 60 a Castiglioncello.

ATTENZIONE Il numero stampato è errato

ATTENZIONE Il numero di telefono stampato è errato

Caffè letterario Roma: tra arte e happy hour

Alessandro, un nostro carissimo amico che si occupa di stampa in quel di Livorno presso TST Art Gallery sabato 3 novembre ci ha proposto una gitarella a Roma per visitare il famoso Caffè Letterario di Via Ostiense, dove tra l’altro esponeva Susanna Bertoni, fotografa nostra conterranea, insieme ad altri 29 artisti fino al 16 novembre.

Tre ore e mezzo di viaggio ne son valse la pena per conoscere questo nuovo ambiente che accoglie al suo interno (circa 1000 mq) l’arte in ogni sua forma, da quella letteraria, a quella fotografica, a quella musicale…  Al suo interno vi si trova una sezione della biblioteca di Roma dove si può, oltre a prendere in prestito libri, dvd e cd, navigare in internet, consultare libri, quotidiani e periodici, fare fotocopie;

il bookshop che dà spazio soprattutto a case editrici che non trovano spazi di distribuzione nelle classiche librerie e che trattano soprattutto di arte, design e media; una pedana rialzata che ospita gruppi musicali e all’occorrenza eventi di natura letteraria, politica e quant’altro; uno spazio allestito come studio televisivo; una saletta per proiezioni; e ovviamente lo spazio non manca per ospitare l’esposizione di opere d’arte di vari artisti.

Ma il vero fulcro rimane il caffè, situato strategicamente al centro della struttura, dove è possibile bere o mangiare sedendosi sui divanetti consultando un libro o sfogliando una rivista. Infondo si sa che i caffè sono da sempre luoghi di aggregazione per le persone e stimolano il confronto e la diffusione delle proprie idee.

Il Caffè Letterario nasce nell’area degli ex Mercati Generali, dove prima si trovava un garage, su volontà del Comune di Roma nell’intento di rivalorizzare la zona. I lavori di ristrutturazione vengono affidati agli architetti Vincenzo Pultrone ed Alfredo Caporale. Specifiche aree sono preposte per l’esposizione di arredamenti di design contemporaneo che possono essere acquistati, compresi gli altri arredi che vengono utilizzati dal bar e dalla libreria. All’interno della saletta video il caffè propone eventi che trattano di letteratura, design, arti visive, cinema, musica e moda.

Il Caffè Letterario è anche sede degli studi di produzione televisiva. Attraverso ampie vetrate si possono osservare le attività all’interno dello studio televisivo.

Questo è il Caffè letterario per me: un luogo dove pubblico e privato si incontrano per stimolare la cultura e la conoscenza.

Se vi trovate a passare da Roma e avete un po’ di tempo a disposizione vi consiglio di fermarvi a dare un’occhiata.

Foto di Nicola Mauro Salza

J LibriKafe per scoprire il piacere del caffè e del tè a Castiglioncello

 Complice una mattinata uggiosa, al rientro da una ritemprante    passeggiata sul mare dove ci ha sorpreso (anche se poi non tanto) la pioggia, siamo passati davanti ad un negozietto arredato con piccole cose e con semplicità, ma con gusto, che ha attratto subito la nostra attenzione essendo, sia io che mio marito, grandi lettori ed estimatori di caffè! Finalmente anche qui da noi è approdata la moda di abbinare il piacere di un buon caffè alla conoscenza di un libro! Per la verità era da questa estate che pensavamo di fermarci a dare un’occhiata, ma non ce ne era stata mai l’occasione e, devo essere sincera, di questo ne sono molto contenta perchè la giornata si prestava davvero alla degustazione di un buon thè!

La curiosità di conoscere l’origine e le motivazioni che hanno spinto la proprietaria ad aprire questo delizioso ambiente mi ha permesso di porle molte domande e sono così venuta a sapere che Jing ha portato nel suo locale di Castiglioncello i prodotti che ha conosciuto in Veneto quando è andata lì a studiare direttamente da Pechino! In Veneto questo modo di vivere il caffè abbinandolo al libro è piuttosto radicato e io trovo che sia una cosa fantastica e che sia un buon sistema per stimolare anche la lettura!

Il caffè è biologico ed espresso nel vero senso della parola perchè una volta scelta la miscela che si preferisce, i chicchi vengono macinati al momento.

 

E mentre si sorseggia il nostro caffè, è possibile sfogliare qualche libro e, se ci piace, comprarlo oppure prenderlo in prestito proprio come in una biblioteca. E non è finita qui perchè all’interno troverete molti prodotti di origine biologica da poter acquistare: marmellate, prodotti a base di peperoncino, birra artigianale, biscotti e, soprattutto, caffè e thè che avrete assaggiato.

Questa volta noi abbiamo preferito assaggiare il thè, non il solito thè in bustina, ma un thè verde che Jing ci ha presentato in maniera per noi del tutto originale con dei fiori che galleggiavano dentro. Profumatissimo e talmente buono che non è necessario neanche aggiungere zucchero!

E quindi, se quest’inverno vi troverete a passare di qui, ricordatevi che Jing vi aspetta col suo thè, il suo caffè e i suoi libri, in Via Aurelia 851. E ricordatevi che J Libri Kafe è aperto tutti i giorni escluso il martedì dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.30.

E poi diciamocelo, a me queste iniziative imprenditoriali al femminile piacciono davvero molto, soprattutto se sono finalizzate a rivitalizzare il territorio in cui vivo!

 

Il Ristorante del Birrificio Bruton

Sulla strada che da Lucca porta in Garfagnana, lungo il fiume Serchio, da qualche anno è nato il Birrificio Artigianale Bruton in un’antica costruzione rurale.

Sopra al birrificio, che è possibile visitare e dove è possibile acquistare la birra, si trova il ristorante (nel sito potrete trovare il menù), un ristorante di cui negli ultimi tempi se ne è sentito parlare un gran bene, soprattutto per i secondi di carne. Ecco che, alla prima occasione, abbiamo deciso di fermarci e sperimentare personalmente.

 

Il salone è molto ampio ed ospita numerosi tavoli, nonostante tutto la sera è consigliata la prenotazione.

Anche l’esterno è molto carino e curato e vi si possono trascorrere delle piacevoli serate estive.

Le birre Brùton già le conoscevamo da tempo e ne avevamo degustate diverse tipi, tra cui la 10, la Lilith, la Bianca… adesso non ci restava che abbinarle a qualche buon piatto.

Per essere sincera, fino a poco tempo fa non amavo affatto la birra, fino a quando cioè mio marito ha cominciato a produrla in casa artigianalmente e pian piano mi sono abituata al loro gusto, decisamente differente dalle birre che siamo soliti bere nei bar. Adesso quindi ammetto che pur non essendo un’ intenditrice, sono diventata abbastanza critica da apprezzarne o meno una qualità o l’altra e fin’ora, devo dire, che ho apprezzato tutte le birre del Birrificio Brùton che ho assaggiato.

Ecco che allora ci è stato proposto di abbinare ad un antipasto di bruschette  (ottima la scelta del pane e finalmente delle bruschette che arrivano calde in tavola) la birra Bianca Brùton.
Birra chiara ad alta fermentazione prodotta con l’aggiunta di cereali non maltati. Pallida ed opalescente prodotta con ampia percentuale di farro della Garfagnana e frumento non maltato. Caratterizzata da una fresca acidità accentuata dalla speziatura di coriandolo e buccia d’arancia.

Servita freschissima è stato davvero un piacere berla sgranocchiando le nostre bruschette!

Per secondo abbiamo provato la “ciccia” come ci era stato consigliato: io ho preso una tagliata con rosmarino, pepe e aceto balsamico (cotta al punto giusto come piace a me) e con contorno delle ottime patate arrosto, cotte rigorosamente con la buccia. Con questo piatto mi è stata consigliata la Momus, consiglio davvero azzeccato perchè prediligo le birre un po’ più alcoliche e inoltre non è troppo amara al gusto. Ambrata doppio malto ispirata alle birre d’Abbazia belghe, la Momus è prodotta con l’aggiunta di miele Millefiori.Al naso denota intense note dolci,fruttate e floreali,con un sottofondo di malto tostato.In bocca è forte e corposa ma allo stesso tempo di una bevibilità inaspettata per una birra di 8 gradi.

Mio marito ha preso una bistecca di maiale con delle verdure al forno accompagnandola con una Lilith, una birra decisamente più maschile. Ispirata alle classiche Ale Americane, questa birra di colore ambrato carico e dalla schiuma persistente, mette subito in mostra il suo carattere, esibendo già al naso pungenti note agrumate e resinose tipiche del luppolo Cascade. In bocca è un trionfo di caramello, con un netto finale amarognolo . Per palati forti..

E per finire il conto!!! Direi nella media: in due abbiamo speso 55 euro!

 

 

 

Avionblu: tutto quello che ho cucinato con le prelibatezze vinte

Avionblu consegna nelle nostre case prodotti che normalmente vengono usati nell’Alta Ristorazione. Prodotti quindi di alta qualità che possiamo mettere anche sulla nostra tavola.

Ho conosciuto Avionblu grazie al contest “Il menù delle stelle” per il quale la mia ricetta è stata scelta per entrare a far parte di uno dei menù in gara. Il menù è arrivato secondo e mi sono così aggiudicata alcuni prodotti che ho avuto modo di provare e considerare di ottima qualità.

Nel pacco inviatomi infatti vi ho trovato: 1 mortadella da 1 kg Pasquini, 1 bottiglia di vino bianco frizzante BerSot imbottigliato da Gradizzoli,  delle piadine fresche e, meraviglia delle meraviglie, un tartufo estivo. Il tutto impacchettato in maniera impeccabile tenendo conto della catena del freddo, utilizzando il ghiaccio in gel.

Il Tartufo:

Seppure un tartufo di non eccelsa qualità e di un sapore non troppo forte, l’ho apprezzato moltissimo in tre piatti. Come dice Andrea, per esaltare l’aroma di questo tartufo occorre cucinarlo con un grasso dalla consistenza cremosa come può essere il tuorlo dell’uovo o il burro. Ecco perchè le due ricette in cui l’ho apprezzato di più sono state le bruschette con le uova di quaglia e gli gnocchi col burro. Fantastici. Poi me ne era avanzato un po’ e ho deciso di provarlo anche su una pasta che propongo spesso d’estate: con ricotta e zucchine. Molto buona anche questa.

Piadine:

Ottime veramente! Noi le abbiamo mangiate classiche con crudo, stracchino e rucola e con pomodoro mozzarella e basilico.

Adesso aspetto una buona occasione per sorseggiare il Bersot e per aprire la mortadella il cui profumo, sono sicura, inonderà tutta la casa.

Per il momento ringrazio di cuore Avionblu e consiglio a tutti di provare i suoi buonissimi prodotti.

Spazio QB: seconda lezione

Bellissima lezione anche questa seconda allo Spazio QB di Livorno. Questa volta Paola Cattabriga ci ha insegnato, tra le altre cose, i segreti per avere dei perfetti bignè, cosa che per me finora è stato sempre un grosso fallimento! Invece i bignè di Paola erano davvero belli gonfi e così sono rimasti! Li abbiamo fatti in versione salata (tipo panino con salame e formaggio) e in versione dolce, imparando così a fare la crema pasticcera di Luca Montersino (addirittura!).

Preparati i bignè li abbiamo infornati e quindi ci siamo dedicati alla preparazione degli gnocchi, buonissimi conditi semplicemente con burro e salvia!

E infine abbiamo concluso il nostro pranzo con un ottimo pollo al curry. Personalmente una ricetta che non avevo mai provato ma che non tarderò di sperimentare anche nella mia cucina perchè adoro i piatti esotici e speziati.

Il tutto accompagnato da un buon vino rosso.

Anche questa lezione si è conclusa e io mi sono portata a casa tante interessanti nozioni. Non vedo l’ora che arrivi il giorno della prossima lezione e sono curiosissima di sapere che cosa ha in serbo per noi Paola!

Spazio QB: prima lezione

Lo ammetto! L’offerta era davvero allettante: 4 lezioni di cucina ad un prezzo davvero strepitoso! Io, sempre curiosa quando si parla di cucina, non potevo lasciarmela sfuggire e così ho coinvolto anche due amiche in questa avventura che alla fine si è rivelata davvero una scelta di qualità!

Non essendo di Livorno non ero ancora venuta a conoscenza della nascita di “Spazio QB” ed è stato grazie a Groupon che ho avuto l’opportunità di entrarci in contatto.

Che cos’è dunque “Spazio QB”? Spazio QB non è solo una scuola di cucina e catering, ma è anche uno spazio espositivo per mostre, eventi, show-cooking, performance artistiche. Unica regola: avere come tema il cibo.

Paola Cattabriga, l’esplosiva e vulcanica conduttrice di tutto questo, ci accoglie in una specie di loft, luminosissimo e modernissimo (come piace a me!) parlandoci della sua storia professionale e invitandoci a sederci intorno alla sua cucina per raccogliere i suoi insegnamenti e i suoi consigli che girano soprattutto intorno alla genuinità del cibo. Si, perché lei viene da una scuola antica, quella della nonna. La sua tecnica poi si è perfezionata, ci racconta, frequentando la scuola del Gambero Rosso sotto la guida di esperti maestri come, tanto per fare un nome, Luca Montersino.

Ci parla dunque della chimica degli alimenti e ci aiuta, in poco più di due ore, ad assemblare un pasto composto da antipasto, primo, secondo e dolce, svelandoci segreti che magari non saremmo mai riusciti a conoscere altrimenti!

Traspare dal suo entusiasmo che Paola ha un vero amore per il buon cibo e cerca di trasmetterlo con tutto il suo sapere.

Ed è attorno alla sua tavola, parlando di cibo e di molto altro, che sono nate delle conoscenze (che diventeranno magari amicizie), il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino o di birra che lei ci offre per accompagnare il tutto.

Davvero sembra di essere a casa e di preparare una cena tra amici.

Per questa prima lezione Paola ci ha deliziato con questo menù:

ANTIPASTO:

-Fiori di zucca ripieni

PRIMO:

-Cous-cous con verdure di stagione

SECONDO:

-Vichyssoise a base di ceci con uovo in camicia

DOLCE:

-Meringhe con panna

Vabbè, vi lascio un po’ di foto perchè sono meglio di molte parole, anche se son state fatte col cellulare.

Vi do appuntamento alla prossima puntata!

Una cena di San Valentino speciale all’Ultima Casa Accogliente

Quest’oggi cari amici non vi presenterò nessuna ricetta, ma vi accompagnerò in un viaggio all’interno di un Pub livornese che ci ha ospitato proprio per la serata di San Valentino.

Da tempo volevamo tornarci, dopo la serata Slow Food di degustazione formaggi abbinati alle birre svoltasi in novembre. E ci eravamo ripromessi di farlo proprio di martedì perchè è la serata in cui l’”Omino Antipatico” (poi ve lo presenterò) nel suo menù ha delle ostriche freschissime. Ebbene si, lo ammetto, sono un’amante del crudo, quando ovviamente se lo merita!

Ieri, per l’appunto, cadendo San Valentino proprio di martedì, ci siamo regalati questa serata, grazie anche alla nonna compiacente che è stata con in nostri piccoli.

Ma andiamo con ordine e veniamo a ciò che più ci interessa.

Entrando nell’Ultima Casa Accogliente ti ritrovi in un ambiente caldo e familiare grazie all’arredamento e alla gentilezza dei proprietari Gioia e Sandro.

Quest’ultimo in particolare è un vero personaggio con la sua barba. Un uomo che ha sviluppato una certa cultura per quanto riguarda le birre ma che, ci racconta, è nato come Sommelier.

Nella suo locale si possono degustare ben 200 tra le migliori birre artigianali scozzesi, canadesi, belghe e americane, che lui, l’Omino Antipatico (scusate, ma a me piace chiamarlo così!) saprà consigliarvi in base ai vostri gusti e a che cosa desiderate mangiare.

La Biere Brule

Eh si, perchè qua si può anche mangiare e anche bene, direi. Gioia, la moglie, infatti si diletta in piatti semplici ma anche in accostamenti ricercati (ormai famosa la sua pasta con gorgonzola e frutti di bosco che trovate QUI, oppure il suo stufato di asino, il goulash e il chili), tutti piatti con ingredienti freschi e di stagione, sia di pesce che di carne.

Ieri sera, per esempio, oltre alle ostriche che erano accompagnate da un’ottima Blanche de Namur, abbiamo assaggiato delle deliziose tagliatelle fatte in casa (nel cui impasto erano nascosti dei pomodorini secchi) con i mitili, e un filetto di sgombro sfumato con la birra (che avrebbe potuto partecipare egregiamente al mio contest)!

In sottofondo una piacevolissima musica jazz.

Ma non voglio lasciarvi ancora in sospeso e voglio svelarvi come mai si definisce “L’Omino Antipatico”.

 

Una sera, ci racconta sempre Sandro, dei ragazzi stavano facendo un bel po’ di confusione fuori dal suo locale. Non gradendo questo tipo di manifestazioni il nostro eroe invitò gentilmente i signori ad andare a fare confusione da un’altra parte. Al che una ragazza prese una bomboletta spray e sul muro a fianco al locale scrisse “La birreria dell’omino antipatico”. Da quel momento Sandro adottò questo nome in maniera del tutto ironica!

Detto ciò, non possiamo non spiegare anche il motivo per cui è stato dato un nome così particolare ad una birreria.

Gioia ci spiega che il nome deriva da un romanzo Fantasy facente parte di una collana che si chiama Dragon Lands dove si raccontava che  di una dimora costruita su di un albero. L’albero e la dimora erano l’ultimo avamposto prima del nulla. Quindi, l’Ultima Dimora.

Ovviamente suonava un po’ male chiamare un Pub “L’ultima dimora”, per cui il figlio della nostra coppia propose di chiamarlo “L’Ultima Casa Accogliente“, per far sentire benvenuto chiunque volesse fermarvisi.

Ecco che allora un’artista ha fatto una rivisitazione del disegno originale dell’albero e lo ha donato ai proprietari della birreria che lo hanno incorniciato con legnetti raccolti nella mia tanto amata Castiglioncello.

 

Insomma, per concludere, consiglio a tutti di andare a trovare Sandro e Gioia che vi sapranno, tra l’altro, tenere ottima compagnia. Chiamate sempre prima di andare perchè il locale non è molto grande e sappiate anche, forse l’unico neo, che non hanno il POS per i pagamenti con carte di credito per cui organizzatevi prima con del contante.

Il numero per prenotare è: 329-4124114

Lo trovate in via Garibaldi 273 ed è aperto tutte le sere ad esclusione della domenica.

Ricordate che vengono organizzate spesso serate a tema, tenete pertanto d’occhio la pagina Facebook e il sito.