Alla ricerca del croissant perfetto

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Negli ultimi tempi mi è presa una fissa: devo assolutamente trovare la ricetta perfetta per fare i croissant, cosa alquanto difficile a causa delle mille varianti possibili come la qualità della farina e del burro. Quindi le opzioni si potrebbe dire che sono infinite, ma già partendo da una buona ricetta base si possono ottenere dei risultati alquanto notevoli. I palati maschili di casa mia ben si prestano a questi esperimenti (chi non lo farebbe sapendo di trovare un bel cornetto caldo ogni mattina accanto al suo caffelatte?), però sono poco obiettivi, ovvero non percepiscono le varie piccole sfaccettature dovute all’inserimento o meno di un dato ingrediente. Del resto, se mangiato caldo, seppur si apprezzi meno la sfogliatura, il cornetto fa carpire meno i suoi difetti.

Due sono le ricette con cui mi sembra che si ottengano migliori risultati: la prima è senza l’utilizzo delle uova, come richiederebbe il vero croissant francese. La ricetta è piuttosto semplice e gli ingredienti sono davvero pochi per ottenere un buon risultato. Ho seguito pari pari la ricetta e il procedimento di Anice & Cannella che illustra fotograficamente ogni passaggio in modo che è impossibile sbagliare. Io ho variato la ricetta utilizzando il lievito madre (180 g rinfrescato la mattina) anzichè quello di birra e vi rimando direttamente al suo blog per le dosi e soprattutto per le pieghe IMPORTANTISSIME! Se non volete utilizzare le uova neanche per spennellare i cornetti, potete sostituirle con del latte.

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L’altra ricetta si differenzia poco dalla prima se non per il contenuto di uova (mi raccomando di utilizzare sempre e solo uova biologiche che riportino il codice 0, ovvero la certificazione di allevamenti all’aperto) e la scorza dell’arancia che gli dona un piacevolissimo profumo. E’ il risultato di un mio studio leggendo i vari blog di cucina. Alla fine, come sempre, ho fatto un pout-pourri e ne è nata questa ricetta che mi ha permesso di sfornare dei cornetti sfogliatissimi.

Ingredienti:

  • 180 g di lievito madre rinfrescato la mattina precedente
  • 250 g di farina Manitoba
  • 250 g di farina 00
  • 2 uova bio
  • la scorza grattugiata di un’arancia bio
  • 100 g di latte
  • 60 g di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 40 g di burro + 250 g per la sfogliatura

Procedimento:

In una ciotola mescolare le due farine.

Nel Bimby o in un’altra impastatrice mettere il lievito con lo zucchero e il latte e far andare fino a che il lievito si sarà sciolto e unito al resto degli ingredienti (nel Bimby 1 min. a vel. 4).

Cominciare ad aggiungere le farine setacciate mentre la macchina continua ad impastare (nel Bimby funzione Spiga). Quando l’avrete unita tutta aggiungete il sale, la scorza di arancia grattugiata e le uova, aspettando ad aggiungere la seconda fino a quando la prima non si sia ben inglobata all’impasto.

Continuare ad impastare qualche minuto quindi aggiungere 40 g di burro morbido a pezzetti e poco alla volta.

A questo punto io preferisco impastare a mano (mi rilassa e mi rendo meglio conto della consistenza dell’impasto che deve essere morbido ma non appiccicoso), se necessario aggiungere un poco di farina. Quindi formare una palla e metterla in una ciotola con il coperchio o coprire con della pellicola trasparente. Posizionare in frigo per tutta la notte.

La mattina successiva prendere il panetto di burro e metterlo tra due fogli di carta da forno leggermente infarinati. Cominciare a batterlo con il matterello e con movimenti a croce in modo che si formi un rettangolo.

Mettere in frigo.

Prendere l’impasto dal frigo e stenderlo col mattarello in un rettangolo che abbia uno spessore di circa un centimetro. Posizionatevi ora sopra il burro steso in modo che occupi i 2/3.

A questo punto però per tutti i passaggi delle pieghe preferisco lasciarvi ugualmente alla descrizione delle pieghe di Anice & Cannella perchè spiega dettagliatamente il procedimento ed è molto comprensibile più di mille parole!

Vi riprendo invece al punto 28 di Anice & Cannella, quando cioè i cornetti vengono formati perchè lì si dice che a questo punto abbiamo due strade: cuocere o congelare. Non ho provato a congelare i cornetti prima della lievitazione e cottura e non ne conosco il risultato; io preferisco cuocere tutti i cornetti e congelarli appena si son freddati. La sera prima di usarli li tiro fuori dal congelatore e la mattina li passo pochi minuti in forno a 180°C e sembrano come appena fatti.

Comunque sia, una volta formati i croissant li lascio lievitare 3-4 ore (non gonfieranno eccessivamente, ma sarà in forno che quasi raddoppieranno!) poi li spennello con un uovo sbattutto e li cuocio in forno i primi 8 minuti a 220° e i secondi 8 minuti (o finchè non si saranno ben coloriti) a 180°C.

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Bis di tartare di pesce povero

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Adoro il crudo, sia che sia di carne, che di pesce, che di verdure. E trovo che sia una delle preparazioni che più si prestano per una cenetta romantica come quella che ho organizzato per San Valentino. Certo, non devono essere grosse porzioni, perchè le piccole si degustano molto meglio.

Ve ne propongo due oggi (sono un po’ in ritardo, ma spero che riuscirete a prepararle una di queste sere) a base di pesce povero, con una sola ma importante raccomandazione: per questo tipo di preparazioni è molto importante tenere il pesce nel congelatore per almeno un paio di giorni, questo per scongiurare il pericolo di contaminazioni. Infatti, uno dei parassiti più pericolosi per l’uomo è l’Anisakis e può essere ucciso solo abbattendo il pesce (ovvero congelandolo). Quando poi deciderete di cucinarlo, basterà tirarlo fuori dal congelatore la sera prima e farlo scongelare in frigorifero, quindi prepararlo come meglio gradite.

La prima tartare è la più delicata ed è a base di palamita, un pesce dei nostri mari che oggi non viene cucinato molto, nonostante le sue carni assomiglino molto a quella del tonno (infatti attenzione alle frodi perchè la palamita costa davvero molto poco rispetto al tonno). In genere sono pesci di grossa pezzatura e possono anche essere venduti a trance. E’ un pesce che si sfiletta davvero molto facilmente, basterà avere un coltello molto affilato.

Io l’ho cucinato tenendolo in un guazzetto di salsa di soia e succo di arancia per un paio di ore.

La seconda tartare invece è fatta con le alici: è una tartare molto mediterranea perchè vi ho aggiunto pomodorini, capperi e olive. La ricetta è tratta dal libro di un noto ristoratore della mia zona: Luciano Zazzeri de La Pinetina di Marina di Bibbona. Il libro si chiama appunto la Baracca dello Zazzeri e, oltre a molte appetitose ricette a base di pesce (famosissimo il cacciucco dello Zazzeri) contiene anche numerosi aneddoti.

Ho modificato solo leggermente la ricetta aggiungendo qualche goccia di succo di limone.

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Tartare di palamita

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Ingredienti per due persone:

  • 300 g di palamita pulita
  • 1 arancia (succo e scorza)
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • olio EVO
  • sale
  • rosmarino
  • pepe

Procedimento:

Con il coltello tritare la palamita piuttosto finemente, quindi metterla a riposare in un guazzetto fatto spremendo l’arancia e aggiungendo la salsa di soia, poco sale (la salsa di soia è già piuttosto salata), pepe, il rosmarino tritato e due cucchiai di olio EVO. Far riposare un paio di ore quindi impiattare aiutandosi con un coppapasta. Guarnire il piatto con un ciuffetto di rosmarino e la scorza di arancia tritata.

Tartare di alici

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Ingredienti per 2 persone:

  • 300 g di acciughe
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaio di olive taggiasche denocciolate
  • basilico
  • olio EVO
  • 8 pomodori ciliegini
  • poco succo di limone
  • sale
  • pepe

Preparazione:

Tritare finemente le acciughe con il coltello (ovviamente le avrete prima disliscate, pulite e tenute nel congelatore per un paio di giorni). Metterle in un piatto irrorandole con qualche goccia di succo di limone. Tritare nello stesso modo anche i capperi, le olive e i pomodorini. Unire tutti gli ingredienti compreso il basilico che avrete spezzettato a mano. Salare, pepare e aggiungere un filo di olio EVO. Mescolare bene e lasciar riposare un’ora. Impiattare aiutandosi con un coppapasta.

Insalata di finocchi all’arancia con aringa affumicata

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Capita raramente, ma quando succede io e mio marito ci trattiamo proprio bene. Mi riferisco al fatto di rimanere soli a pranzo.

Quando ci sono i ragazzi i piatti sono sempre fatti in base alle loro esigenze e ai loro gusti, ma quando non ci sono allora ci scateniamo soprattutto per quanto riguarda il piccante.

E’ successo l’altro giorno, quando la nonna li ha invitati a pranzo da lei. Il programma era quello di andare in qualche ristorantino, ma poi ci siamo impigriti e siam rimasti a casa ad improvvisare il nostro pasto.

E allora, quale miglior occasione per gustarci un bel piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino (belli piccanti come piacciono a noi)? A questa ricetta poi tengo particolarmente perchè è la ricetta con cui ho aperto il mio blog!

Una bella bottiglia di vino tenuta da parte per l’occasione e poi questa insalatina, leggera ma saporita.

Le aringhe dovete sapere che a casa nostra non mancano mai: io le compro e le conservo sott’olio. Ci piacciono tantissimo sui crostini sui quali è stato preventivamente spalmato un bel cucchiaio di mascarpone. Provate per credere!

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Ingredienti per 2 persone:

  • 1 finocchio
  • 1 arancia (succo e scorza)
  • 2 filetti di aringa affumicata
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio
  • 2 cucchiai di olive taggiasche snocciolate
  • olio EVO
  • poco sale

Procedimento:

Lavare un finocchio e tagliarlo sottilmente (io ho utilizzato una mandolina). Metterlo in un recipiente.

Lavare l’arancia e ricavarne la scorza. Tritarla con il coltello e unirla ai finocchi. Ricavare anche il succo dall’arancia.

Tritare grossolanamente le olive con il coltello, tagliare l’aringa a cubetti e unire al resto.

Condire con il succo d’arancia, l’olio e il sale (attenzione perchè l’aringa è molto salata).

Mettere l’insalata in due coppapasta e porre in frigo per circa 30 minuti, quindi sformarli.

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Torta croccante di arance

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E oggi che è la giornata delle “arance della salute”, che l’Airc provvede a distribuire nelle piazze italiane per finanziare la ricerca, potevo forse esimermi dal pubblicare una ricetta a base di questo agrume?

Torte all’arancia se ne vedono un’infinità sul web: gli ingredienti sono tutti più o meno simili, possono variare le quantità e si possono trovare versioni vegane (dove non ci sono uova, burro, zucchero e latte) o aggiunte di frutta secca e/o gocce di cioccolato, o ancora se ne possono trovare glassate. Una mia versione con una buonissima crema all’arancia la potete trovare anche qua! Che poi per me è anche improprio chiamarla torta perchè una torta presuppone che sia decorata (la classica torta di compleanno), questo invece è più giusto chiamarlo “dolce”, dolce da forno.

Comunque, forse ho scoperto l’acqua calda, ma dopo aver visto la torta di mele di Croce e Delizia ho pensato che avrei potuto completare nello stesso modo anche questa “torta” all’arancia e far in modo di renderla più appetibile anche ai miei figli che notoriamente non amano i dolci casalinghi. Vi dico la verità, lo stratagemma non è servito e ho sudato sette camicie per fargliela mangiare a colazione, in compenso a me è piaciuta davvero molto e spero che domattina, salendo sulla bilancia, non se ne vedano gli effetti!

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Ingredienti per una torta di 22 cm di diametro:

  • 3 uova
  • 180 g di zucchero
  • 270 g di farina
  • 1 arancia (scorza e succo)
  • 100 g di olio di semi di girasole
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 60 g di cornflakes non zuccherati
  • 30 g di zucchero
  • 30 g di burro
  • 2 cucchiai di latte

Preparazione:

Nel Bimby (o con il vostro frullatore o robot) montare gli albumi con la farfalla 2 min vel. 4 e metterli da parte. Mettere nel boccale i tuorli con lo zucchero e la scorza dell’arancia grattugiata 5 min. vel. 4 (senza farfalla). Trascorsi i primi 3 min. aggiungere anche il succo di arancia e l’olio di semi. Continuare col Bimby acceso a vel. 4 aggiungendo man mano la farina mescolata precedentemente con il lievito. In ultimo aggiungere gli albumi montati a vel. 2-3.

Imburrare e infarinare la teglia e versarvi l’impasto. Cuocere in forno preriscaldato a 180° C per 40 minuti.

Nel frattempo mettere sul fuoco il burro con gli altri 30 g di zucchero e due cucchiai di latte fintanto che il burro non si sarà sciolto. Mescolare bene e aggiungere i cornflakes. Mescolare ancora.

Trascorsi i primi 30 minuti di cottura del dolce, toglierlo dal forno e distribuire sulla superficie i cornflakes. Infornare di nuovo per i restanti 10 minuti.

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Fusilli lunghi con radicchio all’arancia

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La vincita del contest Fior fiore Coop non solo mi ha dato la possibilità di visitare gli studi del Gambero Rosso e registrare la puntata della mia ricetta a fianco di Francesca Barberini e Max Mariola, ma pochissimi giorni prima di Natale mi è stato consegnato a casa un bellissimo cesto natalizio come ringraziamento contenente un sacco di specialità Fior Fiore Coop, dal culatello, all’olio extra vergine di oliva, alla cioccolata di Modica fino ai fusilli lunghi bucati di Gragnano che ho utilizzato per questa ricetta e che trovo si adatti perfettamente a questo condimento.

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L’occasione poi è propizia perchè il prossimo 26 gennaio come ogni anno l’Airc (Associazione Italiana per la ricerca contro il cancro) scende in piazza con le “Arance della Salute” e sarà possibile acquistare le famose arance rosse di Sicilia Igp (simbolo di un’alimentazione sana e protettiva contro il cancro) contribuendo alla ricerca. Recandosi dunque in una delle 2500 piazze italiane (qui la lista), oltre alle arance riceverete anche una piccola guida “Il cibo che allena il tuo corpo”, con consigli e ricette per una alimentazione sana perchè si sa che il cancro per il 30% si combatte anche a tavola.

Per questa occasione La Cucina Italiana si è resa portavoce e proporrà nel suo sito tante ricette a base di arance, ricette firmate dallo Chef Moreno Cedroni e dalle foodblogger che si sono rese disponibili. E io non potevo certo tirarmi indietro!

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Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g di fusilli lunghi bucati di Gragnano Fior Fiore Coop
  • 1 arancia biologica(scorza e succo)
  • mezzo cespo di radicchio trevigiano
  • mezzo bicchiere di vino rosso piuttosto corposo
  • 200 g di ricotta
  • olio EVO Dante

Preparazione:

Questo tipo di pasta richiede una cottura un po’ più lunga rispetto ad altre paste lunghe (13-15 minuti) per cui vi consiglio di cominciare subito cuocendola in acqua bollente salata.

Togliete la scorza all’arancia (facendo attenzione a non prelevare la parte bianca che è amara) e tritarla con il coltello. Spremere dunque il succo e unirlo al vino.

Nel mentre questa cuoce, lavate il radicchio e tagliatelo in striscioline. In una padella mettete due cucchiai di olio EVO Dante e appena è caldo aggiungere il radicchio. Farlo stufare leggermente quindi sfumarlo col vino e il succo di arancia. Continuare la cottura fintanto che il condimento non si sarà addensato rimanendo però morbido.

In un recipiente dai bordi alti mettere 2/3 del condimento insieme alla ricotta e a qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Frullare con un mixer ad immersione quindi rimettere in padella.

Appena la pasta è cotta, scolarla e rovesciarla nella padella facendola saltare.

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Roscòn de Reyes per la Befana

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Qualche giorno fa girovagando nel web sono incappata nella ricetta di questo dolce che viene servito in Messico il giorno della Befana! Il blog in questione è Con le mani in pasta e questa è la sua ricetta. Incuriosita sono andata a ricercarla anche in altri blog, anche quelli in lingua ed ho saputo un sacco di cose interessanti riguardo a questa tradizione. Certo il web è una gran cosa in questi casi!

Come dicevo, il Roscon de Reyes (letteralmente Ciambella dei Re Magi) è un dolce tradizionale che viene preparato in occasione dell’Epifania, un dolce portafortuna perchè al suo interno vi si nasconde tradizionalmente una statuetta di porcellana che rappresenta un re magio (o una moneta) e chi la troverà nella sua fetta sarà re per un giorno! Ma oltre alla monetina si nasconde anche una fava (io un fagiolo!) e chi la troverà sarà colui che dovrà offrire il Roscon l’anno successivo.

Non ho potuto prepararlo prima perciò ve lo offro ora per augurarvi Buona Befana (ma si augura poi Buona Befana?), felice di farlo conoscere a chi come me ancora non lo conosceva!

Ho scelto di seguire la ricetta di Con le mani in pasta (dimezzando le dosi per fare un solo ciambellone) perchè mi piace l’idea di utilizzare la pasta madre, ma per chi non l’avesse, tra le tante che ho trovato in rete trovo che quella di Arte in Cucina sia tra le più semplice e l’idea di glassare questo ciambellone la trovo geniale! E se cercate una versione vegana, perfetta quella di Ravanello CuriosoRoscon de Reyes_02!

Ingredienti:

per la biga

  • 35 g di latte a temperatura ambiente
  • 8-10 g di lievito di birra
  • 65 g di farina manitoba
  • 1 cucchiaino di zucchero

per l’impasto

  • 60 g di zucchero
  • scorza di un limone
  • scorza di un’arancia
  • 30 g di latte
  • 35 g di burro
  • 1 uovo
  • 60 g di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 230 g di farina manitoba
  • 1 pizzico di sale
  • ciliegine candite
  • panna da montare
  • monetina
  • fagiolo

Preparazione:

Preparare la biga mescolando in un recipiente la farina con il lievito di birra, il latte e lo zucchero. Formare una palla e metterla in un altro recipiente ricoprendola con acqua tiepida. Lasciarla riposare il tempo necessario affinchè raddoppi di volume e venga a galla.

Cominciare a preparare l’impasto. Io come sempre utilizzo il Bimby, ma si può fare tranquillamente a mano.

Inserire lo zucchero nel boccale con la scorza di limone e con quella d’arancia: 10 sec. vel. 10. Aggiungere la farina e il lievito madre disciolto nel latte tiepido. Azionare il Bimby a Vel. spiga e, mentre è in funzione, inserire nell’ordine l’uovo, il sale e la biga. Quando comincerà a formarsi una palla, aggiungere anche il burro a pezzetti. Far andare così per altri 3 minuti, quindi togliere dal Bimby, formare una palla e metterla a lievitare per 3-4 ore.

Ora, potete decidere se fare un ciambellone tradizionale oppure come quello delle mie foto. Nel primo caso procedete sgonfiando l’impasto e creando con esso un salsiccioto che andrà inserito in uno stampo da ciambellone possibilmente a cerniera (ricordatevi di inserire nell’impasto la monetina e il fagiolo!)

Nel caso vogliate dare la forma come quella della foto, dividete l’impasto in 6, formando con ognuna una palla (in una inserite la moneta e in un’altra il fagiolo). Imburrare lo stampo da ciambellone e inserire le palle distanziandole leggermente l’una dall’altra (lievitando si attaccheranno).

Mettere a lievitare ancora per un’altra ora, quindi spennellare la superficie con del latte e decorare con le ciliege candite.

Infornare a 180° per 30 minuti.

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Quando il dolce si sarà freddato, tagliatelo orizzontalmente (attenti alla moneta e al fagiolo) e riempite con la panna montata!

Da mangiare tassativamente il 6 gennaio!

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Ricciarelli… sennò che Natale è?

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Avrete notato che fin’ora non ho postato nessuna ricetta per Natale. Il fatto è che ancora non sono entrata nell’atmosfera natalizia: ancora niente albero, niente regali, niente panettone nè pandoro (anche perchè sarei ancora a dieta – il condizionale è d’obbligo!).

Poi quest’anno non sarò a casa e quindi non spetterà a me (e devo dire un po’ a malincuore) preparare tanti bei manicaretti. Certo le occasioni non mancheranno per sperimentare qualche nuovo piatto vestito a festa o per preparare qualche piatto tradizionale.

Quest’oggi mi son detta che per entrare nell’ordine delle idee dovevo sforzarmi di provare la ricetta dei Ricciarelli di Siena che da un po’ di tempo non fa che ronzarmi in testa! Avevo una vecchia ricetta di mia madre, di cui per la verità non era molto contenta e che prevedeva l’uso della patata lessa (!!!). Documentandomi meglio ho trovato la ricetta originale e ho deciso di cimentarmici!

Anche il grande Pellegrino Artusi nel suo libro “L’arte di mangiare bene” include la ricetta dei Ricciarelli, una versione forse un po’ meno elaborata di quella che vi propongo io. Da provare prima o poi…

Se riuscite a trovarla, potete usare l’ostia al posto della carta forno: il risultato comunque non varia molto.

Comunque non potete non provare a fare i ricciarelli: la spiegazione è piuttosto lunga, ma sono di una semplicità estrema!

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Ingredienti:

Impasto A:

  • 300 g di zucchero
  • 400 g di mandorle pelate Ecor
  • 50 g di farina 00
  • la scorza grattugiata di quattro arance (per la verità io ho apportato una piccola modifica ed ho usato solo due arance ed una fiala di aroma arancio, semplicemente perchè… avevo terminato le arance!)
  • 1 fiala di aroma alle mandorle

Impasto B:

  • 20 g di zucchero a velo
  • 20 g di farina
  • mezzo cucchiaino di ammoniaca per dolci
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Sciroppo C:

  • 47 g di zucchero
  • 14 g di acqua

Impasto D:

  • 20 g di zucchero a velo
  • 2 albumi di uova grandi

Per rifinire:

  • amido di frumento
  • zucchero a velo
  • zucchero vanigliato

Procedimento:

La sera

Impasto A:

Mettere le mandorle in forno ad asciugare a 50°C per 10 minuti. Quindi tritarle insieme allo zucchero. Fate attenzione a non tritarle in maniera troppo “repentina” per evitare che caccino il loro olio: meglio dei piccoli colpetti. Aggiungere la scorza grattugiata delle arance. Mettere in una ciotola e mescolare aggiungendo anche la fiala di aroma di mandorle.

Impasto B:

In una ciotola mescolare gli ingredienti.

Sciroppo C:

Mettere lo zucchero in un pentolino con l’acqua e spostarlo sul fuoco fintanto che non si forma lo sciroppo. Attenzione a non farlo imbrunire.

Versare lo sciroppo nell’impasto e mescolare. Aggiungere quindi anche l’impasto B. Mescolare ancora, coprire con un canovaccio inumidito e lasciar riposare per 12 ore.

La mattina

Impasto D:

Sbattere gli albumi ma senza montarli, basterà quando cominceranno a fare le bolle.

Aggiungere questi albumi e lo zucchero a velo. Mescolare e quindi impastare a mano cercando di compattare il tutto.

Formare un salsiccioto di sezione 4-5 cm.

Spolverizzare il piano di lavoro con una miscela di amido di frumento, zucchero a velo e zucchero vanigliato.

Dal salsicciotto tagliare delle fette spesse circa un centimetro (ognuno dovrà pesare 25-30 g) a cui darete una forma romboidale vagamente arrotondata. Passare la base di ogni ricciarello sul piano di lavoro spolverizzato, quindi metterlo in una teglia ricoperta di carta forno e spolverizzarlo con zucchero a velo.

Cuocere in forno a 140-160°C per 10-20 minuti o finchè non cominceranno a creparsi sopra la superficie, ma mai oltre i 20 minuti per evitare che si asciughino troppo.

Con questo quantitativo si ottengono circa 30-32 ricciarelli.

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Coppa di cous cous allo zafferano con frutta e cioccolato

Tra i tanti piatti che ho avuto il piacere di veder preparare a CHEF ON THE ROAD uno mi ha colpito in particolar modo per la sua semplicità e allo stesso tempo per l’originalità ed è questo cous cous alla frutta preparato dallo Chef Shady Hasbun che molti di voi conosceranno attraverso la trasfissione “Chef per un giorno”.

Il cous cous a me piace molto, sia caldo d’inverno che in insalata d’estate da portare al mare, ma in versione dolce non mi era mai capitato di assaggiarlo e credo che mai mi sarebbe venuto in mente di provarlo se non avessi assaggiato quello di Shady.

Un piatto velocissimo da preparare e da condire con tutti i tipi di frutta che avete in casa, fresca o secca, con l’aggiunta del cioccolato.

Lo Zafferano ci si sposa magnificamente.

Ingredienti:

Procedimento:

Con il coltello tritate grossolanamente le noci, le nocciole e le mandorle e mettetele in una ciotola con i pinoli, le gocce di cioccolato e l’uva sultanina.

Far bollire 200 g di acqua e sciogliervi lo zafferano e il malto di riso. In un recipiente mettere il cous cous e bagnarlo con quest’acqua. Mescolare velocemente e lasciare coperto per 6-8 minuti, quindi con una forchetta, sgranarlo.

Quando il cous cous si sarà raffreddato, unire la frutta secca.

Pulire la frutta: sbucciare un’arancia al vivo e tagliarla a piccoli pezzi. Tagliare a piccoli pezzi anche il kiwi, la banana, la pera e sgranare la melagrana. Mescolare tutta la frutta e unirla al cous cous, mescolando ancora.

Servire in delle coppe.

Con questa ricetta partecipo al contest di Arricciaspiccia:

al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

al contest de La Cultura del Frumento:

 

e al contest di Nocciola Italiana:

Zuppa dello Yucatan

L’ho detto e ridetto: io in Messico ci ho lasciato il cuore e prima o poi andrò a riprendermelo!

Ogni tanto mi piace cucinare piatti messicani proprio per ricordare il sapore e gli odori di quei giorni trascorsi visitando piramidi Maya e siti archeologici.

Che cultura ragazzi! Storica, paesaggistica e… anche culinaria, che non guasta mai!

Certo non è il posto più adatto per chi non ama mangiare piccante, perchè il Messico è anche il regno del peperoncino con oltre 150 varietà: si va dal più famoso  HABANERO, considerato da alcuni come il peperoncino messicano più piccante al mondo di colore arancio o rosso, al JALAPENO, probabilmente il peperoncino messicano più conosciuto in Europa di colore verde scuro, moderatamente piccante. Per passare attraverso altre varietà come il CHIPOTLE  color caffé, è un jalapeño di grossa taglia maturato ed essiccato e il POBLANO  di colore verde scuro che si consuma cotto in particolare grigliato al forno.

Mio marito è un appassionato di peperoncino ed è riuscito a far essiccare sotto il sole Messicano i semi di alcune di queste varietà per poi poterle riprodurle in Italia. Risultato? Davvero scadente, purtroppo! Il nostro sole non è propriamente equatoriale, e le piante non sono riuscite a crescere!

Oggi avevo una gran voglia di riassaggiare questa zuppa, che è un po’ una sorta di consommè che viene offerta all’inizio del pasto per aprire lo stomaco ad altri sapori.

E’ incredibile: uno direbbe che col caldo umido che c’è in Messico l’ultima cosa che si avrebbe voglia di mandare giù è un brodo bollente! E invece, vi assicuro, che questo incontro di spezie e agrumi, è molto rinfrescante.

Ingredienti: 

  • 1 litro di brodo di carne (oppure di pollo, di pesce, di verdura)
  • 1 cipolla
  • 8 spicchi di aglio
  • 2 peperoncini Jalapeno in salamoia
  • una decina di pomodorini maturi
  • origano
  • cumino
  • coriandolo
  • succo e polpa di 2 lime
  • scorza di mezzo pompelmo
  • scorza di mezza arancia
  • 2 cucchiai di olio
  • succo di 1 arancia e di mezzo pompelmo
  • tortillas chips

Procedimento:

Tanti ingredienti ma una preparazione molto semplice e veloce.

Dividere a metà la cipolla lasciando la buccia ad una parte.

Scaldare una padella dal fondo pesante e mettervi a rosolare e caramellare la cipolla non sbucciata e gli spicchi di aglio (anch’essi con la buccia). Alla fine l’aglio dovrà risultare sbruciacchiato ma morbido all’interno.

Tritare col coltello l’altra metà di cipolla e farla saltare in una padella capiente con poco olio.  Versarvi il brodo e portare a bollore facendo cuocere un paio di minuti.

Sbucciare anche l’altra metà di cipolla e gli spicchi d’aglio rosolati. Affettare grossolanamente anche questa cipolla e mettere il tutto dentro al brodo insieme ai pomodorini tagliati a dadini, all’origano, al peperoncino e al cumino.

Cuocere per circa 15 minuti.

Aggiungere la scorza degli agrumi e far cuocere ancora un paio di minuti, quindi togliere dal fuoco e unire la polpa di lime e il succo di arancia e pompelmo.

Versare in delle scodelle, spolverizzare col coriandolo e servire accompagnando questa zuppa con delle tortillas chips.

Una delizia del genere resusciterebbe anche il Grande Pacal di Palenque!

Con questa ricetta partecipo al contest di Divertirsi Mangiando:

al contest di Le cuoche per gioco:

 

e al contest di Nono Solo Piccante:

Biscotti di Kamut con nocciole e cioccolato

Avevo messo da parte questo gioco per quando avessi avuto più tempo perchè volevo godermi con tutta calma la visita al blog Arte in Cucina di Vicky. Il tempo poi non basta mai e siccome tra poco ci saranno le nuove estrazioni per il gioco “Ci scambiamo una ricetta” di Il ricettario di Cinzia, mi son messa sotto ed ho avuto modo di apprezzare ogni ricetta di Vicky.

Principalmente le ricette di Arte in Cucina sono ricette senza glutine e, dal momento che ho un figlio che, seppure non essendo celiaco, è meglio che stia il più possibile lontano da questa sostanza, mi è tornata davvero utile questa visita e mi sono appuntata diverse ricette.

Questa volta ho preso però in prestito una ricetta che il glutine ne contiene perchè si utilizza la farina di kamut, ma, come mi ha spiegato l’omeopata che segue il mio bimbo, è glutine buono e facilmente digeribile.

Io uso spesso questa farina, sebbene le polemiche si sprechino a riguardo, perchè è una farina che si presta benissimo sia per la preparazione di dolci, che di pane e soprattutto di pizza. Buonissima per tutta la famiglia.

Ho apportato solo delle piccole modifiche per personalizzarla un po’, aggiungendo un ingrediente che, come si suol dire, ci sta “come il cacio sui maccheroni”, cambiando leggermente le dosi. Inoltre io mi sono servita del Bimby per impastare questi buonissimi biscottini.

La ricetta originale la trovate qui.

Ingredienti:

  • 200 g di farina di kamut
  • 100 g di burro
  • 90 g di zucchero
  • 1 uovo
  • mezza mela
  • la scorza di un’arancia grattugiata
  • 50 g di nocciole tostate
  • 1 cucchiaio di fiori di arancia secchi (zagara)
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • 80 g di cioccolato fondente
  • 100 g di crema di latte

Procedimento:

Nel boccale del Bimby ho messo i fiori di arancia secchi, la scorza dell’arancia, le nocciole. Ho tritato 10 sec. vel. 7-8.

Ho aggiunto la mela sbucciata e tagliata a pezzetti molto piccoli e tutti gli altri ingredienti (escluso il cioccolato e la crema di latte). Impastare 30 sec. vel. 4.

Ho messo l’impasto su di un piano di lavoro leggermente infarinato e ho formato due cilindri. Li ho avvolti nella pellicola trasparente e li ho riposti in frigo per 15-20 minuti.

Trascorso questo tempo, ho preso i cilindri dal frigo, ho tolto la pellicola ed ho ricavato da questi dei dischetti alti circa un cm.

Li ho posizionati su di una teglia ricoperta di carta forno.

Ho messo in forno preriscaldato a 180°C e li ho fatti cuocere per circa 25 minuti.

Li ho lasciati raffreddare.

Nel frattempo ho sciolto il cioccolato nel microonde diluendolo con la crema di latte.

Quando i biscottini sono diventati freddi li ho immersi per metà dentro il cioccolato e quindi li ho messi ad asciugare sopra una gratella ricoperta di carta forno.

Con questa ricetta partecipo allo scambio di ricette di Il Ricettario di Cinzia: