Mousse di pere allo zenzero con ricotta e alici

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Qualcuno una volta ha detto: “Non far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere!” Non sapeva però quanto sono buone le acciughe con le pere!
Ancora una ricetta dal blog Poveri ma belli e buoni: sono stata contagiata dalla mania delle acciughe e vederle riproposte in tutti questi modi diversi mi ha entusiasmato!
Ve la ripropongo oggi perchè sarà uno dei piatti che metterò sulla mia tavola a Natale durante l’aperitivo… Si, perchè i programmi sono cambiati e anche quest’anno trascorreremo questa festa tra le calde mura domestiche, con le tradizioni che ormai sono entrate a far parte della nostra famiglia: preparemo il piatto con dolcetti e frutta secca per Babbo Natale (anche se ormai due terzi dei miei figli non credono più) e, la mattina ci alzeremo e scarteremo i doni che ci avrà lasciato dopo aver mangiato. Non mancherà la lettera che Babbo Natale lascerà ai miei figli con tante lodi e qualche ammonimento!
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Ingredienti per 4 porzioni finger food:

  • 1 grossa  pera abate
  • 120 gr di ricotta vaccina
  • 1 cucchiaino di polpa di zenzero grattugiata
  • una puntina di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 1/2 cucchiaino di scorza grattugiata di limone
  • 8 acciughe fresche
  • 4-5 filetti di acciughe sott’olio
  • pangrattato
  • 1 cucchiaio di brandy o cognac
Procedimento:
Sbucciare la pera, tagliarla a tocchetti e cuocerla in un pentolino con il brandy, lo zucchero di canna, lo zenzero grattugiato e la cannella.  Appena le pere cominceranno a scaldarsi, sfumare col brandy. Far evaporare l’alcool e continuare a cuocere coperto e a fuoco dolce. Far raffreddare e frullare fino ad ottenere una mousse soda.
Lavorare la ricotta con le scorze di limone. Porre in frigorifero.
Pulire e sfilettare le acciughe mantenendo la codina. Ridurre in poltiglia le acciughe sott’olio, distribuirle sopra ai filetti di acciughe fresche distese su una placca da forno oliata o foderata con carta oleata, cospargere con pan grattato, irrorare con qualche goccia dell’olio di conserva delle acciughe. A questo punto potete decidere se arrotolare le acciughe fermandole con uno stecchino oppure passarle  così sotto il grill del forno a 180° per 5-6 min o finchè saranno ben dorate.
Preparare i bicchierini versando un po’ di mousse di pera a cucchiaiate, una piccola quenelle di ricotta al limone, e da ultimo posizionare le alici arrotolate lasciandole sospese sui bordi dei bicchierini (opzione che sceglierò la prossima volta) o tagliarle grossolanamente (cosa che nella fretta ho dimenticato di fare ma che è indispensabile per un finger food) e metterle sopra la ricotta.
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Mignon vegani di farro con crema di mela e cocco

Quest’oggi alle 17 sul canale 411 di Sky va in onda la puntata che mi ha visto ospite al Gambero Rosso, grazie al concorso in collaborazione con Fior Fiore Coop. E’ un’esperienza di cui vi parlerò più ampliamente nei prossimi post, nel frattempo ci tenevo a farvelo sapere. Inoltre, se oggi non potete guardarla, domani andranno in onda anche le repliche alle 7 e alle 11 di mattina!

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La mia visita al Gambero Rosso è servita tra l’altro a fare una veloce incursione nel negozio presente all’interno. Mi sarei portata via ogni cosa, ma mi son dovuta limitare a pochi articoli, quelli che cercavo da tempo e che non riuscivo a trovare come per esempio questo stampo per tartellette.

Finalmente quest’oggi ho l’occasione di provarlo e per inaugurarlo ho scelto una ricetta tratta dal libro “Piccola pasticceria naturale” di Pasquale Boscarello, pasticcere che svolge la sua attività a Firenze dove ha aperto la prima pasticceria naturale d’Italia.

Sembra incredibile come si possa riuscire ad ottenere un prodotto buono e di qualità senza l’utilizzo di uova, zucchero e farine raffinate. Questi bocconcini sono davvero deliziosi e niente hanno da invidiare alla pasticceria tradizionale, anzi, io trovo che siano anche meglio perchè non sono eccessivamente dolci.

Ideali per accompagnare il vostro tè o a fine pasto!

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Ingredienti per i cestini:

  • 250 g di farina di farro
  • 60 g di malto
  • 60 ml di olio di mais
  • 70 ml di acqua tiepida
  • un pizzico di sale
  • mezzo cucchiaino di cannella in polvere
  • buccia grattugiata di mezzo limone
  • mezza bustina di lievito per dolci bio

Ingredienti per la crema:

  • 2 mele golden
  • 250 g di malto di mais
  • 50 g di amido di mais
  • 1 pizzico di sale
  • 125 ml di acqua

Procedimento:

Nella planetaria o nel Bimby mescolare la farina di farro con il lievito, la buccia del limone grattugiata, il sale e la cannella (nel Bimby pochi secondi a vel. 6).

In alternativa potete farlo su un piano di lavoro creando al centro una conca dove inserire gli altri ingredienti.

In una ciotola miscelare il malto con l’olio.

Unire quindi nel Bimby l’acqua tiepida e l’olio con il malto. Impastare un minuto a vel. 4, quindi continuare ad impastare a mano fino ad ottenere un panetto liscio e morbido ma non appiccicoso. Avvolgere con pellicola trasparente e posizionare in frigo.

Sbucciare le mele e metterle nel Bimby (o altro frullatore) insieme al malto e al pizzico di sale. Frullare fino ad ottenere un composto omogeneo, quindi mettere in una pentola e posizionare sul fornello acceso.

Sciogliere l’amido con l’acqua fredda senza lasciare grumi.

Appena la crema di mele comincerà a bollire aggiungere l’amido sciolto e continuare a mescolare sul fuoco fintanto che la crema non si addenserà.

Prendere il panetto dal frigo e stenderlo a circa 3 mm di spessore. Ricavare tanti dischetti di un cm più grande delle vostre formine. A me ne son venute ben 45 con questo dosaggio!!! Posizionare ogni dischetto in una formina, quindi riempire con un cucchiaio di crema di mele che nel frattempo si sarà freddata.

Infornare a 180° per 20 minuti.

Lucidare la superficie con una miscela di malto di riso e acqua tiepida nel rapporto di 3 a 1. Prima di servirli cospargere ogni mignon con scaglie di cocco disidrato.

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Con questa ricetta Dolce partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

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Castagnaccio salato

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C’è una nuova rivista di cucina in edicola, si chiama “QB, in cucina quanto basta”. Il sottotitolo descrive in poche parole quello che si trova sfogliando la rivista: per cucinare in modo semplice ma non banale. E infatti è così perchè vi si trovano molte ricette tradizionali o leggermente rivisitate (come nel caso della ricetta che io ho riprodotto). Ricette semplici dunque, e belle foto che ben descrivono i piatti proposti.

Il castagnaccio, da vera Toscana, mi vergogno a dire di non averlo mai fatto perchè vi confesso che non lo amo molto. Quando però ho trovato questa ricetta in versione salata, mi son subito detta che non sarebbe stato male provarla e non me ne sono pentita.

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Ingredienti:

  • 100 g di farina di castagne
  • 50 g di farina 00
  • 50 g di latte
  • 1 uovo
  • 150 g di macinato di maiale
  • 150 g di porro
  • vino bianco
  • zucchero
  • 1 cucchiaino di cannella
  • rosmarino
  • olio di oliva q.b.
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Lavare e affettare finemente il porro. Saltarlo in poco olio EVO aggiungendo un po’ d’acqua per portarlo a cottura. Salare e unire un cucchiaino di zucchero. Mettere da parte.

Nella stessa padella rosolare anche il macinato insieme a due cucchiai di olio EVO. Sfumare con poco vino bianco e salare.

In una ciotola mescolare le farine con l’uovo, il sale, la cannella, il latte e 100 g di acqua. Ungere una teglia che abbia una base di 20 x 30 cm e versarvi l’impasto.

Sbriciolare la carne sopra l’impasto distribuendolo uniformemente e fare altrettanto con il porro. Pepare e distribuirvi sopra anche gli aghi di rosmarino.

Infornare a 190° per 30 minuti.

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Tartufini vegan al cocco e cannella

I tartufini hanno sempre una loro classe, sia che siano dolci, salati, ricoperti di semi, di cocco, di cioccolato o di frutta secca tritata.

Un bocconcino delizioso che porta stile sulla tua tavola insieme ad un buon caffè. Un dolce che non appesantisce ma che ti lascia in bocca un piacevole sapore.

Serviti nei loro pirottini di carta, sono finger food facili da mangiare e ideali per buffet in piedi. E poi si possono (e si devono) preparare con qualche ora di anticipo il che ci lascia lo spazio per dedicarci poi ad altri piatti.

Ho preparato questa versione  senza utilizzare burro, uova farine e zucchero, dando la preferenza a prodotti naturali quali il malto di riso e il burro di mandorle. Il limone poi, regala loro un aroma particolare che ben si sposa con la cannella e il cocco.

E poi sono davvero velocissimi da preparare!

Ingredienti per circa 20 tartufini:

  • 200 g di cocco in scaglie Ecor + 30 g per la copertura
  • 150 g di malto di riso
  • 50 g di burro di mandorle
  • buccia grattugiata e succo di 1 limone biologico
  • 1 cucchiaio di cannella Tec-Al
  • 1 pizzico di sale

Preparazione:

In un recipiente mescolare il cocco con la buccia del limone, la cannella e il sale.

In un altro recipiente mescolare invece il burro di mandorle col malto di riso e il succo di limone. Rovesciare poi questo nel recipiente col cocco e mescolare bene finchè tutti gli ingredienti non si sono ben bene mescolati.

Formare ora delle palline con questo composto, rotolarle nel cocco in scaglie e posizionare ognuna dentro ai pirottini di carta.

Tenerli in frigo per un paio di ore prima di servirli.

Ottimi serviti come accompagnamento al caffè.

Con questa ricetta partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

 

 

e al contest de La Cuoca Dentro:

Flognarde alle mele e amarene

Siamo tutti daccordo sul fatto che questo dolce francese si chiami Clafoutis solo se si utilizzano le ciliege e che prende il nome di Flognarde quando si utilizza qualsiasi altro tipo di frutta, ma forse non tutti sanno che esiste anche un dolce bretone che è molto simile e che si chiama Far Bretone, che richiede come frutta l’uso delle prugne secche. L’impasto è sostanzialmente lo stesso e richiede in tutti e tre i dolci l’utilizzo di poco zucchero, poca farina, molto latte e niente lievito (così lo posso mangiare anche io!). Mi azzarderei addirittura a proporlo ai celiaci provando a sostituire la farina 0 con la farina senza glutine, o agli intolleranti al lattosio sostituendo il latte con del latte di soia o di riso.

Fatto sta che è un dolce semplicissimo che tutti possono preparare e che richiede davvero poco tempo.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 300 ml di latte
  • 2 mele
  • 1 cucchiaio di cannella Tec-Al
  • 40 g di farina 00
  • 40 g di amido di mais
  • 90 g di zucchero
  • 1 limone
  • 30 amarene Fabbri

Procedimento:

Cominciare accendendo il forno a 180°C, in quanto la preparazione è davvero veloce.

Imburrare e infarinare 6 cocotte di circa 10 cm di diametro.

In una ciotola mescolare la farina con l’amido.

In un robot da cucina o con un normale frullatore montare le uova con lo zucchero e la cannella: dovrà venire un composto molto spumoso e quindi bisognerà procedere per una decina di minuti.

Nel frattempo sbucciare le mele e tagliarle a cubetti, irrorarle con il limone che avrete spremuto e disporle nelle cocotte, inframmezzate alle amarene Fabbri (circa 5 a cocotte).

Unire la farina alle uova e frullare per un paio di minuti.

Versare il composto nelle cocotte sopra le mele e infornare per circa 35-40 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest di Casa e Cucina:

 

al contest di About Food:

e al contest di “L’Emporio 21″ in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

Frittelle di salvia per un cuoco d’eccezione!

Chi mi conosce sa che oltre a cucinare, un’altra mia grande passione è leggere e quando posso combinare insieme le due cose è davvero un idillio! Ecco quindi che tramite un’amica foodblogger sono venuta a conoscenza di questo libro:

Il principe dei cuochi

di Maria Cristiana Magni

con una bellissima prefazione di nientepopodimenoche Gualtiero Marchesi.

La storia di Maestro Martino da Como, chef alla corte degli Sforza, quindi del cardinal Lucullo (ovvero il camerlengo Ludovico Scarampi Mezzarota), che segnò il passaggio dalla cucina medievale a quella rinascimentale.

Devo essere sincera, la storia di per se non mi ha molto coinvolta in quanto alla fine la vita di Martino è messa un po’ in secondo piano rispetto alla Storia d’Italia, però sono interessanti i cenni agli alimenti e alle pietanze utilizzate in quell’epoca. Si scopre dunque che si faceva un ampio uso di zafferano (che viene inserito in numerose ricette), che si usava molto friggere, ecc. Numerosi i piatti che venivano cucinati in quell’epoca e che vengono citati dall’autrice: cosciotto di maiale spalmato di agliata, frittelle di riso o con le fronde del lauro, i tomacelli, lo zabaglione, crostate di piccioni e prugne secche, zuppe…..

Alla fine del libro l’autrice ci regala anche un piccolo ricettario dell’epoca, da cui ho estrapolato questa ricetta, davvero squisita, utilizzando le enormi foglie di salvia del mio giardino.

Ingredienti:

  • 12-15 foglie di salvia fresche e grandi
  • 100 g di farina
  • 1 uovo
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 pizzico di cannella
  • sale
  • olio di oliva (ma io preferisco sempre quello di semi per le fritture)

Procedimento:

Lavare e asciugare le foglie di salvia.

Sbattere l’uovo insieme alla cannella, allo zafferano e ad un pizzico di sale. Aggiungere pian piano la farina facendo attenzione a che non si formino i grumi. La pastella dovrà risultare piuttosto densa. Tuttavia a me sembrava eccessivamente densa e vi ho aggiunto qualche cucchiaio di acqua fredda.

Intingere le foglie nella pastella e friggerle nell’olio ben caldo, rigirandole per farle dorare da ambo i lati.

Scolarle e salarle leggermente.

Ottime con l’aperitivo o come finger food.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ricette di Cultura:

e partecipo al contest di : In punta di coltello , Il Mio Saper FareDolci e Delizie di Giusy ,Miel&Ricotta

Supa Barbetta di Nicoletta

E così ho fatto anche la rima. La mia cara amica Nicoletta, appassionata di tutto ciò che riguarda la montagna, dagli sport estremi alle tradizioni culinarie, mi ha inviato questa bellissima ricetta valdese a base di toma e cavolo, molto speziata e di semplice esecuzione.

Sono felice che il blog mi permetta di condividere queste ricette, affinchè non vadano mai perdute le tradizioni culinarie della nostra bella Italia.

Ricette della tradizione: Supa Barbetta

di Adriano Ravera e Elma Schena

La supa barbetta è un piatto antico che affonda le sue origini nella soupe mitonnée e dal forte valore simbolico, un piatto che accomuna i commensali per la sacralità del pane, una liturgia presente in tutte le religioni.

Ogni anno, il 17 febbraio, è festa grande in tutta le valli valdesi per ricordare la conquista dei diritti civili firmata da Carlo Alberto nel 1848 dopo una lunga storia di persecuzioni, guerre, coraggiosa clandestinità sui monti.
“Prendendo in considerazione la fedeltà ed i buoni sentimenti delle popolazioni valdesi ci siamo di buon grado risoluti a farli partecipi di tutti i vantaggi conciliabili con le massime generali della nostra legislazione. Epperciò i Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici dei nostri sudditi, a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università e a conseguire i gradi accademici” si legge nelle Lettere Patenti conservate nel museo di Torre Pellice, la Ginevra italiana nella definizione di Edmondo De Amicis.

La notizia, giunta improvvisa dopo secoli di repressioni sanguinose, scatenò forte entusiasmo tra la popolazione. Ibarbet* (da barba, l’appellativo dei predicatori itineranti che giravano a due a due per l’assistenza spirituale nelle famiglie) accesero enormi falò sulle montagne per salutare la libertà. Seguirono funzioni religiose, cortei, discorsi e un grande banchetto nel cortile dell’Hotel de l’Ours con trecento commensali.

A Torre Pellice, dunque, il 17 febbraio è festa per ricordare “l’emancipazione”, momento di affratellamento anche a tavola: indossati gli antichi costumi della valle, la gente si ritrova davanti alla soupa, la tradizionale zuppa di pane, brodo e toma fresca più conosciuta, per la sua origine, come soupa barbetta. La ricetta, già preparata a Natale e Capodanno nelle vecchie famiglie cattoliche, è di facilissima esecuzione perché a base di semplici fette di pane raffermo cotte a lungo in buon brodo di carne fino a raggiungere la giusta omogeneità. La regola impone di mai rimestare: a fine cottura pane e grissini devono rimanere integri.

* Barbet, in Piemonte divenne negli anni sinonimo di persona lontana dalla religione, eretico o anche ateo. Barba, è lo zio e, in una connotazione più estesa, un segno distintivo dei maschi più autorevoli. Tra i valdesi diventò anche una forma di prudenza: il termine creava voluti equivoci facendo credere che il predicatore fosse persona di famiglia, un modo per depistare gli inquisitori.

Ingredienti:

  •  500 gr di grissini o pane raffermo,
  •  300 gr di toma fresca,
  •  100 gr di burro,
  •  2 litri di brodo di carne,
  •  2 foglie di cavolo verza,
  •  spezie miste: chiodi di garofano, noce moscata, cannella.

Preparazione
Ungere di burro il fondo di un tegame di terracotta, o meglio ancora di una “basina” di rame, e ricoprirlo con le foglie di cavolo; sistemarvi sopra uno strato di grissini e di pane raffermo a pezzetti, coprire con un po’ di toma fresca a dadini, qualche fiocco di burro e insaporire con un pizzico di spezie in polvere. Ricoprire con un altro strato di grissini e pane, uno di formaggio, fiocchetti di burro e spezie fino a esaurimento degli ingredienti.
Bagnare con il brodo e cuocere a calore moderato per circa due ore senza mai rimestare. Servire molto calda con burro spumeggiante insaporito da qualche chiodo di garofano.

Tortini di mele profumati alla cannella

 

La merenda per i nostri figli è sempre un problema, perchè questo è il momento in cui sono più esigenti e noi, magari, non abbiamo avuto tempo per preparare qualcosa di sano e genuino. Spesso cediamo e concediamo loro cioccolate e patatine; e, ancor più spesso, gli diamo merendine comprate.

Tutte noi sappiamo però che è molto più salutare una fetta di pane e olio, una frutta o un bel dolce casalingo.

E a volte ci vuole davvero meno tempo di quel che pensiamo, come per esempio questi dolcetti o muffin con le mele.

 Ingredienti:

Procedimento:

Sciogliere il  burro a bagnomaria o nel microonde.

Sbattere le uova con lo zucchero finchè non otterrete un composto molto spumoso, quindi unire il burro fuso e la cannella. Continuare a frullare.

Aggiungere il latte e infine  le farine mescolate a cui avrete aggiunto anche il lievito.

Sbucciare la mela e ridurlla a piccoli pezzetti. Aggiungerla al composta e mescolare con un cucchiaio.

Mettere i pirottini di carta negli stampi e riempirli con il composto per circa un terzo.

Cuocere in forno preriscaldato a 180° C per circa mezzora.

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Chef Carole a Domicilio:

 

Il farro nella torta della nonna

Lo so: vi starete chiedendo perchè i miei ultimi post abbiano tutti a che fare con il farro. Il fatto è che… ho un po’ esagerato! Ne ho lessato una busta intera più quello che ho utilizzato per fare i panini e quindi mi ritrovo a proporlo, è il caso proprio di dirlo, in tutte le salse, compresa quella dolce di questa ricetta. E a dirla tutta, non fosse che sto a dieta (o che almeno ci provo) questa è sicuramente la ricetta più succulenta!

Era un po’ di tempo che avevo in mente di fare qualcosa del genere, alla fine ne è uscita fuori un incrocio tra torta della nonna (per l’assemblamento) e pastiera napoletana (perchè al posto del grano ci sono i chicchi di farro). Ma ho voluto dargli anche quel tocco in più e trasformarla in monoporzioni, sicuramente più piacevoli anche per l’occhio.

Non sarà quindi una torta di razza pura, ma è sicuramente da provare.

Ingredienti per la pasta frolla:

  • 130 g di burro
  • 300 g di farina di farro
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 150 g di zucchero
  • la buccia di un limone grattugiato

Ingredienti per il ripieno:

  • 150 g di farro cotto
  • 2 uova
  • 90 g di zucchero
  • 300 g di ricotta
  • la buccia di un limone grattugiato
  • una manciata di uvetta ammollata nel brandy (facoltativa)
  • un cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento:

Cominciare preparando la pasta frolla. Il procedimento è identico a quello per la pasta frolla con farina bianca già descritto molte volte: tutti gli ingredienti nel Bimby Vel 4 per 30 sec.  oppure in una ciotola mettere la farina a fontana e nel centro rompervi le uova, mettere il burro, lo zucchero e la buccia di limone. Impastare, quindi comprire con pellicola trasparente e mettere in frigo per una mezz’ora.

Dedicarsi ora alla preparazione del composto che riempirà il nostro dolce: sbattere le uova con lo zucchero, unendo la buccia del limone e la cannella. Quando si sarà ottenuto un composto bello spumoso, unire la ricotta e mescolare delicatamente fintanto che il tutto non si sarà amalgamato, quindi unire anche il farro continuando a mescolare. Aggiungere infine l’uvetta (a noi non piace e quindi non l’ho messa, ma ritengo che ci sarebbe stata proprio bene).

Stendere i due terzi di pasta frolla aiutandosi con della carta forno, ottenendo così un disco del diametro di circa 28 cm (per una pastiera di 24 cm) e posizionarlo nello stampo. Versarvi sopra il composto e ricoprire con la rimanente pasta frolla a cui avremo dato anche ad essa forma rotonda.

Infornare a 180°C per circa 35 minuti.

Una volta che si sarà freddata spolverizzatela con zucchero a velo.

Con un coppapasta tagliare adesso la nostra torta in modo da ottenere tante porzioni monodose.

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Chef Carole a Domicilio:

 

Torta di amaretti con le pere

Continua il mio studio sul cibo senza glutine, beh, più che studio i miei sono esperimenti perchè ho ancora poca dimestichezza con le farine però è davvero interessante e in questo trovo grande aiuto dal blog di Felix e Cappera Un cuore di farina senza glutine, dove le ricette sono spiegate dettagliatamente con tante varianti possibili.

Anche io ho apportato una piccola variante alla loro ricetta, spero non me ne vogliano, ma speravo in questo modo di far mangiare un po’ di frutta ai miei bimbi ed in effetti l’esperimento è riuscito e nel giro di un’ora la torta si era già ridotta della metà!

Ingredienti: 

  •  100 g di farina senza glutine per dolci
  • 2 uova
  • 100 g di amaretti
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci senza glutine
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 2 cucchiai di rum
  • zucchero a velo consentito
  • 1 pera

Procedimento:

Montare gli albumi a neve.

Tritare gli amaretti.

Lavorare il burro con lo zucchero, quindi unire i tuorli e il rum e montare con delle fruste o col Bimby (2 min. vel. 4).

Aggiungere gli amaretti, il cacao, la cannella, la farina e il lievito e continuare a lavorare il composto (col Bimby ancora 2 min. vel.4).

Per ultimo aggiungere gli albumi lavorando il composto molto delicatamente con un mestolo (nel Bimby 3o sec. antiorario vel. 2) e la pera sbucciata e tagliata a piccoli pezzi.

Versare il composto in una teglia (io ho scelto di farlo a forma di ciambella ma secondo me è perfetto anche come plumcake) imburrata e infarinata.

Consiglio di usare uno stampo non troppo grande perchè l’impasto non è molto e quindi potrebbe rimanere bassa, proprio come è accaduto a me!

Cuocere 30 minuti in forno preriscaldato a 190°C.