Red Velvet Cake gluten free? Se non ci fosse stato l’MTchallenge…

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…non avrei saputo neanche cos’era! Per di più senza glutine!

La mia seconda sfida dell’MTChallenge non poteva essere più difficile: un dolce della tradizione americana, offerto per San Valentino alle persone a cui vogliamo più bene. Superati i primi dubbi iniziali, visto che le torte non sono proprio il mio punto forte e che trovo i dolci tipici americani davvero un po’ troppo carichi, leggendo i vari tips & tricks e cominciato a vedere le prime red velvet delle partecipanti alla sfida di Stefania ho preso coraggio e mi sono buttata.

Questa è proprio una sfida nella sfida perchè Stefania chiede che questa torta sia assolutamente senza glutine in modo che anche i celiaci la possano mangiare: quindi l’utilizzo di prodotti che ne siano assolutamente privi, ma anche accorgimenti nella preparazione perchè è essenziale che gli strumenti che sono entrati in contatto con prodotti glutinosi non entrino assolutamente a contatto con quei prodotti che ne sono privi se prima non vengono lavati in lavastoviglie. Certo la vita dei celiaci non è propriamente facile, anche se negli ultimi anni, visti gli aumenti di casi, c’è stata una vera e propria sensibilizzazione. La figlia di mio cugino che ha una grave forma di celiachia, deve stare attenta ad ogni cosa e nella cucina della loro casa ha degli stipi appositi per i suoi prodotti e i suoi ciottoli. Addirittura, mi racconta, non può mangiare nella tovaglia dove mangiano gli altri.

Cucinare senza glutine non mi spaventa, seppure a volte sia davvero complicato, perchè lo scorso anno l’omeopata ci ha consigliato di provare per qualche tempo a far mangiare nostro figlio senza glutine per vedere se riuscivamo a migliorare una certa situazione. Avevamo comunque fatto le analisi che prescrivono in questi casi, ma erano risultate negative. L’omeopata infatti ci ha parlato non di una allergia ma di una sensibilizzazione verso questa sostanza, fatto sta che spesso queste analisi non sono molto attendibili. Abbiamo fatto mangiare nostro figlio senza glutine per un certo numero di mesi, notando un certo miglioramento in effetti. Purtroppo però la mensa scolastica non permette a chi non ha una vera e propria diagnosi di celiachia una dieta apposita e quindi poi siamo tornati lentamente a farlo mangiare nuovamente normalmente.

Stefania chiede che per la red velvet si utilizzi la sua ricetta, testata e perfezionata nel corso del tempo, senza nulla modificare. Possiamo invece sbizzarrirci nella farcitura e decorazione che deve comunque rimanere senza glutine. Io, francamente, non avendo mai nè mangiato nè assaggiato questa torta, mi attengo fedelmente alla ricetta originale anche per quanto riguarda la farcitura.

Oltre ai prodotti senza glutine, che al giorno d’oggi sono di facile reperibilità la torta prevede anche l’utilizzo di un altro ingrediente che invece non si trova in tutti i negozi, ma che è invece facile (più di quanto si pensi) prodursi da soli: parlo del buttermilk, che si può ottenere semplicemente facendo inacidire lo stesso quantitativo di latte con un cucchiaio di succo di limone per 20 minuti. Se però volete complicarvi la vita o, come me, vi piacciono le sfide e vi piace conoscere tutti i segreti della cucina, allora potrete produrvi il buttermilk o latticello partendo dalla crema di latte e montandola fino a che non si divide in una parte solida (burro) e una parte liquida latticello. A quest’ultimo dovrete aggiungere due cucchiai di yogurt magro e lasciar fermentare il tutto per una notte a 25°C. Il burro ottenuto poi potrete utilizzarlo per il frosting, ovvero la farcitura. Attenzione però a spremerlo bene dal liquido, mettendolo dentro ad un panno di lino pulito, quindi lavatelo e lavoratelo con le mani bagnate come lavorereste il pane. Dategli la forma e mettetelo in frigorifero.

Alla fine mi son dovuta ricredere e ho regalato ai miei familiari uno dei dolci più buoni che abbiano mai mangiato. La metterò sicuramente tra i dolci da fare per le occasioni più importanti e devo sicuramente ringraziare l’MtC, dove da poco sono approdata, per aver imparato tante nuove interessantissime cose riguardanti la cucina.

Per servire questo dolce ho anche comprato una nuovissima alzatina su cui trovo che stia veramente a suo agio e… delle nuovissime scarpe tacco 12 con cui ho preparato il dolce così come scherzosamente chiedeva di fare Stefania… purtroppo però ho dimenticato di farmi fotografare! A voi crederci… o meno!

Sono anche felice perchè è filato tutto liscio e non ho avuto problemi: non è stato difficile reperire gli ingredienti, fare il burro è risultato facile e divertente (tra l’altro quello che mi è avanzato l’ho aromatizzato con rosmarino e sale affumicato e spalmato sui crostini – altra bontà!) e il dolce è lievitato quel tanto che bastava per tagliarlo abbastanza agevolmente (io l’ho tenuto una notte in frigorifero). L’unico piccolo inconveniente è che alla fine la base doveva risultare rossa e invece tende un po’ troppo al marrone, ma credo che questo dipenda dal colorante liquido della Rebecchi che non colora molto. Da provare con un colorante in pasta.

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Ma veniamo alla ricetta, presa direttamente dal blog di Stefania Cardamomo & Co.

Ingredienti:

  • 160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Le Farine Magiche Lo Conte, Pedon, Rebecchi)
  • 60 gr di fecola (Cleca, Pedon, La Dolciaria, Sma & Auchan)
  • 30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena)
  • 1/2 cucchiaino da tè di sale
  • 8 gr cacao amaro (Venchi, Easyglut, Pedon, Olandese)b
  • 110 gr burro non salato a temperatura ambiente
  • 300 gr di zucchero
  • 3 uova medie (io uso quelle bio codice 0, ma non è rilevante ai fini della celiachia)
  • 1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
  • 240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
  • 1 cucchiaio di colorante rosso (Rebecchi e Loconte)
  • 1 cucchiaio di aceto bianco
  • 1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
Procedimento:
Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell’impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 18/20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l’ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.
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Per la farcitura, la Cream Cheese Frosting di Buddy!
Ingredienti:
  • 450 g di Philadelphia o Quark
  • 115 g di burro
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia (io l’ho sostituito con un cucchiaio di brandy)
  • 200 g di zucchero a velo setacciato

Procedimento:

Se non avete lo zucchero a velo, potrete produrvelo a casa con un robot da cucina piuttosto potente. Io con il Bimby: metto lo zucchero nel boccale 30 sec. vel. turbo.
Ammorbidire il burro con una forchetta, quindi metterlo nella planetaria o nel Bimby con il resto degli ingredienti e montare bene il tutto, fino ad ottenere una crema piuttosto densa!
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Per la decorazione:
Ingredienti:
  • 500 ml di panna
  • un cucchiaio di zucchero
  • confettini e decorazioni varie senza glutine (io ho utilizzato Rebecchi)

Procedimento:

Montare la panna con lo zucchero. Spalmarne una parte sulla superficie della torta e il resto metterlo nella sac a poche e procedere con le decorazioni.
Tenere la torta in frigo: sembra che un paio di giorni dopo sia ancora più buona… ma questo io non lo posso confermare perchè è finita prima!!!
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Con questa ricetta partecipo all’MTchallenge di febbraio:
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e al contest del La Cultura del Frumento:
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Roscòn de Reyes per la Befana

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Qualche giorno fa girovagando nel web sono incappata nella ricetta di questo dolce che viene servito in Messico il giorno della Befana! Il blog in questione è Con le mani in pasta e questa è la sua ricetta. Incuriosita sono andata a ricercarla anche in altri blog, anche quelli in lingua ed ho saputo un sacco di cose interessanti riguardo a questa tradizione. Certo il web è una gran cosa in questi casi!

Come dicevo, il Roscon de Reyes (letteralmente Ciambella dei Re Magi) è un dolce tradizionale che viene preparato in occasione dell’Epifania, un dolce portafortuna perchè al suo interno vi si nasconde tradizionalmente una statuetta di porcellana che rappresenta un re magio (o una moneta) e chi la troverà nella sua fetta sarà re per un giorno! Ma oltre alla monetina si nasconde anche una fava (io un fagiolo!) e chi la troverà sarà colui che dovrà offrire il Roscon l’anno successivo.

Non ho potuto prepararlo prima perciò ve lo offro ora per augurarvi Buona Befana (ma si augura poi Buona Befana?), felice di farlo conoscere a chi come me ancora non lo conosceva!

Ho scelto di seguire la ricetta di Con le mani in pasta (dimezzando le dosi per fare un solo ciambellone) perchè mi piace l’idea di utilizzare la pasta madre, ma per chi non l’avesse, tra le tante che ho trovato in rete trovo che quella di Arte in Cucina sia tra le più semplice e l’idea di glassare questo ciambellone la trovo geniale! E se cercate una versione vegana, perfetta quella di Ravanello CuriosoRoscon de Reyes_02!

Ingredienti:

per la biga

  • 35 g di latte a temperatura ambiente
  • 8-10 g di lievito di birra
  • 65 g di farina manitoba
  • 1 cucchiaino di zucchero

per l’impasto

  • 60 g di zucchero
  • scorza di un limone
  • scorza di un’arancia
  • 30 g di latte
  • 35 g di burro
  • 1 uovo
  • 60 g di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 230 g di farina manitoba
  • 1 pizzico di sale
  • ciliegine candite
  • panna da montare
  • monetina
  • fagiolo

Preparazione:

Preparare la biga mescolando in un recipiente la farina con il lievito di birra, il latte e lo zucchero. Formare una palla e metterla in un altro recipiente ricoprendola con acqua tiepida. Lasciarla riposare il tempo necessario affinchè raddoppi di volume e venga a galla.

Cominciare a preparare l’impasto. Io come sempre utilizzo il Bimby, ma si può fare tranquillamente a mano.

Inserire lo zucchero nel boccale con la scorza di limone e con quella d’arancia: 10 sec. vel. 10. Aggiungere la farina e il lievito madre disciolto nel latte tiepido. Azionare il Bimby a Vel. spiga e, mentre è in funzione, inserire nell’ordine l’uovo, il sale e la biga. Quando comincerà a formarsi una palla, aggiungere anche il burro a pezzetti. Far andare così per altri 3 minuti, quindi togliere dal Bimby, formare una palla e metterla a lievitare per 3-4 ore.

Ora, potete decidere se fare un ciambellone tradizionale oppure come quello delle mie foto. Nel primo caso procedete sgonfiando l’impasto e creando con esso un salsiccioto che andrà inserito in uno stampo da ciambellone possibilmente a cerniera (ricordatevi di inserire nell’impasto la monetina e il fagiolo!)

Nel caso vogliate dare la forma come quella della foto, dividete l’impasto in 6, formando con ognuna una palla (in una inserite la moneta e in un’altra il fagiolo). Imburrare lo stampo da ciambellone e inserire le palle distanziandole leggermente l’una dall’altra (lievitando si attaccheranno).

Mettere a lievitare ancora per un’altra ora, quindi spennellare la superficie con del latte e decorare con le ciliege candite.

Infornare a 180° per 30 minuti.

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Quando il dolce si sarà freddato, tagliatelo orizzontalmente (attenti alla moneta e al fagiolo) e riempite con la panna montata!

Da mangiare tassativamente il 6 gennaio!

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Baccalà allo zafferano con crumble di ceci e sesamo

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In questi giorni, dopo aver conosciuto Cristina, mi sono persa nel suo blog, passando da una ricetta all’altra mentre l’acquolina alla bocca aumentava.

Lei non lo sa, ma io ho lavorato molto nel frattempo e le ho scopiazzato 3 o 4 ricettine davvero niente male che man mano riporterò qui. La prima fra queste è a base di baccalà. Una sfizioseria giusta giusta per due persone, che ti chiedi “Ma perchè non ci ho pensato io?”. Si perchè l’abbinamento con la farina di ceci è davvero insolito, ma forse neanche tanto se andate a vedere gli azzardi culinari di questa foodblogger, alcuni oserei dire addirittura coraggiosi, ma sicuramente da provare prima di storcere la bocca. Quindi, vi consiglio una visitina da Poveri ma belli e buoni se avete in mente di cucinare un po’ di pesce azzurro.

Ma dunque torniamo al nostro baccalà. Si perchè io non ne sono mai stata un’amante, anzi, ve lo devo proprio dire, fino ad un paio di mesi fa non l’avevo mai mangiato nonostante che dalle nostre parti sia un piatto tipico se fatto al pomodoro.

E pensare che è veramente facile da preparare e, se non fosse per la fase di ammollo che può durare qualche giorno, sarebbe anche un piatto di veloce esecuzione! Però potete sempre comprarlo già ammollato se avete fretta!

Comunque, da quando ho cominciato a cucinarlo in modi diversi, ho cominciato ad apprezzarlo e questo piatto me lo fa amare ancora di più! E allora VIVA il baccalà!

Qui trovate la ricetta originale!

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Ingredienti per 2 persone:

Procedimento:

Mettere gli stimmi di zafferano a bagno nel latte.

Nel frattempo lessare il baccalà, spinarlo e spellarlo. In una padella scaldare due cucchiai di olio EVO con lo scalogno tritato e il rosmarino. Quando è caldo, aggiungere il baccalà e cuocere 5 minuti. Salare. Unire quindi anche la panna con lo zafferano e cuocere ancora un paio di minuti.

Preparare il crumble mescolando la farina di ceci con il pangrattato, lo zafferano, i semi di sesamo un cucchiaio di olio EVO e un pizzico di sale. Mescolare bene.

Imburrare delle cocottine (io ho utilizzato delle cocottine da 10 cm per ottenere due porzioni) e passarle con il pangrattato. Dividere il baccalà nelle cocottine e cospargerlo con le briciole del crumble.

Se il baccalà è ancora caldo, basterà infornare con il grill acceso per pochi minuti, giusto il tempo di far rosolare il crumble (a me si è rosolato leggermente troppo!)

Servire subito.

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Bicchierini finger food tricolore

E poi una mattina ti alzi, vai a farti una bella camminata lungo mare, quando ancora in giro c’è pochissima gente e il cielo non promette niente di buono e la tua mente vaga e salta da un pensiero all’altro, per poi tornare sempre lì: quale sarà la prossima ricetta che inserirò nel mio blog? Cosa posso inventarmi di diverso dal solito? Cosa può ancora stupire? Beh, ora non voglio dire che la mia vita sia totalmente immersa nel mio blog e che sia la mia preoccupazione principale, però penso che per una foodblogger sia più che normale e che il tutto rientri nella sua vita quotidiana. Se è solo per me così, allora ditemelo che potrò prendere drastici provvedimenti!

Ma torniamo alla nostra bella passeggiata sul mare, a quando vengo folgorata dall’idea improvvisa che mi porta direttamente al supermercato, abbandonando il mio mare, per acquistare i prodotti che serviranno alla realizzazione del mio “progetto”. Di corsa a casa, e poi all’opera perchè l’ispirazione va colta al volo.

Tutto sommato mi è andata bene: pensate se l’ispirazione mi fosse venuta la notte!

Ed ecco allora che vi presento i miei bicchierini finger food, realizzati con una pappa al pomodoro (dove il pane è a base di farina di castagne per dare la giusta stagionalità al piatto), una mousse di merluzzo e uno strato di granella di pistacchi.

Un po’ elaborata, ma se vi organizzerete bene, sarà molto veloce.

Ingredienti:

- per la pappa al pomodoro:

  • 500 g di pomodori maturi
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodori
  • 150 g di pane di farina di castagne (potrete realizzarlo anche in casa mescolando 200 g di farina di castagne con 400 g di farina 0)
  • basilico
  • aglio
  • olio EVO Dante
  • brodo vegetale
  • sale

- per la crema di merluzzo:

  • 1 filetto di merluzzo
  • 200 g di panna liquida
  • 1 patata media
  • sale

- per finire:

  • 50 g di pistacchi di Bronte sgusciati

Procedimento:

Lavare i pomodori e incidere ognuno sul fondo. Scottarli per 30 secondi in acqua bollente, quindi scolarli e passarli sotto l’acqua fredda. Pelarli e tagliarli a pezzi togliendo i semi. Passarli al passaverdure o nel robot da cucina.

Mettere in tanto a preparare sul fuoco il brodo vegetale con una carota, una costa di sedano, una cipolla e far bollire una mezz’ora.

In una pentola mettere due cucchiai di olio EVO Dante con l’aglio sbucciato e tagliato a metà. Appena comincia a soffriggere aggiungere il passato di pomodoro e il basilico spezzettato con le mani. Far insaporire bene, quindi togliere l’aglio e unire il pane a pezzetti. Far insaporire, salare e ricoprire col brodo vegetale.

Far cuocere fintanto che il brodo non si sarà asciugato e schiacciate il pane con la forchetta.

Per la mousse di merluzzo: mettere il pesce in una padella antiaderente e ricoprirlo con la panna. Farlo cuocere finchè non si comincerà a spappolare, salare e schiacciare con la forchetta.

Lessare la patata, sbucciarla e schiacciarla. Unirla al merluzzo. Mescolare il tutto con una frusta finchè non si sarà ben amalgamato.

Assemblare il bicchierino mettendo un cucchiaio di pappa al pomodoro, un cucchiaio di mousse di merluzzo e ricoprire con la granella di pistacchi di Bronte.

Con questa ricetta partecipo al contest L’Autunno in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it – vendita di prodotti tipici di Alta Gastronomia

 

e al contest di Dolci Iblei:

Ci trasferiamo in Piemonte: Bagna Cauda

Tutto ebbe inizio circa 15 anni fa in un caldo settembre in un posto davvero insolito per pensare ad un piatto caldo. Eravamo infatti a fare un tour in jeep in Tunisia e lì abbiamo conosciuto 12 splendide persone, tutte del Nord Italia. Persone con le quali sono nate delle solide amicizie che ancora oggi (pur essendo raddoppiati con la nascita di figli) ci permettono di incontrarci di tanto in tanto e di sederci tutti insieme intorno ad un tavolo. E quando si parla di Bagna Cauda, immancabilmente la mia mente va a quel giorno che la mangiai la prima volta a casa di questi amici, stessi amici che poi ci regalarono i “cocci”  con cui in genere si porta in tavola questa salsa. E’ un piatto che sa tanto di convivialità, che stimola la conversazione (nonostante uno degli ingredienti principali sia l’aglio) e che fa tanto calore. Vi invito a provarlo quando avrete invitato a cena degli amici, anche se non avete i famosi “cocci” sotto cui va posizionata la candelina, basta che portiate la Bagna Cauda in tavola bella calda , infatti il suo nome in dialetto significa proprio “salsa calda”. La tradizione vorrebbe che intingessero tutti dallo stesso coccio, io, in genere, ne metto uno ogni due persone. La ricetta tradizionale vorrebbe che nella preparazione della Bagna Cauda si usasse una testa di aglio a persona. Io non ho il coraggio di prepararla in questo modo, anche se sono sicura che sarebbe più gustosa, anzi, per alleggerire un po’ l’odore dell’aglio io in genere tolgo l’anima ad ogni spicchio e faccio bollire questi spicchi per qualche minuto in un po’ di latte. L’altro ingrediente fondamentale per preparare questa salsa sono le alici sottosale. La leggenda vuole che il commercio delle acciughe salate fosse un modo per commerciare il sale evitando di pagarne gli elevati dazi. Vi si può intingere tutte le verdure, anche se le più tradizionali sono i topinambur. Io trovo che sia deliziosa con le patate lesse e fantastica anche su crostoni di polenta. Ingredienti:

  • 200 g di acciughe sotto sale (o se preferite, filetti sott’olio)
  • 10 spicchi di aglio
  • 1 bicchiere e mezzo di olio EVO Dante
  • 1 noce di burro
  • 1 bicchiere di latte
  • 100 g di crema di latte (facoltativa)

Procedimento:

Pulite le verdure fresche che prediligete (carote, sedano, belga, ravanelli, ecc.) e tenetele in acqua fredda fino al momento di servirle.

Lessate le patate, cavoli, ecc. Pulire le acciughe lasciandole a bagno 15 minuti circa in acqua e aceto, quindi le pulisco una ad una con le mani disliscandole e le metto ad asciugare sopra un foglio di carta assorbente.

Sbucciare l’aglio e togliere l’anima ad ogni spicchio dopo averlo diviso a metà. Mettere l’aglio in un pentolino e ricoprirlo con il latte. Far cuocere per 10-15 minuti dal momento dell’ebollizione, quindi scolare il latte.

In una piccola pentola col  fondo antiaderente mettere l’olio EVO Dante con il burro e portare quasi a bollore. Unire l’aglio e le acciughe. Mescolare continuamente fino a completo disfacimento di aglio e acciughe, facendo attenzione che si crei solo un leggero bollore. Far cuocere così per circa 15-20 minuti. A questo punto, se desiderate, potete aggiungere la panna, facendo cuocere ancora qualche minuto e, se volete ottenere una salsa molto più amalgamata versatela in un recipiente dai bordi alti e stretti e frullatela con un mixer ad immersione facendo molta molta attenzione a non schizzarvi!!! In questo modo aderirà ancora meglio alle vostre verdure.

Versate la salsa negli appositi cocci accendendo la candelina posizionata sotto, e portate in tavola insieme a tutte le vostre verdure ben disposte nei vassoi. Gli Oleifici Mataluni ci tengo a far saper ai loro clienti che in occasione del derby Benevento – Avellino, Olio Dante farà il suo esordio stagionale allo stadio “Ciro Vigorito” con la casacca giallorossa. Gli Oleifici Mataluni, dunque, si confermano partner del Benevento Calcio anche per il campionato 2012/2013, dopo la fortunata esperienza dell’anno scorso. Il brand del “Sommo Poeta”, prodotto dagli Oleifici Mataluni nel complesso agroindustriale oleario di Montesarchio (BN), accompagnerà le gare dei sanniti che militano nel girone B della Prima Divisione della Lega Pro e hanno concluso la stagione passata sfiorando i play-off. Un binomio vincente tra due realtà che hanno in comune l’obiettivo di contribuire a valorizzare le eccellenze del territorio, promuovendo uno stile di vita sano e sensibilizzando soprattutto le giovani generazioni attraverso i valori etici ed autentici dello sport. In particolare, Olio Dante incoraggia una dieta equilibrata e ricca di alimenti genuini, supportata da un regolare esercizio fisico. Da questo punto di vista, soprattutto per il regime nutrizionale degli sportivi è particolarmente indicato il nuovo Dante Condisano – l’olio arricchito con la vitamina D ideato dal Centro di ricerca degli Oleifici Mataluni – fondamentale per una normale funzionalità del tessuto muscolare. La partnership con la Società del Presidente Oreste Vigorito, prevede anche una serie di attività di co-marketing da realizzare nel corso della stagione. Proprio nel campionato 2011/2012, infatti, i supporter degli Stregoni hanno avuto la possibilità di essere ancora più vicini alla propria squadra del cuore, partecipando all’iniziativa “Il Gusto di Tifare” con Olio Dante. 

Minisavarin salati con marmellata e alici

Qualche giorno fa mi sono arrivati i prodotti ordinati su “Cucina in Casa” acquistati utilizzando il premio vinto col contest di Giallo Zafferano in collaborazione con Philadelphia.

Ero felice come una Pasqua scartando il pacco e, tra i prodotti che attendevo di più, c’era lo stampo per minisavarin della Silikomart perchè ero curiosissima di provare a fare la ricetta di Luca Montersino letta sul numero di giugno di Alice.

Ho dovuto riadattare un po’ le dosi e ridurle di… un quarto!!! Beh, il mio stampo è davvero piccolo ed è per soli 18 savarin, ho dovuto infatti utilizzare anche uno stampo per mini babà e, nonostante tutto un po’ di impasto è avanzato ugualmente: che ci posso fare io se non devo sfamare un esercito?

Alla fine l’impasto non si lavorava molto bene perchè era molto appiccicoso e ho dovuto riempire gli stampi aiutandomi con un cucchiaio, ma i savarin erano davvero buoni. Io ho preferito riempirli con marmellata di arance amare e filettini di alice. Un figurone!

Lo so che è presto per pensare già al Natale, ma trovo che questi deliziosi finger food starebbero benissimo sulla nostra tavola rossa!

Ingredienti per i savarin:

Ingredienti per la bagna:

  • 300 g di latte intero
  • 150 g di crema di latte
  • 25 g di pecorino grattugiato
  • 15 g di parmigiano reggiano
  • 1 pizzico di sale
  • pepe dei Piacere Tec-Al
  • Noce moscata

Ingredienti per la farcitura:

Procedimento:

Per questo impasto l’ideale sarebbe avere una planetaria. Io, non avendola, ho impastato nel Bimby, altrimenti potete impastare a mano, l’importante è che procediate inserendo gli ingredienti nel giusto ordine.

Inserite nel Bimby la farina, il miele, il lievito di birra e metà uova. Amalgamate il tutto a vel. 3 per circa 30 sec., aumentare la velocità a 5 e aggiungete le restanti uova, poco per volta. Impastare a velocità sostenuta. Se l’impasto vi sembra troppo appiccicoso aggiungete ancora un poco di farina. Quindi cominciate ad unire il burro poco per volta, poi il pecorino grattugiato, il pepe, la noce moscata e il sale. Trasferite l’impasto su un piano di lavoro e lavoratelo a mano per un paio di minuti. Alla fine questo impasto sarà piuttosto appiccicoso, ma ben incordato. Lasciatelo riposare per una ventina di minuti, quindi ricavate delle palline da inserire negli stampi dei minisavarin che lascerete lievitare fino al raddoppio ad una temperatura di circa 30°C (es. nel forno). Quando saranno raddoppiati cuoceteli in forno a 200°C per 10 minuti.

Preparate la bagna: mescolate il latte con la crema di latte e mettete sul fuoco insieme al pecorino, al parmigiano, la noce moscata, il pepe e il sale. Cuocete finchè i formaggi non si saranno ben sciolti, quindi immergete in questa bagna i vostri savarin finchè non si saranno ben impregnati.

Riempire il buco dei savarin con la marmellata di pompelmo rosa Rigoni di Asiago e terminate con un alice sott’olio arrotolata.

Con questa ricetta partecipo al contest di Rigoni di Asiago:

 

e al contest de “L’Emporio 21″ in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

Coffee Banana Bread al profumo di cardamomo e zagara

Il contest della cucina in fiore si è concluso ormai da qualche mese e io sono riuscita a raccogliere tutte le ricette nel pdf promesso soltanto adesso!

E’ stato davvero un gran lavoro, ma ne sono molto soddisfatta e non posso che ringraziare qui, ancora una volta, tutti coloro che hanno partecipato! Ben 17 ricette di antipasti, 15 di primi piatti, 11 di secondi piatti e, udite udite, 46 ricette di dolci!


Sicuramente questo sarà un pdf che vi sarà utile in primavera, ma vi consiglio di sfogliarlo già da ora (dopo averlo scaricato gratuitamente), per arrivare in tempo al momento di raccogliere i fiorellini e perchè troverete delle ottime ricette che potrete preparare anche con fiori secchi come ho fatto io con i fiori  di arancio che trovate in questa ricetta, tratta appunto dal contest.

Ringrazio pertanto La Melagranata per avermi fatto “assaggiare” questo ricco e profumatissimo dolce che vi stupirà per la sua bontà!

Qui la ricetta originale.

Ingredienti:

  • 25 g di pistacchi sgusciati
  • 2 cucchiaini di fiori di arancio secchi (o freschi)
  • 2 cucchiaini di cardamomo tritato Tec-Al
  • 2 caffè espressi molto forti
  • 80 g di cioccolato fondente
  • 80 g di zucchero di canna
  • 300 g di farina per dolci Molini Rosignoli
  • 1 bustina di lievitec dolce vaniglinato Tec-Al
  • 2 uova
  • 100 ml di crema di latte
  • 2 banane molto mature
  • 1 pizzico di sale
  • burro e farina per gli stampi

Procedimento:

In un bicchiere mettere i fiori di arancio insieme al cardamomo. Coprire con il caffè bollente e lasciar raffreddare.

Nel Bimby (pochi secondi vel. 6-7) o in un altro robot da cucina o semplicemente col coltello, tritare grossolanamente i pistacchi con la cioccolata. Mettere in un recipiente e mescolare insieme alla farina, al lievito, allo zucchero di canna e al sale.

Dentro il Bimby o anche con una semplice frusta, sbattere le uova insieme alla crema di latte. Unire il caffè con i fiori e il cardamomo. Mescolare bene, quindi versare gli ingredienti secchi che avevamo messo precedentemente nel recipiente. Far amalgamare il tutto. Aggiungere in ultimo le banane schiacciate e mescolare delicatamente.

Versare il composto in uno stampo da plumcake grande o in due piccoli, dopo averli imburrati e infarinati. Infornare a 180°C per circa 40 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest de “L’Emporio 21″ in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

 

 

 

 

 

 

 

e al contest di “Le torte di Gessica” in collaborazione con Bacco: