Ricciarelli… sennò che Natale è?

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Avrete notato che fin’ora non ho postato nessuna ricetta per Natale. Il fatto è che ancora non sono entrata nell’atmosfera natalizia: ancora niente albero, niente regali, niente panettone nè pandoro (anche perchè sarei ancora a dieta – il condizionale è d’obbligo!).

Poi quest’anno non sarò a casa e quindi non spetterà a me (e devo dire un po’ a malincuore) preparare tanti bei manicaretti. Certo le occasioni non mancheranno per sperimentare qualche nuovo piatto vestito a festa o per preparare qualche piatto tradizionale.

Quest’oggi mi son detta che per entrare nell’ordine delle idee dovevo sforzarmi di provare la ricetta dei Ricciarelli di Siena che da un po’ di tempo non fa che ronzarmi in testa! Avevo una vecchia ricetta di mia madre, di cui per la verità non era molto contenta e che prevedeva l’uso della patata lessa (!!!). Documentandomi meglio ho trovato la ricetta originale e ho deciso di cimentarmici!

Anche il grande Pellegrino Artusi nel suo libro “L’arte di mangiare bene” include la ricetta dei Ricciarelli, una versione forse un po’ meno elaborata di quella che vi propongo io. Da provare prima o poi…

Se riuscite a trovarla, potete usare l’ostia al posto della carta forno: il risultato comunque non varia molto.

Comunque non potete non provare a fare i ricciarelli: la spiegazione è piuttosto lunga, ma sono di una semplicità estrema!

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Ingredienti:

Impasto A:

  • 300 g di zucchero
  • 400 g di mandorle pelate Ecor
  • 50 g di farina 00
  • la scorza grattugiata di quattro arance (per la verità io ho apportato una piccola modifica ed ho usato solo due arance ed una fiala di aroma arancio, semplicemente perchè… avevo terminato le arance!)
  • 1 fiala di aroma alle mandorle

Impasto B:

  • 20 g di zucchero a velo
  • 20 g di farina
  • mezzo cucchiaino di ammoniaca per dolci
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Sciroppo C:

  • 47 g di zucchero
  • 14 g di acqua

Impasto D:

  • 20 g di zucchero a velo
  • 2 albumi di uova grandi

Per rifinire:

  • amido di frumento
  • zucchero a velo
  • zucchero vanigliato

Procedimento:

La sera

Impasto A:

Mettere le mandorle in forno ad asciugare a 50°C per 10 minuti. Quindi tritarle insieme allo zucchero. Fate attenzione a non tritarle in maniera troppo “repentina” per evitare che caccino il loro olio: meglio dei piccoli colpetti. Aggiungere la scorza grattugiata delle arance. Mettere in una ciotola e mescolare aggiungendo anche la fiala di aroma di mandorle.

Impasto B:

In una ciotola mescolare gli ingredienti.

Sciroppo C:

Mettere lo zucchero in un pentolino con l’acqua e spostarlo sul fuoco fintanto che non si forma lo sciroppo. Attenzione a non farlo imbrunire.

Versare lo sciroppo nell’impasto e mescolare. Aggiungere quindi anche l’impasto B. Mescolare ancora, coprire con un canovaccio inumidito e lasciar riposare per 12 ore.

La mattina

Impasto D:

Sbattere gli albumi ma senza montarli, basterà quando cominceranno a fare le bolle.

Aggiungere questi albumi e lo zucchero a velo. Mescolare e quindi impastare a mano cercando di compattare il tutto.

Formare un salsiccioto di sezione 4-5 cm.

Spolverizzare il piano di lavoro con una miscela di amido di frumento, zucchero a velo e zucchero vanigliato.

Dal salsicciotto tagliare delle fette spesse circa un centimetro (ognuno dovrà pesare 25-30 g) a cui darete una forma romboidale vagamente arrotondata. Passare la base di ogni ricciarello sul piano di lavoro spolverizzato, quindi metterlo in una teglia ricoperta di carta forno e spolverizzarlo con zucchero a velo.

Cuocere in forno a 140-160°C per 10-20 minuti o finchè non cominceranno a creparsi sopra la superficie, ma mai oltre i 20 minuti per evitare che si asciughino troppo.

Con questo quantitativo si ottengono circa 30-32 ricciarelli.

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Coppa di cous cous allo zafferano con frutta e cioccolato

Tra i tanti piatti che ho avuto il piacere di veder preparare a CHEF ON THE ROAD uno mi ha colpito in particolar modo per la sua semplicità e allo stesso tempo per l’originalità ed è questo cous cous alla frutta preparato dallo Chef Shady Hasbun che molti di voi conosceranno attraverso la trasfissione “Chef per un giorno”.

Il cous cous a me piace molto, sia caldo d’inverno che in insalata d’estate da portare al mare, ma in versione dolce non mi era mai capitato di assaggiarlo e credo che mai mi sarebbe venuto in mente di provarlo se non avessi assaggiato quello di Shady.

Un piatto velocissimo da preparare e da condire con tutti i tipi di frutta che avete in casa, fresca o secca, con l’aggiunta del cioccolato.

Lo Zafferano ci si sposa magnificamente.

Ingredienti:

Procedimento:

Con il coltello tritate grossolanamente le noci, le nocciole e le mandorle e mettetele in una ciotola con i pinoli, le gocce di cioccolato e l’uva sultanina.

Far bollire 200 g di acqua e sciogliervi lo zafferano e il malto di riso. In un recipiente mettere il cous cous e bagnarlo con quest’acqua. Mescolare velocemente e lasciare coperto per 6-8 minuti, quindi con una forchetta, sgranarlo.

Quando il cous cous si sarà raffreddato, unire la frutta secca.

Pulire la frutta: sbucciare un’arancia al vivo e tagliarla a piccoli pezzi. Tagliare a piccoli pezzi anche il kiwi, la banana, la pera e sgranare la melagrana. Mescolare tutta la frutta e unirla al cous cous, mescolando ancora.

Servire in delle coppe.

Con questa ricetta partecipo al contest di Arricciaspiccia:

al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

al contest de La Cultura del Frumento:

 

e al contest di Nocciola Italiana:

Ravioli di gorgonzola e amarena su letto di pesto

Giunti a questo punto non posso esimermi dal ringraziare le mie “cavie” (vedi Marito e Figli) che tutti i giorni si sottopongono ai miei esperimenti (alcuni non senza lamentele per la verità!). Si, perchè capisco che a volte i miei sono accostamenti a dir poco azzardati e che solo un palato ben allenato, e quindi aperto a nuovi sapori anche molto in contrasto tra loro, può apprezzare.

Devo dire che il mio rampollo maggiore è una buona forchetta e quindi è ben felice di prestarsi ai miei esperimenti, e con una certa soddisfazione ingurgita di tutto, tanto che mi vien da chiedermi se distingue i sapori.

Il secondo invece è molto selettivo e mangia prima con gli occhi che con la bocca, quindi tocca sempre infiocchettargli bene il piatto.

Il terzo… beh, meglio non parlare dei suoi gusti culinari: potreste rabbrividire se vi raccontassi il suo svezzamento.

Resta il fatto che il mio critico più attendibile rimane sempre lui, il mio adorato consorte, che non ha peli sulla lingua e quando qualcosa non è di suo gradimento non mi risparmia nessun tipo di critica! Ma quando gradisce… allora son sicura che quel piatto è quello giusto, che è ben bilanciato e che quindi si può proporre anche ai nostri numerosi ospiti/amici!

Vi propongo dunque questo piatto, che può sembrare piuttosto azzardato ma che ha incontrato il parere favorevole di tutta la ciurma!

 

Ingredienti:

  • 300 g di farina per pasta fresca e gnocchi Molino Rosignoli
  • 3 uova
  • sale
  • 18 amarene
  • 150 g di gorgonzola
  • 250 g di pesto
  • mandorle a scaglie
  • olio EVO

Procedimento:

Impastare le uova con la farina e il sale. Formare un panetto e coprirlo con della pellicola trasparente. Far riposare circa 30 minuti.

Schiacciare il gorgonzola. Sgocciolare le amarene.

Trascorsi i 30 minuti, stendere la pasta con la sfogliatrice e ricavare da ogni striscia di pasta dei dischetti.

Nella metà dei dischetti posizionare al centro un cucchiaino di gorgonzola e un’amarena. Chiudere con l’altra metà dei dischetti. Far aderire bene i bordi.

Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata. Scolarli. Distribuire un po’ di pesto sul fondo del piatto e adagiarvi sopra i ravioli (circa 3 a testa, a seconda di quanto li avrete fatti grandi). Un filo d’olio, e una manciata di mandorle decoreranno il piatto.

Tarte tatin alle albicocche… rubate!

…ora, rubate è un parolone se si pensa che il mio vicino non ne vuole sapere di potare il suo albicocco e i rami di quest’ultimo pendono verso il mio giardino: di diritto quelle albicocche sono mie, o sbaglio?! E poi lui non le raccoglie e mi piange davvero il cuore vedere cadere in terra tutto ‘sto bendiddio!

In pratica di queste albicocche ne ho una vagonata e, sapendo che in casa nostra la marmellata non è particolarmente apprezzata, sono andata alla ricerca di ricette che contemplassero l’uso di questo frutto buonissimo!

Inoltre è tantissimo tempo che volevo provare questo dolce, che in realtà nasce da un errore e che, nella sua versione classica prevede l’uso delle mele.

Presto su questo canale vedrete anche la versione salata!

Nel frattempo vi offro una fetta di questa bontà, leggermente asprognola per la verità perchè, si sa, le albicocche una volta cotte hanno questa particolarità!

Ingredienti per la pasta brisè:

  • 70 ml di acqua fredda
  • 100 g di burro
  • 200 g di farina 00
  • un pizzico di sale

Ingredienti per la tarte tatin:

  • 70 g di burro
  • 180 g di zucchero
  • circa 20 (dipende dalle dimensioni della vostra tortiera)
  • zenzero in polvere Tec-Al
  • 20 mandorle

Procedimento:

Prepariamo per prima cosa la pasta brisè. Utiliziamo un robot da cucina (io come sempre mi servirò del mio fedele Bimby) e inseriamo la farina, il sale e il burro freddo di frigo. Azionare il robot (il Bimby 30 sec. vel. 4) fintanto che non si saranno formate delle briciole, a questo punto versare anche l’acqua e continuare ad impastare.

Togliere l’impasto dall’impastatore e formare una palla. Ricoprirla con della pellicola trasparente e posizionarla in frigorifero mentre ci dedicheremo alla preparazione delle albicocche.

Snocciolare le albicocche tagliandole a metà dopo averle ovviamente lavate.

Prendere un teglia da forno che posso andare anche sui fuochi (quindi niente silicone) e distribuire sul fondo il burro a pezzetti. Aggiungere anche lo zucchero e distribuire uniformemente.

Posizionare le albicocche sopra lo zucchero con la parte interna rivolta verso l’esterno. Mettere quindi una mandorla laddove c’era il nocciolo. Spolverizzare con pochissimo zucchero  e una spolverata di zenzero in polvere Tec-Al e coprire le mandorle con l’altra metà delle albicocche, stavolta posizionandole col la parte arrotondata verso l’esterno.

Mettere la teglia sul fuoco fino a formare un caramello leggermente biondo. Far raffreddare.

Prendere ora la nostra pasta brisè e stenderla fino a formare un disco di pochi millimetri di spessore. Posizionare quest’ultimo sopra le albicocche, rincalzandolo lungo i bordi della vostra teglia.

Cuocere in forno a 200° C per circa 30 minuti, quindi lasciar raffreddare.

Per attenuare l’acidità delle albicocche consiglio di accompagnare questa torta con dei ciuffetti di panna montata.

Cheesecake cocco e pesca

Svegliarsi improvvisamente una mattina e ricordarsi che a pranzo ci sarebbero stati degli ospiti  non ha prezzo e soprattutto se non hai il tempo di andare a fare la spesa. Fortuna che in frigo qualcosina c’è: il Philadelphia non manca mai (anche grazie al fatto che è a lunga scadenza), quasi come le uova! Zucchero, burro e farina, ci mancherebbe che non ce ne fossero. E non mancavano neanche i biscotti del caso. Per l’appunto mi era avanzata anche un po’ di crema di latte e della ricotta di una ricetta preparata il giorno prima.

Per chi un po’ si diletta in cucina è facile fare 2 + 2 e la prima cosa che viene in mente non può che essere un bel cheesecake.

Ma come farcire questo cheesecake? Fortuna che è estate e il nostro bell’albero di pesche è stracarico di frutti, ancora non proprio maturi al punto giusto, ma se mescolati alle pesche sciroppate sono perfetti perchè l’agro del frutto non ancora maturo viene mitigato dalla dolcezza di quello conservato.

E poi ci voleva quel tocco in più che per me è dato da un ingrediente che adoro: il cocco, da miscelare nella crema.

I tempi per la verità erano un po’ stretti: erano le 8 e il dolce sarebbe stato servito in tavola intorno alle 14.30. Motivo questo che mi ha spinto a scegliere un cheesecake con cottura, anzichè optare per quello con la gelatina: 6 ore di frigo non sarebbero bastate a farlo diventare della giusta consistenza.

Ingredienti:

  • 200 g di biscotti oro Saiwa
  • 80 g di burro
  • 250 g di Philadelphia
  • 200 g di ricotta
  • 100 ml di crema di latte
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 1 tuorlo
  • il succo di mezzo limone
  • 50 g di farina di cocco
  • 1 barattolo di pesche sciroppate
  • 2 pesche
  • 40 g di mandorle in scaglie

Procedimento:

Sbriciolare i biscotti. Sciogliere il burro a bagnomaria oppure nel microonde per 1 minuto a 500W. Miscelare il burro con i biscotti. Coprire una teglia da forno con della carta forno (ideale è utilizzare uno stampo a cerniera). Distribuire sopra la carta il biscotto mescolato al burro, premendolo bene sul fondo e sui lati. Riporre in frigo per circa 20 minuti.

In un robot da cucina sbattere le uova e il tuorlo con lo zucchero. Unire anche il cocco sempre con il robot in funzione. Aggiungere ora il succo di limone, quindi diminuendo la velocità delle lame inserire la crema di latte, poi il Philadelphia e infine la ricotta.

Distribuire questo composto sopra la base del cheesecake, livellare e cuocere in forno per 50 minuti a 180°C.

Trascorso questo tempo, far raffreddare la torta, quindi guarnirla con le pesche tagliate a spicchi e distribuirvi sopra le mandorle in scaglie.

Riporre in frigorifero per almeno 3-4 ore.

La mia colomba pasquale con lievito madre


Ok, lo ammetto: non ho resistito! Mi ero ripromessa che quest’anno non avrei ceduto alla tentazione di farmi la colomba casalinga e poi ho cominciato a vedere tutti i miei colleghi foodblogger che non facevano che sfornarne, con meravigliose foto e incredibili ricette e così… eccomi qua! La prima colomba del mio blog!

Vi chiederete perchè la presa di questa posizione e la risposta sta nel fatto che lo scorso anno ho subito una “profonda” delusione. Mi ero infatti decisa a provare a fare la colomba delle Sorelle Simili, la cui ricetta è tratta dal loro libro “Pane e cose dolci”, ma devo aver saltato qualche passaggio, oppure qualcosa è andato storto e le mie colombelle, seppure belle e davvero sceniche, una volta aperte erano secche e dure! Figuraccia, soprattutto perchè una l’avevo regalata ad una coppia di amici perchè la mangiassero alla nostra salute!!!

Quest’anno dunque ho optato per un procedimento un po’ più semplice costruendomi una ricetta ad ok, cercando di prendere il meglio (o comunque quello che più mi convinceva) dalle ricette dei molti amici foodblogger.

Ecco che cosa ne è venuto fuori:

-Primo impasto: 

Ingredienti: 

Procedimento:

Mettere il lievito nel boccale del Bimby (o nella vostra impastatrice) e farlo sciogliere con l’acqua tiepida per 45 sec a vel. 4.

Aggiungere lo zucchero e continuare a far andare il Bimby a Vel. 4 versando un tuorlo alla volta aspettando ad inserire il successivo fintanto che il precedente non si sia assorbito nell’impasto.

Azionare adesso il Bimby a Spiga e versarvi dal tappo la farina e il burro a pezzi.

Impastare ancora per 4 minuti.

Mettere l’impasto in una ciotola e coprirla con un canovaccio. Posizionarla nel forno spento ma con la luce accesa e lasciarla riposare 10-12 ore (quindi va benissimo impastare la sera e lasciarla riposare tutta la notte nel forno).

-Secondo impasto: 

Ingredienti: 

  • tutto il primo impasto
  • 70 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di malto di mais
  • 3 tuorli (conservate gli albumi che serviranno per la glassa)
  • 50 g di burro fuso non caldo
  • 100 g di farina di mandorle
  • 200 g di farina Manitoba dei Molini Rosignoli
  • 60 g di acqua tiepida
  • 1 vanillina
  • 70 g di canditi di arancia a pezzeti
  • 70 g di canditi di cedro a pezzetti

Procedimento:

Prendere il primo impasto e sgonfiarlo. Posizionarlo nel Bimby, inserire lo zucchero, il malto, la vanillina e l’acqua. 2 min. vel. Spiga.

Aggiungere a filo il burro fuso, mentre il Bimby continua ad impastare, e di  seguito i tuorli uno alla volta come fatto nel primo impasto.

Sempre col Bimby in funzione a Spiga unire la farina di mandorle e quindi la Manitoba. Quando l’impasto sarà ben incordato (almeno 6-7 minuti) versarvi infine i canditi e impastare ancora un minuto.

Mettere di nuovo l’impasto nella ciotola e farlo lievitare ancora 5-6 ore.

Trascorso questo tempo, sgonfiare di nuovo l’impasto e dividerlo a metà: infatti questo quantitativo è perfetto per due colombe da 750 g.

Dividere ancora a metà e con ognuno formare dei salsicciotti che andranno posizionati nelle colombe formando una croce (in pratica il corpo e le ali).

Coprire con un canovaccio e mettere a lievitare nel forno con la sola luce accesa finchè l’impasto non avrà quasi raggiunto i bordi dello stampo.

-Glassa:

Ingredienti: 

  • 40 g di farina di mandorle
  • metà degli albumi messi da parte
  • 40 g di zucchero a velo
  • mandorle intere e non spellate
  • granella di zucchero

Procedimento:

Preparare ora la glassa sbattendo gli albumi con lo zucchero a velo. Attenzione però: gli albumi devono solo essere sbattuti e non montati. Unire la farina di mandorle e mescolare bene.

Spennellare con la glassa la superficie delle colombe e cospargere con lo zucchero in granella e le mandorle.

Infornare a 180°C per circa 45 minuti avendo comunque l’accortezza di fare la prova stecchino prima di toglierla dal forno.

Ma, nel fare gli auguri di una serena Pasqua a voi tutti che continuate a seguirmi e alle vostre famiglie, voglio anche lasciarvi con un quesito: ma secondo voi, chi ha ucciso la colomba?


 

Dolce godurioso: cioccolato mandorle e banana

…e da lunedì dieta! Ma perchè pensarci già da ora che è sabato sera? Infondo pochi giorni fa era San Valentino e per questa festa la cioccolata fa da padrona! E fa da padrona anche in questo dolce, insieme a mandorle e banane: calorie a go-go dunque!

L’abbinamento della cioccolata con le mandorle fa pensare ad una sola parola: Nutella! Ho aggiunto la banana proprio per staccarmi un po’ da questo sapore. Non che dispiaccia, anzi, ma giusto per dargli quel tocco personale!

Ma dai, non pensiamoci: l’estate è ancora lontana!

Per fare questo dolce mi sono servita ancora una volta del magico microonde e degli eccezionali prodotti Tupperware, di cui ormai non posso più fare a meno.

E’ un dolce davvero veloce da fare, buonissimo caldo ma lo si apprezza di più freddo, quando la parte liquida si solidifica diventando quasi croccante e contrasta dunque con la morbidezza del resto del dolce.

Ingredienti:

  • 150 g di cioccolato al latte
  • 50 g di burro
  • 1 banana matura
  • 3 uova
  • 50 g di zucchero
  • 100 g di mandorle
  • 1 pizzico di sale
  • 40 g di farina
  • 5 ml di lievito per torte (un cucchiaino da caffè scarso)

Io ho fatto così: 

Ho grattugiato le mandorle con il Turbo Chef, lasciandole un po’ grossolane.

Nella brocca Microplus da 1 litro ho messo il burro e il cioccolato tagliato a pezzi, ho coperto e ho messo nel microonde a 750 W per un minuto.

Ho unito le mandorle e lo zucchero e ho utilizzato la frusta Tecna per amalgamare bene il tutto.

Ho messo le uova nel Magic Mixer Fantasia e ho agitato fintanto che non sono risultate schiumose, quindi le ho unite al resto insieme al pizzico di sale e alla banana schiacciata con una forchetta e ho continuato a mescolare con la frusta Tecna.

In ultimo ho aggiunto la farina mescolata al lievito facendo amalgamare bene il tutto.

Ho messo il coperchio alla Brocca e ho messo in forno a 750 W per 5 minuti.

Ho lasciato riposare altri 5 minuti, quindi ho sformato il dolce, lasciando che la parte inferiore colasse sui bordi a ricoprire.

Per chi prediligesse la cottura nel forno tradizionale è possibile farlo rovesciando l’impasto in un’apposita teglia (io consiglio l’Ultra Pro della Tupperware) e cuocendo a 180°C per 20 minuti.

Approfitto di questo post per segnalare una simpatica iniziativa de La Banda dei Broccoli, alla quale aderisco volentieri scegliendo tra i libri proposti dalla Donzelli “Le cucine del mondo”: