Taieddhra classica, classicissima per l’MTchallenge

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Lo ammetto: quando ho visto chi aveva vinto L’MTC di aprile ho cominciato ad avere paura che qualche cosa fosse stato fatto sotto il mio naso e non mi fossi accorta di nulla. Qualche piccolo dubbio è rimasto fintanto che il nome della moglie del vincitore non è uscito fuori! Cristian ci ha sbarazzato tutte alla prima ed è stato davvero bravo ed originale con il suo chili e la “salsola” che, tra l’altro, non avrei mai potuto sapere cosa fosse se non grazie all’MTC. Sono contenta dunque di non essere io quella che d’ora in avanti deve guardarsi bene alle spalle (ma non è detto che presto non mi faccia qualche scherzetto pure il mio lui che di fantasia ne ha da vendere) e quindi sono ben lieta di partecipare questo mese con la ricetta che ci propone Cristian, una ricetta pugliese già provata da me tempo fa ma con scarso successo. O meglio, il sapore era buonissimo, ma il riso era venuto piuttosto scotto. Quindi questa volta mi sono attenuta pedissequamente alla ricetta di un vero pugliese ed ho scelto di utilizzare lo stesso riso che ha usato lui tradendo il mio fedelissimo (ma non troppo, in questo caso) Carnaroli. In casa poi sono la sola ad avere un amore profondo nei confronti delle cozze (quasi da farmi del male) però sono voluta rimanere fedele alla ricetta e non cambiare neanche il pesce: alla fine tutte le cozze sono finite nel mio piatto!, ma il riso con le verdure è piaciuto tanto e questa volta era cotto a puntino! La teglia, che per attenersi rigorosamente alle regole, dovrebbe essere di coccio. Io purtroppo non l’avevo (a buon intenditor poche parole) e così ne ho usata una in ceramica e… siccome non era molto grande, ne ho fatta un’altra in una teglia UltraPro della Tupperware rotonda. Ora, non avendo mai assaggiato altre tielle, devo dire che non mi sono accorta di differenze tra l’una e l’altra.

Ingredienti per 6 persone circa:

  • 300 g di riso Roma
  • 2 patate medie
  • 1 chilo e mezzo di cozze
  • mezza cipolla
  • 2 zucchine
  • 2 pomodori
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • olio extravergine d’oliva Dante
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Procedimento:
Pulire le cozze togliendo loro la barba e grattando con una spugnetta di acciaio le incrostazioni dai gusci. A vostro piacimento potrete aprire le cozze a crudo (per il procedimento vi rimando direttamente al post di Cristian che spiega dettagliatamente come fare) oppure mettendole in una padella con il coperchio sul fuoco (senza aggiungere acqua). Appena cominceranno ad aprirsi spegnere il fuoco. Sgusciare le cozze e filtrare il liquido rimasto in padella.
Lavare le zucchine e i pomodori e sbucciare le patate e le cipolle. Lavare le patate. Con una mandolina (e questa ricetta mi ha dato l’occasione per provare per la prima volta il fantastico Mandolino della Tupperware) tagliare a fettine sottili le patate, le zucchine e le cipolle. Metterle in una ciotola e condirle con olio e poco sale.
In un piatto mettere anche i pomodori tagliati a filetti.
Assemblare la teglia: mettere un filo di olio EVO Dante sul fondo e distribuirvi metà delle verdure (escluso i pomodori).
Distribuirvi sopra il riso, quindi le cozze e i filetti di pomodori e metà parmigiano. Ricoprire con il resto delle verdure e del parmigiano e irrorare con l’acqua delle cozze che deve arrivare a filo delle verdure, se non dovesse bastarvi quella delle cozze aggiungete ancora un po’ di acqua naturale per arrivare a livello.
Irrorare con un filo d’olio Dante e quindi infornare a 160° per circa un’ora (ma molto dipenderà dal riso che avrete usato, pertanto vi consiglio dopo circa 40 minuti di controllarne la cottura assaggiando).  Se necessario, nell’ultimo quarto d’ora accendere il grill per far dorare le verdure.
Trascorso il tempo di cottura, togliere dal forno e far riposare per circa 15 minuti, quindi servire!
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Con questa ricetta partecipo all’MTC di maggio:
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Polpette di lenticchie e patate

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Ho resistito a lungo, credetemi! E non è stato affatto facile per una come me che adora i libri, sia che siano manuali di cucina, che saggi, che romanzi! Poi ogni lunedì vedevo pubblicare ricette vegetariane da sempre più gente e un giorno, da Eataly me lo son trovato tra le mani, l’ho sfogliato e mi sono detta che non potevo essere una foodblogger se non avevo quel libro… però ho continuato a resistere e a dirmi che potevo aspettare e che la libreria già strabordava di libri di cucina. E così sono andata avanti un’altra settimana, ma poi è arrivato un altro lunedì e allora non ce l’ho fatta più e l’ho ordinato ed ora è nelle mie mani! Di cosa parlo? Ma del tanto decantato libro “Lunedì Senza Carne” di Paul McCartney e delle sue figlie, non solo un libro ma una vera e propria corrente di pensiero, un movimento che ha coinvolto nel mondo moltissime persone, una scelta di vita.

Aderire a questa campagna non significa diventare vegetariani ma ci aiuta a migliorare il nostro stile di vita inducendoci a mangiare più frutta e verdure, contribuisce anche se in minima parte a ridurre l’emissione dei gas serra sprigionati dall’allevamento intensivo. Infine, fattore non trascurabile, ci aiuta a risparmiare, sempre che scegliamo prodotti di stagione e a km 0.

Non starò qui a parlarvi di quello che succede negli allevamenti intensivi perchè non sono la persona più adatta a farlo non essendo io stessa vegetariana, ma se provate a documentarvi un po’ (anche attraverso filmati su Youtube) prenderete coscienza (così come ho fatto io) di quello che succede a questi poveri animali, oltre a rendervi conto di quante medicine e antibiotici ingeriamo giornalmente cibandoci di carne. Sfamare tutti gli animali allevati in questo modo barbaro comporta tra l’altro l’aumento della fame in paesi come il terzo mondo. Tutti spunti su cui riflettere.

Evitare di mangiare carne almeno una volta a settimana è poca cosa, che a noi non comporta un grande sacrificio ma che può essere un piccolo mattone, che unito a quello di molte altre persone può creare le basi di un cambiamento.

Ecco dunque che con l’acquisto di questo libro ho deciso anche io di aderire a questa campagna pubblicando ogni lunedì una ricetta per il menù del “Lunedì senza carne” perchè come foodblogger (ed ora mi sento tale!) sento su di me la responsabilità di diffondere l’importanza di una cucina sana e consapevole.

Comincio dunque questo primo lunedì con una ricetta pubblicata pochi giorni fa da Una V nel piatto e che da tempo volevo provare. La versione di Camiria è vegana, io invece l’ho vegetaniarizzata sostituendo il lievito in scaglie con del parmigiano. Posso confermare che sono buonissime sia calde che fredde, ma soprattutto, se utilizzate delle lenticchie piccole, non hanno bisogno di ammollo per cui può essere anche una ricetta da preparare all’ultimo momento proprio come ho fatto io una sera che non avevo idea di cosa mettere nel piatto dei miei figli.

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Ingredienti:

  • 150 g di lenticchie
  • 2 patate medie
  • 1 cipolla piccola
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 4-5 cucchiai di pangrattato
  • 60 g di parmigiano grattugiato
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 pomodorini secchi sott’olio
  • 1 pezzetto di alga Wakame
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

Sciacquare le lenticchie e metterle in una pentola coprendole con il doppio di acqua. Aggiungere la cipolla, la carota e il sedano tagliati a cubetti, lo spicchio di aglio e i pomodorini tritati e l’alga. Portare a bollore e cuocere per circa 30 minuti, assaggiando. Consiglio di tenere un po’ di acqua bollente da parte, da aggiungere nell’eventualità che le lenticchie necessitino di prolungare la cottura. Salare solo a fine cottura.

Lessare nel frattempo anche le patate.

Frullare le lenticchie e unirle in una ciotola con le patate schiacciate. Per questa operazione io ho frullato tutto insieme nel Bimby. Unire anche il parmigiano e il pangrattato poco per volta fino ad ottenere un impasto che sia facilmente malleabile. Aggiustare di sale se necessario.

Con le mani bagnate formare le polpette schiacciandole leggermente.

Ungere leggermente una padella antiaderente con dell’olio EVO e metterla sul fuoco, quando è calda adagiarvi le polpettine facendole rosolare da entrambe le parti.

Queste polpette sono buone così, come dicevo anche fredde, oppure potete accompagnarle con della salsa di pomodoro.

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Paccheri fritti ripieni di pesto e bufala

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Giorni fa nel blog Sosi dolce salato ho trovato una ricetta che mi ha intrigato moltissimo: erano dei rigatoni ripieni di pesto e bufala e fritti. Mai ricetta era capitata più a proposito visto che nel mio frigo da poco giaceva il buonissimo pesto di Mediterranea Belfiore, uno dei prodotti di punta di questa azienda, diverso da tutti gli altri pesti al basilico che avete assaggiato perchè l’ingrediente principale non è il basilico ma bensì il parmigiano reggiano stravecchio. Questo pesto non è pastorizzato e va conservato in frigorifero anche prima dell’apertura.

Ebbene, per tornare alla ricetta, i rigatoni di Sosi sembravano davvero buonissimi, però io in casa avevo solo i paccheri e per questo motivo ho dovuto stravolgere notevolmente la ricetta perchè il pacchero è molto più grosso del rigatone e friggerlo ripieno sarebbe stato quasi impossibile. Ecco che dunque l’idea è nata all’improvviso: perchè non friggere i paccheri prima di riempirli? In questo modo non si rischia che il ripieno si impregni di olio e i paccheri rimangono belli croccanti.

Ingredienti per 4 persone:

  • 15 paccheri (3 a testa più qualcuno di riserva)
  • 4 cucchiai di pesto Mediterranea Belfiore
  • 50 g di burro
  • 2 cucchiai di farina 00
  • 250 ml di latte
  • sale
  • noce moscata
  • 70 g di mozzarella di bufala
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • farina per polenta taragna (farina di mais più farina di grano saraceno)
  • farina 00
  • olio di semi di arachidi
  • 1 barattolo da 340 g di salsa di pomodoro al basilico di Mediterranea Belfiore
  • parmigiano

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Procedimento:

Cuocere i paccheri in abbondante acqua salata finchè non saranno al dente. Nel frattempo preparate la besciamella mescolando sul fuoco a fiamma bassa la farina con il burro. Farli cuocere qualche minuto quindi aggiungere il latte freddo e continuare a mescolare fintanto che non si sarà addensata. Salare e grattugiarvi la noce moscata. Far raffreddare leggermente, quindi aggiungere il pesto e la mozzarella di bufala scolata e tagliata a pezzi piccolissimi. Mescolare bene.

Scolare i paccheri e adagiarli su di un panno pulito per asciugarli leggermente. Passare ognuno nella farina, quindi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato mescolato in parti uguali con la farina per polenta. Friggerli in abbondante olio di semi di arachidi per un minuto e mezzo (non di più altrimenti diventeranno troppo asciutti e duri). Adagiarli su della carta assorbente per togliere l’eccesso di olio quindi riempirli con la crema di besciamella e pesto messa precedentemente dentro una sac a poche.

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Distribuirli su di una placca da forno o una teglia e cuocerli a 200° C per 15 minuti.

Distribuire un cucchiaio di salsa di pomodoro al basilico su ogni piatto e adagiarvi sopra ad ognuno tre paccheri ripieni. Grattugiare del buon parmigiano e servire subito!

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Con questa ricetta partecipo al contest “Le ricette del cuore” di Mediterranea Belfiore in collaborazione con Poveri ma belli e buoni:

cucina

Polpette di zucca

 

Non scandalizzatevi se vi dico che fino a pochi anni fa non avevo mai né mangiato né cucinato una zucca. Probabilmente grazie all’approdo di Halloween in Italia che ho cominciato a conoscerla, a cucinarla e ad apprezzarla in numerosi piatti a cominciare dal risotto e dalla vellutata.

Nel corso del tempo ho imparato a cucinarla in altri modi come per esempio nel pane, nei muffin e nel cheesecake, ma le polpette ancora mi mancavano, e allora per non farci mancare niente, oggi vi propongo questa sfizioseria!

Ingredienti:

  •  180 g di zucca pulita
  • 50 g di parmigiano
  • 30 g di pane raffermo
  • 2 uova
  • sale
  • prezzemolo
  • farina
  • farina di mais
  • olio di semi di arachide

Procedimento:

Tagliare la zucca a cubetti e cuocerla al vapore o nel microonde finchè non si sarà ammorbidita. Frullarla.

Nel vostro robot da cucina (nel mio caso nel Bimby) tritare il parmigiano insieme al prezzemolo e al pane raffermo tagliato grossolanamente. Aggiungere  1 uovo, la zucca e il sale. Se l’impasto vi sembra ancora un po’ molliccio (è possibile perchè la zucca contiene molta acqua) aggiungete ancora del pangrattato.

Formare le polpette e passarle prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nella farina di mais.

Friggere le polpette in abbondante olio di semi.

Minisavarin salati con marmellata e alici

Qualche giorno fa mi sono arrivati i prodotti ordinati su “Cucina in Casa” acquistati utilizzando il premio vinto col contest di Giallo Zafferano in collaborazione con Philadelphia.

Ero felice come una Pasqua scartando il pacco e, tra i prodotti che attendevo di più, c’era lo stampo per minisavarin della Silikomart perchè ero curiosissima di provare a fare la ricetta di Luca Montersino letta sul numero di giugno di Alice.

Ho dovuto riadattare un po’ le dosi e ridurle di… un quarto!!! Beh, il mio stampo è davvero piccolo ed è per soli 18 savarin, ho dovuto infatti utilizzare anche uno stampo per mini babà e, nonostante tutto un po’ di impasto è avanzato ugualmente: che ci posso fare io se non devo sfamare un esercito?

Alla fine l’impasto non si lavorava molto bene perchè era molto appiccicoso e ho dovuto riempire gli stampi aiutandomi con un cucchiaio, ma i savarin erano davvero buoni. Io ho preferito riempirli con marmellata di arance amare e filettini di alice. Un figurone!

Lo so che è presto per pensare già al Natale, ma trovo che questi deliziosi finger food starebbero benissimo sulla nostra tavola rossa!

Ingredienti per i savarin:

Ingredienti per la bagna:

  • 300 g di latte intero
  • 150 g di crema di latte
  • 25 g di pecorino grattugiato
  • 15 g di parmigiano reggiano
  • 1 pizzico di sale
  • pepe dei Piacere Tec-Al
  • Noce moscata

Ingredienti per la farcitura:

Procedimento:

Per questo impasto l’ideale sarebbe avere una planetaria. Io, non avendola, ho impastato nel Bimby, altrimenti potete impastare a mano, l’importante è che procediate inserendo gli ingredienti nel giusto ordine.

Inserite nel Bimby la farina, il miele, il lievito di birra e metà uova. Amalgamate il tutto a vel. 3 per circa 30 sec., aumentare la velocità a 5 e aggiungete le restanti uova, poco per volta. Impastare a velocità sostenuta. Se l’impasto vi sembra troppo appiccicoso aggiungete ancora un poco di farina. Quindi cominciate ad unire il burro poco per volta, poi il pecorino grattugiato, il pepe, la noce moscata e il sale. Trasferite l’impasto su un piano di lavoro e lavoratelo a mano per un paio di minuti. Alla fine questo impasto sarà piuttosto appiccicoso, ma ben incordato. Lasciatelo riposare per una ventina di minuti, quindi ricavate delle palline da inserire negli stampi dei minisavarin che lascerete lievitare fino al raddoppio ad una temperatura di circa 30°C (es. nel forno). Quando saranno raddoppiati cuoceteli in forno a 200°C per 10 minuti.

Preparate la bagna: mescolate il latte con la crema di latte e mettete sul fuoco insieme al pecorino, al parmigiano, la noce moscata, il pepe e il sale. Cuocete finchè i formaggi non si saranno ben sciolti, quindi immergete in questa bagna i vostri savarin finchè non si saranno ben impregnati.

Riempire il buco dei savarin con la marmellata di pompelmo rosa Rigoni di Asiago e terminate con un alice sott’olio arrotolata.

Con questa ricetta partecipo al contest di Rigoni di Asiago:

 

e al contest de “L’Emporio 21″ in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

Lollipops di parmigiano

Idea davvero originale copiata spudoratamente dal blog Sweetie’s Home, che seguo sempre con piacere perché ricco di spunti e di belle foto. Se ancora non lo conoscete, vi consiglio di farci un salto!

Questi lollipops sono davvero carini e velocissimi da preparare. Hanno ricevuto un sacco di complimenti alla festa che ho organizzato in luglio nel nostro giardino: un’idea diversa per far mangiare del formaggio anche ai bambini più reticenti (escluso il mio, ovviamente!).

 Ingredienti:

  • 80 g di parmigiano
  • 1 cucchiaio scarso di semi di papavero
  • 1 cucchiaio scarso di semi di sesamo

Procedimento:

Grattugiare il parmigiano e mescolarlo con i semi.

Coprire una teglia da forno con della carta da forno. Formare quindi i lecca-lecca aiutandosi con un coppapasta di circa 9 cm e facendo degli strati sottili di parmigiano. Mettere al centro di ogni lecca-lecca un bastoncino e ricoprirlo con un altro po’ di parmigiano che in questo caso servirà da collante.

Mettere in forno preriscaldato a 225°C per 5-6 minuti, o finchè il parmigiano non si sarà squagliato.

Togliere dal forno e lasciar raffreddare. Togliere delicatamente la carta forno e lasciarli asciugare.

Zucchine ripiene

Torno finalmente a prendermi cura del mio blog. Si, perchè sebbene io adori l’estate, la frenesia di questi giorni unita al caldo costante mi hanno tenuta lontana sia dalla mia cucina, sia dal mio pc ma soprattutto dalla mia amata creatura.

Torno dunque quest’oggi perchè Poppea (così chiamata la perturbazione di questi giorni) ci ha portato un po’ di refrigerio insieme ad un bel temporale e con questi mi è tornata la voglia di stare in cucina e di mangiare qualcosa di caldo, sebbene questo piatto si degusti anche freddo.

Gli zucchini ripieni sono un classico che mi ha insegnato a fare mia madre ed è davvero un piatto unico che soddisfa un po’ tutti i palati di casa.

Ingredienti:

  • 8 zucchine grandi
  • 300 g di macinato di manzo
  • prezzemolo
  • 2 spicchi di aglio
  • 40 g di parmigiano grattugiato
  • 1 panino
  • sale
  • olio EVO
  • 400 g di passata di pomodoro

 

Procedimento:

Lavare le zucchine. Togliere le estremità e scavarle con l’apposito attrezzo.

Preparare il ripieno mescolando il macinato con uno spicchio di aglio tritato, il parmigiano, un po’ di  prezzemolo tritato e il panino precedentemente ammollato in acqua e poi strizzato. Salare.

Riempire le zucchine.

In una pentola dai bordi bassi e piuttosto larga mettere l’altro spicchio di aglio sbucciato a rosolare con due cucchiai di olio EVO, quindi toglierlo e unire il prezzemolo tritato rimanente e il pomodoro passato (se lo si desidera anche un po’ di peperoncino tritato). Salare.

Appena il pomodoro comincerà a sobbollire, disporre nella pentola le zucchine, cercando poi di coprire ognuna con dei cucchiai di pomodoro. Coprire con il coperchio e proseguire la cottura per 30 minuti avendo cura di rigirare le zucchine di tanto in tanto.

Una volta cotte, lasciar riposare le zucchine 10-15 minuti, quindi tagliarle a rondelle e servirle!

 

Friggitielli ripieni

Ultimamente mi sono fatta prendere dalla mania delle riviste di cucina, mania dalla quale mi ero dovuta disintossicare anni fa causa spazio (eh si, perchè poi non riesco a buttarli via!). E quindi ho ricominciato a comprare tutti i mesi “La Cucina Italiana” (la mia preferita) e ultimamente anche “Alice”, che da poco tempo oltre ad essere un canale Sky dove si parla prettamente di cucina, è diventata anche una rivista dove gli chef della trasmissione illustrano le loro ricette.

Ed è proprio su quest’ultima rivista che ho trovato questa sfiziosissima ricetta di Sergio Maria Teutonico. Appena ho visto questi bellissimi peperoni ripieni in mezzo a tante pi classiche verdure, mi son detta che avrei dovuto assolutamente provarla, ma qualcuno ci aveva già pensato prima di me e per me è stata una conferma del fatto che non potevano essere che buoni, infatti Cle di Ma che Bontà, che seguo assiduamente, li aveva già messi nel piatto!

Ingredienti:

  • 12 grossi friggitielli
  • 100 g di carne di vitello macinata
  • 1  salsiccia
  • 50 g di cacioricotta (io l’ho sostituita con la stessa quantità di parmigiano)
  • 1 uovo
  • 1 scorzetta di arancia (io di limone)
  • 2 albicocche mature (facoltative, io non le avevo)
  • timo
  • maggiorana
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

Lavare e asciugare i friggitielli. Tagliare ad ognuno il peduncolo in modo da ricavare dei coperchietti. Svuotare i friggitielli dai semi. Versarvi all’interno poche gocce di olio. Incidere la punta dei friggitielli per evitare che durante la cottura si possano rompere.

Preparare il ripieno mescolando la carne macinata con la salsiccia spellata. Unire il formaggio, l’uovo, il timo, la maggiorana e il sale. Amalgamare bene questo composto. Aggiungere anche le albicocche tagliate a cubetti piccolissimi e la scorza di limone o arancia grattugiata. Mescolare ancora.

Farcire i friggitielli con il composto riempiendoli per tre quarti. Mettere il coperchio ad ognuno appuntandolo con uno stecchino.

Ungere con un filo d’olio una pirofila da forno e posizionare i friggitielli. Irrorare con altro poco olio e infornare a 160°C per circa 20 minuti, facendo attenzione a che non abbrustoliscano.

Sono buonissimi sia caldi che freddi.

 

 

 

Gnocchi al thè Matcha

Quando ogni cosa coincide, ogni elemento è al posto giusto e il momento è propizio è il momento di agire!

E’ successo così per questi gnocchi: l’altro giorno mio marito è tornato a casa con una fantastica balla di patate rosse, adattissime per gli gnocchi. Da tempo avevo in mente di farli e per l’appunto, ero appena entrata in possesso di quella magica polvere che è il thè Matcha. Inoltre oggi è giovedì e, come si sa, il giovedì nella tradizione italiana si mangia gnocchi.

E così è stata anche in casa mia. Tra l’altro c’è anche un detto che dice:”Ridi, ridi che mamma ha  fatto gli gnocchi!!!” E io ho davvero bisogno di ridere visto che quest’anno mi son fatta la festa dell’ultimo anno di asilo e quella dell’ultimo anno delle elementari nel giro di una settimana! Che emozione, ma anche che nostalgia!

Questo piatto lo dedico a tutte le maestre dei miei figli: a quelle ormai lasciate e a quelle che incontreranno nella loro vita!

E proprio i miei figli si sono dati da fare a dare la giusta incurvatura a tutti gli gnocchi: 6 mani instancabili che rotolavano gli gnocchetti sui rebbi delle forchette, a volte utilizzandoli anche come rampa di lancio per queste pseudo-bombe!

Ingredienti:

  • 1 kg di patate rosse
  • 2 cucchiaini abbondanti di thè Matcha
  • farina per pasta e gnocchi dei Molini Rosignoli
  • sale
  • 10 foglie di salvia
  • 1 noce di burro
  • pepe dei piaceri Tec-Al
  • parmigiano reggiano grattugiato

Procedimento:

Lavare le patate e lessarle con la buccia in abbondante acqua leggermente salata. Per valutare la cottura aiutatevi bucandole con una forchetta o uno spiedino.

Sbucciare le patate e schiacciarle con l’apposito attrezzo. Mescolarle con il thè Matcha. Salare e cominciare ad impastarle con la farina Rosignoli adatta proprio per la produzione casalinga di pasta e gnocchi. Il quantitativo dalla farina dipende molto dalle vostre patate, ma non appena comincerete ad avere un panetto abbastanza sodo e che non appiccica le mani si può dire che è sufficiente. Non esagerate con la farina altrimenti rimarranno troppo duri una volta cotti.

Prelevate dei piccoli quantitativi da questo impasto e formare dei salsicciotti da cui ricavare gli gnocchi aiutandosi con un coltello. Infarinare bene tutti gli gnocchi in modo che non si appiccichino l’un l’altro e, se lo desiderate, potete passare ogni gnocco sui rebbi di una forchetta o sopra l’interno di una grattugia. Questa operazione oltre a renderli esteticamente più carini, servirà anche ad accogliere un maggiore quantitativo di condimento nell’incavo che si formerà.

Far sciogliere il burro in una padella e farvi rosolare le foglie di salvia che, oltre a rilasciare il loro aroma, diventeranno anche belle croccanti (i miei figli se le rubano l’un l’altro).

Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata. Quando verranno a galla saranno cotti. Scolarli e passarli nella padella col burro facendoli saltare.

Impiattare spolverizzando di parmigiano grattugiato e di Pepe dei Piaceri Tec-Al, aiutandosi con il macina pepe.

Millefoglie di pane carasau e verdure di Cle

Ok, ammetto che in questo periodo la mia fantasia scarseggia, ma non è colpa mia se avete dei blog così belli e le vostre ricette sono una tentazione! E così anche oggi non ho resistito: ho rubato una ricetta ad un’amica foodblogger che stimo molto.

Anche questa volta non mi ha davvero deluso! Anzi, talmente buono questo piatto che tutti hanno chiesto il bis.

Qui trovate la ricetta di Cle. Io come al mio solito, in questi casi adoro fare dei piccoli cambiamenti utilizzando prodotti che ho già in casa o che so che la mia famiglia preferisce. Del resto anche Cle lo dice: questa ricetta è una ricetta “svuotafrigo”, ovvero, il pane carasau si abbina perfettamente a qualsiasi ingrediente… Io altre volte l’ho sperimentato con salsiccia e stracchino, con un sughettino leggero di pomodoro, ecc.

Ingredienti:

  • 250 g di pane carasau
  • 4 zucchine
  • 4 pomodori da insalata abbastanza maturi
  • 2 mozzarelle fior di latte
  • olio EVO
  • sale
  • menta
  • basilico
  • origano
  • parmigiano grattugiato

Procedimento:

Lavare le zucchine e ridurle a Julienne (io ho utilizzato l’Affettatutto Fantasia Tupperware), oppure tritarle con l’apposito robot. Condirli con olio, sale e menta fresca spezzettata.

Lavare i pomodori e tagliarli a fette. Condirli con olio, sale, basilico spezzetato a mano e origano.

In genere si usa bagnare il pane carasau con dell’acqua o del brodo prima di utilizzarlo. In questo caso io ho preferito evitare perchè in cottura comunque queste verdure rilasciano parecchia acqua di vegetazione e anche la mozzarella fa la sua parte.

Quindi ungere leggermente una teglia da forno (Lasagnera Ultrapro Tupperware) distribuirvi sopra il pane, spezzettandolo all’occorrenza.

Ricoprire il pane con uno strato di zucchini, uno di pomodori e quindi la mozzarella.

Procedere in questo modo a strati fino ad esaurimento degli ingredienti.

In ultimo spolverizzare con del parmigiano grattugiato.

Porre la teglia in forno a 200° per circa 10 minuti.

Aspettare qualche minuto prima di tagliare e servire.

Questo piatto è comunque buonissimo anche freddo.

Con questa ricetta partecipo al contest di Fior di Rosmarino: