Il profitterol che si crede una bagna caoda e auguri Pane e Pomodoro

10325714_239168842944995_2786481582206020597_nOggi la mia creaturina compie 3 anni e sta crescendo sempre più rendendomi orgogliosa. Il merito è soprattutto vostro che mi seguite sempre con tanto affetto e questo mi spinge a migliorare sempre più.

E’ con piacere dunque che oggi festeggio partecipando ad un evento a cui tengo molto perchè nasce nel mio paese. Tale evento è legato strettamente alla notte blu castiglioncellese che si terrà il 21 giugno, promotrice la CCN Castiglioncello in collaborazione con la mia amica Cristina Galliti di Poverimabelliebuoni. Eh si, perchè si parla proprio di acciughe, il pesce azzurro (in questo caso blu) per eccellenza e quindi non poteva non esserci lo zampino di Cristina.

Qui trovate tutte le info per partecipare. Io lo faccio con questa ricetta: il profitterol che si crede una bagna caoda, ovvero una bagna caoda destrutturata perchè contiene i due ingredienti principali di questa specialità piemontese: le acciughe (che però in questo caso sono fresche) e l’aglio. La bagna caoda è un piatto tipicamente invernale, qua è però trasformata per adattarla ad un buffet di una calda serata estiva.

Profitterol acciughe_01

Ingredienti:

Per i bignè:

  • 185 ml di acqua
  • 165 g di burro
  • 175 g di farina 00
  • 270 g di uova a temperatura ambiente
  • 1 pizzico di sale

Per la crema all’aglio:

  • 10 spicchi di aglio
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 noce di burro
  • 250 ml di panna fresca

Per il ripieno alle acciughe:

  • 15 acciughe
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • peperoncino in polvere qb
  • 2 patate medie
  • brodo di pesce qb
  • 1 spicchio di aglio

Procedimento:

Prepariamo i bignè (con questa ricetta ne otterremo circa 60 piccoli che volendo potranno essere anche congelati). In una casseruola mettere l’acqua e il burro e accendere il fuoco. Unire anche il sale. Appena il burro si sarà sciolto (attenzione a non far evaporare l’acqua), versarvi la farina setacciata tutta in un colpo. Mescolare con vigore fintanto che la farina non si staccherà dalle pareti e si formerà una palla. Appena sul fondo si formerà una patina bianca, togliere dal fuoco e far raffreddare. Mettere il composto nella planetaria o nel Bimby oppure in un piatto. Aggiungere ora le uova una alla volta e mescolare, aggiungendo il successivo uovo solo quando il precedente sarà completamente assorbito. Alla fine mettere il composto in una sac a poche con bocchetta liscia.

Ungere una teglia col burro facendo inizialmente una croce che unisca gli angoli opposti, poi con il poco burro che avrà aderito ungere tutta la teglia e con un foglio di carta assorbente togliere l’eccesso. Questo procedimento mi è stato insegnato ad un corso di cucina. Distribuire quindi il composto sulla placca del forno facendo dei piccoli mucchietti (state attenti a non fare la punta. Quando avrete terminato, infornate a 220° per 15 minuti con FORNO STATICO e SENZA MAI APRIRE IL FORNO. Terminata la cottura aprite leggermente lo sportello del forno per far fuoriuscire l’umidità che si sarà creata senza però toglierli.

Prepariamo ora il ripieno dei bignè.

Lavate e mettete le patate a lessare con un pizzico di sale.

Pulite le acciughe dalle interiora e disliscatele. In una padella mettete l’olio con uno spicchio di aglio e accendete il fuoco. Quando sarà caldo unite le acciughe con un pizzico di peperoncino, il sale e i semi di finocchio. Cuocete un paio di minuti.

Sbucciate le patate e passatele. In un mixer unite le acciughe con le patate e qualche cucchiaio di brodo di pesce caldo, tanto quanto basta a rendere la crema morbida e non troppo asciutta.

Riempite con questo composto i bignè che nel frattempo si saranno raffreddati.

Preparare la crema all’aglio.

Sbucciare l’aglio e togliere ad ogni spicchio l’anima. Mettere gli spicchi in un pentolino e ricoprirli con il latte. Farli cuocere una ventina di minuti a fuoco lentissimo, quindi scolarli. Metterli di nuovo in un pentolino con il burro e accendere il fuoco. Quando il burro si sarà sciolto unire anche la panna. Far cuocere ancora a fuoco bassissimo fintanto che la crema non comincerà ad addensarsi, quindi spegnere il fuoco.

Comporre il profitterol distribuendo i bignè al centro di un piatto e colarvi sopra la crema all’aglio. Guarnire con del prezzemolo tritato o con pochi semi di finocchio.

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Ravioli di cotechino su letto di lenticchie

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Io ve lo devo proprio dire: il rosso proprio non mi piace (nonostante in casa abbia una parete totalmente di questo colore!) e forse è per questo motivo che il Natale non è tra le mie feste preferite: solo il pensiero di mettermi a fare l’albero e averlo tra i piedi per 20 giorni (perchè non esiste che in questa casa si faccia prima del 15 dicembre!) mi fa venire il prurito! Dopo due giorni non vedo già l’ora che sia il 6 gennaio per poterlo disfare! Però che devo farci? Per i bambini questa festa è molto importante e ci tengono a tutti i riti, anche se son già grandicelli (il maggiore da pochi giorni ha compiuto 15 anni!) e a Babbo Natale non credono più! Però bisogna comunque preparare il pasto per questo uomo barbuto la sera del 24 e fargli trovare le bucce dei mandarini sul tavolo la mattina dopo con i regali sotto l’albero! Vabbè lo ammetto… son quelle cose che comunque fanno tanto famiglia e alle quali non rinuncerei mai, neanche e soprattutto per un po’ di disagio che può crearmi un albero finto! E quest’anno poi, che probabilmente non saremo a casa per Natale, questi riti mancheranno un po’ anche a me!

Quel che invece a me più piace di queste feste è il ritrovarsi con tutta la famiglia (durante l’anno, essendo numerosi, è sempre più difficile farlo) e la soddisfazione che provo nel cucinare in maniera speciale per le persone a cui voglio bene. Questo per me è il più bel dono che posso fare, e infondo, quello che mi riesce fare meglio. Non è una cosa che si può improvvisare un menù natalizio per 15-18 persone… è una cosa che va pensata prima, che richiede ricerca, sperimentazione e organizzazione e a me poi non piace mai fare la stessa cosa e anzi, mi piace sorprendere ogni volta! Basta dunque alle solite lasagne e al solito roastbeef (il menù classico di mia madre ;) ).

Quest’anno se avrò la possibilità di festeggiare con i miei familiari vorrei proporre una ricetta sperimentata la prima volta ad un corso di cucina fatto due o tre anni fa.

Ravioli di cotechino_02Ingredienti per 50-60 ravioli:

  • 3 uova
  • 300 g di farina per pasta e gnocchi fatti in casa
  • 1 cotechino di 500 g
  • 3 patate medie
  • 1 rametto di rosmarino
  • 200 g di lenticchie secche
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • olio EVO
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino secco

Procedimento:

Mettere le lenticchie a bagno per una notte, quindi scolarle, sciacquarle e metterle sul fuoco in una pentola piena di acqua con la carota sbucciata, il sedano e la cipolla. Portare a bollore e cuocere per circa 20-30 minuti: occorre assaggiarle perchè le lenticchie non sono tutte uguali e hanno diversi tempi di cottura. Salarle soltanto 10 minuti prima di spegnere il fuoco.

Lessare le patate con la buccia, quindi sbucciarle e schiacciarle. Tritare il cotechino (senza cuocerlo) e unirlo alle patate. Tritare il rosmarino e unire anch’esso al composto. Aggiustare di sale e mescolare bene. Il ripieno dei ravioli è pronto.

Impastare la farina con le uova su una spianatoia o in un robot da cucina. Aggiungere anche il sale. Fare una palla con l’impasto, coprirla con un panno e lasciarla riposare per 15 minuti.

Nel frattempo preparare il condimento dei ravioli: schiacciare uno spicchio di aglio e metterlo in padella con 2/3 cucchiai di olio EVO e un piccolo peperoncino tritato (facoltativo). Accendere il fuoco e non appena comincerà a soffriggere unire le lenticchie scolate. Far insaporire per pochi minuti aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura delle lenticchie. Metterne una metà in un bicchiere dai bordi alti e frullare con un mixer ad immersione aggiungendo ancora un po’ di acqua. Versare di nuovo in padella con le lenticchie intere, aggiungere il cucchiaio di concentrato di pomodoro e mescolare. Spegnere la fiamma.

Stendere la pasta con la macchinetta (nonna papera) o, se preferite, con il matterello ottenendo delle strisce molto sottili, larghe 10 cm. Posizionare un cucchiaino di impasto a distanza regolare l’uno dall’altro per tutta la lunghezza della sfoglia e ripiegare la sfoglia su se stessa, premendo intorno ad ogni raviolo.(se necessario bagnare leggermente con un po’ d’acqua). Coppare con gli stampini.

Lessare i ravioli in abbondante acqua bollente e salata per pochi minuti, quindi scolarli e condirli col sugo di lenticchie.

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Taieddhra classica, classicissima per l’MTchallenge

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Lo ammetto: quando ho visto chi aveva vinto L’MTC di aprile ho cominciato ad avere paura che qualche cosa fosse stato fatto sotto il mio naso e non mi fossi accorta di nulla. Qualche piccolo dubbio è rimasto fintanto che il nome della moglie del vincitore non è uscito fuori! Cristian ci ha sbarazzato tutte alla prima ed è stato davvero bravo ed originale con il suo chili e la “salsola” che, tra l’altro, non avrei mai potuto sapere cosa fosse se non grazie all’MTC. Sono contenta dunque di non essere io quella che d’ora in avanti deve guardarsi bene alle spalle (ma non è detto che presto non mi faccia qualche scherzetto pure il mio lui che di fantasia ne ha da vendere) e quindi sono ben lieta di partecipare questo mese con la ricetta che ci propone Cristian, una ricetta pugliese già provata da me tempo fa ma con scarso successo. O meglio, il sapore era buonissimo, ma il riso era venuto piuttosto scotto. Quindi questa volta mi sono attenuta pedissequamente alla ricetta di un vero pugliese ed ho scelto di utilizzare lo stesso riso che ha usato lui tradendo il mio fedelissimo (ma non troppo, in questo caso) Carnaroli. In casa poi sono la sola ad avere un amore profondo nei confronti delle cozze (quasi da farmi del male) però sono voluta rimanere fedele alla ricetta e non cambiare neanche il pesce: alla fine tutte le cozze sono finite nel mio piatto!, ma il riso con le verdure è piaciuto tanto e questa volta era cotto a puntino! La teglia, che per attenersi rigorosamente alle regole, dovrebbe essere di coccio. Io purtroppo non l’avevo (a buon intenditor poche parole) e così ne ho usata una in ceramica e… siccome non era molto grande, ne ho fatta un’altra in una teglia UltraPro della Tupperware rotonda. Ora, non avendo mai assaggiato altre tielle, devo dire che non mi sono accorta di differenze tra l’una e l’altra.

Ingredienti per 6 persone circa:

  • 300 g di riso Roma
  • 2 patate medie
  • 1 chilo e mezzo di cozze
  • mezza cipolla
  • 2 zucchine
  • 2 pomodori
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • olio extravergine d’oliva Dante
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Procedimento:
Pulire le cozze togliendo loro la barba e grattando con una spugnetta di acciaio le incrostazioni dai gusci. A vostro piacimento potrete aprire le cozze a crudo (per il procedimento vi rimando direttamente al post di Cristian che spiega dettagliatamente come fare) oppure mettendole in una padella con il coperchio sul fuoco (senza aggiungere acqua). Appena cominceranno ad aprirsi spegnere il fuoco. Sgusciare le cozze e filtrare il liquido rimasto in padella.
Lavare le zucchine e i pomodori e sbucciare le patate e le cipolle. Lavare le patate. Con una mandolina (e questa ricetta mi ha dato l’occasione per provare per la prima volta il fantastico Mandolino della Tupperware) tagliare a fettine sottili le patate, le zucchine e le cipolle. Metterle in una ciotola e condirle con olio e poco sale.
In un piatto mettere anche i pomodori tagliati a filetti.
Assemblare la teglia: mettere un filo di olio EVO Dante sul fondo e distribuirvi metà delle verdure (escluso i pomodori).
Distribuirvi sopra il riso, quindi le cozze e i filetti di pomodori e metà parmigiano. Ricoprire con il resto delle verdure e del parmigiano e irrorare con l’acqua delle cozze che deve arrivare a filo delle verdure, se non dovesse bastarvi quella delle cozze aggiungete ancora un po’ di acqua naturale per arrivare a livello.
Irrorare con un filo d’olio Dante e quindi infornare a 160° per circa un’ora (ma molto dipenderà dal riso che avrete usato, pertanto vi consiglio dopo circa 40 minuti di controllarne la cottura assaggiando).  Se necessario, nell’ultimo quarto d’ora accendere il grill per far dorare le verdure.
Trascorso il tempo di cottura, togliere dal forno e far riposare per circa 15 minuti, quindi servire!
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Con questa ricetta partecipo all’MTC di maggio:
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Lunedì senza carne: polpette di spinaci

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Ultimamente sono poco presente qui sul blog, ma con l’arrivo della tanto attesa primavera si son ripresentati i soliti impegni come il cambio dell’armadio (per la verità in questi giorni addirittura il cambio della camera in toto), le pulizie di stagione e probabilmente un nuovo lavoro di cui vi parlerò in seguito.

E poi… come dicevo negli scorsi post la scorsa settimana ho festeggiato i miei primi 40 anni ed ho trascorso due giorni a festeggiare con amici che non vedevo da mesi, se non da anni. E’ stata una fantastica sorpresa che mi ha fatto il mio maritino, organizzando tutto nei minimi dettagli. Questa volta mi ha davvero sorpreso! Sebbene avessi cominciato a sospettare qualcosa vedendo movimenti strani nei giorni precedenti, non sarei mai riuscita ad indovinare che la sorpresa sarebbe stata una festa come quella che mi ha organizzato!

Quindi, come dicevo, il tempo è sempre tiranno, ma l’appuntamento con il “Lunedì senza carne” non può essere trascurato e perciò eccomi qua! Tra l’altro oggi è anche la giornata mondiale della terra e quindi con questo post abbraccio due cause, l’una correlata all’altra, perchè come sapete, ridurre il consumo di carne è utile soprattutto al nostro pianeta: sembra infatti che gli allevamenti intensivi siano la causa principale dell’inquinamento mondiale.

Questa volta vi posto la ricetta delle polpette agli spinaci, letta sul numero di aprile di Cucina Naturale. Praticamente è stata da me stravolta perchè non avevo il tofu in casa e ho voluto regalargli un po’ più di sapore con il parmigiano. Non era comunque una ricetta vegana perchè prevedeva anche l’uso delle uova.

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Ingredienti per circa 15-18 polpette:

  • 3 patate medie
  • 200 g di spinaci
  • 1 uovo
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 1 spicchio di aglio
  • pangrattato
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

Cuocere al vapore o nel microonde le patate sbucciate e tagliate a dadini (nel micro 16 minuti alla massima potenza dentro al Microwave Tupperware). Schiacciarle con una forchetta.

In una padella con poco olio e uno spicchio di aglio schiacciato far appassire gli spinaci lavati e scolati. Quindi  togliere l’aglio e metterli in un colino strizzandoli per togliere il maggior quantitativo di acqua. Infine tritarli.

Unite gli spinaci alle patate, mescolare bene e salare. Far raffreddare quindi aggiungere l’uovo, il parmigiano e un paio di cucchiai di pangrattato o quel tanto che basta per portare l’impasto alla giusta consistenza per essere lavorato. Aggiustare di sale.

Formare le polpette grosse poco più di una noce e schiacciarle al centro.

In una padella antiaderente scaldare due cucchiai di olio e cuocervi le polpette. Cuocere tre minuti per lato o finchè non si saranno dorate quindi metterle su un foglio di carta assorbente per togliere l’unto in eccesso. Continuare la cottura delle altre polpette, cambiando di volta in volta l’olio.

Se le fate piccolissime possono diventare un’ottima idea finger food.

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Homeburger di ceci

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Questa settimana il mio “lunedì senza carne” si è trasformato in un martedì perchè, essendo ieri il lunedì di Pasqua ed avendo ospiti, non mi è stato possibile pubblicare la ricetta in tempo.

In questi giorni anche il nuovo Papa si è espresso contro la tradizione di portare a tavola gli agnellini per Pasqua e ha lanciato un appello chiedendo di sostituire questa carne con menù alternativi. Speriamo che siano stati in molti ad aver seguito il suo consiglio.

Sicuramente sulle nostre tavole onnivore in questi giorni non saranno mancati menù a base di altre carni, ma ora è giunto il momento di tornare alle nostre sane abitudini ed ecco che oggi vi propongo il mio homeburger: “home”, anzichè “ham”, perchè interamente fatto in casa, dal panino alla maionese. Una vera soddisfazione portarlo in tavola e vedere che è stato gradito, forse più del classico hamburger perchè molto più soffice e profumato.

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Ingredienti per 10 panini:

  • 500 g di farina 0
  • 250 ml di latte tiepido
  • 1 uovo
  • mezzo panetto di lievito di birra
  • 1 cucchiaio di malto di mais
  • 50 g di burro
  • 10 g di sale
  • latte e semi di sesamo per la superficie

Procedimento: Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido (circa 25°) e unire il malto. Nell’impastatrice (oppure su una spianatoia) mettere la farina e unire il latte. Impastare per 2 minuti, quindi unire anche l’uovo e il sale e continuare ad impastare. Trascorsi altri due minuti aggiungere poco per volta il burro a pezzetti continuando ad impastare per altri 10 minuti. Mettere l’impasto a lievitare in una ciotola fino al raddoppio (circa due ore), quindi riprenderlo e sgonfiarlo. Formare i panini della grandezza desiderata (considerando che lieviteranno) e metterli in una teglia ricoperta di carta forno. Coprirli e lasciarli lievitare ancora per altre 2 ore, quindi spennellarli con il latte e ricoprirli di semi di sesamo. Cuocere in forno a 180° per 15 minuti.

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Ingredienti per 6 hamburger di ceci:

  • 300 g di ceci secchi
  • un rametto di rosmarino
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 patate medie
  • 1 uovo
  • 50 g di pane raffermo
  • pangrattato qb
  • mezza cipolla
  • maionese (meglio se senza uova – vedi più sotto)
  • senape
  • insalata
  • verdure cotte

Procedimento:

Tenere i ceci a bagno per una notte, scolarli e metterli in una pentola ricoprendoli di acqua. Aggiungere un rametto di rosmarino e uno spicchio di aglio schiacciato e cuocere per circa 35 minuti o finchè non saranno cotti. Salare solo verso la fine.

Lessare le patate.

Scolare i ceci e metterli nel robot da cucina insieme al pane raffermo, le patate sbucciate e tagliate a pezzi, il pane, l’uovo, la cipolla e un pizzico di sale. Tritare in modo da ottenere un composto omogeneo. Se dovesse essere troppo umido e difficile da manipolare aggiungete del pangrattato poco per volta fino a raggiungere la giusta consistenza. Con questo composto formare gli hamburger: io mi sono aiutata con un attrezzo apposito della Tupperware ma vengono benissimo anche a mano. Metterli in frigo per circa un’ora.

Scaldare una padella antiaderente o una teglia zigrinata e grigliare gli hamburger.

Per la maionese senza uova ho utilizzato la ricetta di Marco Bianchi perchè veloce e buonissima:

Ingredienti per la maionese senza uova:

  • 200 ml di panna di soia
  • 100 ml di olio di mais
  • 100 ml di olio EVO Dante
  • 30 ml di olio di lino
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • sale

Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti nel bicchiere del mixer e frullare fino a far diventare la maionese della giusta consistenza. Mettetela in frigo per circa 2 ore prima di utilizzarla. Se vi avanza potrete conservarla sempre in frigo entro 4-5 giorni.

Aprire i panini e spalmare la vostra salsa preferita (per noi maionese senza uova), adagiarvi un hamburger, versare un filo di olio EVO e aggiungere la parte vegetale (per noi le verdure di campo precedentemente lessate e saltate leggermente in padella con un filo di olio e sale).

Il vostro Homeburger è pronto!

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Pane con le ortiche

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Le ortiche, si sa, infestano i nostri giardini e non sono proprio simpatiche quando accidentalmente le si toccano. Noi anzichè combatterle abbiamo però deciso di farcele amiche perchè abbiamo scoperto che hanno un sacco di proprietà benefiche: è antianemica perchè ricca di ferro e di acido folico; è disintossicante, depurativa e  diuretica; è ricca di sali minerali quali fosforo, magnesio, calcio, silicio, manganese e potassio; e di vitamine A, C e K. E mi fermo qua! Le ortiche si utilizzano grosso modo nelle stesse ricette in cui si utilizzano gli spinaci e le altre verdure di campo, quindi via a ravioli, torte salate, frittate, risotti e quant’altro! Questa volta io le ho utilizzate per fare il pane sfruttando anche l’acqua di cottura che, si sa, è dove finiscono la maggior parte degli elementi. Mio marito addirittura, quella avanzata, se l’è bevuta!

Quindi dopo averle raccolte (coi guanti mi raccomando) pulitele e lavatele abbondantemente. Mettete sul fuoco una pentola capiente ma con pochissima acqua e, appena bolle, aggiungete le ortiche scolate. Mescolate e lasciate cuocere 2-3 minuti, non di più. Scolatele bene dunque se volete fare il pane e lasciate raffreddare, quindi procedete con la ricetta.

Pane con ortiche_03

Ingredienti:

  • 200 g di ortiche cotte e strizzate
  • 1 patata media lessa
  • 300 g di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 300 g di farina 1
  • 300 g di farina di kamut Ecor
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaio di malto di mais
  • sale
  • circa 200 g di acqua di cottura delle ortiche

Procedimento:

Tritare le ortiche insieme alla patata. Aggiungere il lievito e il malto di mais e mescolare ancora nell’impastatrice. Aggiungere metà acqua di cottura delle ortiche e la farina e impastare. Se necessario continuate ad aggiungere acqua, ma fate attenzione perchè le ortiche hanno già apportato un buon grado di umidità. In ultimo aggiungere l’olio e il sale.

Continuare ad impastare a mano per 10 minuti.

Formare una palla e metterla a lievitare in una ciotola leggermente unta di olio.

Quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume, dividerlo in due e dare la forma ai vostri pani. Metterli in una teglia coperta di carta forno e coprire con un panno inumidito. Far lievitare ancora un paio di ore, quindi cuocere in forno con un pentolino di acqua per creare il giusto ambiente umido a 200°C per 10 minuti e 40 minuti a 180°C.

Far raffreddare su una griglia prima di tagliarlo!

Purtroppo le foto con il flash hanno alterato il colore del pane la cui mollica è di un bel verde acceso. Noi lo abbiamo mangiato strusciato coi pomodorini e insieme a delle uova in camicia (le mie prime uova in camicia) con asparagi selvatici.

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Polpette di lenticchie e patate

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Ho resistito a lungo, credetemi! E non è stato affatto facile per una come me che adora i libri, sia che siano manuali di cucina, che saggi, che romanzi! Poi ogni lunedì vedevo pubblicare ricette vegetariane da sempre più gente e un giorno, da Eataly me lo son trovato tra le mani, l’ho sfogliato e mi sono detta che non potevo essere una foodblogger se non avevo quel libro… però ho continuato a resistere e a dirmi che potevo aspettare e che la libreria già strabordava di libri di cucina. E così sono andata avanti un’altra settimana, ma poi è arrivato un altro lunedì e allora non ce l’ho fatta più e l’ho ordinato ed ora è nelle mie mani! Di cosa parlo? Ma del tanto decantato libro “Lunedì Senza Carne” di Paul McCartney e delle sue figlie, non solo un libro ma una vera e propria corrente di pensiero, un movimento che ha coinvolto nel mondo moltissime persone, una scelta di vita.

Aderire a questa campagna non significa diventare vegetariani ma ci aiuta a migliorare il nostro stile di vita inducendoci a mangiare più frutta e verdure, contribuisce anche se in minima parte a ridurre l’emissione dei gas serra sprigionati dall’allevamento intensivo. Infine, fattore non trascurabile, ci aiuta a risparmiare, sempre che scegliamo prodotti di stagione e a km 0.

Non starò qui a parlarvi di quello che succede negli allevamenti intensivi perchè non sono la persona più adatta a farlo non essendo io stessa vegetariana, ma se provate a documentarvi un po’ (anche attraverso filmati su Youtube) prenderete coscienza (così come ho fatto io) di quello che succede a questi poveri animali, oltre a rendervi conto di quante medicine e antibiotici ingeriamo giornalmente cibandoci di carne. Sfamare tutti gli animali allevati in questo modo barbaro comporta tra l’altro l’aumento della fame in paesi come il terzo mondo. Tutti spunti su cui riflettere.

Evitare di mangiare carne almeno una volta a settimana è poca cosa, che a noi non comporta un grande sacrificio ma che può essere un piccolo mattone, che unito a quello di molte altre persone può creare le basi di un cambiamento.

Ecco dunque che con l’acquisto di questo libro ho deciso anche io di aderire a questa campagna pubblicando ogni lunedì una ricetta per il menù del “Lunedì senza carne” perchè come foodblogger (ed ora mi sento tale!) sento su di me la responsabilità di diffondere l’importanza di una cucina sana e consapevole.

Comincio dunque questo primo lunedì con una ricetta pubblicata pochi giorni fa da Una V nel piatto e che da tempo volevo provare. La versione di Camiria è vegana, io invece l’ho vegetaniarizzata sostituendo il lievito in scaglie con del parmigiano. Posso confermare che sono buonissime sia calde che fredde, ma soprattutto, se utilizzate delle lenticchie piccole, non hanno bisogno di ammollo per cui può essere anche una ricetta da preparare all’ultimo momento proprio come ho fatto io una sera che non avevo idea di cosa mettere nel piatto dei miei figli.

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Ingredienti:

  • 150 g di lenticchie
  • 2 patate medie
  • 1 cipolla piccola
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 4-5 cucchiai di pangrattato
  • 60 g di parmigiano grattugiato
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 pomodorini secchi sott’olio
  • 1 pezzetto di alga Wakame
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

Sciacquare le lenticchie e metterle in una pentola coprendole con il doppio di acqua. Aggiungere la cipolla, la carota e il sedano tagliati a cubetti, lo spicchio di aglio e i pomodorini tritati e l’alga. Portare a bollore e cuocere per circa 30 minuti, assaggiando. Consiglio di tenere un po’ di acqua bollente da parte, da aggiungere nell’eventualità che le lenticchie necessitino di prolungare la cottura. Salare solo a fine cottura.

Lessare nel frattempo anche le patate.

Frullare le lenticchie e unirle in una ciotola con le patate schiacciate. Per questa operazione io ho frullato tutto insieme nel Bimby. Unire anche il parmigiano e il pangrattato poco per volta fino ad ottenere un impasto che sia facilmente malleabile. Aggiustare di sale se necessario.

Con le mani bagnate formare le polpette schiacciandole leggermente.

Ungere leggermente una padella antiaderente con dell’olio EVO e metterla sul fuoco, quando è calda adagiarvi le polpettine facendole rosolare da entrambe le parti.

Queste polpette sono buone così, come dicevo anche fredde, oppure potete accompagnarle con della salsa di pomodoro.

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Millefoglie di baccalà e pane carasau

Millefoglie

 

Qualche giorno ci siamo divertiti con un giochino insieme a Q.B. in cucina quanto basta: sono stata brava e gli indizi erano davvero facili perciò la ricetta è stata indovinata subito. Potrete dunque trovare questa ricetta oltre che qui anche sul sito di QB e vi ricordo che sta per uscire il nuovo numero in edicola!

Ingredienti:

  • 450 g di baccalà ammollato per tre giorni
  • 2 patate medie
  • 300 cc di latte
  • pane carasau
  • brodo vegetale
  • sale
  • olio EVO
  • pepe arlecchino
  • 1 spicchio di aglio
  • prezzemolo

Procedimento:

Lessare le patate.
In un’altra pentola con l’acqua in ebollizione lessare il baccalà per pochi minuti, quindi scolarlo, togliere la pelle e le spine e sfilacciarlo.
In una padella mettere due cucchiai di olio con l’aglio in camicia. Accendere il fuoco e far insaporire, quindi togliere l’aglio e unire il baccalà e il latte. Salare e pepare. Cuocere fintanto che il latte non si sarà ritirato, quindi aggiungere le patate che avrete pelato e schiacciato nell’apposito attrezzo o nel passaverdure.
Mescolare bene facendo amalgamare il tutto. Aggiungere anche il prezzemolo tritato.
Bagnare per pochi istanti il pane carasau a pezzi nel brodo vegetale caldo.
Comporre il piatto alternando gli strati di pane carasau e di crema di baccalà.

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Crema nel barattolo di porri e patate allo zafferano

 

 

 

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Se è vero il detto che anche l’occhio vuole la sua parte, con questi barattolini siamo riusciti nell’intento.

Un piatto leggero, semplice da preparare e bello da presentare. Un piatto con cui sono felice di inaugurare la mia collaborazione con la rivista Q.B., una neonata rivista di cucina che però promette tanto. Io me ne sono innamorata sin dal primo numero a dicembre, ma potrete trovare numerose ricette (tra cui le mie) anche nel loro sito http://www.qb-quantobasta.it/. Tra pochi giorni tra l’altro uscirà il numero di marzo e io sono curiosissima di vedere con cosa ci delizierà!

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Ma per tornare ai nostri barattolini, trovo che sia un modo diverso di servire le zuppe e le vellutate e anche i bambini lo hanno apprezzato.

Vellutata di porri_02

Ingredienti:

  • 2 porri
  • 2 patate medie
  • 1 scalogno
  • mezzo cucchiaino di zafferano in polvere Il Re dei Re
  • pane raffermo
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO
  • rosmarino
  • brodo vegetale q.b.

Procedimento:

Sono solita preparare queste zuppe nel Bimby, ma sono semplicissime da farsi anche in pentola e poi frullate con un frullatore ad immersione.

Mettere due cucchiai di olio in padella insieme allo scalogno tritato. Appena comincia a soffriggere unire i porri lavati e tagliati a rondelle e le patate lavate, sbucciate e tagliate a cubetti. Mescolare e far insaporire bene, quindi coprire con il brodo vegetale caldo in cui avrete fatto sciogliere lo zafferano, aggiustare di sale e far cuocere 20 minuti dal momento che riprende il bollore, quindi frullare. Se necessario aggiungere altro brodo, se invece è troppo lenta aggiungere un cucchiaino di maizena.

Tagliare il pane a fette da cui ricaverete dei cubetti che tosterete leggermente in padella con un filo di olio EVO.

Riempire i barattoli con la vellutata di porri e guarnirla con un filo di olio e un rametto di rosmarino. Accompagnare con i crostini.

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Pizza-sfoglia ripiena di verdure e una scelta

Pizza-sfoglia_02

Ve lo devo proprio dire: leggere libri che parlano di allevamenti intensivi e degli effetti che la carne di questi allevamenti ha sul nostro organismo e sul mondo mi fa propendere per un’alimentazione sempre più vegetariana. Questo ovviamente subito dopo aver letto a quali torture sono sottoposti questi animali.

L’ultimo libro che mi è capitato tra le mani e che parla di questo argomento è “La dieta Skinny Bitch” di Rory Freedman e Kim Barnouin, secondo cui bisognerebbe smettere di mangiare schifezze per essere magre e sane. In questo saggio le due autrici, in maniera piuttosto “schietta” (quasi da rimanere antipatiche a chi le legge) ci mettono di fronte a dure realtà, ci aiutano ad aprire gli occhi su tanti alimenti: dagli zuccheri, agli alimenti di origine animale (compresi latte e uova), dal fumo agli alcolici.

Probabilmente non diventerò mai vegetariana ma l’intenzione è quella di ridurre notevolmente l’acquisto e l’assunzione di carne, facendo in modo di lasciare almeno due giorni a settimana totalmente senza carne e favorendo invece l’uso di legumi e verdure. Non amo molto il seitan, ma vorrei sperimentarlo in altre preparazioni. E’ un inizio e da qui si parte.

Proprio ieri mi son trovata a visitare il blog “Una V nel piatto” che già seguo da tempo ed ho trovato una ricettina appena pubblicata che fa proprio al caso mio: un piatto ricco di verdure dentro una sfoglia leggera e senza lievito, visto che sono anche un po’ intollerante. Non avevo le erbe di provenza, per cui ho osato insaporendo la mia sfoglia con del curry e della curcuma. E comunque sia potrete riempirla con tutte le verdure che avete in frigo e sarà sempre buona.

Per l’appunto mia madre, che è solita andare per i campi a raccogliere erbe e verdure (arte che prima o poi dovrò farmi insegnare), mi ha portato un contenitore pieno di verdure cotte che si adattavano bene alla ricetta.

E così ieri è stata la nostra prima giornata senza carne.

Ingredienti:

  • 300 g di farina tipo 2
  • acqua q.b.
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale
  • 1 cucchiaio di curcuma e curry
  • 2 patate medie
  • 2 carote
  • 1 cipolla bianca
  • 1 spicchio di aglio
  • 300 g di verdure (cicoria, spinaci, bietole…) già cotte
  • 6-8 pomodorini secchi sott’olio o fatti rinvenire in poco vino bianco.

Procedimento:

Setacciare la farina sopra ad una spianatoia e disporla a fontana praticando un buco al centro in cui inserirete un cucchiaio di olio, circa mezzo bicchiere d’acqua (meglio tenersi bassi e semmai aggiungerne dopo), il sale, la curcuma e il curry. Impastare per circa dieci minuti fino ad ottenere un panetto liscio e non appiccicoso. Avvolgerlo nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare mentre cuocerete le verdure.

Pulite le carote, le patate, la cipolla e l’aglio.

In una padella mettete l’altro cucchiaio di olio insieme all’aglio e alla cipolla tritati. Fateli insaporire bene e appena saranno caldi aggiungere le patate e le carote tagliati a dadini. Fate stufare aggiungendo un po’ d’acqua e proseguite la cottura con il coperchio finchè anche le patate non si saranno ammorbidite, quindi togliete il coperchio e aggiungete la verdura (se invece avete della verdura non ancora cotta, la dovrete aggiungere nello stesso momento delle patate e delle carote) e i pomodori secchi tritati con il coltello. Salate, mescolate bene e fate insaporire, quindi spegnete il fuoco.

Prelevate due terzi di impasto e stendetelo sottilmente dandogli forma rotonda che adagerete dentro una teglia rotonda di 24 cm ricoperta di carta forno. Mettete dentro le verdure. Stendete anche il restante impasto, sempre dandogli forma rotonda e adagiatelo sopra le verdure. Chiudete i bordi.

Infornate a 200°C per 20-25 minuti. Fatela intiepidire prima di tagliarla.

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