Panna cotta piccante alla birra aromatica

Ed eccoci giunti al nostro primo compleanno!!! E quale miglior modo di festeggiare se non con una bella intervista? Parlo di quella di Alessia del blog Dolcezze di Nonna Papera, che mi ha fatto questo bellissimo regalo.

Ma un compleanno che si rispetti deve avere anche una torta o almeno un bel dolcino su cui appoggiare una bella candelina! E questa panna cotta è il dolce che ho scelto per tale operazione e che condivido virtualmente con tutti voi anche attraverso l’intervista di Alessia.

Prima che pensiate qualsiasi cosa vi dico subito che questo dolce nasce da un errore, anzi per la verità, da più di uno.

Il primo errore (quello del nostro homebrewer) è stato quello di fare una birra troppo aromatizzata (al pino silvestre, per inciso), a detta sua ovviamente perchè io non me ne intendo proprio. Questa birra doveva essere utilizzata in qualche modo (buttarla sarebbe davvero un peccato) e così l’abbiamo usata in cucina per un’infinità di ricette (erano diversi litri)!

Il secondo errore nasce dal primo: in pratica dopo aver fatto la gelatina per i formaggi che potete vedere qui usando la pectina, abbiamo deciso di provare a farla con la colla di pesce! Risultato: alquanto deludente e per niente gelatificata. Che ne facciamo? Eh, qui non si butta niente e così, pensa io che pensa tu, è nata l’idea di questa panna cotta.

Talmente buona da rifarla, ma stavolta utilizzando la birra “nature” (ovvero senza averla gelatificata prima) e aggiustando un po’ le dosi di zucchero. Ecco quindi la ricetta modificata e resa (a nostro giudizio) perfetta!

Ingredienti:

  • 500 cc di crema di latte
  • 300 cc di birra (scegliete una artigianale molto aromatizzata)
  • 1 peperoncino secco
  • 100 g di zucchero
  • 2 fogli di colla di pesce

Procedimento:

Mettere a bagno la colla di pesce in acqua fredda.

Mescolare la birra con la crema di latte, il peperoncino e lo zucchero.

Mettere sul fuoco e portare a bollore continuando a rimestare. Far sobbolire un minuto o due, quindi spegnere il fuoco e aggiungere la colla di pesce strizzata.

Mescolare bene fintanto che la colla di pesce non si sia ben amalgamata con il resto.

Mettere negli stampini. Far raffreddare quindi mettere in frigo per almeno 4-5 ore, o comunque fintanto che non si sia rassodata.

Impiattare, guarnendo con del caramello.

Con questa ricetta partecipo al contest di Le Cuoche per gioco:

al contest di Non Solo Piccante:

 

e al Contest de “L’Emporio 21″ in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”

Turbante di lardo con tortellini…”non far sapere al contadino quanto è buono il cacio con le pere e…”

Diciamolo subito chiaramente: questo non è un piatto per tutti, è un piatto per palati soprafFini che sanno osare, astenersi dunque chi non apprezza gli abbinamenti particolari e che ama solo il classico!

Fatta la dovuta premessa, posso consigliare, a chi desidera procedere nella lettura di questo post di sedersi (anche se probabilmente già lo sarete essendo al pc!) e godersi ogni attimo della preparazione, chiudendo magari gli occhi tra un passaggio e l’altro e immaginandosi i sapori che ne escono fuori. E quando infine vi metterete ai fornelli e poi a tavola e li assaggerete le vostre papille gustative verranno coinvolte da un’infinità di sapori diversi che messi insieme faranno esultare il vostro palato.

Ho creato questo piatto con l’intento di partecipare al Fini Tour in collaborazione col blog Ogni Riccio un Pasticcio: ci ho pensato giorni e giorni, spesso anche la notte (quelle rare volte che mi capita di svegliarmi in piena notte, i miei pensieri sono tutti dedicati al mio caro blog!), cercando di abbinare al meglio gli ingredienti concessi e alla fine, modestamente (concedetemelo) ne è nata una cosa davvero gustosa e anche bella da vedere.

Ingredienti:

  • 250 g di tortellini al prosciutto crudo e parmigiano reggiano Fini
  • 1 grossa noce di burro (circa 25-30 g)
  • 4 pere cosce belle sode
  • una decina di noci
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • peperoncino secco frantumato
  • 3 foglie di salvia
  • 1 rametto di rosmarino per decorare
  • pecorino romano grattugiato
  • 8 fette di lardo

Procedimento:

Aprire le noci e sbriciolarle con le mani. Mettere da parte.

Pulire le pere e ridurre a cubettini. In una padella antiaderente mettere il burro con le pere a cuocere, quando il burro si sarà un po’ ritirato versare il vino bianco e la salvia tritata grossolanamente e continuare a cuocere finchè le pere non si saranno ammorbidite un po’, ma non disfatte (circa 15 minuti). Alla fine le pere dovranno rimanere immerse in una sorta di cremina.

Cuocere i tortellini (attenzione alla cottura: in un paio di minuti sono cotti!), scolarli e versarli nella crema con le pere. Far insaporire bene.

Avvolgere due fette di lardo all’interno di ogni coppapasta e inserirvi al centro i tortellini. Il calore dei tortellini servirà a far sciogliere un po’ il lardo. Togliere il coppapasta, grattugiarvi sopra il pecorino romano, distribuirvi sopra le noci spezzetate e il peperoncino frantumato.

Buon appetito.

Risotto allo zafferano con vongole

Ho sudato sette camice per riuscire a trovare un po’ di pistilli di zafferano e alla fine il mio problema lo ha risolto Tec-Al, il mio fornitore ufficiale di spezie, sali, aromi e lieviti.

Certo è che questi fili rosso vivo che regalano un bellissimo color giallo ai nostri piatti, hanno un costo piuttosto elevato, ma se andate a leggervi qualcosa a riguardo capirete con quanta cura vengono coltivati questi bellissimi fiori e con quanta pazienza vengono raccolti i pistilli. E poi ne bastano davvero pochi per arricchire i nostri piatti e dargli quel tocco di “zing”, come lo chiama Fiammetta Fadda, nota critica culinaria.

In questo caso poi, io ho preferito utilizzare lo zafferano in polvere nel mio piatto e lasciare il compito di decorarlo ai pistilli.

Per la cottura di questo riso ho utilizzato il metodo appreso qualche sera fa alla terza lezione di cucina di Spazio QB (di cui presto leggerete più ampiamente). Paola Cattabriga, milanese Doc, infatti ci insegna un metodo nuovo di far tostare il riso evitando così di farlo nell’olio. Il metodo devo dire che funziona perfettamente e sarà adottato nella mia cucina anche per i successivi risotti.

Ingredienti:

  • 500 g di vongole veraci
  • 350 g di riso Carnaroli
  • 700 g circa di fumetto di pesce (o di Brotec Fish Tec-Al)
  • prezzemolo
  • 4 cucchiai di olio EVO Dante
  • 1 bustina di zafferano in polvere
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino secco
  • qualche pomodorino per guarnire
  • fili di zafferano Tec-Al per guarnire

Procedimento:

Lavare le vongole e farle spurgare un paio d’ore in acqua leggermente salata. Farle aprire sul fuoco con poca acqua e un cucchiaio di olio EVO Dante.

In una pentola antiaderente dal fondo largo mettere il riso. Accendere il fuoco e continuare a smuoverlo fintanto che non comincerete a sentire un leggero odore di pop-corn: a quel punto il vostro riso sarà tostato.

Sfumate il riso col vino bianco. Lasciar evaporare tutto l’alcool.

Unire adesso il fumetto di pesce (se avete poco tempo sciogliete due cucchiaini di Brotec fish Tec-Al in 700 g di acqua bollente), poco alla volta, lasciandolo comunque sempre coperto dal liquido.

Aggiustare di sale.

Scaldare il liquido di apertura delle vongole dopo averlo filtrato e sciogliervi la bustina di zafferano. Unire anche questo liquido al riso.

Pochi minuti prima della fine della cottura, aggiungere le vongole al riso. Mescolare.

In un pentolino scaldare l’olio EVO Dante con l’aglio e il peperoncino tritati.

Quando il riso sarà cotto, versarvi l’olio aromatizzato, coprire il riso con un coperchio e saltarlo facendo l’onda.

Lasciar riposare qualche minuto, quindi servire decorando il piatto con dei pomodorini, il prezzemolo tritato e i pistilli di zafferano di Sardegna Tec-Al.

Con questa ricetta partecipo al contest di : In punta di coltello , Il mio saper fareDolci e delizie di Giusy ,Miel&ricotta

e al contest di Rice Italy:

Quattro amici e un… porpo briao

Ecco che pochi giorni fa approdo sul blog di Scorribande in Cucina e vengo a conoscenza del suo nuovo bellissimo contest:

In pratica si tratta di preparare una cena con e tra amici foodblogger, dando un tema alla serata.

Non me lo sono fatto dire due volte e mi sono subito messa all’opera invitando tre amici blogger che stimo e con cui sono più in contatto.

Felicissimi, hanno subito accettato e abbiamo così dato vita ad uno scambio di messaggi facebookkiani per decidere il tema da dare alla nostra cena e che cosa portare.

E’ stato bello e divertente ed ho notato la massima disponibilità da parte di ognuno di noi. Di questo quindi non possiamo che ringraziare Scorribande!!!

I miei compagni di avventura, oltre che di cucina, sono quindi:

(rigorosamente in ordine alfabetico!)

Inizialmente avevamo pensato, tra le tante idee, di portare un piatto della nostra regione e alla fine abbiamo ristretto ancora di più il campo alla nostra città. Il tema della serata è dunque:

La mia città a tavola 

Perchè questo tema? Perchè portare un piatto della nostra tavola è come parlare di noi. E cosa c’è di meglio quando si incontrano degli amici per la prima volta e vogliamo raccontarci che non farlo attraverso un piatto che ci rappresenta? E poi diciamocelo e cantiamocelo: l’Italia è veramente tutta bella, soprattutto a tavola!

Il mio compito è quello di portare l’antipasto e, provenendo io da Livorno, dove i piatti tipici sono prevalentemente a base di pesce, e non volendo portare sempre il solito Cacciucco, ho pensato di trasformare un piatto in genere unico in un delizioso apri pasto: il PORPO BRIAO, ovvero il polpo ubriaco. Ubriaco perchè cotto nel vino rosso, vino che deve comunque essere di ottima qualità e possibilmente delle nostre colline. Io ho scelto un ottimo Bolgheri del 2008 della tenuta Caccia al Piano di Castagneto Carducci, che ha esaltato al meglio tutti i sapori e i profumi del mio polpo amalgamandoli con i propri.

Ingredienti:

  • 1 kg circa di polpo
  • 1 bicchiere abbondante di buon vino rosso
  • olio EVO
  • 3 spicchi di aglio
  • 2 piccoli peperoncini essiccati
  • prezzemolo
  • pane casereccio

Per far si che il polpo risultasse più morbido, dopo averlo pulito dalle viscere, dagli occhi e dal becco e averlo lavato bene per togliere l’eventuale sabbia, l’ho tenuto una notte in congelatore.

Quindi, una volta scongelato, l’ho tagliato a piccoli pezzi.

Ho messo una pentola abbastanza larga e capiente sul fuoco con sei cucchiai di olio, l’aglio pulito e il peperoncino sbriciolato con le mani. Quando hanno cominciato a soffriggere ho unito il polpo.

A questo punto il polpo comincerà a rilasciare la sua acqua e a cuocersi in essa. Per un polpo di un chilo di peso occorrre una cottura di almeno 40 minuti ed essa avverrà inizialmente nella sua acqua, poi, quando si sarà abbondantemente ritirata si sala e si aggiunge il vino. Adesso si prosegue la cottura coprendo il polpo.

Diversamente dalla classica cottura in acqua bollente, in questo caso è comunque possibile assaggiare il polpo per capire quando la cottura è ottimale.

Adesso non rimane che tagliare il nostro pane a fette e abbrustolirlo.

Distribuire così le bruschette su dei piattini e adagiarvi sopra il polpo, spolverizzando con del prezzemolo tritato.

Con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Laura in Cucina:

e al contest di “Per un pugno di capperi”:

 

Zuppa dello Yucatan

L’ho detto e ridetto: io in Messico ci ho lasciato il cuore e prima o poi andrò a riprendermelo!

Ogni tanto mi piace cucinare piatti messicani proprio per ricordare il sapore e gli odori di quei giorni trascorsi visitando piramidi Maya e siti archeologici.

Che cultura ragazzi! Storica, paesaggistica e… anche culinaria, che non guasta mai!

Certo non è il posto più adatto per chi non ama mangiare piccante, perchè il Messico è anche il regno del peperoncino con oltre 150 varietà: si va dal più famoso  HABANERO, considerato da alcuni come il peperoncino messicano più piccante al mondo di colore arancio o rosso, al JALAPENO, probabilmente il peperoncino messicano più conosciuto in Europa di colore verde scuro, moderatamente piccante. Per passare attraverso altre varietà come il CHIPOTLE  color caffé, è un jalapeño di grossa taglia maturato ed essiccato e il POBLANO  di colore verde scuro che si consuma cotto in particolare grigliato al forno.

Mio marito è un appassionato di peperoncino ed è riuscito a far essiccare sotto il sole Messicano i semi di alcune di queste varietà per poi poterle riprodurle in Italia. Risultato? Davvero scadente, purtroppo! Il nostro sole non è propriamente equatoriale, e le piante non sono riuscite a crescere!

Oggi avevo una gran voglia di riassaggiare questa zuppa, che è un po’ una sorta di consommè che viene offerta all’inizio del pasto per aprire lo stomaco ad altri sapori.

E’ incredibile: uno direbbe che col caldo umido che c’è in Messico l’ultima cosa che si avrebbe voglia di mandare giù è un brodo bollente! E invece, vi assicuro, che questo incontro di spezie e agrumi, è molto rinfrescante.

Ingredienti: 

  • 1 litro di brodo di carne (oppure di pollo, di pesce, di verdura)
  • 1 cipolla
  • 8 spicchi di aglio
  • 2 peperoncini Jalapeno in salamoia
  • una decina di pomodorini maturi
  • origano
  • cumino
  • coriandolo
  • succo e polpa di 2 lime
  • scorza di mezzo pompelmo
  • scorza di mezza arancia
  • 2 cucchiai di olio
  • succo di 1 arancia e di mezzo pompelmo
  • tortillas chips

Procedimento:

Tanti ingredienti ma una preparazione molto semplice e veloce.

Dividere a metà la cipolla lasciando la buccia ad una parte.

Scaldare una padella dal fondo pesante e mettervi a rosolare e caramellare la cipolla non sbucciata e gli spicchi di aglio (anch’essi con la buccia). Alla fine l’aglio dovrà risultare sbruciacchiato ma morbido all’interno.

Tritare col coltello l’altra metà di cipolla e farla saltare in una padella capiente con poco olio.  Versarvi il brodo e portare a bollore facendo cuocere un paio di minuti.

Sbucciare anche l’altra metà di cipolla e gli spicchi d’aglio rosolati. Affettare grossolanamente anche questa cipolla e mettere il tutto dentro al brodo insieme ai pomodorini tagliati a dadini, all’origano, al peperoncino e al cumino.

Cuocere per circa 15 minuti.

Aggiungere la scorza degli agrumi e far cuocere ancora un paio di minuti, quindi togliere dal fuoco e unire la polpa di lime e il succo di arancia e pompelmo.

Versare in delle scodelle, spolverizzare col coriandolo e servire accompagnando questa zuppa con delle tortillas chips.

Una delizia del genere resusciterebbe anche il Grande Pacal di Palenque!

Con questa ricetta partecipo al contest di Divertirsi Mangiando:

al contest di Le cuoche per gioco:

 

e al contest di Nono Solo Piccante:

Cozze all’occhio di quaglia

Le cozze sono sicuramente tra i molluschi più apprezzati e utilizzati in cucina perchè si prestano ad un’infinità di ricette e… sono troppo buone!

Non tutti sanno che però occorre mangiarne in quantità moderate e comunque sempre previa cottura che ne uccide i batteri: infatti non basta spruzzarle con il limone per far si che questo avvenga (e chi vi parla è una che ama le cruditè!)

Le cozze infatti fungono da depuratori del mare e sembra che ogni cozza possa depura addirittura ben 4 litri di acqua all’ora!

Resta il fatto che si dice che consumare i mitili crudi con una semplice spruzzata di limone lasci degli effetti afrodisiaci. A voi dunque la scelta, ma fate sempre attenzione a cosa acquistate!

Io le adoro cucinate con un po’ di pomodoro, aglio e prezzemolo: alla marinara per intendersi, ma l’altro giorno mia zia mi ha dato una dritta e cioè provare a romperci sopra un uovo! Io ovviamente ci ho voluto mettere del mio e così ho optato per le uova di quaglia che ben si adattano alle dimensioni della valva.

Veramente un piatto per palati sopraffini!

Ingredienti:

  • 1 Kg di cozze
  • 400 g di passata di pomodoro
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 manciata di prezzemolo tritato
  • 1 peperoncino secco o mezzo cucchiaino macinato
  • 8 uova di quaglia
  • sale
  • olio EVO

Procedimento:

Pulire e lavare le cozze. Questo passaggio potete anche farvelo fare dal vostro pescivendolo di fiducia con l’apposita macchina, ma non dovrete lasciar passare molto tempo tra la pulizia e l’apertura delle cozze. Io comunque, in genere, quando torno a casa le lava di nuovo, tolgo le valve e con una spugna di acciaio gratto l’esterno delle cozze a cui sono rimaste delle incrostazioni.

Mettere le cozze in una pentola larga e dai bordi bassi, insieme a un dito di acqua. Coprire e mettere sul fuoco finchè tutte non si saranno aperte.

Dividere ora ogni cozza togliendo la valva a cui non è attaccato il mollusco e mantenendo l’altra. Conservare il liquido di cottura.

In una padella larga e dai bordi alti mettere a soffriggere l’aglio tritato e il peperoncino insieme a due cucchiai di olio. Unire la passata di pomodoro e il liquido di cottura delle cozze. Salare.

Quando questo sughetto comincerà a restringersi, distribuirvi sopra le cozze e far insaporire bene rigirandole spesso. In ultimo dovranno ritrovarsi tutte con il mollusco all’insù!

Spaccarvi sopra ad alcune gli ovetti di quaglia, aggiustare di sale e coprire con un coperchio! Far cuocere fintanto che le uova non siano cotte.

Spolverizzare con il prezzemolo e servire ben caldo.

 

Spaghetti alle acciughe e pomodorini

Chi l’ha detto che le alici sono il pesce dei poveri? Forse un tempo perchè adesso non è più tanto vero! Però in queste settimane c’è una buonissima offerta nel supermercato dove mi servo in genere: € 3,90 al Kg! Mica male! E così ci togliamo la voglia per un po’. Dopo averle mangiate fritte qui, alla povera qui e nella torta con le patate qui, oggi le mettiamo anche nella pasta, e non si parla di una pasta qualsiasi ma degli spaghetti trafilati in oro Verrigni.

L’incontro tra questi spaghetti e le acciughe crea un connubio perfetto.

Ingredienti:

Procedimento:

Pulire le alici togliendo la testa, la lisca e le anteriora e aprendole a libro.

Lavare i pomodorini e tagliarli in quattro spicchi.

In una pentola mettere a soffriggere l’aglio tritato e il peperoncino. Appena cominciano a colorirsi unire i pomodorini. Cuocere 4-5 minuti, quindi aggiungere anche le alici.

Quando le alici cominceranno a disfarsi, sfumare col vino bianco. Farlo evaporare. Salare.

Nel frattempo cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e condirli col sughetto di alici.

Impiattare. Cospargere col prezzemolo e il pepe tritati e irrorare con l’olio.

Gelatina di birra: geniale!

Da qualche anno a questa parte va di gran moda accompagnare i formaggi con marmellate, miele e gelatina. Le abbiamo provate veramente in tutte le salse e alcuni accostamenti sono davvero idilliaci.

Qualche anno fa per esempio abbiamo fatto una gelatina di Barolo che era qualcosa di meraviglioso, ma ancora non ci era venuto in mente di provare a farla con la birra.

Infatti il nostro mastro birraio pensa che l’ultima birra che ha prodotto non sia proprio delle migliori (che ci volete fare? Quando uno è perfezionista dobbiamo fare i conti con le sue manie) e così ha deciso che invece va benissimo per cucinare! Ecco che, anche grazie alle ricette che molti foodblogger mi hanno inviato, mi ritrovo a inserirla un po’ in tutti i piatti, sostituendola col vino.

L’altro giorno però, il mastro birraio è tornato a casa con in testa la gelatina di Barolo che tanto gli era piaciuta e con l’idea di provare a farla con la sua birra.

E così ci siamo subito messi all’opera! Unico mio merito è stato quello di aver suggerito di aggiungere due piccoli peperoncini al tutto!

Dovete assolutamente provarla. Sui formaggi è davvero buona, se il mastro birraio smette di mangiarsela a cucchiaiate!

Ingredienti:

  • 750 cc di birra (di vostro gusto)
  • 400 g di zucchero
  • 1 busta di gelatina in polvere Fruttapec 2:1
  • 2 peperoncini diavoletti

Procedimento:

Mescolare lo zucchero con la gelatina e versare dentro una pentola con la birra a freddo.

Mettere la pentola sul fuoco e portare a bollore (attenzione perchè farà molta schiuma e dovrete mescolare continuamente per evitare che fuoriesca).

Far bollire 10 minuti a fuoco vivace.

Mettere nei barattoli sterilizzati. Chiudere bene e rovesciarli a testa in giù finchè non si saranno freddati per creare il sottovuoto.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Timo e Maggiorana:

Linguine allo zafferano con carciofi e vongole

Ecco uno di quei piatti che non faccio da qualche anno. Per la verità fin’ora l’avevo sperimentato solo sotto forma di risotto, oggi però mi andava un bel piatto di pasta e quindi ho pensato che questi ingredienti si sarebbero sposati alla perfezione con le linguine o bavette. E’ così è stato. Provate entrambe le versioni e poi mi direte quale preferite!

La ricetta ancora una volta è di Fabio Campoli ed è tratta dal suo libro “La mia Cucina Semplice Rapida e Salutare”; io ho aggiunto solo lo zafferano: l’idea non è mia ma è sempre di Fabio che l’aveva proposta in una puntata di una trasmissione di Alice ormai già 7-8 anni fa (ma possibile che il tempo voli così?)

Ma per tornare a noi, quale miglior periodo per riproporre sulla mia tavola questo piatto? Infatti i banchi del mercato e del supermercato cominciano ad essere carichi di questo fantastico ortaggio ed è da questo momento in poi che vi assillerò con le mie ricette carciofesche!

Allora, tanto per cominciare provate con questa!

Ingredienti: 

  • 300 g di linguine
  • 4 carciofi
  • 300 g di vongole (veraci o lupini)
  • aglio
  • prezzemolo
  • una bustina di zafferano in polvere
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 1 peperoncino
  • olio EVO

Procedimento: 

Dopo aver lavato e fatto spurgare le vongole, farle aprire in una padella con pochissima acqua.

Pulire i carciofi (mettendoli a bagno in acqua acidulata con limone e con ghiaccio) e tagliarli a fette.

In una padella mettere due cucchiai di olio, aglio prezzemolo e peperoncino tritati. Far soffriggere, quindi unire i carciofi e farli cuocere finchè non risulteranno teneri (se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda) e salare.

Sciogliere lo zafferano nel bicchiere di vino bianco.

Unire le vongole ai carciofi e sfumare col vino allo zafferano. Far evaporare l’alcol.

Cuocere la pasta. Nell’acqua di cottura, se lo gradite (ma ve lo consiglio perchè sono buonissimi), mettete a cuocere oltre la pasta anche i gambi dei carciofi puliti. Potrete così ricavarne un buon antipasto avvolgendoli con del prosciutto crudo.

Quando la pasta sarà cotta, versatela in padella coi carciofi e le vongole e fate saltare.

 

Pizza al formaggio ed è quasi Pasqua!

Avendo un marito romano spesso mi trovo a dover (e con piacere) includere nella mia cucina anche ricette originarie di quelle parti, comprese le abitudini, gli usi e i costumi.

E’ infatti usanza loro (e diciamo di tutta la zona che comprende Lazio, Umbria e Napoli) la colazione di Pasqua che oltre al Casatiello  e molte altre bontà, comprende anche questa pizza al formaggio, eccezionale se accompagnata a vari salumi.

Noi siamo toscani e quindi non ci formalizziamo e cominciamo a mangiarla già nel periodo prepasquale!

Ingredienti:

  • 500 g di farina 0
  • 5 uova
  • 100 g di parmigiano
  • 100 g di pecorino
  • 100 g di groviera
  • 100 g di provolone piccante
  • 60 g di burro morbido
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • mezzo bicchere di olio di semi
  • mezzo bicchiere di latte
  • un pizzico di peperoncino

Procedimento:

Tritare il parmigiano e il pecorino (nel Bimby 15 sec. vel. 8). Unire la farina, il burro, il peperoncino, le uova, l’olio e il latte leggermente scaldato dove avrete precedentemente sciolto il lievito. Impastare energicamente (nel Bimby 4 minuti a vel. Spiga).

Aggiungere il resto dei formaggi tagliati a dadini e incorporarli all’impasto (nel Bimby 2 minuti a Vel. Spiga).

Mettere l’impasto nelle forme di carta che si utilizzano anche per il Panettone, oppure in uno stampo che abbia grosso modo la stessa forma premurandosi di imburrarlo e infarinarlo precedentemente. Attenzione a riempire li stampi per non più di 3/4.

Mettere a lievitare in un luogo caldo e lontano da correnti di aria.

Infornare a 200° C per circa 30 minuti.

Fatela raffreddare e servitela a fette insieme a tanti buoni affettati e salumi!

Questa pizza è perfetta da portare anche per un pic-nic di Pasquetta all’insegna del sole e della prima aria primaverile!

Con questa ricetta partecipo al contest di Fornelli Profumati: