Silvia salad piccantina

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Il tanto atteso caldo è arrivato… In altre occasioni avrei aggiunto un bel “finalmente”, ma quest’anno mi sono resa conto a mie spese che per chi deve lavorare quest’afa non è proprio il massimo della goduria!

In casa le finestre sono tutte chiuse per cercare di chiudere fuori il caldo e l’idea di accendere il forno mi sconvolge.

Dove lavoro le insalate vanno alla grande e ce ne sono per tutti i gusti, ma a casa una delle mie preferite è quella che vi propongo oggi cogliendo l’occasione per partecipare all’Mtc di giugno proposto da Leo, una new entry dell’Mtc (n’artro marito per intenderci!) che ha pensato bene di tenerci leggeri per affrontare la tanto odiata prova costume.

Quindi, dalla famosa Ceasar Salad nella rivisitazione di Julia Child, alla versione di Leo con il pollo fino alla mia, che in realtà si discosta solo in parte da quella di Leo.

Devo essere sincera, il tempo qua stringe sempre più e certe volte è difficile riuscire anche a fare la spesa, perciò la mia insalata nasce da “quel che c’è in frigo”, in dispensa le olive non mancano mai e questa è una buona occasione per utilizzare quel buon pane cotto a legna (sciapo per noi toscani) che se rimane ancora un po’ nel contenitore del pane diventerà oggetto di studio per qualche paleontologo.

Silvia salad_01Ingredienti per due persone:

  • 200 g di insalatine (lattughino, songino, spinacino, tutto “ino” insomma)
  • 2 fette di pane
  • 2 fette di petto di pollo
  • 3 pomodori San Marzano
  • 1 cetriolo
  • una manciata di olive in salamoia
  • 2 cucchiai di succo di limone Polenghi
  • olio aromatizzato (io lo autoproduco mettendo del rosmarino, uno spicchio di aglio tritato, peperoncino frantumato, scorze di limone nell’oliera con dell’ottimo olio EVO)
  • 50 g di emmental
  • sale dell’Himalaya Tec-Al

Procedimento:

Tagliare il pane a cubetti. In una padella antiaderente versare due cucchiai di olio aromatizzato e quando è caldo unire i cubetti di pane. Farli arrostire e salarli con il sale dell’Himalaya.

Lavare le insalatine, il cetriolo e i pomodori.

Sbucciare il cetriolo e affettarlo.

Sulla griglia cuocere il petto di pollo, salarlo. Quando è cotto affettarlo.

Tagliare anche il formaggio a cubetti.

Assemblare l’insalata in una capiente insalatiera: mettere  le insalatine, le olive sgocciolate, i pomodori precedentemente tagliati, il cetriolo, il pollo e il pane.

In un piatto preparare una citronette con il succo di limone, l’olio e il sale e sbatterlo fino a quando si formerà una cremina che andrà versata nell’insalata.

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Con questa ricetta partecipo all’Mtchallenge di giugno:

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Il mio chili per l’MtC

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Questo mese la sfida per l’MTC la propone Anne direttamente dal Texas e io, nonostante abbia traccheggiato a lungo, non potevo tirarmi indietro perchè quando si dice Texas si dice anche un po’ Messico e se mi leggete da un po’ saprete che sono innamorata di questo paese, un luogo magico, ricco di storia, e con una grande tradizione culinaria.

Ma torniamo in Texas dove Anne ci propone un classico dei classici del luogo: il chili, con le sue mille varianti ma con dei punti fermissimi, uno fra tutti il peperoncino rigorosamente non in polvere. Ed è proprio questa regola che mi ha messo più in crisi perchè gli unici peperoncini che sono riuscita a trovare degni di questa preparazione sono dei pimento importati dal Cile (se non erro), molto somiglianti agli habanero (quasi velenosi) messicani, sia per forma che per piccantezza. Dopo averli trattati come spiega Anne, l’aria in casa era quasi irrespirabile e spero di non aver nuociuto ulteriormente alla bronchite di mio figlio n.3.

L’occasione per prepararlo non poteva essere migliore: figlio n.1 e n.2 spediti al campo scout e finalmente io e mio marito possiamo goderci una cenetta piccante come piace a noi! Per di più la giornata è proprio brutta ed è l’ideale per questo piatto che richiede una lunga cottura.

Io ne ho fatto un quantitativo molto ridotto rispetto a quanto propone Anne perchè essendo il mio primo chili preferisco andarci coi piedi di piombo e magari, la prossima volta, aggiustare le dosi (soprattutto di peperoncino).

E meno male che ci sono andata coi piedi di piombo: mio marito abituato a mangiare molto molto piccante ha dovuto affrontare una dura prova d’amore per mangiarlo! Fortunatamente i pomodori e i fagioli sono riusciti a smorzare un po’ l’effetto, ma credetemi: è stata davvero dura! La prossima volta dovrò trovare dei peperoncini più consoni.

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Ingredienti per due persone:

Per il chili:

  • 400 g di carne di manzo tagliata a cubetti
  • 4 peperoncini pimento
  • 1 cucchiaio di cacao in polvere amaro
  • sale
  • 2 cucchiai di olio EVO

Per il contorno:

  • 200 g di fagioli tabaccara
  • 10 pomodorini
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO

Per le tortillas:

  • 120 g di farina 00
  • 40 g di farina di mais Fioretto
  • 80 g di acqua
  • sale
  • 1 cucchiaio di strutto

Procedimento:

Mettete i fagioli a bagno in acqua fredda per una notte, quindi scolarli e metterli in una pentola coprendoli con altra acqua fredda. Aggiungere uno spicchio di aglio e portare a ebollizione. Cuocere per circa 30 minuti e salare solo a fine cottura.

Utilizzando peperoncini freschi occorre prima essiccarli in forno quindi metterli in un sacchetto di carta per circa 15 minuti in modo da facilitare il compito successivo: quello di spellarli. Fate tutte queste operazioni arieggiando la stanza e utilizzando guanti di lattice. Quello che ricaverete, privato dei semi, metterlo in un  recipiente e ricopritelo con dell’acqua. Lasciare in ammollo per un paio di ore, quindi frullare tutto insieme.

In una pentola adatta per lunghe cotture mettere l’olio EVO e la carne con la polpa di peperoncino filtrata attraverso un colino a maglie strette. Protrarre la cottura per un paio di ore e mezz’ora prima di spegnere il fuoco unire anche il cacao.

Nel frattempo preparare le tortillas mescolando in un contenitore le farine con il lievito. Sciogliere lo strutto nell’acqua tiepida e unire anche questi nella ciotola. Impastare e salare leggermente. Dividere l’impasto in due palline. Lasciarle riposare dieci minuti.

Scolare i fagioli e saltarli in una padella con poco olio.

Tagliare i pomodori a spicchi e unirvi i fagioli e poco cicorino tagliato a listarelle. Condire a piacimento.

Poco prima di servire in tavola, stendere le tortillas con il mattarello dandogli forma rotonda. Scaldare una padella in ghisa e cuocere le tortillas pochi minuti per lato.

Posizionare al centro di ogni tortillas la carne e servire insieme al contorno di pomodori e fagioli.

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Con questa ricetta partecipo all’Mtc di aprile:

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Bis di tartare di pesce povero

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Adoro il crudo, sia che sia di carne, che di pesce, che di verdure. E trovo che sia una delle preparazioni che più si prestano per una cenetta romantica come quella che ho organizzato per San Valentino. Certo, non devono essere grosse porzioni, perchè le piccole si degustano molto meglio.

Ve ne propongo due oggi (sono un po’ in ritardo, ma spero che riuscirete a prepararle una di queste sere) a base di pesce povero, con una sola ma importante raccomandazione: per questo tipo di preparazioni è molto importante tenere il pesce nel congelatore per almeno un paio di giorni, questo per scongiurare il pericolo di contaminazioni. Infatti, uno dei parassiti più pericolosi per l’uomo è l’Anisakis e può essere ucciso solo abbattendo il pesce (ovvero congelandolo). Quando poi deciderete di cucinarlo, basterà tirarlo fuori dal congelatore la sera prima e farlo scongelare in frigorifero, quindi prepararlo come meglio gradite.

La prima tartare è la più delicata ed è a base di palamita, un pesce dei nostri mari che oggi non viene cucinato molto, nonostante le sue carni assomiglino molto a quella del tonno (infatti attenzione alle frodi perchè la palamita costa davvero molto poco rispetto al tonno). In genere sono pesci di grossa pezzatura e possono anche essere venduti a trance. E’ un pesce che si sfiletta davvero molto facilmente, basterà avere un coltello molto affilato.

Io l’ho cucinato tenendolo in un guazzetto di salsa di soia e succo di arancia per un paio di ore.

La seconda tartare invece è fatta con le alici: è una tartare molto mediterranea perchè vi ho aggiunto pomodorini, capperi e olive. La ricetta è tratta dal libro di un noto ristoratore della mia zona: Luciano Zazzeri de La Pinetina di Marina di Bibbona. Il libro si chiama appunto la Baracca dello Zazzeri e, oltre a molte appetitose ricette a base di pesce (famosissimo il cacciucco dello Zazzeri) contiene anche numerosi aneddoti.

Ho modificato solo leggermente la ricetta aggiungendo qualche goccia di succo di limone.

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Tartare di palamita

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Ingredienti per due persone:

  • 300 g di palamita pulita
  • 1 arancia (succo e scorza)
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • olio EVO
  • sale
  • rosmarino
  • pepe

Procedimento:

Con il coltello tritare la palamita piuttosto finemente, quindi metterla a riposare in un guazzetto fatto spremendo l’arancia e aggiungendo la salsa di soia, poco sale (la salsa di soia è già piuttosto salata), pepe, il rosmarino tritato e due cucchiai di olio EVO. Far riposare un paio di ore quindi impiattare aiutandosi con un coppapasta. Guarnire il piatto con un ciuffetto di rosmarino e la scorza di arancia tritata.

Tartare di alici

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Ingredienti per 2 persone:

  • 300 g di acciughe
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaio di olive taggiasche denocciolate
  • basilico
  • olio EVO
  • 8 pomodori ciliegini
  • poco succo di limone
  • sale
  • pepe

Preparazione:

Tritare finemente le acciughe con il coltello (ovviamente le avrete prima disliscate, pulite e tenute nel congelatore per un paio di giorni). Metterle in un piatto irrorandole con qualche goccia di succo di limone. Tritare nello stesso modo anche i capperi, le olive e i pomodorini. Unire tutti gli ingredienti compreso il basilico che avrete spezzettato a mano. Salare, pepare e aggiungere un filo di olio EVO. Mescolare bene e lasciar riposare un’ora. Impiattare aiutandosi con un coppapasta.

Tarte tatin ricca con filetti di pomodoro e bufala

 

 

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L’estate e i suoi sapori sono ancora molto lontani anche se qualcuno potrebbe ribattere che tanto il tempo vola! Ma in questo preciso istante mi è venuta una gran nostalgia: lo sapete che amo il caldo e il mare e che volentieri d’inverno mi trasferirei in qualche bel paese caldo.

Non potendo farlo cerco tutti gli stratagemmi per cercare di fare in modo che l’estate non mi manchi poi molto!

E allora, quale è uno dei metodi migliori per tenere il freddo inverno almeno fuori dalla porta e riportare i nostri ricordi al caldo? Voi non so, ma io ho aperto un bel barattolo di filetti di pomodori Mediterranea Belfiore e subito si è sprigionato un odore avvolgente che con l’immaginazione mi ha riportato sulla sdraia sotto l’ombrellone!

Buonissimi quei filetti, conservati al naturale… si potrebbero tranquillamente scolare e mangiare così come sono solo con l’aggiunta di un filo di olio e un po’ di sale.

Ma siccome fa freddo, ho preferito una preparazione calda e in questo modo gli aromi si son sprigionati ancora di più!

Ecco dunque la mia tarte tatin ricca con filetti di pomodoro, crema di olive (sempre Mediterranea Belfiore), filetti di alice, capperi e una deliziosa mozzarella di bufala.

Per questa preparazione che in genere prevede la pasta frolla, io ho optata per una più leggera pasta al vino bianco che non prevede l’uso di grassi animali e soprattutto è molto più adatta per sostenere il peso del ripieno.Tarte pomodori e bufala_02

Ingredienti per la pasta al vino:

  • 100 g di vino bianco secco
  • 80 g di olio EVO Dante
  • 300 g di farina 0
  • 1 pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:

  • 1 barattolo da 300 g di filetti di pomodoro Mediterranea Belfiore
  • 7-8 filetti di acciughe
  • 90 g di crema di olive Mediterranea Belfiore
  • una manciata di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • 1 cucchiaio di olio EVO
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • origano secco
  • basilico
  • 200 g di mozzarella di bufala

Procedimento:

Nel vostro robot da cucina o a mano impastate gli ingredienti per la pasta al vino. Nel Bimby ho prima emulsionato l’olio con il vino per 10 sec. vel. 4 poi ho versato la farina e il pizzico di sale 1 min. Vel. Spiga.

A mano fare la classica fontana con la farina e al centro mettere l’emulsione di olio e vino e il sale e cominciare ad impastare come di consueto.

Formate una palla con l’impasto e copritela con della pellicola trasparente. Lasciatela riposare.

In una padella antiaderente mettere un cucchiaio di olio, uno di aceto balsamico e uno di pangrattato, mettere sul fuoco e appena diventa caldo unire i filetti di pomodoro Mediterranea Belfiore scolati. Salare e continuare a cuocere pochi minuti.

Mentre i pomodori si raffreddano, stendere la pasta al vino in una sfoglia piuttosto sottile e ricavarne un disco poco più grande dello stampo che andrete ad utilizzare. Spalmarvi sopra la crema di olive.

Nello stampo da forno mettere i filetti di pomodoro con il taglio rivolto in su insieme al sughetto. Disporre un filetto di alice su ogni pomodoro e quindi coprire col disco di pasta al vino mettendo la parte con la crema di olive all’interno.

Tarte pomodori e bufala

Infornare a 180°C per 30 minuti.

Togliere dal forno e lasciar raffreddare leggermente, quindi rovesciarla su un piatto (attenzione perchè i pomodori avranno rilasciato un po’ della loro acqua e quindi è meglio fare questa operazione sopra il lavello), distribuirvi sopra la mozzarella di bufala che con il calore della torta si squaglierà leggermente.

Guarnire con del basilico fresco e servire tiepida.

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Con questa ricetta partecipo al contest di Mediterranea Belfiore in collaborazione con Poveri ma belli e buoni:

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e al contest di Cappuccino e Cornetto:

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Pici mediterranei su letto di carciofi

 

Una ricetta per EXTRA PASTA, l’iniziativa che vede protagonista l’olio extra vergine d’oliva e che è successiva a EXTRA DOLCE, di cui è già uscita la pubblicazione.

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Da mesi seguo in sordina l’MTChallenge senza avere il coraggio di partecipare fino a quando una mattina, davanti ad una bella tazza di tè fumante, mi ritrovo con Cristina a parlare di tutti i nostri progetti culinari e lei se ne esce con “Ma perchè non partecipi all’MTChallenge?” E siccome non era la prima volta che me lo chiedeva mi son fatta coraggio e sono andata a vedere la sfida di questo mese e a cercar di capir bene le regole. E cosa leggono i miei occhi? La Patty che propone i pici! E, me ne vergogno da morire, da toscana ancora io, non solo non li ho mai cucinati, ma neanche li ho mai mangiati. Una sfida che allora è davvero l’ora di raccogliere perchè è anche una curiosità da soddisfare! Certo è che la Patty non ci ha reso vita facile per quanto riguarda invece il condimento perchè giustamente, come dice lei ” il tema generale è la cucina contadina o cucina rustica. Che non significa “cucina povera”, ma semmai di territorio. E’ il famoso km zero, il prodotto a portata di mano, l’espressione di una cultura radicata nell’ambiente che la circonda e da questo intimamente connotata.” Km 0? A parte i vari ortaggi, l’unica cosa che mi viene in mente è il pesce azzurro di cui il mio mare è ricco (anche se non troppo, ahimè!), certo non si sposa bene con la cucina di campagna, ma si parla sempre di pesce povero che la nostra gente poteva consumare con più facilità rispetto alla carne.

Detto questo, mi sono subito messa all’opera, ehm… per la verità ho messo tutta la famiglia a “spiciare” (per chi non lo sapesse, ho ben 8 mani maschie in casa) e, ne sarebbe venuto un bel lavoro di collaborazione, se non fosse che mio marito, avendo vissuto diversi anni a Siena e provincia pensava (forse a ragione) di saperne più di me e  ci ha voluto insegnare anche la tecnica da lui “imparata” nei suoi trascorsi e che trovate ben documentata più avanti.

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Alla fine, fatti in un modo o nell’altro, conditi con la palamita sono risultati davvero buoni e i carciofi gli hanno dato quel tocco vegetale in più, che ben si sposa con il pesce.

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Ingredienti per 4 persone: 

  • 200 g di farina 00
  • 100 g di semola di grano duro
  • 2 cucchiai di olio
  • acqua q.b.
  • poco sale

per il condimento:

  • 1 palamita di circa 800 g
  • 15 pomodorini
  • prezzemolo
  • 1 peperoncino secco
  • 2 spicchi di aglio
  • olio EVO
  • 2 carciofi
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco

Procedimento:

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Mescolare le due farine e disporle a fontana sulla spianatoia. Praticare un buco al centro in cui versare l’olio, poco sale e l’acqua (circa un bicchiere, ma molto dipenderà dalla farina che utilizzerete).

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Cominciare ad impastare la farina con i liquidi (se necessario aggiungere ancora acqua, è molto importante la vostra sensibilità) aiutandovi con una forchetta e quando tutta la farina sarà stata incorporata cominciate ad impastare con le mani utilizzando il palmo e ripiegando più volte l’impasto su se stesso senza stirarlo troppo. Formare una palla e avvolgerla nella pellicola trasparente facendola riposare per circa 30 minuti.

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Trascorso il tempo di riposo è il momento di iniziare a confezionare i vostri pici. Ora Patty dice “Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi” e questo è il metodo che ho utilizzato io, mio marito invece ha insistito nel dire che a Siena si preparano partendo direttamente dall’impasto per farli della giusta lunghezza.

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A voi dunque la scelta.

Qualunque sia il metodo da voi scelto, adesso cominciate a filare i pici, rollando e stirando la pasta con il palmo delle mani. Potete farli lunghi quanto volete, l’importante è che siano irregolari e non perfetti. Ma soprattutto ricordatevi di spolverarli con la farina di semola, man mano che li fate. Posizionateli dunque su un vassoio spolverizzato anch’esso con la farina di semola per evitare che si attacchino, quindi lasciateli riposare un po’ (potete anche prepararli la sera prima).

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Nel frattempo preparate il condimento.

Sfilettate la vostra palamita (è un pesce che si sfiletta davvero facilmente) e tritatela con il coltello. In una padella (quella dove poi condirete i vostri pici, perciò fate in modo che sia molto ampia) mettete tre cucchiai di olio EVO con uno spicchio di aglio schiacciato, il prezzemolo tritato e il peperoncino sbriciolato. Accendete il fuoco e appena sarà caldo unite il pesce.

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Mentre il pesce cuoce lavate e tagliate i pomodorini in 4-6 pezzi, possibilmente togliendo i semi.

Sfumate il pesce con il vino e, appena l’alcol sarà evaporato, salate e unite i pomodorini. Cuocete ancora qualche minuto mescolando bene in modo che tutti i sapori si amalghino.

Pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e spuntandoli. Togliete anche l’eventuale fieno interno e metteteli qualche minuto in acqua acidulata. Tritateli dunque con il coltello.

In un’altra padella mettere due cucchiai di olio con l’altro spicchio di aglio schiacciato. Appena l’olio sarà caldo unite i carciofi e portateli a cottura salandoli e aggiungendo dell’acqua calda quando necessario.

Cuocere i pici in abbondante acqua bollente salata. Considerate un paio di minuti da quando cominciano a venire a galla, quindi scolateli e conditeli con il pesce.

Preparare i piatti mettendo due cucchiai di carciofi in ognuno e adagiarvi sopra i pici.

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Con questa ricetta partecipo dunque all’MTChallenge di gennaio:

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Spatzle con…le vongole!

Una ricetta per EXTRA PASTA, l’iniziativa che vede protagonista l’olio extra vergine d’oliva e che è successiva a EXTRA DOLCE, di cui è già uscita la pubblicazione.

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La prima volta che ho assaggiato gli spatzle mi trovavo a San Martino di Castrozza. Era estate e, dopo delle lunghe camminate, ci fermavamo a mangiare nelle malghe i piatti tipici trentini. Tornata in paese mi son subito procurata l’apposito attrezzo per poterli fare anche a casa perchè ci erano piaciuti davvero molto. Da allora li ho mangiati con vari condimenti, ma il classico, quello con panna e speck, rimane sicuramente il migliore. Una volta li ho fatti anche verdi con gli spinaci nell’impasto… eccezionali.

Peccato che dopo le prime volte la grattugia mi si sia arrugginita e quindi dovetti buttarla! In mio aiuto è arrivata la mia amica Micaela che da Trento mi ha portato la sua “grattugia” e ho potuto quindi riprendere la produzione.

Mai avrei pensato di condirli con le vongole fintanto che non mi è capitato di discuterne con altre foodblogger e, dal dire al fare, eccoli sulla mia tavola! Buonissimi e anche divertenti, dal momento che gli spatzle si raccolgono dentro ai gusci delle vongole!

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 uova grandi o 4 piccole
  • farina 00
  • sale
  • 500 g di vongole veraci
  • 7-8 pomodorini
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio EVO
  • peperoncino frantumato

Preparazione:

Spaccare le uova e metterle in un recipiente. Sbatterle con il sale e mezzo bicchiere d’acqua. Aggiungere la farina poco per volta e mescolare. Alla fine dovrete avere un impasto non liquido ma piuttosto elastico e denso. Lasciar riposare un’ora circa.

Dopo aver fatto spurgare le vongole, fatele aprire sul fuoco in una padella con poca acqua.

In un’altra padella mettere due cucchiai di olio EVO con il peperoncino e l’aglio e il prezzemolo tritato. Accendere il fuoco e appena comincia a soffriggere unire i pomodorini a cui avrete tolto i semi e che avrete tagliato a concassè. Far andare qualche minuto quindi aggiungere il liquido di apertura delle vongole opportunamente filtrato, e le vongole. Salare.

Appoggiare l’attrezzo per gli spatzle sopra una pentola di acqua salata che bolle. Inserire l’impasto nell’apposito vano e farlo scorrere. In questo modo si creeranno gli spatzle. Appena verranno a galla saranno cotti, quindi scolarli e rovesciarli nella padella con le vongole. Farli saltare e servire subito!

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Zuppa dello Yucatan

L’ho detto e ridetto: io in Messico ci ho lasciato il cuore e prima o poi andrò a riprendermelo!

Ogni tanto mi piace cucinare piatti messicani proprio per ricordare il sapore e gli odori di quei giorni trascorsi visitando piramidi Maya e siti archeologici.

Che cultura ragazzi! Storica, paesaggistica e… anche culinaria, che non guasta mai!

Certo non è il posto più adatto per chi non ama mangiare piccante, perchè il Messico è anche il regno del peperoncino con oltre 150 varietà: si va dal più famoso  HABANERO, considerato da alcuni come il peperoncino messicano più piccante al mondo di colore arancio o rosso, al JALAPENO, probabilmente il peperoncino messicano più conosciuto in Europa di colore verde scuro, moderatamente piccante. Per passare attraverso altre varietà come il CHIPOTLE  color caffé, è un jalapeño di grossa taglia maturato ed essiccato e il POBLANO  di colore verde scuro che si consuma cotto in particolare grigliato al forno.

Mio marito è un appassionato di peperoncino ed è riuscito a far essiccare sotto il sole Messicano i semi di alcune di queste varietà per poi poterle riprodurle in Italia. Risultato? Davvero scadente, purtroppo! Il nostro sole non è propriamente equatoriale, e le piante non sono riuscite a crescere!

Oggi avevo una gran voglia di riassaggiare questa zuppa, che è un po’ una sorta di consommè che viene offerta all’inizio del pasto per aprire lo stomaco ad altri sapori.

E’ incredibile: uno direbbe che col caldo umido che c’è in Messico l’ultima cosa che si avrebbe voglia di mandare giù è un brodo bollente! E invece, vi assicuro, che questo incontro di spezie e agrumi, è molto rinfrescante.

Ingredienti: 

  • 1 litro di brodo di carne (oppure di pollo, di pesce, di verdura)
  • 1 cipolla
  • 8 spicchi di aglio
  • 2 peperoncini Jalapeno in salamoia
  • una decina di pomodorini maturi
  • origano
  • cumino
  • coriandolo
  • succo e polpa di 2 lime
  • scorza di mezzo pompelmo
  • scorza di mezza arancia
  • 2 cucchiai di olio
  • succo di 1 arancia e di mezzo pompelmo
  • tortillas chips

Procedimento:

Tanti ingredienti ma una preparazione molto semplice e veloce.

Dividere a metà la cipolla lasciando la buccia ad una parte.

Scaldare una padella dal fondo pesante e mettervi a rosolare e caramellare la cipolla non sbucciata e gli spicchi di aglio (anch’essi con la buccia). Alla fine l’aglio dovrà risultare sbruciacchiato ma morbido all’interno.

Tritare col coltello l’altra metà di cipolla e farla saltare in una padella capiente con poco olio.  Versarvi il brodo e portare a bollore facendo cuocere un paio di minuti.

Sbucciare anche l’altra metà di cipolla e gli spicchi d’aglio rosolati. Affettare grossolanamente anche questa cipolla e mettere il tutto dentro al brodo insieme ai pomodorini tagliati a dadini, all’origano, al peperoncino e al cumino.

Cuocere per circa 15 minuti.

Aggiungere la scorza degli agrumi e far cuocere ancora un paio di minuti, quindi togliere dal fuoco e unire la polpa di lime e il succo di arancia e pompelmo.

Versare in delle scodelle, spolverizzare col coriandolo e servire accompagnando questa zuppa con delle tortillas chips.

Una delizia del genere resusciterebbe anche il Grande Pacal di Palenque!

Con questa ricetta partecipo al contest di Divertirsi Mangiando:

al contest di Le cuoche per gioco:

 

e al contest di Nono Solo Piccante:

Spaghetti alla chitarra con pomodorini secchi in asparagi e vongole

Qualche anno fa mia suocera, originaria di Teramo, mi regalò la famosa chitarra per produrre spaghetti casalinghi convinta che, vista la mia passione per la cucina, avrei sicuramente apprezzato e messo in funzione tale attrezzo!

Ebbene finora questo “coso” è rimasto lì col mio timore reverenziale di non essere all’altezza e di non saperlo usare nel modo giusto e, forse, anche quest’oggi non l’ho utilizzato nel modo corretto, ma sono convinta che lei ne sarebbe stata ugualmente contenta.

Premetto che adoro questo tipo di pasta e che la madre di mio marito spesso lo preparava conoscendo questa mia passione, ma la prima volta che in realtà li ho mangiati me li aveva preparati la mia carissima zietta umbra, che nella sua travagliata vita ne ha impastata di farina e uova. In Umbria assumono un’ altra identità, vengono infatti chiamati Manfrigoli e in Toscana li chiamiamo Pici. Qualcuno usa le uova, qualcuno solo acqua e farina, ma la forma è sempre quella: uno spaghetto quadrato, che assorbe il sughetto magicamente!

Ingredienti:

Preparazione:

Lavare le vongole e farle aprire sul fuoco con poca acqua e un filo di olio.

Per preparare la pasta io ho utilizzato il Bimby: ho tritato i pomodorini secchi finemente per 15 secondi a Vel. 8. Ho riunito con la spatola e ho tritato ancora 15 sec. Vel. 8. Ho inserito la farina e le uova (non ho messo sale perchè i pomodorini erano già molto salati) e ho impastato 2 minuti a Vel. Spiga.

Nel caso preferiate fare a mano, tritare precedentemente i pomodorini con un robot da cucina, quindi mescolarli con la farina. Mettere a fontana e inserire le uova. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio.

Lasciar riposare 15 minuti coperto con un panno o con della pellicola trasparente, quindi stendere col mattarello, ottenendo una sfoglia dello spessore di circa un paio di millimetri. Tagliare questa sfoglia in tre strisce che andranno adagiate sopra la chitarra. Passarvi sopra il matterello fino a che gli spaghetti cominceranno a cadere.

Adagiare gli spaghetti su una spianatoia precedentemente infarinata e lasciar asciugare per almeno un’ora.

Nel frattempo, preparare il condimento per la nostra pasta.

Tritare lo scalogno e metterlo a soffriggere in una padella con due cucchiai di olio. Aggiungere gli asparagi selvatici (precedentemente lavati, puliti e spezzetati) e farli cuocere fintanto che non diventeranno teneri, aggiungendo di tanto in tanto un po’ di acqua delle vongole che avrete filtrato e messo a riscaldare.

Unire adesso i pomodorini spezzetati e il prezzemolo tritato. Mescolare bene e unire infine le vongole. Far insaporire.

Mettere sul fuoco una pentola di acqua e quando comincerà a bollire, salare e buttarvi dentro gli spaghetti alla chitarra. Cuocere al dente e quindi scolare e versarli sul sughetto di vongole e asparagi.

Con questa ricetta partecipo al contest di Pranzo di Famiglia

Grok alla crema di melanzane con gamberi saltati

Mi sto preparando psicologicamente: oggi è giovedì e sabato ho a cena circa 50 persone nel mio pseudo-giardino! Pseudo perchè si potrebbe chiamarlo soprattutto deserto visto che la siccità di quest’anno ha fatto seccare tutto il pratino! Del resto, la mia poca abilità nel coltivare e curare la terra e i suoi frutti è ormai conosciuta, nonostante io ci metta tutto il mio impegno: quest’anno mi sono presa io l’onere di coltivare l’orticello esentando mio marito (al quale ovviamente non è parso vero!) Risultato: in tutta l’estate sono nate due zucchine, 1 cetriolo rinsecchito e 1o (contati) pomodori datterini da ben 8 piante striminzite! E con questo ho definitivamente capito che non fa per me!

Ma tornando alla mia cena, che ovviamente sarà soprattutto un buffet, ho lo stress del pre-prestazione perchè tutto vorrei che fosse perfetto e ci sono molte cose ancora da organizzare. Il menù ovviamente è tra quelle cose pensate con largo anticipo, ma molte cose andranno preparate l’ultimo giorno e con il dovuto ordine, considerando anche che il mio frigo è un normalissimo modello casalingo e non potrà contenere molto. Motivo per cui sono alla ricerca disperata di ghiaccio tritato da mettere in delle tinozze per tenere le bibite in fresco.

Ma via! Non voglio assillarvi, ma anzi voglio regalarvi una chicca che sicuramente sarà sulla tavola del mio buffet sabato sera.

Ingredienti:

Procedimento:

Ho messo a marinare i gamberi (dopo averli lavati e puliti) in olio, limone e aglio.

Nel frattempo ho tagliato la buccia alla melanzana e ridotto la polpa a dadini, che ho cotto nel microonde utilizzando il MicroGourmet di Tupperware e cuocendo per 25 minuti a 800W, lasciando poi riposare dentro al forno per 5 minuti. Se non avete il microonde, potete cuocere le melanzane a vapore.

Ho messo quindi la polpa nel frullatore insieme a due cucchiai di acqua e a due cucchiai di olio Extra Vergine di Oliva Dante e un pizzico di sale. Ho frullato fino ad ottenere una crema che ho messo dentro a una sac-a-poche con bocchetta a stella e ho riposto in frigo per circa un’ora.

Ho messo i gamberi con il loro condimento in una padella e li ho fatti saltare per pochi minuti.

Ho impiattato distribuendo nei piatti i gamberoni insieme agli snack croccanti Grok su cui ho messo dei ciuffetti di melanzana.

Ho spolverizzato col prezzemolo tritato e ho colorato il piatto con dei cubetti di pomodorini freschi.

 

Insalata fresca di ceci e gamberetti

Spesso, a torto, si pensa che i legumi siano legati soprattutto alla stagione invernale perchè la maggior parte delle volte vengono inclusi in minestroni e piatti piuttosto calorici. Invece i ceci si gustano benissimo e, forse ancora di più, in estate perchè sono buonissimi anche freddi e li possiamo unire a molti tipi di insalate oppure proporli sotto forma di crema. In questa mia insalata sono loro i protagonisti e non fanno solo da contorno ad altre verdure. Sono infatti l’ingrediente principale che viene esaltato attraverso il sapore che gli regalano gli altri vegetali. In più, ma non strettamente necessario, ho aggiunto qualche gamberetto sbollentato perchè si sa che il binomio cecio-crostaceo è idilliaco. Ingredienti:

Procedimento: In una ciotola mettere i ceci sgocciolati, i gamberi cotti, i pomodori a cui avrete tolto i semi e l’acqua in eccesso e che avrete tagliato a filetti, la cipolla e il sedano affettati finemente. Condire con un filo di olio EVO Dante, il sale e una spolverata di Pepe dei Piaceri Tec-Al.