Zuppa di funghi con polpettine di alici

Zuppa e polpette_01Ebbene, finalmente il sole è spuntato anche se oggi spira un ventarello per niente piacevole.

Ho un po’ di tristezza nel cuore ogni volta che dobbiamo andare in ospedale a fare dei controlli in pediatria. Mi capita purtroppo di vedere tanti bambini ricoverati che devono fare lunghe degenze e esami e cure davvero devastanti. Mi chiedo che mondo è mai questo: i bambini non dovrebbero mai soffrire e dovrebbero essere liberi di correre e fare le esperienze della loro età con i loro coetanei.

Le parole mi si accavallano, perchè tante cose vorrei dire a tal proposito ma è difficile trasformare i sentimenti in parole in questi casi e rimani solo con l’amaro in bocca. La malattia è sempre brutta, a qualsiasi età, ma vedere gli occhi di quei bambini e il coraggio col quale la affrontano ti devasta il cuore e allo stesso tempo ti fa sentire sempre più impotente.

Fortuna che ci sono dei medici e degli infermieri che si rapportano con questi bimbi in modo da far pesare loro il meno possibile la sofferenza, rispettando la loro identità e fisicità. E poi, da qualche anno, i reparti sono stati rallegrati dalla presenza dei clown, che del loro lavoro hanno fatto una vera e propria missione e sanno rendere sereno anche un soggiorno non proprio piacevole.

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Dopo questa riflessione è difficile parlare di cibo, ma questo è qui il mio compito e quindi non posso e non voglio esimermi anche oggi da lasciarvi una ricettina buona e sana, questa volta tratta dal libro “La scelta vegetariana di Veronesi e Pappagallo con le ricette di Carla Marchetti. La mia versione è leggermente modificata.

Nonostante nel libro si parli di vegetarianesimo e del perchè intraprendere questa strada, e nonostante che colei che scrive le ricette sia lei stessa vegetariana, molte delle ricette che riempiono più della metà del libro (sono oltre 200) non sono vegetariane ma includono anche l’uso del pesce, soprattutto pesce azzurro. Una scelta secondo me intelligente proprio per non spaventare il lettore con scelte radicali, ma con passaggi graduali. Del resto, per chi decide di intraprendere questa strada per motivi esclusivamente salutistici, l’assunzione di pesce comporta di conseguenza  l’assunzione di nutrienti comunque importanti per la nostra salute.

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Ingredienti per 4 persone:

  • 12 acciughe pulite e disliscate
  • 2 cucchiai di pecorino romano grattugiato
  • 1 uovo
  • 5 cucchiai di pangrattato
  • prezzemolo
  • farina q.b.
  • 200 g di cavolo rosso
  • 1 cipolla rossa piccola
  • 1 spicchio di aglio
  • 300 g di funghi champignon
  • 250 ml di latte di soia naturale
  • 2 chiodi di garofano
  • sale
  • olio EVO

Procedimento:

Tritate grossolanamente le acciughe con il coltello e metterle in una ciotola. Aggiungere il pecorino, l’uovo, il pangrattato, il prezzemolo tritato e il sale. Mescolare bene e riporre in frigo per un’ora.

Nel frattempo, pulite i funghi con un panno umido e tagliateli a pezzi. Tritate la cipolla e l’aglio e metteteli in una padella ad imbiondire con due cucchiai di olio EVO, quindi aggiungere i funghi e far insaporire. Unire il latte e 250 ml di acqua insieme ai chiodi di garofano. Cuocere 10 minuti dal momento che comincerà a bollire, quindi frullare il tutto dopo aver tolto i chiodi di garofano.

Prendere il composto con le acciughe dal frigo e formare delle polpette grosse come una noce.

Rimettere la crema di funghi sul fuoco e aggiungere le polpette. Cuocere 5 minuti.

Tagliare il cavolo a striscioline dopo averlo lavato e conditelo con limone, olio e sale.

Servire nelle scodelle la crema insieme a tre polpette per persona. Quindi terminare il piatto con l’insalata di cavolo.

Crostini di trippa ai funghi

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Non amo le interiora, ma l’unica frattaglia che riesco a mangiare (raramente e solo se l’ho cucinata io!) è la trippa e questo solo perchè mia madre è riuscita a propinarmela sin da piccola facendomi credere che era… pesce! A 20 anni ho scoperto la triste verità e per diversi anni non sono più riuscita a mangiarla, ovvero fino a quando non ho conosciuto mio marito che invece adora ogni tipo di frattaglia (se solo riuscisse a trovare un po’ di pajata!!!) e che insistentemente mi ha chiesto di cucinargliene un po’!

Nel mio immaginario (almeno per come me l’ha sempre fatta vedere mia madre) la trippa si cucinava solo con il pomodoro e invece, da quando ho cominciato a curare questo blog, ho scoperto che si può preparare anche in bianco e in mille altri modi.

Ecco perchè, quando Cristina mi ha parlato del contest che ha creato insieme a Les Madeleins de Proust dove il famoso quinto quarto è il protagonista, ho deciso che era passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta e mi sono recata in macelleria ad acquistare della buona trippa. Si, perchè se decidete di cucinare le interiora dovete sempre assicurarvi che provengano da animali sani, e l’unico sistema per farlo è quello di affidarsi ad un buon macellaio.

Volevo stupirlo con effetti eccezionali e così ho spremuto tutta la mia fantasia e son riuscita a tirar fuori questi crostini. Ho scoperto così che trippa e funghi stanno proprio bene insieme!

Trippa ai funghi

 

Per questa ricetta io ho utilizzato dei funghi gentilmente offerti (sottratti) a mio padre che ama andar per boschi e che avevo provvidenzialmente congelato. Se non li avete, potete usare anche quelli comprati ma sempre assicurandosi che siano di buona qualità. Se poi leggete questa ricetta durante il periodo giusto, meglio ancora se sono freschi!

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 g di trippa
  • 100 g di funghi porcini congelati
  • mezza cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 peperoncino secco piccolo
  • prezzemolo tritato
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • sale
  • olio EVO
  • pane toscano

Procedimento:

Mettere sul fuoco una pentola capiente piena per 2/3 di acqua. Quando bolle, salarla e immergervi la trippa e farla cuocere per circa 10 minuti.

Nel frattempo tritare la cipolla, l’aglio, il prezzemolo e sbriciolare il peperoncino secco. Mettere il tutto in una padella con due cucchiai di olio EVO. Quando comincerà a scaldarsi, unire i funghi che avrete provveduto a tenere fuori dal congelatore per 15-20 minuti. Cuocere aggiungendo acqua man mano che lo richiede.

Scolare la trippa e unirla ai funghi continuando la cottura e mescolando bene. Sfumare con il vino bianco e aggiustare di sale. Una volta che il tutto sarà cotto (diciamo almeno altri dieci minuti dall’inserimento della trippa nella padella) prelevare una metà di questo condimento e frullarla, se necessario aggiungendo ancora qualche cucchiaio di acqua. Riunire in padella e mescolare bene.

Tagliare il pane a fette e dividere queste a metà. Abbrustolirle nel forno o su una griglia sul fuoco. Strusciare ogni fetta con l’aglio tagliato a metà e adagiare su ognuna un cucchiaio di condimento alla trippa e funghi.

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Dunque con questa ricetta partecipo al contest di Poveri ma belli e buoni e di Les Madeleins de Proust:

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Spatzle con…le vongole!

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La prima volta che ho assaggiato gli spatzle mi trovavo a San Martino di Castrozza. Era estate e, dopo delle lunghe camminate, ci fermavamo a mangiare nelle malghe i piatti tipici trentini. Tornata in paese mi son subito procurata l’apposito attrezzo per poterli fare anche a casa perchè ci erano piaciuti davvero molto. Da allora li ho mangiati con vari condimenti, ma il classico, quello con panna e speck, rimane sicuramente il migliore. Una volta li ho fatti anche verdi con gli spinaci nell’impasto… eccezionali.

Peccato che dopo le prime volte la grattugia mi si sia arrugginita e quindi dovetti buttarla! In mio aiuto è arrivata la mia amica Micaela che da Trento mi ha portato la sua “grattugia” e ho potuto quindi riprendere la produzione.

Mai avrei pensato di condirli con le vongole fintanto che non mi è capitato di discuterne con altre foodblogger e, dal dire al fare, eccoli sulla mia tavola! Buonissimi e anche divertenti, dal momento che gli spatzle si raccolgono dentro ai gusci delle vongole!

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 uova grandi o 4 piccole
  • farina 00
  • sale
  • 500 g di vongole veraci
  • 7-8 pomodorini
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio EVO
  • peperoncino frantumato

Preparazione:

Spaccare le uova e metterle in un recipiente. Sbatterle con il sale e mezzo bicchiere d’acqua. Aggiungere la farina poco per volta e mescolare. Alla fine dovrete avere un impasto non liquido ma piuttosto elastico e denso. Lasciar riposare un’ora circa.

Dopo aver fatto spurgare le vongole, fatele aprire sul fuoco in una padella con poca acqua.

In un’altra padella mettere due cucchiai di olio EVO con il peperoncino e l’aglio e il prezzemolo tritato. Accendere il fuoco e appena comincia a soffriggere unire i pomodorini a cui avrete tolto i semi e che avrete tagliato a concassè. Far andare qualche minuto quindi aggiungere il liquido di apertura delle vongole opportunamente filtrato, e le vongole. Salare.

Appoggiare l’attrezzo per gli spatzle sopra una pentola di acqua salata che bolle. Inserire l’impasto nell’apposito vano e farlo scorrere. In questo modo si creeranno gli spatzle. Appena verranno a galla saranno cotti, quindi scolarli e rovesciarli nella padella con le vongole. Farli saltare e servire subito!

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Capesante nel carciofo

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Non potevo lasciare che finisse l’anno senza lasciarvi i miei auguri e una ricettina speciale per la notte di San Silvestro. Una ricetta tutto sommato semplice ma molto d’effetto.

Vi dico la verità: questo è l’unico giorno dell’anno che io NON voglio cucinare ma desidero godermi la serata con amici e familiari, ripercorrendo l’anno passato e raccontandoci le speranze e i sogni per quello a venire. L’unica sera che veramente ci tengo a mettermi in ghingheri e, magari, anche a ballare. Aspettando la mezzanotte con un bel calice di buon prosecco e guardando i fuochi di artificio.

Se però voi decidete di rimanere tra le mura domestiche, questo però è uno di quei piatti che io chiamo “di buon auspicio” e che se non sarà sulla tavola di San Silvestro, starà benissimo anche su quella di capodanno.

Dunque INFINITI AUGURI A TUTTI VOI che mi seguite sempre con affetto, che il prossimo anno vi porti tanta serenità e spensieratezza.

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Ingredienti per 4 persone:

  • 4 capesante
  • 4 carciofi
  • pangrattato
  • prezzemolo
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO
  • mezzo limone

Procedimento:

Pulire in carciofi togliendo le foglie esterne più dure e tagliando le rimanenti quasi alla base del carciofo. Lavarli in acqua e succo di limone per evitare che anneriscano. Salarli all’interno.

In una pentola mettere un dito di acqua con un cucchiaio di olio e lo spicchio di aglio. Adagiarvi i carciofi a testa in giù premendoli leggermente in modo che si aprano e farli cuocere finchè non si saranno ammorbiditi.

Togliere i muscoli dalle conchiglie e lavate queste ultime in acqua corrente. Adagiarvi sopra ad ognuna un carciofo e dentro ai carciofi i muscoli. Condire con olio, succo di limone, sale e cospargere con pangrattato e un altro goccio di olio.

Infornare sotto al grill finchè non cominceranno a rosolarsi, quindi servire cospargendo con prezzemolo tritato.

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Spaghetti finger alle vongole e crema di zucca di Hokkaido

Si capisce che ho appena acquistato un nuovo libro di ricette finger food? Beh, non potevo venire via dalla Città del Gusto del Gambero Rosso senza almeno un “ricordino” cartaceo! Vi parlerò in seguito della bellissima esperienza di Roma perchè ancora sono tante le emozioni e devo fare un po’ di ordine nelle mie idee, ma nel frattempo vi comunico che son tornata a casa bella carica di entusiasmo e di fantasia, perciò tenetevi forti…

Il libro di cui vi parlavo è di Viviana Lapertosa, volto tv di trasmissioni televisive di successo, ma non solo: organizza anche catering e corsi di cucina. Il titolo? Ma semplicemente “Finger Food”

 

Si possono trovare tantissime ricette, anche tradizionali rivisitate in versione finger, ma è un libro che ho trovato diverso dagli altri perchè in fondo ad ogni ricetta Viviana lascia un commento, con un consiglio o con un aneddoto spiritoso riferito alla ricetta stessa. Simpaticissimo!

Ma veniamo alla nostra ricetta che, per dirla tutta, non è tratta dal libro di Viviana Lapertosa ma che è un finger food improvvisato e, qui lo dico e qui lo nego, ma mi son guardata bene dal portare in tavola questa versione onde evitare il linciaggio da parte dei miei familiari che all’ora di pranzo hanno sempre un grande appetito. No, in tavola ho riempito delle belle scodelle, poi però mi piaceva l’idea di questa vongolINA nel piattINO con la forchettINA e due spaghettINI!!! E’ una simpaticissima idea per un pranzo in piedi, anche se, come dice anche Viviana, non è facile servire dei finger di pasta, perchè dobbiamo essere ben organizzati e veloci nel portarli in tavola: a chi piace la pasta scotta e che sembra colla?

A voi quindi la decisione: il gusto non cambia, cambiano solo le quantità!

Ingredienti:

  • 500 g di vongole veraci
  • 300 g di spaghetti
  • mezza zucca di Hokkaido (circa 400 g)
  • prezzemolo
  • olio EVO Dante
  • la punta di un cucchiaino di peperoncino
  • 1 spicchio di aglio

Procedimento:

Lavare le vongole e metterle a spurgare in acqua e sale per almeno un’ora. Quando le vongole non sono molte come in questo caso, io uso batterle una ad una sul lavello per assicurarmi che non ci sia la sabbia. E’ un piccolo accorgimento in più che può tornare utile. Quindi metterle in una padella con poca acqua, mettere il coperchio e accendere il fuoco finchè non si sono tutte aperte. Basterà davvero pochissimo tempo. Prenderle con una schiumarola  e metterle in un piatto e poi filtrare il liquido di apertura.

Tagliare la zucca in fettine piccole e sottili. Tritare l’aglio e metterlo in una padella con tre cucchiai di olio EVO Dante e il peperoncino. Aggiungere la zucca e portarla a cottura bagnando col liquido delle vongole. Prelevare quindi i due terzi di zucca e frullarla col  liquido rimanente.

Mettere le vongole nella padella insieme alla restante zucca, mescolare bene e salare leggermente.

Cuocere nel frattempo gli spaghetti, quindi scolarli e versarli nella padella insieme alla crema di zucca. Servire nei piatti o nei bicchierini da finger aggiungendo una goccia di olio e il prezzemolo tritati.

 

 

Finti mini coni gelato con filetti di sgombro e patate

Se c’è qualcuno che può scrivere un libro sulle tecniche per far mangiare un bambino, quella sono io insieme al mio gentil consorte: tre figli, uno più disappetente dell’altro. Mah, continuo a chiedermi se sia indole o se sia colpa dell’ansia (per lo più paterna)… non credo che sia dovuto al cattivo cibo, o almeno voglio sperarlo perchè infondo è anche grazie alla loro disappetenza che è cresciuta la mia passione per la cucina.

Fatto sta che abbiam capito che prima o poi il meccanismo si sblocca (col primo ci son voluti due anni, col secondo quattro e col terzo figlio sei anni!) e poi cominciano a mangiare più volentieri anche se i loro palati diventano piuttosto esigenti ed ecco che allora bisogna agire con astuzia e proporre loro piatti semplici e sani ma che siano anche accattivanti. Pare facile? No, in effetti no e certo non tutti i giorni c’è la voglia o la fantasia di passare ore ai fornelli per creare piatti che colpiscano prima la loro vista e poi il loro palato. Però quando è possibile lo si fa sempre volentieri.

Ecco che allora quest’oggi avevo voglia di stupire i miei bambini e ho portato in tavola questo “finger food” che è quello che non è: un finto gelato con mousse di sgombro. Un piatto sano e genuino per far mangiare loro il pesce, che purtroppo non sempre accettano volentieri.

Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
  • 1 confezione di filetti di sgombro sott’olio da 125 g
  • 2 patate medie
  • 1 ciuffetto di prezzemolo
  • 1 manciata di capperi
  • 2 pomodori ciliegini
  • sale

Procedimento:

Lessare le patate.
Stendere il rotolo di pasta sfoglia, spennellarlo con dell’acqua fredda e ritagliarne delle strisce dal lato corto di circa 2 cm di larghezza con cui avvolgerete le forme dei cannoli. Infornarli a 220° C finchè non si saranno coloriti, quindi sfornarli e lasciarli raffreddare.


Sbucciare le patate e metterle in un robot da cucina con lo sgombro, i pomodorini, i capperi, il prezzemolo e un pizzico di sale. Tritare il tutto e far amalgamare.
Riempire con il composto una sac a poche a cui avrete messo un beccuccio a stella piuttosto grande.
Togliere i “coni” dagli stampi dei cannoli e riempirli con il composto fino a comporre una palla in cima al cono.

 

Con questa ricetta partecipo al contest di I Sapori del Cuore:

Risotto allo zafferano con vongole

Ho sudato sette camice per riuscire a trovare un po’ di pistilli di zafferano e alla fine il mio problema lo ha risolto Tec-Al, il mio fornitore ufficiale di spezie, sali, aromi e lieviti.

Certo è che questi fili rosso vivo che regalano un bellissimo color giallo ai nostri piatti, hanno un costo piuttosto elevato, ma se andate a leggervi qualcosa a riguardo capirete con quanta cura vengono coltivati questi bellissimi fiori e con quanta pazienza vengono raccolti i pistilli. E poi ne bastano davvero pochi per arricchire i nostri piatti e dargli quel tocco di “zing”, come lo chiama Fiammetta Fadda, nota critica culinaria.

In questo caso poi, io ho preferito utilizzare lo zafferano in polvere nel mio piatto e lasciare il compito di decorarlo ai pistilli.

Per la cottura di questo riso ho utilizzato il metodo appreso qualche sera fa alla terza lezione di cucina di Spazio QB (di cui presto leggerete più ampiamente). Paola Cattabriga, milanese Doc, infatti ci insegna un metodo nuovo di far tostare il riso evitando così di farlo nell’olio. Il metodo devo dire che funziona perfettamente e sarà adottato nella mia cucina anche per i successivi risotti.

Ingredienti:

  • 500 g di vongole veraci
  • 350 g di riso Carnaroli
  • 700 g circa di fumetto di pesce (o di Brotec Fish Tec-Al)
  • prezzemolo
  • 4 cucchiai di olio EVO Dante
  • 1 bustina di zafferano in polvere
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino secco
  • qualche pomodorino per guarnire
  • fili di zafferano Tec-Al per guarnire

Procedimento:

Lavare le vongole e farle spurgare un paio d’ore in acqua leggermente salata. Farle aprire sul fuoco con poca acqua e un cucchiaio di olio EVO Dante.

In una pentola antiaderente dal fondo largo mettere il riso. Accendere il fuoco e continuare a smuoverlo fintanto che non comincerete a sentire un leggero odore di pop-corn: a quel punto il vostro riso sarà tostato.

Sfumate il riso col vino bianco. Lasciar evaporare tutto l’alcool.

Unire adesso il fumetto di pesce (se avete poco tempo sciogliete due cucchiaini di Brotec fish Tec-Al in 700 g di acqua bollente), poco alla volta, lasciandolo comunque sempre coperto dal liquido.

Aggiustare di sale.

Scaldare il liquido di apertura delle vongole dopo averlo filtrato e sciogliervi la bustina di zafferano. Unire anche questo liquido al riso.

Pochi minuti prima della fine della cottura, aggiungere le vongole al riso. Mescolare.

In un pentolino scaldare l’olio EVO Dante con l’aglio e il peperoncino tritati.

Quando il riso sarà cotto, versarvi l’olio aromatizzato, coprire il riso con un coperchio e saltarlo facendo l’onda.

Lasciar riposare qualche minuto, quindi servire decorando il piatto con dei pomodorini, il prezzemolo tritato e i pistilli di zafferano di Sardegna Tec-Al.

Con questa ricetta partecipo al contest di : In punta di coltello , Il mio saper fareDolci e delizie di Giusy ,Miel&ricotta

e al contest di Rice Italy:

Voglia di Trentino: Canederli

Sono tornata dal Trentino da pochi giorni e se c’è una cosa che proprio mi manca è la cucina di questa regione: una cucina ricca e gustosa che si caratterizza anche per il profumo dell’affumicato che riscontriamo in numerosi ingredienti come lo speck e, prodotto per me sconosciuto fino a quest’anno, la mortandela (da non confondersi con la mortadella). La mortandela della Val di Non è un presidio Slow Food e la si può trovare preparata in diversi modi.

Ma la cucina trentina ricorda molto il focolare, invita a riunirsi intorno ad un caminetto per degustare un bel tagliere di formaggi (quest’anno io mi son fatta una scorpacciata di Casolèt) e di salumi oppure a mettere le gambe sotto al tavola dopo una lunga e ritemprante passeggiata montana per assaggiare i famosi Spatzle o la polenta col ragù di cervo. Beh, e forse è meglio non parlare di dolci…

Torniamo invece ai nostri canederli, che oltre a degustarli in brodo si possono anche condire con burro e formaggio.

Ingredienti:

  • 300 g di pane bianco raffermo
  • 1 bicchiere di latte
  • 50 g circa di farina 0
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 100 g di speck
  • 2 uova
  • 25 g di burro
  • sale

Procedimento:

Tagliare il pane a pezzetti e metterlo in una ciotola.

Tritare lo speck grossolanamente con un coltello.

In una padella far sciogliere il burro e aggiungere lo speck. Far rosolare qualche minuto e unirlo al pane insieme al prezzemolo tritato

A parte sbattere le uova con il latte e un pizzico di sale. Unire agli altri ingredienti.

Amalgamare bene il tutto unendo, se necessario altro latte: il pane dovrà risultare ben inumidito ma non inzuppato.

Lasciar riposare questo composto in frigorifero per almeno due ore, quindi preparare i canederli, aggiungendo un po’ di farina per rendere i canederli della giusta consistenza: nè troppo morbidi nè troppo solidi.

Comporre ora delle palline di circa 5 cm di diametro bagnandosi le mani.

Mettere il brodo sul fuoco e quando bolle gettarvi i canederli. Farli cuocere una decina di minuti e servirli immediatamente insieme al brodo.

Zucchine ripiene

Torno finalmente a prendermi cura del mio blog. Si, perchè sebbene io adori l’estate, la frenesia di questi giorni unita al caldo costante mi hanno tenuta lontana sia dalla mia cucina, sia dal mio pc ma soprattutto dalla mia amata creatura.

Torno dunque quest’oggi perchè Poppea (così chiamata la perturbazione di questi giorni) ci ha portato un po’ di refrigerio insieme ad un bel temporale e con questi mi è tornata la voglia di stare in cucina e di mangiare qualcosa di caldo, sebbene questo piatto si degusti anche freddo.

Gli zucchini ripieni sono un classico che mi ha insegnato a fare mia madre ed è davvero un piatto unico che soddisfa un po’ tutti i palati di casa.

Ingredienti:

  • 8 zucchine grandi
  • 300 g di macinato di manzo
  • prezzemolo
  • 2 spicchi di aglio
  • 40 g di parmigiano grattugiato
  • 1 panino
  • sale
  • olio EVO
  • 400 g di passata di pomodoro

 

Procedimento:

Lavare le zucchine. Togliere le estremità e scavarle con l’apposito attrezzo.

Preparare il ripieno mescolando il macinato con uno spicchio di aglio tritato, il parmigiano, un po’ di  prezzemolo tritato e il panino precedentemente ammollato in acqua e poi strizzato. Salare.

Riempire le zucchine.

In una pentola dai bordi bassi e piuttosto larga mettere l’altro spicchio di aglio sbucciato a rosolare con due cucchiai di olio EVO, quindi toglierlo e unire il prezzemolo tritato rimanente e il pomodoro passato (se lo si desidera anche un po’ di peperoncino tritato). Salare.

Appena il pomodoro comincerà a sobbollire, disporre nella pentola le zucchine, cercando poi di coprire ognuna con dei cucchiai di pomodoro. Coprire con il coperchio e proseguire la cottura per 30 minuti avendo cura di rigirare le zucchine di tanto in tanto.

Una volta cotte, lasciar riposare le zucchine 10-15 minuti, quindi tagliarle a rondelle e servirle!

 

Quattro amici e un… porpo briao

Ecco che pochi giorni fa approdo sul blog di Scorribande in Cucina e vengo a conoscenza del suo nuovo bellissimo contest:

In pratica si tratta di preparare una cena con e tra amici foodblogger, dando un tema alla serata.

Non me lo sono fatto dire due volte e mi sono subito messa all’opera invitando tre amici blogger che stimo e con cui sono più in contatto.

Felicissimi, hanno subito accettato e abbiamo così dato vita ad uno scambio di messaggi facebookkiani per decidere il tema da dare alla nostra cena e che cosa portare.

E’ stato bello e divertente ed ho notato la massima disponibilità da parte di ognuno di noi. Di questo quindi non possiamo che ringraziare Scorribande!!!

I miei compagni di avventura, oltre che di cucina, sono quindi:

(rigorosamente in ordine alfabetico!)

Inizialmente avevamo pensato, tra le tante idee, di portare un piatto della nostra regione e alla fine abbiamo ristretto ancora di più il campo alla nostra città. Il tema della serata è dunque:

La mia città a tavola 

Perchè questo tema? Perchè portare un piatto della nostra tavola è come parlare di noi. E cosa c’è di meglio quando si incontrano degli amici per la prima volta e vogliamo raccontarci che non farlo attraverso un piatto che ci rappresenta? E poi diciamocelo e cantiamocelo: l’Italia è veramente tutta bella, soprattutto a tavola!

Il mio compito è quello di portare l’antipasto e, provenendo io da Livorno, dove i piatti tipici sono prevalentemente a base di pesce, e non volendo portare sempre il solito Cacciucco, ho pensato di trasformare un piatto in genere unico in un delizioso apri pasto: il PORPO BRIAO, ovvero il polpo ubriaco. Ubriaco perchè cotto nel vino rosso, vino che deve comunque essere di ottima qualità e possibilmente delle nostre colline. Io ho scelto un ottimo Bolgheri del 2008 della tenuta Caccia al Piano di Castagneto Carducci, che ha esaltato al meglio tutti i sapori e i profumi del mio polpo amalgamandoli con i propri.

Ingredienti:

  • 1 kg circa di polpo
  • 1 bicchiere abbondante di buon vino rosso
  • olio EVO
  • 3 spicchi di aglio
  • 2 piccoli peperoncini essiccati
  • prezzemolo
  • pane casereccio

Per far si che il polpo risultasse più morbido, dopo averlo pulito dalle viscere, dagli occhi e dal becco e averlo lavato bene per togliere l’eventuale sabbia, l’ho tenuto una notte in congelatore.

Quindi, una volta scongelato, l’ho tagliato a piccoli pezzi.

Ho messo una pentola abbastanza larga e capiente sul fuoco con sei cucchiai di olio, l’aglio pulito e il peperoncino sbriciolato con le mani. Quando hanno cominciato a soffriggere ho unito il polpo.

A questo punto il polpo comincerà a rilasciare la sua acqua e a cuocersi in essa. Per un polpo di un chilo di peso occorrre una cottura di almeno 40 minuti ed essa avverrà inizialmente nella sua acqua, poi, quando si sarà abbondantemente ritirata si sala e si aggiunge il vino. Adesso si prosegue la cottura coprendo il polpo.

Diversamente dalla classica cottura in acqua bollente, in questo caso è comunque possibile assaggiare il polpo per capire quando la cottura è ottimale.

Adesso non rimane che tagliare il nostro pane a fette e abbrustolirlo.

Distribuire così le bruschette su dei piattini e adagiarvi sopra il polpo, spolverizzando con del prezzemolo tritato.

Con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Laura in Cucina:

e al contest di “Per un pugno di capperi”: