Tre cereali con le fragole e limone aromatizzati alla birra allo zafferano

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Anche oggi è lunedì e io sono puntuale al classico appuntamento del “Meat Free Monday” a cui mi sembra stiano aderendo sempre più persone.

A tale proposito quest’oggi vorrei riportarvi un piccolo passo del libro di Paul McCartney:

“(…) mangiare meno carne è anche una scelta compassionevole. Per rispondere alla domanda mondiale di hamburger, salsicce, bistecche e bocconcini circa 60 miliardi di animali sono allevati e macellati ogni anno. La stragrande maggioranza viene allevata in modo intensivo in “fattorie fabbriche”, nelle quali sono stipati in recinti o gabbie piccole, sporche e sovraffollate, La vita di un animale da allevamento è breve e infelice, e termina con una fine cruenta al mattatoio”.

Vi lascio queste poche frasi su cui riflettere insieme alla ricetta di oggi per confermare ancora una volta che è possibile servire in tavola piatti genuini e raffinati anche utilizzando soltanto i prodotti della nostra terra a patto che siano prodotti freschi e di stagione e possibilmente a Km 0.

Lo scorso anno ricordo che nei blog, compreso il mio, proliferavano le ricette di riso alle fragole. Quest’anno invece noto che questo piatto sia stato un po’ messo da parte ecco perchè mi è venuta voglia di riproporlo anche se con qualche modifica. Le modifiche sono essenzialmente dovute, devo ammetterlo, al fatto che l’ho dovuto proporre con quello che avevo in casa, quindi birra homemade by husband e miscela di tre cereali (riso, orzo e farro) perchè aprendo la dispensa mi son resa conto che di riso non ce n’era più!!! Sono proprio una casalinga disperata.

L’insieme però devo dire che non era per niente male, anzi, forse da preferire al classico per la sua particolarità.

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Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g di mix ai tre cereali (riso, orzo e farro in egual proporzioni)
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1 scalogno
  • 1/2 litro di birra blanche (la mia era aromatizzata allo zafferano)
  • Brodo vegetale q.b.
  • 10 fragoloni
  • la scorza di mezzo limone bio
  • prezzemolo tritato
  • sale

Preparazione:

Versare 2 dei 3 cucchiai di olio EVO in una larga pentola dai bordi bassi e unire lo scalogno tritato. Non appena comincerà a sfrigolare unire anche il mix di cereali e tostarli leggermente. Annaffiare con la birra e continuare la cottura aggiungendo man mano che occorre il brodo vegetale preparato precedentemente con carota, cipolla e sedano. Salare.

Poco prima che il mix abbia raggiunto la cottura unire le fragole tagliate dapprima a metà e poi a fettine, il prezzemolo e la scorza di limone tritati.

Appena cotto, lasciar riposare 3-4 minuti coperto. Irrorare con un altro cucchiaio di olio e servire.

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Con questa ricetta partecipo alla raccolta di maggio di Salutiamoci ospitata dal blog Ricetteveg:

salutiamoci300

e alla Raccolta della Cucina della Capra:

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Mezze maniche in barattolo con asparagi e toma piemontese

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In sette anni non era mai (e ribadisco MAI) successo che i miei figli si ammalassero tutti e tre insieme… fino ad oggi! E tutti e tre sotto antibiotico poveri i miei cucciolotti! Eh si, perchè noi le cose o si fanno per bene o non si fanno! E tanto per non farsi mancare niente mi son presa pure la congiuntivite, tanto che mi resta difficile persino stare al pc! Però ormai l’appuntamento con “il lunedì senza carne” è diventato per me irrinunciabile per cui stringo i denti e vado avanti con questo post, anche perchè questa ricetta, nella sua semplicità, è davvero ottima e tutto il merito va alla toma che ci hanno portato i nostri amici da Vercelli: uno dei formaggi più buoni che abbia mai mangiato, sia semplicemente con miele e marmellate, sia in cucina fondendo alla perfezione!

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Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g di mezze maniche
  • 1 mazzo di asparagi
  • 2 belle fette di toma piemontese
  • 1 scalogno
  • olio EVO Dante
  • sale

Procedimento:

Pulire gli asparagi togliendo la parte terminale più dura e pelando con un pelapatate il resto del gambo. Lavarli bene e tagliarli a rondelle.

Sbucciare e tritare lo scalogno e metterlo in padella con tre cucchiai di olio EVO Dante. Quando sarà caldo aggiungere anche gli asparagi.

Nel frattempo mettere sul fuoco l’acqua per la pasta insieme ai gambi di asparagi più duri. Far bollire qualche minuto, quindi togliere i gambi e utilizzare qualche cucchiaio di acqua per portare gli asparagi nella padella a cottura. Salare.

Salare anche l’acqua della pasta e cuocere la pasta. Scolarla e versarla nella padella con gli asparagi.

Tagliare la toma a dadini e unirla in padella. Saltare la pasta e servirla molto calda, se preferite nei barattoli come ho fatto io!

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Pesce spatola ai pistacchi e crema di cavolo e tanti auguri a me!!!

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Oggi è un grande giorno: compio i miei primi quarant’anni e inevitabilmente questa è una tappa in cui si devono fare un po’ di conti e resoconti perchè si entra negli “anta” e ci rimarremo finchè non festeggeremo il centesimo compleanno. Il tempo passa inesorabilmente e come tutti anche io ho dei rimpianti (per esempio avrei voluto viaggiare molto di più) ma facendo il conto tra ciò che ho avuto dalla vita e ciò che invece mi è stato negato mi devo assolutamente ritenere soddisfatta soprattutto perchè ho una bella famiglia e questa è la cosa più importante.

Certo il tempo è volato: mi sembra ieri di aver festeggiato il mio 18esimo compleanno e, anche se solo per prendermi in giro, ieri mio figlio mi ha chiesto cosa fossero quelle rughe intorno agli occhi! “Sono segni di espressione!” gli ho risposto, ma non sono sicura di averlo convinto e soprattutto non ho convinto me stessa!

Un regalo comunque me lo sono fatto ed è quello di essere arrivata a questo giorno, con estrema fatica, con il mio peso forma! E ora sono molto soddisfatta di me e così oggi potrò lasciarmi andare a festeggiamenti sfrenati, sempre che qualcuno mi abbia organizzato una festa! Chissà… domani vi dirò!

Nel frattempo, non si sa mai, vi lascio una ricettina veloce da preparare, per la quale devo ringraziare ancora una volta Cristina di Poveri ma belli e buoni che mi ha fatto venir voglia di assaggiare tanti bei pesciolini azzurri che fin’ora non avevo mai provato. L’altro giorno Cristina mi ha telefonato dal supermercato per dirmi di sbrigarmi perchè nel reparto pescheria c’era finalmente il raro pesce spatola che tanto avrei voluto assaggiare, così mi sono precipitata al supermercato e l’ho acquistato.

Il pesce spatola, o sciabola, è un pesce del nostro mare dal corpo sottile e senza squame e che può arrivare ad una lunghezza di 2 metri. Molto semplice da sfilettare e se ci sono riuscita io, potete essere tranquilli! Io ho modificato la ricetta di Cristina per adattarla agli ingredienti che avevo in casa e perchè…. mi sono resa conto che era tardi e che dovevo sbrigarmi a metter in tavola qualcosa!

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Ingredienti per 2 persone:

  • un trancio di pesce sciabola di circa 500 g
  • 4 cucchiai di pistacchi di Bronte tritati
  • 1 scalogno
  • succo di mezzo limone
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale
  • 1 piccolo cavolfiore
  • fragole per decorare

Procedimento:

Lavare il cavolfiore e dividerlo in cimette che cuocerete a vapore per pochi minuti, quindi, con poca acqua utilizzata per creare il vapore frullate il cavolfiore con un mixer ad immersione fino a creare una crema densa. Salate e mettete da parte.

Lavate il pesce sciabola, pulitelo e sfilettatelo (oppure fatelo sfilettare al pescivendolo). Tagliate i filetti in quadrati.

Mettete in una padella sul fuoco due cucchiai di olio EVO con lo scalogno tritato. Appena quest’ultimo comincerà a sfrigolare ponete i filetti dalla parte della pelle e fateli cuocere due minuti per parte, salandoli. Spruzzate leggermente con succo di limone.

Servite i filetti nei piatti cospargendoli di pistacchi e accompagnandoli con la crema di cavolfiore e con una fragola tagliata a ventaglio.

E adesso non mi resta che dire…. CIN CIN a me!

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Crema nel barattolo di porri e patate allo zafferano

 

 

 

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Se è vero il detto che anche l’occhio vuole la sua parte, con questi barattolini siamo riusciti nell’intento.

Un piatto leggero, semplice da preparare e bello da presentare. Un piatto con cui sono felice di inaugurare la mia collaborazione con la rivista Q.B., una neonata rivista di cucina che però promette tanto. Io me ne sono innamorata sin dal primo numero a dicembre, ma potrete trovare numerose ricette (tra cui le mie) anche nel loro sito http://www.qb-quantobasta.it/. Tra pochi giorni tra l’altro uscirà il numero di marzo e io sono curiosissima di vedere con cosa ci delizierà!

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Ma per tornare ai nostri barattolini, trovo che sia un modo diverso di servire le zuppe e le vellutate e anche i bambini lo hanno apprezzato.

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Ingredienti:

  • 2 porri
  • 2 patate medie
  • 1 scalogno
  • mezzo cucchiaino di zafferano in polvere Il Re dei Re
  • pane raffermo
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO
  • rosmarino
  • brodo vegetale q.b.

Procedimento:

Sono solita preparare queste zuppe nel Bimby, ma sono semplicissime da farsi anche in pentola e poi frullate con un frullatore ad immersione.

Mettere due cucchiai di olio in padella insieme allo scalogno tritato. Appena comincia a soffriggere unire i porri lavati e tagliati a rondelle e le patate lavate, sbucciate e tagliate a cubetti. Mescolare e far insaporire bene, quindi coprire con il brodo vegetale caldo in cui avrete fatto sciogliere lo zafferano, aggiustare di sale e far cuocere 20 minuti dal momento che riprende il bollore, quindi frullare. Se necessario aggiungere altro brodo, se invece è troppo lenta aggiungere un cucchiaino di maizena.

Tagliare il pane a fette da cui ricaverete dei cubetti che tosterete leggermente in padella con un filo di olio EVO.

Riempire i barattoli con la vellutata di porri e guarnirla con un filo di olio e un rametto di rosmarino. Accompagnare con i crostini.

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Risotto autunnale con zucca di Hokkaido e castagne

Se cercate nel mio blog vi accorgerete che non ci sono ricette che tra gli ingredienti contemplino le castagne: questa è la prima e… forse l’unica! La ragione? Qualcuno potrebbe pensare che le castagne non mi piacciono: niente di più falso! Io le A D O R O: è l’alimento che più mi piace in assoluto e che apprezzo al meglio in purezza, semplicemente arrostite. Dalle mie parti si chiamano ballotte o caldarroste e vi assicuro che quando le vedo in tavola riesco a mangiarne una quantità che spaventerebbe chiunque! Neanche Dukan è riuscito a tenermi lontana da questo alimento: poi ne ho pagate le conseguenze dovendo restringere la mia dieta a pochi alimenti per tre giorni, però non ho resistito!

Quindi ora capirete perchè non riesco a fare in modo di sacrificarle per altre ricette! Una volta addirittura, ho litigato con mio marito perchè me ne aveva “rubate” una certa quantità per farle sotto spirito: a me, che me le ero sbucciate con tanto amore per degustarmele con calma!

Come tutti gli anni mio padre (grande amante dei boschi), armato del suo secchiello, parte per il suo solito castagneto e non torna finchè non lo ha riempito di questi frutti prelibati e, ahimè, costosissimi.

Questa volta, per provare questa ricetta, ho dovuto far ricorso a tutta la mia forza di volontà e, credetemi, mentre le sbucciavo è stata davvero dura resistere e non portarmele alla bocca.

Fatta questa dovuta introduzione vi volevo anche parlare di questo particolare tipo di zucca, che è la prima volta che cucino.

Ancora una volta ero reduce dalla mia visita al negozio di prodotti biologici e la signora mi ha tentato con questo ortaggio. Sono andata a documentarmi un po’ ed ho scoperto che si utilizza nè più nè meno nelle stesse ricette della zucca tradizionale, l’unica diversità è che di questa zucca si cucina anche la buccia perchè non è molto coriacea e una volta cotta rimane molto morbida.

Questa zucca, detta anche Potimarron, ha una polpa un po’ più dolce rispetto alla classica ed ecco perchè si sposa bene con le castagne. A dispetto del nome, viene coltivata tranquillamente anche in Italia e, se volete, potrete farlo anche nel vostro orticello acquistando i semi che si chiamano Uchiki Kuri.

Le dimensioni sono piuttosto piccole (il peso si aggira tra gli 800 g e il chilo e 300 g) e quindi si prestano facilmente al consumo.

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 g di riso carnaroli
  • mezza zucca di Hokkaido
  • 200 g di castagne
  • 1 scalogno
  • olio EVO Dante
  • rosmarino
  • brodo vegetale
  • sale
  • mezzo bicchiere di vino bianco (facoltativo)

Procedimento:

Preparare il brodo vegetale con una carota, una cipolla e il sedano.

Lavare la zucca e pulirla da eventuali imperfezioni. Tagliarla a metà, togliere i semi e i filamenti e ridurre una metà in piccoli pezzetti.

In una pentola mettere lo scalogno tritato con l’olio EVO e gli aghi di rosmarino tritati. Accendere il fuoco e far stufare lo scalogno, quindi aggiungere la zucca. Farla insaporire bene quindi aggiungere un po’ di brodo fintanto che si sarà un po’ ammorbidita. Prelevarne una buona metà insieme ad un po’ di liquido di cottura e frullarla con un frullatore ad immersione.

Nella pentola con la zucca rimasta versarvi il riso, farlo insaporire e tostare leggermente. Se preferite sfumate con il vino bianco quindi aggiungere il brodo e portare il riso a cottura salando.

Nel frattempo incidete le castagne e cuocetele nell’apposita padella forata. Sbucciatele e tritatele grossolanamente con un coltello.

Pochi minuti prima di spegnere il risotto, versatevi sopra la cremina ottenuta frullando una parte della zucca.

Impiattare il riso, cospargerlo con le castagne tritate e decorate con un rametto di rosmarino e un filo di olio EVO.

Con questa ricetta partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

 

E al contest di Tuttofadado:

Risotto ai due meloni con speck croccante

 

Una ricetta semplice e veloce di fine estate, quando ancora si trovano dei buoni meloni gialli e si cominciano a trovare i primi meloni invernali.

Si tratta di fare semplicemente un risotto bianco, tostare lo speck e assemblare il tutto. Chiunque ne sarebbe capace, anche se qualcuno mi verrà a dire che fare un buon risotto non è la cosa più semplice al mondo! Beh, ma io che ci sto a fare qua? Già ve lo avevo spiegato in un’altra ricetta (quella del risotto blu, per intenderci), ma visto che alla lezione di cucina di Spazio QB la mia insegnante (di origini milanese) insiste nel dire che il soffritto non è più di moda e che il vero risotto si cuoce in altro modo, ci tengo a ribadirlo!

Io poi ho deciso di servire questo risotto nei calici da vino (mi sembrava un’idea originale), ma voi fatelo solo se come me desiderate mangiarlo a temperatura quasi ambiente (infondo fa ancora molto caldo) altrimenti rischierete di veder esplodere il vostro bel servito!

 

Ingredienti:

  • 300 g di riso Carnaroli
  • 2 fette di melone estivo
  • 2 fette di melone invernale
  • 80 g di speck a fette
  • 30 g di olio EVO
  • 1 scalogno
  • basilico (io ho usato quello greco)
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • brodo vegetale q.b. (o acqua e dado)

Procedimento:

Pulire le fette di melone dalla scorza e dai semi. Tagliarli a piccoli cubetti (bronoise) e mettere da parte.

Tagliare lo speck a striscioline, mettere una padella antiaderente sul fuoco e adagiarvi lo speck fintanto che non sarà diventato croccante.

In una pentola larga e dai bordi bassi mettere il riso e mettere sul fuoco mescolando di tanto in tanto, finchè non comincerete a sentire un lieve odore di popcorn. E’ il momento di sfumare il riso con il vino (mi raccomando che sia a temperatura ambiente). Far evaporare tutto l’acool quindi introdurre il brodo bollente e continuare la cottura.

Salare.

Continuare ad aggiungere il brodo man mano che esso si ritira e fino a portare il riso a cottura.

Nel frattempo mettere l’olio in una padella con lo scalogno sbucciato e tagliato a metà. Accendere il fuoco e far insaporire l’olio.  Spegnere e versare l’olio (senza lo scalogno) nel riso che nel frattempo avrete tolto dal fuoco. Mescolare, coprire e lasciar riposare 4-5 minuti.

Se lo volete mangiare caldo, introducete il melone e lo speck nel riso, mescolate e servite. Altrimenti aspettate che si raffreddi prima anche di mescolare gli ingredienti e poi servite, a piacere, nei calici.

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Nella cucina di Laura:

 

Spaghetti alla chitarra con pomodorini secchi in asparagi e vongole

Qualche anno fa mia suocera, originaria di Teramo, mi regalò la famosa chitarra per produrre spaghetti casalinghi convinta che, vista la mia passione per la cucina, avrei sicuramente apprezzato e messo in funzione tale attrezzo!

Ebbene finora questo “coso” è rimasto lì col mio timore reverenziale di non essere all’altezza e di non saperlo usare nel modo giusto e, forse, anche quest’oggi non l’ho utilizzato nel modo corretto, ma sono convinta che lei ne sarebbe stata ugualmente contenta.

Premetto che adoro questo tipo di pasta e che la madre di mio marito spesso lo preparava conoscendo questa mia passione, ma la prima volta che in realtà li ho mangiati me li aveva preparati la mia carissima zietta umbra, che nella sua travagliata vita ne ha impastata di farina e uova. In Umbria assumono un’ altra identità, vengono infatti chiamati Manfrigoli e in Toscana li chiamiamo Pici. Qualcuno usa le uova, qualcuno solo acqua e farina, ma la forma è sempre quella: uno spaghetto quadrato, che assorbe il sughetto magicamente!

Ingredienti:

Preparazione:

Lavare le vongole e farle aprire sul fuoco con poca acqua e un filo di olio.

Per preparare la pasta io ho utilizzato il Bimby: ho tritato i pomodorini secchi finemente per 15 secondi a Vel. 8. Ho riunito con la spatola e ho tritato ancora 15 sec. Vel. 8. Ho inserito la farina e le uova (non ho messo sale perchè i pomodorini erano già molto salati) e ho impastato 2 minuti a Vel. Spiga.

Nel caso preferiate fare a mano, tritare precedentemente i pomodorini con un robot da cucina, quindi mescolarli con la farina. Mettere a fontana e inserire le uova. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio.

Lasciar riposare 15 minuti coperto con un panno o con della pellicola trasparente, quindi stendere col mattarello, ottenendo una sfoglia dello spessore di circa un paio di millimetri. Tagliare questa sfoglia in tre strisce che andranno adagiate sopra la chitarra. Passarvi sopra il matterello fino a che gli spaghetti cominceranno a cadere.

Adagiare gli spaghetti su una spianatoia precedentemente infarinata e lasciar asciugare per almeno un’ora.

Nel frattempo, preparare il condimento per la nostra pasta.

Tritare lo scalogno e metterlo a soffriggere in una padella con due cucchiai di olio. Aggiungere gli asparagi selvatici (precedentemente lavati, puliti e spezzetati) e farli cuocere fintanto che non diventeranno teneri, aggiungendo di tanto in tanto un po’ di acqua delle vongole che avrete filtrato e messo a riscaldare.

Unire adesso i pomodorini spezzetati e il prezzemolo tritato. Mescolare bene e unire infine le vongole. Far insaporire.

Mettere sul fuoco una pentola di acqua e quando comincerà a bollire, salare e buttarvi dentro gli spaghetti alla chitarra. Cuocere al dente e quindi scolare e versarli sul sughetto di vongole e asparagi.

Con questa ricetta partecipo al contest di Pranzo di Famiglia

Ago e filo, seppie e un buon ripieno

C’è sempre una prima volta nella vita! In tutto! E questa è la prima volta che cucino le seppie ripiene.

Questa volta sono andata sul sicuro e ho acquistato seppie già pulite, anche perchè erano in offerta.

Ho preparato il mio bel ripieno e poi… e poi mi son detta: “Ora queste seppie vanno chiuse, altrimenti il ripieno fuoriesce. Bene! Vado in dispensa e, ahimè… non avevo più stuzzicadenti!

Dopo un iniziale attimo di panico, si sono attivati gli ingranaggi del mio cervello per far accendere la famosa lampadina: ago e filo è la soluzione! Lo so, ho inventato l’acqua calda, però…

E così quest’oggi ho fatto anche la sarta!

Ingredienti:

  • 40 g di parmigiano grattugiato
  • 80 g di pangrattato
  • 6-8 pomodorini
  • 6 seppie non troppo grandi
  • una manciata di capperi
  • 2 filetti di alici in salsa piccante Rizzoli Emanuelli
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • 50 g di olio EVO
  • 600 g di passata di pomodoro
  • 100 g di acqua
  • 1 scalogno
  • sale

Procedimento:

Pulire le seppie se non le avete acquistate già pulite. Togliete i tentacoli e metteteli da parte.

Nel Bimby o nel vostro frullatore inserite il parmigiano, il pangrattato, metà prezzemolo, l’aglio, i capperi, i pomodorini lavati e tagliati a pezzetti, le alici, pochissimo sale (le acciughe e i capperi sono già piuttosto salati) e 25 g di olio EVO. Tritare 10 secondi a vel. 8.

Riempire le seppie con questo composto, senza esagerare però perchè tenderanno a gonfiarsi e ad aprirsi.

Cucirle dunque in modo che il ripieno non fuoriesca, oppure chiuderle con uno stuzzicadenti.

Io ho poi optato per la cottura nel Bimby, tritando lo scalogno e il prezzemolo e facendoli soffriggere in 25 g d’olio per 3 min. a 100° vel. 1.

Ho aggiunto la passata di pomodoro, l’acqua, il ripieno delle seppie se avanzato e un po’ di sale.

Ho messo le seppie nel cestello del Bimby e ho introdotto questo nel boccale.

Ho cotto ancora 30 minuti a 100° vel. 1. Se alla fine il sugo risulterà troppo acquoso farlo ritirare 10 minuti a temp. Varoma vel. 1.

Se non avete il Bimby, potete cuocere le seppie direttamente in una padella insieme alla passata di pomodoro.

Servire le seppie dopo aver tolto il filo.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cucchiaio e Pentolone:

Risotto quasi Cantonese con ananas e pollo

Quest’oggi avevo una gran voglia di esotico! Per la verità c’era in programma un risotto al nero di seppia, ma non sono riuscita a trovare una sola seppia in tutto il mio paesello e così ho ripiegato con immenso piacere su questa ricetta insolita per i nostri palati occidentali.

Un retrogusto dolcignolo dovuto all’ananas per questo piatto unico (primo, secondo e frutta tutto insieme!).

Avrei dovuto aggiungerci anche le uova sbattute (ed ottenere quindi una sorta di carbonara esotica), ma avendone mangiate già abbastanza in questi giorni di feste pasquali, ho preferito evitarle in questo piatto. Resta il fatto che ci sarebbero state davvero bene!

Ingredienti:

  • 150 g di petto di pollo
  • 6 fette di ananas al naturale (non sciroppato)
  • 250 g di riso Vialone Nano
  • una manciata abbondante di pinoli
  • prezzemolo
  • olio EVO
  • 1 scalogno piccolo
  • brodo di pollo o vegetale
  • mezzo bicchiere di vino bianco

Procedimento: 

Cubettare il petto di pollo con un coltello. In una pentola dal fondo spesso e dai bordi bassi mettere due cucchiai di olio con lo scalogno tritato. Far soffriggere quindi unire il pollo mescolando in modo che si cuocia da tutte le parti.

Aggiungere adesso il riso e farlo tostare.

Sfumare col vino bianco. Quando sarà evaporato aggiungere il succo dell’ananas (sempre che abbiate utilizzato un ananas in barattolo) e quindi il brodo. Portare a cottura il riso e pochi minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere l’ananas tagliato a pezzetti.

Scaldare una padellina e metterci i pinoli a tostare finchè non abbiano rilasciato il loro olio. Il grande Cracco dice che questa è un’operazione importante perchè i pinoli potrebbero essere tossici se utilizzati a crudo.

Unire i pinoli al riso e mescolare.

Impiattare spolverizzando con del prezzemolo tritato.

 

 

Ziti ripieni in un letto di besciamella ai funghi

 

Da qualche mese avevo messo nella mia dispensa questa particolarissima pasta certa che prima o poi avrei trovato l’ispirazione giusta per utilizzarla al meglio.

Bene, quest’oggi quel momento è arrivato e, anche se una serie di eventi hanno remato contro il mio progetto (vedi figlio da andare a prendere a scuola con la febbre a 38°), io non mi son data per vinta: abbiamo solo mangiato un po’ più tardi del solito.

Prima che vi precipitiate a comprare gli ingredienti vi avverto che questo è un primo piatto che richiede un’infinità di pazienza, pazienza che comunque poi verrà ripagata dagli apprezzamenti dei vostri commensali.

Ingredienti: 

  • 250 g di ziti
  • 300 g di funghi surgelati
  • 1 manciata di porcini secchi
  • 1 salsiccia fresca
  • 1 scalogno
  • prezzemolo
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 250 g di Philadelphia
  • 10 pomodorini secchi
  • 30 g di burro
  • mezzo litro di latte
  • 50 g di farina
  • noce moscata
  • sale
  • olio EVO
  • parmigiano grattugiato

Procedimento:

Nel Bimby (o nel vostro robot da cucina) tritate finemente i pomodorini, quindi amalgamarli al Philadelphia. Con questa farcia riempire una tasca da pasticcere con una bocchetta piuttosto larga (io ne ho utilizzata una un po’ piccola perciò ho faticato tanto a riempire i miei ziti!)

Mettere l’acqua sul fuoco e appena bolle, salarla e gettarvi gli ziti. Cuocerli al dente, quindi scolarli e distribuirli su un canovaccio sopra un tavolo da lavoro.

Ammollare i porcini in acqua calda.

Tritare lo scalogno e un po’ di prezzemolo (nel Bimby qualche secondo a vel. 7-8). In una padella mettere dell’olio e far soffriggere lo scalogno e il prezzemolo insieme alla salsiccia sbriciolata (nel Bimby 3 min. vel. 2 100°). Unire i funghi surgelati e quindi i porcini strizzati dall’acqua. Far cuocere mezz’ora sfumando all’inizio con il vino bianco. Se si asciugano troppo bagnarli man mano con un po’ di acqua.

Quando saranno cotti, tritarli grossolanamente (nel Bimby 8 sec. vel 6-7).

Preparare la besciamella: fate sciogliere il burro in una pentola, aggiungere la farina e mescolare bene in modo da non formare grumi, dopo un paio di minuti aggiungere il latte e continuare a mescolare finchè non si sarà addensata, aggiungendo una grattugiata di noce moscata e il sale.

Se preparate la besciamella nel Bimby, inserite nel boccale tutti gli ingredienti e cuocere 12 min. 90° vel. 4. coprendo il tappo con il cestello per evitare di schizzare.

Mescolate adesso la besciamella con i funghi.

E ora comincia il lavoro da certosino: tagliate gli ziti in 3-4 pezzi ognuno, quindi riempiteli uno ad uno con il composto di Philadelphia e pomodorini.

Ricoprire una teglia da forno con un piccolo strato di besciamella ai funghi e quindi adagiate gli ziti riempiti in modo da ricoprire la teglia. Stendete un altro strato di besciamella e uno ancora di ziti fino a finire tutti gli ingredienti. Io ne ho fatti tre strati.

Spolverizzare col parmigiano e cuocere in forno a 200° per 20 minuti, accendendo il grill verso la fine per fare in modo che si crei una crosticina superficiale.

Appena terminata la cottura, tirate fuori dal forno e fate riposare per 5-10 minuti (in questo modo sarà più facile porzionarli). Spolverizzare con del prezzemolo tritato.

Con questa ricetta partecipo al contest di Acqua e Farina: