La moda del momento: focaccine al latte di soia

Oggi sono stata alla terza lezione del corso Haccp da dove sono uscita con una serie di nozioni microbiologiche e chimiche che scoraggerebbero qualsiasi iniziativa culinaria, anche (e forse, soprattutto) quella casalinga. Abbiamo parlato di Botulino, Campylobacter, Salmonella, Streptococco, Tenia, Epatite, Anisakis e Toxoplasmosi e mi chiedo come ho fatto a sopravvivere fin’ora con tutte le conserve, confetture e marmellate che ho fatto! Si, io sterilizzo sempre tutto e attuo tutte le procedure del caso, ma durante questa procedura può sempre succedere di tutto. Per esempio, forse non tutti sanno che per uccidere il Botulino occorre sterilizzare a 120°.

E poi, io che adoro quasi tutte le crudità, credo che da oggi ci penserò sempre benissimo prima di ingerire qualsiasi mollusco, pesce, carne se prima non saranno ben cotti… beh, diciamocelo: qui lo dico e qui lo nego!

L’igiene in cucina è ovviamente importantissima, ma ancor di più è la conservazione dei prodotti, soprattutto ciò che concerne la temperatura e anche a casa dobbiamo fare molta attenzione al buon funzionamento del nostro frigorifero. Inoltre, forse non tutti sanno che la moltiplicazione dei germi si ha soprattutto a temperature comprese tra i 6° e i 65° ecco perchè è pericoloso far freddare le nostre pietanze (es. ragù) fuori dal frigo e sarebbe utile un abbattitore. Ovviamente in casa non possiamo essere così attrezzati, ma si possono prendere molti accorgimenti per cercare di arginare al massimo il problema, per esempio, nel caso del ragù, conviene dividerlo subito in barattoli sterilizzati adatti al vostro consumo, chiuderli ermeticamente e rovesciarli in modo da creare il sottovuoto. Io, per sicurezza, poi li ripongo anche in frigo e cerco di utilizzarli nel più breve tempo possibile.

Beh, comunque l’atteggiamento migliore è sempre quello di non farsi prendere dall’ansia e agire sempre con intelligenza.

Abbandoniamo questi truci discorsi (che però mi sentivo in dovere di divulgare) per rincuorarci con le buone focaccine di oggi. Focaccine di moda, come si legge nel titolo, perchè stanno girando da un blog all’altro e ogni foodblogger apporta le proprie modifiche alla ricetta originale. La mia unica modifica è stata quella di averle impastate nel Bimby, mentre Federica per esempio le ha impastate nella macchina del pane e Alessandra nel Kenwood. Per il resto ho seguito sostanzialmente la variante di Alessandra, compreso il fatto di aver spennellato la superficie con un’emulsione di acqua e olio anzichè con il latte di soia e averle decorate con sale grosso e rosmarino. Trovate queste stesse focaccine anche nel blog di Martina, di Nuccio, di Morena, di Enza, di Antonietta, di Elenuccia e una versione tutta glutenfree di Anna.

Sono davvero buonissime, oltre ad essere senza lattosio e il giorno dopo (ammesso che vi avanzino!) potete darle per colazione a scuola ai vostri figli.

L’impasto è piuttosto morbido, ma non troppo appiccicoso per cui si lavorano tranquillamente a mano.

Ingredienti:

  • 250 g di farina Manitoba dei Molini Rosignoli
  • 300 g di farina 00
  • 10 g di lievito di birra
  • 200 g di latte di soia
  • 200 g di acqua
  • 30 g di strutto
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio di oliva
  • rosmarino
  • sale grosso

Procedimento:

Nel Bimby inserisco le farine e le mescolo per 30 secondi a vel. 3-4. In un recipiente dosatore mescolo il latte di soia a temperatura ambiente con l’acqua leggermente riscaldata (circa 37°C), lo zucchero e il lievito di birra.

Nel Bimby (dove avrete ancora la farina) in funzione a vel. Spiga verso lentamente il latte e quando comincerà a formarsi la palla di impasto unisco a più riprese lo strutto e una presa di sale. Continuo a vel. Spiga per 3 minuti.

Metto questo impasto a lievitare in una ciotola coprendola poi con un canovaccio.

Faccio lievitare per circa due ore (io ammetto di averla fatta lievitare anche 4 perchè avevo un impegno, ma sono venute benissimo ugualmente!!!), quindi sgonfio l’impasto e ne ricavo circa 11-12 palline che lascio riposare sulla tavola per circa dieci minuti. Quindi le metto su una teglia da forno coperta di carta e le appiattisco dandogli forma rotonda. Le copro ancora con il canovaccio e le lascio lievitare per un’altra ora.

A questo punto, con i polpastrelli pratico delle fossette e spennello la superficie con un’emulsione di acqua e olio. Dispongo qualche ago di rosmarino e qualche chicco di sale grosso su ogni focaccina e le inforno a 200° per 20 minuti.

Adesso a voi lascio la fantasia di come farcirle, ma la mia preferita resta sempre pomodoro, mozzarella, insalata e origano (ovviamente non adatta per gli intolleranti al lattosio).

Con questa ricetta partecipo al contest di Intolleranza Zero:

 

 

e al contest de “L’Emporio 21” in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

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18 pensieri su “La moda del momento: focaccine al latte di soia

  1. evvaiiiiiiiiiiiiiiiiii bravissima tesoro, fanno venir una fameeeeeeeeeeeee ^_^ dciamo che è una ricetta che vorrei proporre nella mia pizzeria ^_- sono sicura che spopolerebbero 🙂

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  2. questi panini sono stati fatti molto tempo fa ma solo ora ve li posto la ricetta è stata trovata qui e vi incollo anche la ricettaIngredienti:100 gr. pasta madre rinfrescata dal giorno prima500 farina 0260 gr.circa di acqua50 gr. olio10 gr. saleMano:Fare una fontana con la farina e mettere nel centro un po’ di acqua, scioglierci la pastamadre strizzandola bene tra le dita e amalgamare man mano tutta la farina, aggiungendo l’acqua necessaria, unire il sale e l’olio e lavorare finchè avremo ottenuto un impasto liscio ed elastico.**Mettere a lievitare in una ciotola coperto ( io ho diviso a metà, inserito la salvia in una di queste e messo a lievitare in due ciotole separate)Dopo circa 4 ore, sgonfiare l’impasto e ricavare i panini (8 in totale) dando una forma ovale, depositare in teglia ricoperta di carta forno, ben distanziati tra loro e far lievitare per altre tre ore. Accendere il forno a 180° in modalità ventilato, spennellare i panini con un’emulsione preparata con 150 ml. acqua e 1 cucchiaio di olio. Infornare e cuocere per 30/40 minuti.sfornare e far freddare su una gratella.Sono davvero ottimi,ringrazio l’autrice e vi auguro buon inizio settimana!

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  3. Che bello stai facendo il corso Hccp
    anche io vorrei farlo (sempre nell’ottica “mi tengo aperta una seconda strada”)
    posso chiederti quanto hai pagato (se hai pagato) e di quante ore si compone il corso?

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    • Certo Cle! Mi ha coinvolto una mia amica che vuole aprire una yogurteria e siccome in un lontano futuro anche io ho qualche progettino e, hai visto mai che non trovi lavoro in un ristorante, ho deciso di accompagnarla. Io ho fatto il corso completo con tanto di REC: 40 ore e 300 euri presso una scuola privata. Se non hai bisogno del Rec, l’importante se sarai titolare è che tu faccia il corso di 16 ore, da dipendente 12 ore ma non ne conosco i corsi. So che si può prendere anche tramite internet o direttamente alla camera di commercio. Comunque per ora la normativa cambia da regione a regione, per esempio, e se mi sbaglio qualcuno mi corregga, so che in Sicilia ancora non è stato introdotto l’HACCP e si usa fare ancora il libretto sanitario.
      Spero di esserti stata utile.

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      • Utilissima, grazie!
        Si sapevo che si poteva fare presso la CC, ma non avevo idea ancora dei costi.
        Nè sapevo che per i dipendenti il corso è diverso.
        Grazie mille e in bocca al lupo per i tuoi progetti! ;D

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