Silvia salad piccantina

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Il tanto atteso caldo è arrivato… In altre occasioni avrei aggiunto un bel “finalmente”, ma quest’anno mi sono resa conto a mie spese che per chi deve lavorare quest’afa non è proprio il massimo della goduria!

In casa le finestre sono tutte chiuse per cercare di chiudere fuori il caldo e l’idea di accendere il forno mi sconvolge.

Dove lavoro le insalate vanno alla grande e ce ne sono per tutti i gusti, ma a casa una delle mie preferite è quella che vi propongo oggi cogliendo l’occasione per partecipare all’Mtc di giugno proposto da Leo, una new entry dell’Mtc (n’artro marito per intenderci!) che ha pensato bene di tenerci leggeri per affrontare la tanto odiata prova costume.

Quindi, dalla famosa Ceasar Salad nella rivisitazione di Julia Child, alla versione di Leo con il pollo fino alla mia, che in realtà si discosta solo in parte da quella di Leo.

Devo essere sincera, il tempo qua stringe sempre più e certe volte è difficile riuscire anche a fare la spesa, perciò la mia insalata nasce da “quel che c’è in frigo”, in dispensa le olive non mancano mai e questa è una buona occasione per utilizzare quel buon pane cotto a legna (sciapo per noi toscani) che se rimane ancora un po’ nel contenitore del pane diventerà oggetto di studio per qualche paleontologo.

Silvia salad_01Ingredienti per due persone:

  • 200 g di insalatine (lattughino, songino, spinacino, tutto “ino” insomma)
  • 2 fette di pane
  • 2 fette di petto di pollo
  • 3 pomodori San Marzano
  • 1 cetriolo
  • una manciata di olive in salamoia
  • 2 cucchiai di succo di limone Polenghi
  • olio aromatizzato (io lo autoproduco mettendo del rosmarino, uno spicchio di aglio tritato, peperoncino frantumato, scorze di limone nell’oliera con dell’ottimo olio EVO)
  • 50 g di emmental
  • sale dell’Himalaya Tec-Al

Procedimento:

Tagliare il pane a cubetti. In una padella antiaderente versare due cucchiai di olio aromatizzato e quando è caldo unire i cubetti di pane. Farli arrostire e salarli con il sale dell’Himalaya.

Lavare le insalatine, il cetriolo e i pomodori.

Sbucciare il cetriolo e affettarlo.

Sulla griglia cuocere il petto di pollo, salarlo. Quando è cotto affettarlo.

Tagliare anche il formaggio a cubetti.

Assemblare l’insalata in una capiente insalatiera: mettere  le insalatine, le olive sgocciolate, i pomodori precedentemente tagliati, il cetriolo, il pollo e il pane.

In un piatto preparare una citronette con il succo di limone, l’olio e il sale e sbatterlo fino a quando si formerà una cremina che andrà versata nell’insalata.

Silvia salad_03

Con questa ricetta partecipo all’Mtchallenge di giugno:

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19 pensieri su “Silvia salad piccantina

  1. a parte il cetriolo, che proprio mi fa star male se solo lo assaggio 😦 , promuovo a pieni voti questa tua Silvia salad 😀
    con l’olio aromatizzato home made, poi, me gusta ancor di più!
    ciao bella bimba!!

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  2. E’ arrivato il caldo, e quindi questa insalata fa proprio al giusto caso, così da evitare di accendere il forno e mangiare comunque con gusto, complimenti.

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  3. come ti capisco tornare stanca dal lavoro io ho una pizzeria e praticamnete sono 4 anni che vivo li dentro prima ero un leone ora alla soglia dei 38 anni sto perdendo i colpi e stare al passo non ce la faccio proprio …. anche io un’insalata al volo per l’mtc ma questa piccantina sara’ buo9nissima per mio marito .9 i cetrioli li ripulisce lui

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  4. A me il cetriolo piace, perchè dà una freschezza tutta peculiare alle insalate, più degli altri ortaggi: e trovo che in questa tua proposta sia un ingrediente insostituibile, perchè bilancia bene il resto dei suoi componenti. Hai variato con intelligenza la Caesar di Leo, basandoti sulla saggezza del “quello che c’è”, che è da sempre la migliore risorsa per chi, come noi, non può sempre permettersi il lusso degli chef, di comprare in base al menu, ma deve anche far fuori gli avanzi 😉
    L’unico neo riguarda il tema: quando avevamo detto “belle Epoque” intendevamo riferirci anche ad una presentazione importante, un po’ come ai tempi della grande ristorazione di quegli anni. Impiattare nella plastica, invece, richiama di più il mare e comunque un pranzo informale e veloce. Mi spiace da matti, perchè l’insalata, in sè, è gustosissima: ma, così presentata, ha poca attinenza col tema suggerito.
    Che siamo diventate più cattive me lo dico da sola, ok? 🙂

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