Orecchiette alle cime di rapa

Da una settimana non ci sei più, ci hai lasciati in punta di piedi così come è stata la tua esistenza, lasciando un grande vuoto. Ero combattuta se comunicare questa notizia qua, poi ho pensato che questo è lo spazio più adatto perchè la mia alimentazione è stata da sempre influenzata dall’esempio che tu ci hai dato.

Un uomo di poche parole con un grande amore per la terra, che amava anche andar per boschi e portare a casa le prelibatezze che la natura ci regala. Funghi, asparagi, castagne… il nostro territorio per te non aveva segreti e sapevi sempre dove andare a cercare. E poi l’orto, da cui riuscivi sempre ad ottenere una gran quantità di prodotti che distribuivi a tutta la famiglia: fave (le mie preferite), zucchine, ravanelli, pomodori di ogni qualità, insalata… E con che orgoglio arrivavi a casa portando un bel mazzo di carciofi!

Ogni anno la raccolta delle olive era per te un periodo di felicità, da condividere con gli amici, ma anche duro lavoro che però sopportavi con gioia perchè sapevi che il frutto del tuo lavoro sarebbe andato sulla tavola dei tuoi cari.

Questa ricetta la dedico a te Babbo perchè, nonostante non sia caratteristica della nostra zona, le cime di rapa sono un prodotto della terra, la terra che tu hai sempre rispettato e amato.

Orecchiette_01

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 mazzi di cime di rapa
  • 4 filetti di acciughe dissalate
  • 300 g di orecchiette fresche
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • Peperoncino (facoltativo)
  • 1 spicchio di aglio

Orecchiette_02

Procedimento:

Pulire accuratamente le cime di rapa, dividendo le foglie dalle cimette. Lavarle.

Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua.

Aspettando che l’acqua spicchi il bollore, in una padella mettere l’olio con l’aglio schiacciato e il peperoncino. Accendere il fuoco e appena caldo aggiungere i filetti di acciuga. Proseguire la cottura finchè i filetti non si siano sfaldati. Togliere lo spicchio di aglio.

Quando l’acqua spicca il bollore, salarla e unire le foglie e le orecchiete. Due minuti prima di scolare la pasta aggiungere anche le cimette.

A cottura ultimata, scolare la pasta e versarla in padella. Saltare il tutto e se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Servire ben caldo.

Orecchiette_03Ciao Babbo!

 

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45 pensieri su “Orecchiette alle cime di rapa

  1. Tesoro, ti abbraccio virtualmente ma forte forte… Io il babbo l’ho perso 17 anni fa e la mamma un anno fa e il vuoto che lasciano è immenso! …la gioia piú grande è averli nel cuore e ritrovarli nelle piccole cose quotidiane …come questo piatto… Che tra l’altro io e mamma amavamo farci! 🙂
    Ancora un abbraccio
    Terry

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  2. Ti abbraccio forte perchè io ho i genitori molto anziani e ogni volta che squilla il telefono tremo….
    Porta avanti sempre i suoi insegnamenti e il suo amore per la terra, è il più bel dono tu gli possa fare.
    Tatiana

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  3. è…devastante…solo chi ha sofferto questo dolore può capire. È atroce, sempre ed in ogni modo inaspettato, anche quando lo si aspettava. Una via per ritrovare il respiro è respirare e rivivere le abitudini che ci univano con chi ancora amiamo. Credo che la cucina, come mille altre attività, sia un modo per lasciare aperto un canale di fondamentale e infinita comunicazione. Va accettato, le cose stanno concretamente così, ma tutto per fortuna non si esaurisce nella concretezza. Andiamo avanti per tutti.

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  4. Mi hai fatto venire i brividi e mi hai commossa con le tue parole. Credo che le persone a cui abbiamo voluto bene, continueranno a vivere per sempre proprio grazie ai nostri ricordi. Le orecchiette alle cime di rapa le faccio spesso anch’io, sono strepitose! Ti abbraccio forte ❤

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  5. L’amore si condivide attraverso piccoli gesti e tradizioni. L’amore per la terra e la famiglia. Le nostre radici sono importanti ed sono una delle poche certezze della vita. Non ci conosciamo di persona, ma ti abbraccio e ti sono vicina.

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  6. Sono sicuro che sarebbe stato orgoglioso di leggere questo tuo breve ricordo.
    Penso che per un genitore sia fonte di serenità sapere che i figli lo ammirano, non tanto per i gesti straordinari, ma per le piccole cose di tutte i gironi che dimostrano davvero i sentimenti.

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  7. Cara, io ho solo 18 anni ma capisco cosa provi, da quando sono piccola che convivo con la brutta presenza della morte, fortunatamente i miei genitori sono ancora qui ma molti miei familiari se ne sono andati. Mi hai fatto pensare ai miei nonni materni che non ho mai avuto l’opportunità di conoscere. Pensa che mio nonno è morto pochi giorni prima che nascessi…Cinque anni fa ho perso l’unico cugino che ho in zona, due anni più grande di me, con lui ho condiviso momenti di ogni tipo, ogni estate, lui mi faceva il solletico, mi faceva ridere, pensa che da piccola ero così convinta che da grandi saremmo stati marito e moglie, non era proprio destino si vede!! La morte dei propri genitori penso che non si possa comparare con nessun altra cosa, e io ogni volta che vedo mia mamma triste, con qualche acciacco mi preoccupo molto perché mi rendo conto di quanto possa essere doloroso non avere più la persona che ti ha fatto nascere, che ti ha fatto crescere e ti ha dato la vita. Mi hai fatto commuovere e mi hai fatto riflettere su quanto è importante ogni singolo giorno e che va sfruttato al massimo! Una piccola cosa che mi è venuta in mente è quella che non si dovrebbe mai andare a dormire imbronciati con la/e persona/e a cui vogliamo bene perché si sa che un momento ci siamo e il momento dopo non si sa. Spero di non essere stata pesante ma le mie dita hanno incominciato a scrivere. Te sei una mamma formidabile, saprai sicuramente su cosa devi fare forza. Sappi che noi ci siamo e aspettiamo con felicità le tue ricette e quello che vorrai condividere con noi. Mi hai fatto davvero emozionare, grazie di averlo condiviso!

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    • La perdita di una persona cara è sempre un dolore immenso, la vita però continua e dobbiamo portare con noi le cose migliori che ci hanno insegnato: penso che sia il modo migliore perchè rimangano sempre vive in noi! Però hai ragione: qualcuno una volta ha detto che dobbiamo vivere ogni istante come se fosse l’ultimo!

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  8. Sei stata molto dolce ha trasferisci l’affetto del tuo babbo..attraverso i sapori ed i colori della tua ricetta…Dalla sua descrizione mi sembra di vedere il mio..”intrufolato” nella terra del suo orto e dei suoi prodotti…proprio come dici tu..affaticato ma felice di poterci donare i suoi tesori.
    Coraggio..ci vuole forza e coraggio..il mio sono tre anni che è andato via..Ma “lo voglio” sempre tanto…
    Un abbraccio

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  9. Mi dispiace tanto e so bene cosa vuol dire..anch’io ho perso il mio papà 6 anni fa e mi sembra ieri. A volte tutti si domandano da dove derivi questa mia passione per la cucina e per le piante (orto in particolare)…la risposta è semplice e davanti agli occhi di tutti coloro che hanno conosciuto mio padre, uomo stupendo, cuoco impareggiabile e pollice verde,ho preso proprio da lui. Spero di essere come lui, amato da tutti e con il cuore grande. Ti sono tanto vicina e questa ricetta è un inno al tuo babbo che da lassù ti guarda, sorride e ti ama! ❤

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    • Io non posso dire di aver ereditato il suo pollice verde, anzi… semmai son proprio negata a riguardo… però ho ereditato l’amore per i prodotti della terra… Pochi giorni fa abbiamo raccolto gli ultimi carciofi che aveva piantato e le ultime fave… Credo che non ne mangerò mai più di così buoni!

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  10. Cara Silvia, mi dispiace molto per la perdita del tuo caro papà, fra qualche giorno sarà un mese che la mia mamma non c’è più, ed’è dura, anche perché non mi ero ancora ripresa dalla morte di papà avvenuta circa un anno e mezzo fa, anch’io come te ho voluto dedicare sul blog un piccolo ricordo a loro e posso garantirti che quando vado ad aprire il post di mio padre piango e non me ne vergogno, tutte le sere andando a letto il mio ultimo pensiero è per loro, mi mancano tanto, e anche adesso che scrivo le lacrime scendono giù da sole, dicono che il tempo mitiga il dolore, ma il vuoto che hanno lasciato è enorme.
    Ti sono vicina cara Silvia e anche se virtualmente di do un grande immenso abbraccio, a presto.
    Angela

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    • Si, anche per me è così: ogni sera vado a letto pensando a lui, al modo strano in cui ci ha lasciato e, a dirti la verità, ora che sono trascorsi ormai quasi due mesi, ancora non mi sembra vero e qualche volta mi ritrovo a pensare a lui come se ci fosse sempre, come alla possibilità che possa andare lui a prendermi i bambini a scuola quel giorno, o possa aiutarmi a fare quella tale cosa, invece…

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  11. Ti abbraccio forte Silvia..tra poco meno di un mese saranno 4 anni che ho perso il mio babbo e non passa giorno senza che il mio pensiero voli da lui..come il tuo babbo, anche il mio era un grande amante della terra..quanto si divertiva ad andare a fare un po’ di “erbette” per fare il ripieno dei tortelli! 🙂
    ci hanno lasciato tanti ricordi preziosi..a quelli dobbiamo pensare quando ci mancano..
    un bacione

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  12. Silvia, voglio ringraziarti per aver condiviso un momento così intimo e delicato della tua vita, le tue parole hanno descritto un Babbo come il mio, hai trovato il modo per onorare il suo lavoro e il suo insegnamento.
    La tua ricetta è una dedica, da gustare anche con il cuore. E’ buona come Lui.
    un abbraccio
    Sally

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