Pizza-sfoglia ripiena di verdure e una scelta

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Ve lo devo proprio dire: leggere libri che parlano di allevamenti intensivi e degli effetti che la carne di questi allevamenti ha sul nostro organismo e sul mondo mi fa propendere per un’alimentazione sempre più vegetariana. Questo ovviamente subito dopo aver letto a quali torture sono sottoposti questi animali.

L’ultimo libro che mi è capitato tra le mani e che parla di questo argomento è “La dieta Skinny Bitch” di Rory Freedman e Kim Barnouin, secondo cui bisognerebbe smettere di mangiare schifezze per essere magre e sane. In questo saggio le due autrici, in maniera piuttosto “schietta” (quasi da rimanere antipatiche a chi le legge) ci mettono di fronte a dure realtà, ci aiutano ad aprire gli occhi su tanti alimenti: dagli zuccheri, agli alimenti di origine animale (compresi latte e uova), dal fumo agli alcolici.

Probabilmente non diventerò mai vegetariana ma l’intenzione è quella di ridurre notevolmente l’acquisto e l’assunzione di carne, facendo in modo di lasciare almeno due giorni a settimana totalmente senza carne e favorendo invece l’uso di legumi e verdure. Non amo molto il seitan, ma vorrei sperimentarlo in altre preparazioni. E’ un inizio e da qui si parte.

Proprio ieri mi son trovata a visitare il blog “Una V nel piatto” che già seguo da tempo ed ho trovato una ricettina appena pubblicata che fa proprio al caso mio: un piatto ricco di verdure dentro una sfoglia leggera e senza lievito, visto che sono anche un po’ intollerante. Non avevo le erbe di provenza, per cui ho osato insaporendo la mia sfoglia con del curry e della curcuma. E comunque sia potrete riempirla con tutte le verdure che avete in frigo e sarà sempre buona.

Per l’appunto mia madre, che è solita andare per i campi a raccogliere erbe e verdure (arte che prima o poi dovrò farmi insegnare), mi ha portato un contenitore pieno di verdure cotte che si adattavano bene alla ricetta.

E così ieri è stata la nostra prima giornata senza carne.

Ingredienti:

  • 300 g di farina tipo 2
  • acqua q.b.
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale
  • 1 cucchiaio di curcuma e curry
  • 2 patate medie
  • 2 carote
  • 1 cipolla bianca
  • 1 spicchio di aglio
  • 300 g di verdure (cicoria, spinaci, bietole…) già cotte
  • 6-8 pomodorini secchi sott’olio o fatti rinvenire in poco vino bianco.

Procedimento:

Setacciare la farina sopra ad una spianatoia e disporla a fontana praticando un buco al centro in cui inserirete un cucchiaio di olio, circa mezzo bicchiere d’acqua (meglio tenersi bassi e semmai aggiungerne dopo), il sale, la curcuma e il curry. Impastare per circa dieci minuti fino ad ottenere un panetto liscio e non appiccicoso. Avvolgerlo nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare mentre cuocerete le verdure.

Pulite le carote, le patate, la cipolla e l’aglio.

In una padella mettete l’altro cucchiaio di olio insieme all’aglio e alla cipolla tritati. Fateli insaporire bene e appena saranno caldi aggiungere le patate e le carote tagliati a dadini. Fate stufare aggiungendo un po’ d’acqua e proseguite la cottura con il coperchio finchè anche le patate non si saranno ammorbidite, quindi togliete il coperchio e aggiungete la verdura (se invece avete della verdura non ancora cotta, la dovrete aggiungere nello stesso momento delle patate e delle carote) e i pomodori secchi tritati con il coltello. Salate, mescolate bene e fate insaporire, quindi spegnete il fuoco.

Prelevate due terzi di impasto e stendetelo sottilmente dandogli forma rotonda che adagerete dentro una teglia rotonda di 24 cm ricoperta di carta forno. Mettete dentro le verdure. Stendete anche il restante impasto, sempre dandogli forma rotonda e adagiatelo sopra le verdure. Chiudete i bordi.

Infornate a 200°C per 20-25 minuti. Fatela intiepidire prima di tagliarla.

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Per il pasta madre Day una ricetta e la storia della mia madre

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Io e la mia Madre (anche se sarebbe più corretto dire madri) abbiamo un rapporto un po’ burrascoso, fatto di amore/odio. Ma è bene raccontare questa storia partendo dall’inizio.

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Ben 6 anni fa cominciai a frequentare il forum del Club Amici del Bimby con tantissimo entusiasmo, dove ho avuto la possibilità di conoscere (anche personalmente) diverse persone appassionate di cucina come me. Tutte insieme decidemmo di scoprire come creare la pasta madre e fu creato un thread apposito per questa occasione.

Partimmo con tanto entusiasmo da una… mela! Si, una mela biologica bella matura, e la tritammo con tutta la buccia. Miscelata con uguale quantitativo in peso di acqua rigorosamente a 26° e chiudemmo il tutto in un barattolo per 24 ore, poi lo setacciammo e unimmo il doppio quantitativo (sempre in peso) di farina 0 (o manitoba, non ricordo bene, ma comunque una farina forte). Doveva venirne fuori un impasto poco idratato per evitare che venisse attaccato dalle muffe. Quindi gli facemmo un bel bagnetto in acqua a 16° fintanto che non venne a galla. Questo doveva avvenire entro 48 ore, altrimenti l’esperimento poteva dirsi fallito ed infatti a questo punto alcune di noi si arresero alla triste evidenza. Il mio però venne a galla e non vi dico la soddisfazione: un po’ come se fosse venuto alla luce! Ecco perchè da quel momento scatta l’istinto materno e lo si comincia a curare e a nutrire quasi come se fosse un figlio. Perchè da quel momento questo “bambino” ha bisogno di molte attenzioni e tutti i giorni necessita di essere rinfrescato. Non mi dilungherò nelle lunghe spiegazioni di come esso vada rinfrescato, ma diventerà attivo solo dopo circa trenta giorni anche se all’inizio non avrà ancora acquisito la giusta forza e lascerà ancora al vostro pane un retrogusto un tantino acido.

Sono andata avanti con questo lievito solo un paio di mesi, poi, non ottenendo i risultati sperati l’ho crudelmente gettato nell’immondizia e mi son sentita in colpa per settimane intere.

Anni dopo, ad un corso di cucina, me ne è stata offerta una nuova dose derivata da una pasta madre che, mi si disse, aveva addirittura 150 anni! Mi son detta, perchè no? In quell’occasione mi è stato insegnato a rinfrescarlo con uguale quantitativo di acqua e di farina, ma farina di segale integrale. Con questo lievito ho avuto molte soddisfazioni, fino a quando…. me lo son dimenticato in frigo per troppo troppo tempo e quando aprii il barattolo l’unica soluzione che ritenni decente fu quella di gettare ancora una volta il tutto.

Ma non c’è due senza tre e l’anno scorso sono approdata sul blog della Comunità del cibo pasta madre dove ho trovato una nuova spacciatrice della zona. Ebbene ci siamo incontrate e ho potuto adottare una nuova madre e questa persona ha conosciuto l’utilizzo delle trebbie di cui sono diventata la sua fornitrice ufficiale. Da quel momento ho cominciato a spacciare anche io e a produrre pane tutti i giorni, o quasi… finchè è arrivata l’estate e ho fatto l’errore di non congelare un po’ della mia pasta prima di trasferirmi definitivamente sotto l’ombrellone! Anche questa povera madre è andata!

E infine, una nuova spacciatrice/fata ha incrociato la mia strada. Lei il suo lievito se lo è autoprodotto e devo dire che funziona alla perfezione. Avevo cominciato a rinfrescarlo con la farina di segale integrale, ma poi ho capito che non era il caso perchè necessitava di più acqua e così sono passata di nuovo alla farina 0.

Io di solito rinfresco la sera, la mattina impasto il mio pane (spesso mi avanza abbastanza lievito per impastare anche dei crackers o dei grissini), dopo pranzo gli do la forma e prima di cena-tardo pomeriggio inforno. In genere dal lievito rinfrescato prelievo circa 200 g per la prossima panificazione e tengo il lievito in fresco perchè non riesco a panificare più di una volta a settimana e inoltre devo cercare di mangiare meno lievitati possibile (sigh!) a causa di una intolleranza. Comunque con le mie madri ho ottenuto molte soddisfazioni, dal pane alla pizza fino ad arrivare ai cornetti: buonissimi la mattina a colazione, si possono congelare e poi riscaldare al bisogno. In questo ultimo caso, se li volete mangiare caldi a colazione, conviene cominciare a rinfrescare il lievito dalla mattina precedente.

Tutto questo racconto, per chi non lo sapesse, è perchè oggi è il “Pasta Madre Day” e in molte città italiane si svolgono degli eventi durante i quali viene distribuito il lievito madre a chi lo desidera. Qui trovate l’elenco dove potrete adottare la vostra!

Ma perchè, mi chiederete, adottare del lievito madre? Vi risponderò con le parole di Riccardo Astolfi, colui che ha creato la Comunità del cibo pasta madre e l’evento:

“In un momento storico come questo, dove si continua parlare di crisi e recessione, dove le famiglie non arrivano alla fine del mese e le attività commerciali chiudono (anche i panifici), il Pasta Madre Day si propone quindi come un significativo momento di risposta e di reazione. Ritornare a questi gesti (il fare il pane, il donare, lo scambio) e riscoprirne la semplicità ci porta a reagire nei confronti di un’economia che ci vuole sempre più (e solo) consumatori, e non produttori.
Ritornare a fare il pane in casa (buono, duraturo, digeribile e di qualità), utilizzando pasta madre e farine biologiche, macinate a pietra e locali, può innescare un circolo virtuoso di economia locale e sostenibile che contribuirà a portare alle nostre famiglie un futuro un po’ più sereno con pochissimo sforzo.”

Spero di avervi convinto, ma se ancora non fosse così, vi regalo anche una sfiziosa ricetta fatta quest’oggi con la mia pasta madre: i grissini con i semi.

Grissini_01Ingredienti:

  • 150 g di pasta madre
  • 250 g di acqua
  • 1 cucchiaio di malto di mais
  • 600 g di farina tipo 1
  • 100 g di olio EVO Dante
  • 10 g di sale
  • semi di sesamo
  • semi di finocchio
  • semi di papavero

Procedimento:

Preferibilmente impastare a macchina perchè inizialmente l’impasto è un po’ duro. Io ho utilizzato il Bimby ed ho messo inizialmente il lievito nel boccale insieme all’acqua a circa 21°C e a un cucchiaio di malto di mais 20 sec. Vel. 4. Unire quindi la farina e cominciare ad impastare a Vel. Spiga per 1 minuto, quindi, sempre a vel. Spiga, unire l’olio a filo e il sale. Impastare (volendo anche a mano) fino a che l’impasto non diventa liscio.

Ungere un contenitore e mettervi l’impasto a lievitare fintanto che non raddoppierà di volume, quindi stenderlo con le mani a circa 1 cm di altezza. Con un coltello tagliare delle strisce di circa 1 cm di larghezza e rotolarle per dare la forma ai grissini. Rotolare ancora i grissini nei semi (io ho utilizzato dei fogli di carta di alluminio su cui ho messo i vari semi), quindi adagiarli su una placca ricoperta di carta forno. Alcuni grissini ho preferito lasciarli al naturale, altri ancora li ho spennellati con dell’olio e li ho salati con del sale grosso.

Infornare a 200°C per 20 minuti, quindi abbassare la temperatura a 180° C e cuocere per altri 10 minuti.

Ricetta tratta parzialmente dal libro di Sara Papa “Tutta la bontà del pane”.

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Roscòn de Reyes per la Befana

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Qualche giorno fa girovagando nel web sono incappata nella ricetta di questo dolce che viene servito in Messico il giorno della Befana! Il blog in questione è Con le mani in pasta e questa è la sua ricetta. Incuriosita sono andata a ricercarla anche in altri blog, anche quelli in lingua ed ho saputo un sacco di cose interessanti riguardo a questa tradizione. Certo il web è una gran cosa in questi casi!

Come dicevo, il Roscon de Reyes (letteralmente Ciambella dei Re Magi) è un dolce tradizionale che viene preparato in occasione dell’Epifania, un dolce portafortuna perchè al suo interno vi si nasconde tradizionalmente una statuetta di porcellana che rappresenta un re magio (o una moneta) e chi la troverà nella sua fetta sarà re per un giorno! Ma oltre alla monetina si nasconde anche una fava (io un fagiolo!) e chi la troverà sarà colui che dovrà offrire il Roscon l’anno successivo.

Non ho potuto prepararlo prima perciò ve lo offro ora per augurarvi Buona Befana (ma si augura poi Buona Befana?), felice di farlo conoscere a chi come me ancora non lo conosceva!

Ho scelto di seguire la ricetta di Con le mani in pasta (dimezzando le dosi per fare un solo ciambellone) perchè mi piace l’idea di utilizzare la pasta madre, ma per chi non l’avesse, tra le tante che ho trovato in rete trovo che quella di Arte in Cucina sia tra le più semplice e l’idea di glassare questo ciambellone la trovo geniale! E se cercate una versione vegana, perfetta quella di Ravanello CuriosoRoscon de Reyes_02!

Ingredienti:

per la biga

  • 35 g di latte a temperatura ambiente
  • 8-10 g di lievito di birra
  • 65 g di farina manitoba
  • 1 cucchiaino di zucchero

per l’impasto

  • 60 g di zucchero
  • scorza di un limone
  • scorza di un’arancia
  • 30 g di latte
  • 35 g di burro
  • 1 uovo
  • 60 g di lievito madre rinfrescato la sera prima
  • 230 g di farina manitoba
  • 1 pizzico di sale
  • ciliegine candite
  • panna da montare
  • monetina
  • fagiolo

Preparazione:

Preparare la biga mescolando in un recipiente la farina con il lievito di birra, il latte e lo zucchero. Formare una palla e metterla in un altro recipiente ricoprendola con acqua tiepida. Lasciarla riposare il tempo necessario affinchè raddoppi di volume e venga a galla.

Cominciare a preparare l’impasto. Io come sempre utilizzo il Bimby, ma si può fare tranquillamente a mano.

Inserire lo zucchero nel boccale con la scorza di limone e con quella d’arancia: 10 sec. vel. 10. Aggiungere la farina e il lievito madre disciolto nel latte tiepido. Azionare il Bimby a Vel. spiga e, mentre è in funzione, inserire nell’ordine l’uovo, il sale e la biga. Quando comincerà a formarsi una palla, aggiungere anche il burro a pezzetti. Far andare così per altri 3 minuti, quindi togliere dal Bimby, formare una palla e metterla a lievitare per 3-4 ore.

Ora, potete decidere se fare un ciambellone tradizionale oppure come quello delle mie foto. Nel primo caso procedete sgonfiando l’impasto e creando con esso un salsiccioto che andrà inserito in uno stampo da ciambellone possibilmente a cerniera (ricordatevi di inserire nell’impasto la monetina e il fagiolo!)

Nel caso vogliate dare la forma come quella della foto, dividete l’impasto in 6, formando con ognuna una palla (in una inserite la moneta e in un’altra il fagiolo). Imburrare lo stampo da ciambellone e inserire le palle distanziandole leggermente l’una dall’altra (lievitando si attaccheranno).

Mettere a lievitare ancora per un’altra ora, quindi spennellare la superficie con del latte e decorare con le ciliege candite.

Infornare a 180° per 30 minuti.

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Quando il dolce si sarà freddato, tagliatelo orizzontalmente (attenti alla moneta e al fagiolo) e riempite con la panna montata!

Da mangiare tassativamente il 6 gennaio!

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Segnaposto di Natale: i Julecakes di Sigrid

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Io lo sapevo! Erano giorni che resistevo, ma lo sapevo! Non dovevo aprire il libro di Sigrid Verbert “Regali golosi” proprio sotto le feste di Natale! Ed ora eccomi qui a spignattare per amici e parenti… Troppo bello! Un sacco di idee carine e piene di charme, accattivanti e originali, ma sempre golose! Tanti biscottini in tutte le forme e… in tutte le “salse”, dolcetti, barattoli regalo e scatoline (lo scorso anno ne ho confezionate una marea per i miei biscottini!).

Quest’anno sono un po’ in ritardo: il fatto di non passare il Natale a casa a sfornare mangiarini per i miei familiari, mi ha tolto un po’ la fantasia ma l’altra sera avevamo amici a cena e stavo sfogliando il libro svogliatamente quando mi sono saltate agli occhi queste meravigliose briochine speziate. Per l’appunto avevo da poco acquistati questi deliziosi stampi di carta per panettoncini e, quale occasione migliore per usarli se non una cena tra amici?

L’estroso di casa assaggiandoli ha detto che erano buonissimi ma che, accompagnandoli a dei salumi molto saporiti, erano ancora meglio! E in effetti non gli si può dar torto perchè non sono molto dolci e quindi è molto piacevole il lieve contrasto.

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Ingredienti per 10 Julecakes:

  • 520 g di farina 0
  • 270 ml di latte
  • 75 g di zucchero
  • 55 g di burro
  • 1 uovo
  • 50 g di uvetta
  • 50 g di prugne secche
  • 50 g di fichi secchi
  • 20 g di arancia candita
  • 20 g di limone candito
  • 20 g di zenzero candito
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • un cucchiaino di cardamomo in polvere Tec-Al
  • una presa di sale

Procedimento:

Scaldare appena metà latte della quantità indicata e sciogliervi dentro il lievito di birra.

Io come sempre per gli impasti uso il Bimby, ma è un impasto che si può benissimo fare a mano. Nel caso non aveste un’impastatrice procedete inserendo gli ingredienti nello stesso ordine con cui io li ho inseriti nel Bimby.

Versare la farina nel boccale, aggiungere il lievito disciolto, lo zucchero, l’uovo, il burro morbido, il cardamomo in polvere Tec-Al e il sale. Avviare il Bimby con la funzione “impasto”, appena gli ingredienti cominceranno ad amalgamarsi, aggiungere lentamente anche il resto del latte. Fate andare per 3-4 minuti. otterrete un impasto, liscio e leggermente appiccicoso. Rovesciatelo su un piano di lavoro, dategli la forma di una palla e copritelo lasciandolo lievitare finchè non raddoppia.

Tagliare la frutta secca e i canditi in piccoli pezzi e incorporarli all’impasto.

Dividere l’impasto in 10 palline e posizionare ognuna dentro uno stampo di carta. Spennellare con del burro fuso, coprire e lasciar lievitare ancora un’ora.

Cuocere a 180° per circa 20 minuti.

Con queste dosi Sigrid prepara 12 brioscine, ma ovviamente dipende da quanto sono grandi i vostri stampi.

Inoltre io ho utilizzato una quantità minima di lievito e ho preferito lasciarli lievitare più tempo.

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Baguette cacao e uvetta

Non guardo molto la televisione, anzi, per quanto mi riguarda, potremmo eliminarla direttamente perchè quando sono sola in casa mi piace ascoltare il silenzio per riposare le mie stanche orecchie dal rumore che fanno i miei scalmanati ometti. Quando invece c’è tutta la truppa, non sono certo io a detenere il potere sul telecomando…

Certo è che quelle poche volte che accendo la televisione per rilassarmi un po’ vado subito alla ricerca di trasmissioni (indovinate indovinate) di cucina. Non avendo più Sky però sono poco aggiornata sui nuovi volti che sono protagonisti di canali come Alice e Gambero Rosso.

Fortuna che in mio soccorso c’è internet con facebook, i siti dei canali nominati e le loro riviste patinate. Ecco dunque come ho conosciuto Sara Papa e perchè non ho potuto fare a meno di acquistare due dei suoi libri, dove è spiegata dettagliatamente ogni tecnica di panificazione. Ho letto l’introduzione di entrambi i libri e devo dire che mi hanno insegnato molto, anche a capire i miei errori con Gelsomino, il mio lievito madre.

Ora Gelsomino mi sta dando delle immense soddisfazioni, una delle quali è quella che vi propongo oggi, un pane insolito da abbinare ad alimenti dolci ma anche salati. Il cacao lo rende ovviamente un po’ amaro e l’uvetta contrasta bene con questo sapore.

 

Ingredienti:

  • 150 g di pasta madre
  • 350 g di acqua a 22-23°C
  • 600 g di farina tipo 1
  • 30 g di cacao
  • 30 g di burro morbido
  • 50 g di uvetta
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

Sciogliere il lievito nell’acqua. Di solito quando impasto il pane io utilizzo la macchina del pane, ma voi potrete ovviamente fare direttamente a mano o con la planetaria, l’importante è inserire gli ingredienti nell’ordine giusto.

Quindi mescolare la farina con il cacao e setacciarli. Aggiungere il lievito sciolto nell’acqua e cominciare ad impastare. Dopo un paio di minuti, incorporare anche il burro, aggiungere poi il sale e l’uvetta.

Una volta impastato bene il tutto, formare un panetto e metterlo a lievitare in una ciotola unta di olio lievemente e coprire con della pellicola trasparente fino al raddoppio.

Formare adesso le baguette, posizionarle su una placca ricoperta di carta forno e praticare delle incisioni traversalmente. Far lievitare ancora un’ora coperte da un canovaccio.

Con questa dose io ho ottenuto tre baguette delle stesse dimensioni che hanno cotto in forno a 180°C per 30 minuti. Se vorrete ottenerne di più e più piccole riducete il tempo di cottura. Viceversa se vorrete ottenerne una o due aumentate leggermente il tempo di cottura!

Finalmente un po’ di pane e pomodoro!!!

 

No, dico io: ma può un blog chiamarsi Pane e Pomodoro e non avere neanche una foto di questa bontà? Ebbene, mi rispondo, purtroppo si perchè finora, durante tutti i miei esperimenti, non ero ancora riuscita ad ottenere un pane che si prestasse bene ad essere “strusciato” (termine tutto toscano) col pomodoro, insomma, un pane che avesse quello che Fiammetta Fadda chiama lo zing in più!

Io per la verità non so cosa sia successo, credo di essermi comportata né più né meno come tutte le altre volte, ma forse è avvenuta una magia perchè in casa sono entrati ben due libri di Sara Papa: “Tutta la bontà del pane” e “Pane Dolci e Fantasia”. E’ bastato leggere le introduzioni di questi due fantastici libri per capire un po’ di più e per utilizzare piccole accortezze che hanno costituito la differenza. Ne è venuto fuori un pane ben alveolato, con un ottimo profumo, una bella crosta e senza troppa acidità.

In teoria questo pane dovrebbe essere bianco. Lo vedete invece leggermente più scuro perchè, come ho già scritto in altri post sul pane, mi piace rinfrescare il mio lievito con farina di segale integrale.

Inoltre nel suo libro Sara Papa consiglia di usare farina tipo 1. Purtroppo ne ero sprovvista (ma il giorno dopo sono andata a farmi una bella scorta) e così ho usato le ben più comune farina 0. E comunque la 1 si differenzia dalla 0 perchè contiene una piccola percentuale di crusca in più.

Certo il discorso delle farine è ampio e cambia molto anche in base alla marca che si utilizza. Cambiando ditta e non tipo di farina si otterranno comunque pani che si differenzieranno l’uno dall’altro.

 

Ingredienti:

  • 600 g di farina 0
  • 150 g di lievito madre o 12 g di lievito di birra
  • 350 g di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio extravergine di oliva per ungere il contenitore per la lievitazione

Procedimento:

Scaldare l’acqua intorno ai 22-23° C e sciogliervi dentro il lievito.

Io ho utilizzato la macchina del pane per impastare, ma è ovvio che potrete farlo anche a mano oppure con un altro tipo di impastatrice.

Mettere quindi la farina nella macchina del pane e formare una conca al centro dove verserete l’acqua con il lievito. Avviare la funzione “solo impasto”. Dopo pochi minuti aggiungere anche il sale. Quando avrà finito di impastare, e prima che cominci la fase di lievitazione, prendere il vostro panetto e impastare ancora a mano (un piacere unico).

Ungere un recipiente con dell’olio e posizionarvi il panetto coprendolo con un canovaccio umido e mettendolo in un luogo privo di correnti di aria finchè non raddoppia di volume (ovvio che se userete il lievito di birra la lievitazione sarà molto più veloce).

Riprendere il vostro panetto e schiacciarlo con le mani per dargli una forma rettangolare e procedere con le piegature per tre volte, quindi date la forma a filoncino al vostro impasto e mettetelo in una teglia ricoperta di carta forno. Fate delle incisioni trasversali. Mettere a lievitare una seconda volta in un luogo tiepido.

Cuocere in forno a 210°C per 15 minuti, quindi ridurre la temperatura a 180°C e continuare la cottura per altri 35 minuti di cui gli ultimi 15 mettendo il pane direttamente sulla grata del forno senza teglia.

Far raffreddare su una griglia forata.

E ora gustatevi questo pane come meglio credete: per fare la scarpetta, per un panino, oppure come abbiamo fatto noi, per una salutare merenda “strusciandoci” i pomodorini, un filo d’olio buono, sale e origano o basilico.

Pane alla zucca nella macchina del pane

L’autunno sta veramente cominciando a farsi sentire e, dopo averci donato ieri una bellissima giornata di sole che ha spinto anche i meno temerari a mettersi in costume sulla spiaggia, oggi ci ha regalato tanta pioggia e anche un po’ di melanconia!

Io da ieri ho cominciato a seguire una delle diete più discusse degli ultimi anni, quella di Pierre Dukan (e voi non potete capire quanto possa essere dura per una foodblogger produrre e non poter assaggiare!), che prescrive tra l’altro una salutare camminata tutti i giorni di almeno 25 minuti, quindi non potevo trasgredire alla regola già dal secondo giorno di dieta e così ho deciso di farmi questa bella camminata lungomare anche questa mattina. Vedere la pioggia che cade è sempre una bella sensazione, ma mai quanto quella di vederla sul mare in giornate come quella di oggi.

E’ stata sicuramente una passeggiata ritemprante e piacevole, ma alla fine ero bagnata fino al midollo e son dovuta correre a casa a cambiarmi.

Con una giornata così, dunque, non posso che proporvi una ricetta che contempli tra i suoi ingredienti uno degli ingredienti più classici dell’autunno, la zucca. Un ingrediente che si presta nella preparazione di numerosi piatti, dai risotti, alle vellutate, ai dolci, ai ripieni per i ravioli e chi più ne ha più ne metta… Io però ho voluto provare a metterla nel pane e vedere se poteva essere apprezzato in casa mia. Io, ovviamente, non l’ho potuto neanche assaggiare!

Ingredienti:

  • 500 g di farina 0
  • 300 g di zucca pulita
  • 100 g di acqua
  • 80 g di latte
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2 rametti di rosmarino
  • un cucchiaio di malto di grano o zucchero
  • 1 cucchiaio e mezzo di olio EVO
  • mezzo panetto di lievito di birra (circa 13 g)

Procedimento:

Pulire la zucca togliendo la scorza e i semi e cuocerla in forno o al vapore. Io l’ho cotta utilizzato il Microgourmet della Tupperware in microonde a 800W per 15 minuti. Farla raffreddare e frullarla insieme al rosmarino (che io mi son dimenticata!!!).

Mettere nella macchina del pane prima tutti gli ingredienti liquidi (acqua, latte e olio), il sale e poi gli altri in questo ordine: zucca, farina, lievito sbriciolato, malto o lievito.

Avviare il programma per “pane base” e aspettare che sia pronto.

E’ buonissimo appena sfornato, ma anche grigliato tipo bruschetta, con formaggi e affettati! Almeno così mi hanno riferito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Staffetta in Cucina:

 

 

La moda del momento: focaccine al latte di soia

Oggi sono stata alla terza lezione del corso Haccp da dove sono uscita con una serie di nozioni microbiologiche e chimiche che scoraggerebbero qualsiasi iniziativa culinaria, anche (e forse, soprattutto) quella casalinga. Abbiamo parlato di Botulino, Campylobacter, Salmonella, Streptococco, Tenia, Epatite, Anisakis e Toxoplasmosi e mi chiedo come ho fatto a sopravvivere fin’ora con tutte le conserve, confetture e marmellate che ho fatto! Si, io sterilizzo sempre tutto e attuo tutte le procedure del caso, ma durante questa procedura può sempre succedere di tutto. Per esempio, forse non tutti sanno che per uccidere il Botulino occorre sterilizzare a 120°.

E poi, io che adoro quasi tutte le crudità, credo che da oggi ci penserò sempre benissimo prima di ingerire qualsiasi mollusco, pesce, carne se prima non saranno ben cotti… beh, diciamocelo: qui lo dico e qui lo nego!

L’igiene in cucina è ovviamente importantissima, ma ancor di più è la conservazione dei prodotti, soprattutto ciò che concerne la temperatura e anche a casa dobbiamo fare molta attenzione al buon funzionamento del nostro frigorifero. Inoltre, forse non tutti sanno che la moltiplicazione dei germi si ha soprattutto a temperature comprese tra i 6° e i 65° ecco perchè è pericoloso far freddare le nostre pietanze (es. ragù) fuori dal frigo e sarebbe utile un abbattitore. Ovviamente in casa non possiamo essere così attrezzati, ma si possono prendere molti accorgimenti per cercare di arginare al massimo il problema, per esempio, nel caso del ragù, conviene dividerlo subito in barattoli sterilizzati adatti al vostro consumo, chiuderli ermeticamente e rovesciarli in modo da creare il sottovuoto. Io, per sicurezza, poi li ripongo anche in frigo e cerco di utilizzarli nel più breve tempo possibile.

Beh, comunque l’atteggiamento migliore è sempre quello di non farsi prendere dall’ansia e agire sempre con intelligenza.

Abbandoniamo questi truci discorsi (che però mi sentivo in dovere di divulgare) per rincuorarci con le buone focaccine di oggi. Focaccine di moda, come si legge nel titolo, perchè stanno girando da un blog all’altro e ogni foodblogger apporta le proprie modifiche alla ricetta originale. La mia unica modifica è stata quella di averle impastate nel Bimby, mentre Federica per esempio le ha impastate nella macchina del pane e Alessandra nel Kenwood. Per il resto ho seguito sostanzialmente la variante di Alessandra, compreso il fatto di aver spennellato la superficie con un’emulsione di acqua e olio anzichè con il latte di soia e averle decorate con sale grosso e rosmarino. Trovate queste stesse focaccine anche nel blog di Martina, di Nuccio, di Morena, di Enza, di Antonietta, di Elenuccia e una versione tutta glutenfree di Anna.

Sono davvero buonissime, oltre ad essere senza lattosio e il giorno dopo (ammesso che vi avanzino!) potete darle per colazione a scuola ai vostri figli.

L’impasto è piuttosto morbido, ma non troppo appiccicoso per cui si lavorano tranquillamente a mano.

Ingredienti:

  • 250 g di farina Manitoba dei Molini Rosignoli
  • 300 g di farina 00
  • 10 g di lievito di birra
  • 200 g di latte di soia
  • 200 g di acqua
  • 30 g di strutto
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio di oliva
  • rosmarino
  • sale grosso

Procedimento:

Nel Bimby inserisco le farine e le mescolo per 30 secondi a vel. 3-4. In un recipiente dosatore mescolo il latte di soia a temperatura ambiente con l’acqua leggermente riscaldata (circa 37°C), lo zucchero e il lievito di birra.

Nel Bimby (dove avrete ancora la farina) in funzione a vel. Spiga verso lentamente il latte e quando comincerà a formarsi la palla di impasto unisco a più riprese lo strutto e una presa di sale. Continuo a vel. Spiga per 3 minuti.

Metto questo impasto a lievitare in una ciotola coprendola poi con un canovaccio.

Faccio lievitare per circa due ore (io ammetto di averla fatta lievitare anche 4 perchè avevo un impegno, ma sono venute benissimo ugualmente!!!), quindi sgonfio l’impasto e ne ricavo circa 11-12 palline che lascio riposare sulla tavola per circa dieci minuti. Quindi le metto su una teglia da forno coperta di carta e le appiattisco dandogli forma rotonda. Le copro ancora con il canovaccio e le lascio lievitare per un’altra ora.

A questo punto, con i polpastrelli pratico delle fossette e spennello la superficie con un’emulsione di acqua e olio. Dispongo qualche ago di rosmarino e qualche chicco di sale grosso su ogni focaccina e le inforno a 200° per 20 minuti.

Adesso a voi lascio la fantasia di come farcirle, ma la mia preferita resta sempre pomodoro, mozzarella, insalata e origano (ovviamente non adatta per gli intolleranti al lattosio).

Con questa ricetta partecipo al contest di Intolleranza Zero:

 

 

e al contest de “L’Emporio 21” in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

La mia piadina romagnola versione mini con salsiccia e stracchino

Piadina? Santa, e subito! Ma perchè non mi è venuto in mente di provare a farla prima? Ho sempre pensato che fosse una preparazione difficile e invece…

Tutto merito del contest di Fashion Flavours, a cui partecipo con immenso piacere:

E così mi sono attrezzata ed ho “sperimentato” questa ricetta che, tutto sommato è davvero semplice e veloce e soprattutto mette daccordo tutti in famiglia perchè ognuno se la farcisce come meglio crede!

Essendo la prima volta, ho seguito alla lettera le indicazioni di Benedetta e devo davvero complimentarmi con lei perchè mi sembra che siano perfette. Non sono emiliana, ma mi è capitato di assaggiarne di buonissime e queste reggono perfettamente il confronto!

Vi invito a provarle e a farle assaggiare ai vostri amici quando improvvisamente decidono di rimanere a cena!

Io le ho portate a tavola ed ognuno se l’è farcita come meglio credeva, alla fine perfino con la nutella o con la marmellata. Ma in questo post vi riporto il condimento che è andato più a ruba.

Ingredienti:

  • 250 g di farina 00
  • 250 g di farina 0
  • 1 bustina di lievito in polvere per preparazioni salate
  • sale
  • 1 cucchiaio e mezzo di olio EVO
  • 100 g di strutto
  • 1 cucchiaino di miele
  • mezzo bicchiere di latte

Per la farcitura:

  • salsiccia fresca
  • stracchino
  • rucola

Preparazione:

Io ho utilizzato il Bimby, ma si può tranquillamente impastare anche a mano. L’importante è evitare di iinserire il sale vicino al lievito.

Ho inserito le due farine nel boccale e le ho mescolate per qualche secondo a vel. 4. Al centro ho messo il lievito e il miele e da una parte il sale.

Ho iniziato ad impastare 4 min. vel. Spiga.

Nel frattempo ho scaldato il latte e vi ho fatto disciogliere lo strutto. Ho inserito anche questo nel boccale mentre continuava  a impastare.

Se l’impasto risulta ancora troppo asciutto, inserire ancora un po’ di latte. Alla fine dovrà risultare morbido ma non appiccicoso: un po’ come una pasta frolla.

Ho lasciato riposare 5-10 minuti.

Quindi con il mattarello ho steso l’impasto su di una spianatoia e ne ho ricavato dei dischetti di circa 15 cm aiutandomi con un coppapasta.

Ho scaldato una padella di ghisa, riportando la fiamma al minimo non appena ha raggiunto la temperatura desiderata. Vi ho adagiato i dischetti di piadina e con i rebbi di una forchetta ho bucherellato il lato non a contatto con la padella in modo che non si gonfiassero.

Dopo qualche minuto ho rigirato la piadina e l’ho fatta cuocere dall’altro lato.

Ho schiacciato una salsiccia fresca (e di qualità) e l’ho mescolata con dello stracchino. Ne ho adagiato un cucchiaio sulle piadine appena le ho rivoltate nella padella. Quindi, una volta cotto l’altro lato vi ho messo anche della rucola ed ho coperto con un’altra piadina!

Servire ben calde!

 

Zonzelle

Chi le chiama chi Coccoli, chi Ficattole, chi Gnocchi fritti, chi Crescentine. Per me sono le Zonzelle, quelle che compravamo il sabato pomeriggio alla friggitoria prima di fare le famose “vasche” in centro!

In realtà altro non sono che l’impasto della pizza fritto in olio di semi. Buonissime da sole, ma diventano eccezionali una volta che si aprono e si riempiono con salumi e formaggi vari.

Ideali per pranzi in piedi e buffet. Ovviamente sono buonissime calde, ma tutto sommato anche fredde non vengono disdegnate (il giorno dopo i bambini – e non solo – non hanno lasciato neanche le briciole!)

La scorsa settimana sono venuti a trovarci degli amici carissimi: avevo in mente di fare la pizza (il mio piatto forte!), ma poi mi sono ricordata che già gliela avevo messa in tavola altre volte e quindi il menù è stato rivoluzionato.

Un piccolo consiglio: man mano che le friggete, mettetele in un contenitore chiuso che le mantenga calde, senza salarle altrimenti si ammosciano. Io utilizzo la Legumiera della Tupperware che in più ha anche un colino per far sgocciolare l’olio in eccesso.

Ingredienti:

  • 330 g di acqua
  • 15 g di lievito di birra
  • 20 g di olio EVO
  • 10 g di zucchero
  • 600 g di farina
  • 10 g di sale
  • olio per friggere

Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti nel boccale del Bimby (escluso l’olio per friggere!!!) nell’ordine in cui sono scritti.

Impastare 2 minuti a vel. spiga.

Far lievitare un paio d’ore.

Sgonfiare l’impasto e stenderlo su di un piano da lavoro (circa mezzo cm di altezza). Tagliare la sfoglia a losanghe della grandezza desiderata.

Immergere ogni losanga nell’olio bollente. Si gonfierà magicamente per accogliere nella sua pancia il vostro salume o formaggio preferito! Sgocciolare ogni zonzella e metterla nel contenitore in modo che rimanga calda.

Alla fine salare e servire a tavola immediatamente accompagnando con salumi, affettati, formaggi e salse.

Con questa ricetta partecipo al contest de “La Cultura del Frumento”: