Spatzle con…le vongole!

Una ricetta per EXTRA PASTA, l’iniziativa che vede protagonista l’olio extra vergine d’oliva e che è successiva a EXTRA DOLCE, di cui è già uscita la pubblicazione.

logo_EXTRAricette
Spatzle_01

La prima volta che ho assaggiato gli spatzle mi trovavo a San Martino di Castrozza. Era estate e, dopo delle lunghe camminate, ci fermavamo a mangiare nelle malghe i piatti tipici trentini. Tornata in paese mi son subito procurata l’apposito attrezzo per poterli fare anche a casa perchè ci erano piaciuti davvero molto. Da allora li ho mangiati con vari condimenti, ma il classico, quello con panna e speck, rimane sicuramente il migliore. Una volta li ho fatti anche verdi con gli spinaci nell’impasto… eccezionali.

Peccato che dopo le prime volte la grattugia mi si sia arrugginita e quindi dovetti buttarla! In mio aiuto è arrivata la mia amica Micaela che da Trento mi ha portato la sua “grattugia” e ho potuto quindi riprendere la produzione.

Mai avrei pensato di condirli con le vongole fintanto che non mi è capitato di discuterne con altre foodblogger e, dal dire al fare, eccoli sulla mia tavola! Buonissimi e anche divertenti, dal momento che gli spatzle si raccolgono dentro ai gusci delle vongole!

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 uova grandi o 4 piccole
  • farina 00
  • sale
  • 500 g di vongole veraci
  • 7-8 pomodorini
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio EVO
  • peperoncino frantumato

Preparazione:

Spaccare le uova e metterle in un recipiente. Sbatterle con il sale e mezzo bicchiere d’acqua. Aggiungere la farina poco per volta e mescolare. Alla fine dovrete avere un impasto non liquido ma piuttosto elastico e denso. Lasciar riposare un’ora circa.

Dopo aver fatto spurgare le vongole, fatele aprire sul fuoco in una padella con poca acqua.

In un’altra padella mettere due cucchiai di olio EVO con il peperoncino e l’aglio e il prezzemolo tritato. Accendere il fuoco e appena comincia a soffriggere unire i pomodorini a cui avrete tolto i semi e che avrete tagliato a concassè. Far andare qualche minuto quindi aggiungere il liquido di apertura delle vongole opportunamente filtrato, e le vongole. Salare.

Appoggiare l’attrezzo per gli spatzle sopra una pentola di acqua salata che bolle. Inserire l’impasto nell’apposito vano e farlo scorrere. In questo modo si creeranno gli spatzle. Appena verranno a galla saranno cotti, quindi scolarli e rovesciarli nella padella con le vongole. Farli saltare e servire subito!

Spatzle_02

Fagottini ai carciofi e gamberi

Fagottini_04

Le vacanze sono agli sgoccioli! Sono state vacanze molto tranquille per noi e abbiamo potuto riposare mente, corpo e spirito! Sarà dura riprendere il tram tram quotidiano da lunedì, soprattutto per quanto riguarda la sveglia che suonerà implacabile alle 7 per tutta la famiglia! Era bello invece alzarsi con tutta calma (spesso alle 11… quasi me ne vergogno!), fare la colazione tranquilli, godersi un buon caffè e coccolarci!

E poi per molti sarà il momento di rimettersi a regime alimentare dietetico per smaltire tutti gli eccessi di questi giorni passati! Rimane però ancora l’ultima grande abbuffata, quella dell’Epifania che poi tutte le feste si porterà via, insieme a tutti i pasti luculliani! Disfaremo l’albero, il presepe e riporremo nelle scatole tutti i gingilli che fanno Natale fino al prossimo anno. Ma, come dicevo, possiamo ancora pensare ad un piatto che ci farà felice a tavola e per me le feste di Natale non son complete se non contemplano almeno una volta nel menù le crèpes o crespelle, come dir si voglia e in qualsiasi piegatura e ripieno. Io ho scelto di chiuderle a fagottino perchè mi dà l’idea di un regalo e di riempirle con una salsina a base di carciofi e gamberetti, condimento che uso spesso anche per la pasta.

La ricetta è in parte tratta dal numero di gennaio di “Alice”

Fagottini_05

Ingredienti per 9-10 crèpes:

  • 3 uova
  • 250 g di farina 00
  • mezzo litro di latte
  • sale
  • 4 carciofi
  • 500 g di gamberi
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO Dante
  • mezzo bicchiere di brandy
  • 1 costa di sedano
  • 1 scalogno
  • 1 manciata di prezzemolo
  • 1 carota
  • 25 g di farina
  • 25 g di burro
  • alcune foglie di porro

Procedimento:

Preparare le crèpes sbattendo le uova. In un’altra ciotola mescolando aggiungere poco per volta il latte alla farina per evitare che si formino grumi, quindi incorporare le uova e il pizzico di sale. Mescolare a lungo, quindi coprire e lasciar riposare per almeno un’ora.

Cuocere le crèpes in una padella antiaderente di circa 16 cm di diametro, imburrandola leggermente ad ogni nuova crèpes. Versarvi un mestolo di composto e girare la padella in modo che quest’ultimo riempa tutto il fondo della padella. Appena comincerà a staccarsi, rigirarla e cuocerla dall’altro lato. Mettere le crèpes in un piatto impilandole.

Preparare il ripieno pulendo i carciofi e mettendoli a bagno in acqua acidulata.

Togliere le teste e i carapaci ai gamberi e metterli da parte. Togliere ai gamberi anche il filamento nero.

Tagliare i carciofi a julienne e i gamberi grossolanamente.

In una padella mettere due cucchiai di olio EVO Dante e lo spicchio di aglio schiacciato. Appena quest’ultimo comincia a sfrigolare toglierlo e aggiungere i carciofi. Far cuocere 10 minuti, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Salare. Un paio di minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere anche i gamberi e mescolare bene.

Preparare una bisque con le teste e i carapaci dei gamberi. In una padella scaldare due cucchiai di olio EVO Dante, aggiungere le teste e i carapaci e farli rosolare. Aggiungere anche il sedano e la carota tagliati grossolanamente e lo scalogno tritato. Sfumate con il Brandy, quindi coprite con l’acqua e inserite anche il prezzemolo. Salare. Far cuocere per una mezz’ora abbondante quindi passare la bisque al colino e rimettere sul fuoco a far restringere.

Prelevare delle foglie dal porro e tagliarle in strisce longitudinali dopo averle lavate. Farle cuocere pochi minuti (giusto per ammorbidirle) in acqua bollente.

Riempite le crèpes con un cucchiaio di composto di carciofi e gamberi posizionato al centro. Chiudere a fagotto legandolo con una striscia di porro.

Posizionate i fagotti in una teglia da forno.

Preparare la besciamella. Sciogliere il burro in una pentola e aggiungere la farina. Far cuocere qualche minuto (roux) quindi aggiungere 250 ml di bisque calda e proseguire la cottura fintanto che la besciamella non si comincerà ad addensare. Distribuirla quindi sopra le crèpes.

Accendere il grill del forno e quando è pronto inserirvi le crèpes fintanto che non si saranno gratinate.

Servire calde.

Fagottini_02

Fagottini_03

Tagliatelle con pesce spada e carciofi

Tagliatelle e pesce spada_04

Qui lo dico e qui lo nego, ma la mia ignoranza in fatto di orticoltura è davvero profonda: per me i carciofi erano di stagione solo all’inizio della primavera, ma ultimamente li ho trovati in numerose ricette, sia su riviste che su blog. Questo mi ha portato ad approfondire l’argomento e a scoprire che invece i carciofi sono buonissimi anche in questo periodo.

Un piatto come quello che vi propongo oggi è un pasto completo: pasta (tagliatelle), contorno (carciofi) e secondo (pesce spada). Un piatto adatto anche ai bambini perchè il pesce spada non ha lische quindi non ci sono pericoli ed ha un buon sapore… Così dicono i piccoli uomini di casa!

Tagliatelle e pesce spada_02

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 g di tagliatelle all’uovo fresche
  • una fetta di pesce spada (circa 300-350 g)
  • 7-8 pomodorini
  • 3 carciofi
  • 2 spicchi di aglio
  • olio EVO Dante
  • prezzemolo
  • sale

Procedimento:

Togliere la pelle e l’osso centrale al pesce spada e tagliarlo a piccoli cubetti.

Pulire e lavare i carciofi mettendoli a bagno in acqua acidulata con mezzo limone. Tagliarli quindi a metà e affettarli finemente.

In una padella cuocere i carciofi con poco olio EVO Dante e uno spicchio di aglio schiacciato. Portare a cottura aggiungendo al bisogno qualche cucchiaio di acqua calda. Salare.

In un’altra padella mettere due cucchiai di olio EVO Dante con uno spicchio di aglio tritato. Appena è caldo, aggiungere il pesce spada e cuocerlo pochi minuti, quindi aggiungere i pomodorini tagliati a spicchi e i carciofi cotti. Mescolare bene e cuocere un altro paio di minuti per amalgamare bene i sapori. Aggiustare di sale.

Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua calda e scolarle calde. Rovesciarle nel condimento e saltare la pasta.

Spolverizzare con il prezzemolo tritato, impiattare e aggiungere un filo d’olio.

Tagliatelle e pesce spada_03

Risotto con acciughe, castagne e speck

Riso alici castagne e speck_01

Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di incontrarmi con una foodblogger che da tempo ammiro, ma di cui non sapevo la provenienza. Ho piacevolmente scoperto che abitiamo a pochi km l’una dall’altra, e quando dico pochi intendo tre o quattro!!! Parlo di Cristina, titolare del blog Poveri ma belli e buoni dove si occupa di piatti a base di pesce azzurro e in particolar modo di acciughe e del blog Insalata mista dove troverete tutte le ricette che non possono entrare a far parte del primo blog!

Abbiamo fatto una bellissima chiacchierata sorseggiando tè e caffè ed ho scoperto un sacco di cose che non sapevo perchè Cristina è una persona che di buon cibo se ne intende, basta che visitiate i suoi blog per capirlo: tutte ricette innovative o classiche rielaborate o trasformate. Pochi ingredienti ma di qualità e ricercati e soprattutto, una fantasia che le invidio!

Alla fine mi ha fatto venire una gran voglia di… acciughe e di sperimentare un po’ di ricettine! Tra l’altro da febbraio ha aperto una raccolta proprio a base di questo ingrediente: un’acciuga al giorno…

Ecco che dunque, rientrata in casa dopo essere passata dalla pescheria, mi sono messa all’opera e ho voluto subito provare il risotto con alici castagne e speck dal momento che in casa avevo già gli altri ingredienti a disposizione.

Nessuna modifica a questa ricetta (solo le dosi per adattarla al numero di commensali) che è stata apprezzata da tutti: compreso il palato più difficile della famiglia avrebbe voluto fare il bis! Invece il più critico di casa, colui che mi spinge sempre a migliorare, ha voluto dire la sua pur leccandosi i baffi che non ha: secondo lui sarebbe da provare una versione con le alici fritte, per dare al palato una parte croccante in contrasto con il morbido della castagna. Da provare la prossima volta! Chissà… tu Cristina che mi dici?

Riso alici castagne e speck_02

Ingredienti per 4 persone:

  • 280 g di riso carnaroli
  • 5-6 fette sottili di speck dell’Alto Adige
  • mezzo scalogno
  • 1 litro e mezzo circa di brodo vegetale
  • 200-250 g di alici pulite e sfilettate
  • 150-200 g di castagne
  • mezzo bicchiere di buon vin santo
  • una manciata di semi di finocchio
  • olio EVO e burro
  • sale

Procedimento:

Lessare le castagne in abbondante acqua salata insieme ad un cucchiaio raso di semi di finocchio. Quando saranno cotte, spellarle e tritarle grossolanamente con un coltello.

Tritare lo scalogno e metterlo in una pentola dai bordi bassi e piuttosto ampia insieme a due cucchiai di olio EVO e un pizzico di semi di finocchio. Unire lo speck tagliato a striscioline appena l’olio è caldo. Far rosolare leggermente, quindi aggiungere il riso. Farlo tostare e sfumarlo col vin santo. (Io non avevo il finocchietto selvatico in casa perciò non l’ho messo).

Proseguire la cottura aggiungendo poco per volta il brodo vegetale caldo e salare.

Poco prima del termine della cottura aggiungere i filetti di alici tagliati a trancetti e le castagne.

Ultimare la cottura, quindi spegnere il fuoco, aggiungere una noce di burro, coprire e far riposare un paio di minuti prima di servire.

La ricetta originale la trovate qui

Riso alici castagne e speck_03

Una ricetta per “Ci scambiamo una ricetta?” I tagliolini alle castagne con porcini e tofu di Ghiotto di Salute

Da qualche tempo avrete notato che mi interesso sempre più di cucina naturale, intesa non solo come vegetariana e vegana, ma come una cucina indirizzata verso ingredienti di stagione e prodotti certificati e di qualità.

Il mio carrello della spesa al negozio biologico è sempre più pieno, mentre si sta svuotando quello del supermercato, prediligendo acquistare farine, legumi, cereali e qualche ortaggio più nel primo che non nel secondo. Non che prima amassi acquistare prodotti pronti o preconfezionati (odio profondamente le merendine), però adesso c’è una scelta ancora più attenta del prodotto primario ed una maggior attenzione alla lettura dell’etichetta, laddove ci sia.

Questa mia nuova “mania” è coincisa proprio con l’estrazione del gioco “Ci scambiamo una ricetta?” del blog “Il ricettario di Cinzia“, infatti sono capitata in coppia con il blog “Ghiotto di Salute” che mi ha aperto nuovi orizzonti culinari.

Ora mi perdonerà la legittima proprietaria del blog “Ghiotto di Salute”, ma ho cercato e ricercato nel suo blog il suo nome, ma sono riuscita a trovare quello di tutti i suoi familiari tranne il suo! L’importante però è sapere che questa ragazza è nientepopodimeno che una biologa nutrizionista e che quindi nel suo blog parla a ragion veduta.

Ho trascorso diverse ore sul suo blog alla ricerca della ricetta che avrei potuto riproporre ai miei esigenti commensali, ecco perchè è trascorso molto, troppo tempo e ancora una volta arrivo giusto in tempo per non essere esclusa dal prossimo sorteggio!!!

Alla fine comunque, ho optato per qualcosa che si adattasse bene alla stagione e avendo in dispensa della buona farina di castagne e nel congelatore dei porcini raccolti da mio padre qualche settimana fa, ho optato per i suoi tagliolini (senza uova n.d.r.) di castagne con porcini e provola affumicata.

Beh, per la verità dalla foto a me sembrano più tagliatelle e, comunque io ve le propongo in questa versione.

Non me ne vorrà Ghiotto di Salute se mi son permessa di apportare alcune modifiche per adattare meglio la ricetta alle nostre esigenze e, per esempio, anzichè usare la provola affumicata ho preferito cospargere la mia pasta con del tofu.

Ingredienti:

  • 300 g di farina di castagne
  • 180 g di farina per pasta
  • olio EVO Dante
  • mezzo cucchiaino di sale rosa dell’Hymalaya Tec-Al
  • acqua tiepida q.b. (circa 150 ml)
  • 2 porcini freschi o surgelati
  • 1 spicchio di aglio
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe dei Piaceri Tec-Al
  • tofu
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • qualche caldarrosta (facoltative)
  • panna da cucina vegetale (facoltativa)

Procedimento:

Nel blog “Ghiotto di Salute” si impasta a mano, io preferisco usare il Bimby inizialmente per mescolare gli ingredienti per le tagliatelle. Nel boccale inserire le due farine e il sale e azionare il Bimby per pochi secondi a vel. 6-7. Portare lentamente a vel. 4-5 e aggiungere un cucchiaio di olio e poco alla volta l’acqua facendo attenzione alla consistenza. Quando l’impasto diventerà morbido ma non appiccicoso, rovesciarlo sulla spianatoia e lavorarlo ancora pochi minuti a mano fino ad ottenere un panetto liscio. Coprire con un canovaccio e lasciar riposare per una mezz’oretta, quindi passare l’impasto, suddiviso in piccole palline, nella sfogliatrice.

Quando avrete ottenute tutte le strisce cominciare a tagliarle cominciando dalla prima sfoglia stesa. Distribuire man mano su un vassoio infarinato le tagliatelle per farle asciugare.

Preparare il sugo ai funghi. Mettere in una padella due cucchiai di olio EVO Dante con lo spicchio di aglio tritato. Quando è caldo, unire i porcini puliti e tagliati a piccoli pezzi. Far insaporire bene, quindi sfumare col vino bianco. Quando l’alcol di quest’ultimo sarà evaporato, salare e coprire. Portare i funghi a cottura e eventualmente aggiungere un po’ di acqua calda.

A questo punto io ho fatto una piccola variante al procedimento di “Ghiotto di salute” perchè quando mangio la pasta coi funghi, soprattutto se pasta fresca, a me piace che rimanga cremosa, per cui ho preso una parte dei funghi e li ho frullati con un po’ di acqua calda e poi ho rimesso il tutto in padella. Se le gradite ancora un po’ più cremose potete aggiungere due cucchiai di panna da cucina, rigorosamente vegetale. Aggiustare di sale e aggiungere il pepe.

Cuocere le tagliatelle e condirle con il sugo di funghi.

Impiattare e cospargere le tagliatelle con del tofu tagliato a piccolissimi cubetti  e, se le avete, delle caldarroste tritate con il coltello (ultima mia piccola aggiunta!!!)

Sono buonissime, ma vi consiglio di preparare le tagliatelle con un giorno di anticipo per farle asciugare bene in modo che non si spezzettino.

Testaroli trifolati in umido di baccalà

Foto di Stefano Paperini

Quest’oggi mentre preparavo il piatto che fra poco vi illustrerò una forte tromba d’aria si è abbattuta nel mio paese: sono stati divelti alberi, distrutti tetti di case, e rotte auto. Sono bastati davvero pochi minuti per creare un vero disastro. Ancora una volta la natura ci ha dimostrato la sua forza incontrollabile e possiamo solo ritenerci fortunati perchè non ci sono stati danni a persone: il bilancio sarebbe potuto essere davvero tragico.

Foto di Antonio Ficai

Foto di Antonio Ficai

Foto di Stefano Santini

A pochi metri in linea d’aria da dove si stava scatenando il pandemonio io ero ignara di tutto e stavo preparando il pranzo per la mia famiglia nella mia cucina, soddisfatta anche del buon lavoro che stava uscendo fuori. Solo dopo pranzo ho ricevuto la telefonata di un’amica che mi chiedeva se stavo bene e se mi ero accorta di niente! E’ in questi momenti che facebook è un grande alleato: ho acceso il pc e ho cominciato a realizzare cosa era successo vedendo le foto che venivano postate.

Un vero cataclisma che ha colpito anche le case di alcune mie amiche. Sono felice di dire però che il nostro Comune è sempre molto presente in queste situazioni e si è subito attivato per ripristinare il più possibile la situazione e aiutare le persone in difficoltà insieme ai Vigili del Fuoco, la Pubblica Assistenza, i Vigili urbani e i Carabinieri. A tutti loro va un sentito ringraziamento.

Speriamo solo che ora il tempo migliori e che si possa lavorare per far si che le persone possano rientrare al più presto nelle loro case, che penso sia la cosa più urgente.

_____________________________________________________________

Ho attinto questa ricetta dal numero di novembre di “La Cucina Italiana”, una ricetta che mi ha colpito immediatamente perchè mio marito adora i testaroli, che è solito mangiare quando per lavoro si trova a Pontremoli. Si parla infatti di un primo piatto tipico della Lunigiana che viene in genere condito con il pesto.

Per la verità fin’oggi non mi erano piaciuti molto le poche volte che li ho assaggiati, ma… si sa, quando una cosa te la fai da sola ha tutto un altro sapore! E in effetti, il sapore è decisamente diverso se accompagnati da questo umido di baccalà. E poi devo dire che è davvero facile prepararli… non lo avrei mai immaginato. Per il baccalà invece occorre ovviamente organizzarsi giorni prima perchè va tenuto in ammollo per togliere il sale.

Ingredienti per 6 persone:

  • 650 g di baccalà ammollato
  • 400 g di farina integrale di grano tenero
  • 300 g di latte
  • mezza cipolla
  • 1 porro
  • 2 carote
  • 1 costa di sedano
  • prezzemolo
  • 2 spicchi di aglio
  • 3 foglie di alloro
  • burro
  • olio EVO Dante
  • sale

Procedimento:

Mescolare con una frusta la farina con un pizzico di sale e 700 g di acqua calda, ottenendo una pastella che dovrà riposare un’ora.

Mondare intanto le carote, il sedano, il porro e la cipolla. Tagliare il tutto grossolanamente lasciando da parte metà cipolla.

In un tegame mettere la cipolla rimasta con uno spicchio di aglio tritato, l’alloro, e 70 g di olio EVO Dante. Quando comincia a soffriggere, unire il baccalà appoggiandolo sul lato della pelle. Coprire e lasciar cuocere nel suo liquido per 18-20 minuti. Quindi spellarlo e sfilacciarlo e rimetterlo nel tegame col suo fondo di cottura.

Rosolare gli ortaggi tritati in una casseruola con una noce di burro e due cucchiai di olio EVO Dante. Cuocete in modo che tutte le verdure perdano la loro acqua che si dovrà asciugare. Le verdure così cominceranno a sfrigolare, fatele cuocere ancora due minuti e poi unite il baccalà con tutto il suo fondo. Aggiungere il latte e 150 g di acqua e portare a bollore. Salare, coprire e cuocere ancora 15-20 minuti.

Se non avete il testo apposito di ghisa o di terracotta, per fare i testaroli utilizzate come ho fatto io una padella antiaderente di 23 cm di diametro. Scaldarla molto bene, quindi versare un terzo di impasto (dovrete infatti ottenere tre dischi di 3-5 mm di spessore). Coprire e cuocere per 6 minuti, quindi scoprire, girare e cuocere scoperto per altri 4 minuti. Ripetete l’operazione altre due volte col restante impasto.

Tagliare i dischi a piccoli rombi.

Mettere una pentola di acqua sul fuoco.

Tritare l’altro spicchio di aglio con il prezzemolo e mettere entrambi in una padella con una noce di burro e 40 g di olio EVO Dante.

Quando l’acqua bolle, salarla e spegnere il fuoco. Versarvi i testaroli e lasciarli due minuti dentro a cuocere, quindi scolarli, metterli nella padella con il burro e l’olio e saltarli.

Mettere l’umido di baccalà preferibilmente dentro ad un coccio, oppure in una scodella e adagiarvi sopra i testaroli.

 

Con questa ricetta partecipo al contest del Blog di Max:

Spaghetti finger alle vongole e crema di zucca di Hokkaido

Si capisce che ho appena acquistato un nuovo libro di ricette finger food? Beh, non potevo venire via dalla Città del Gusto del Gambero Rosso senza almeno un “ricordino” cartaceo! Vi parlerò in seguito della bellissima esperienza di Roma perchè ancora sono tante le emozioni e devo fare un po’ di ordine nelle mie idee, ma nel frattempo vi comunico che son tornata a casa bella carica di entusiasmo e di fantasia, perciò tenetevi forti…

Il libro di cui vi parlavo è di Viviana Lapertosa, volto tv di trasmissioni televisive di successo, ma non solo: organizza anche catering e corsi di cucina. Il titolo? Ma semplicemente “Finger Food”

 

Si possono trovare tantissime ricette, anche tradizionali rivisitate in versione finger, ma è un libro che ho trovato diverso dagli altri perchè in fondo ad ogni ricetta Viviana lascia un commento, con un consiglio o con un aneddoto spiritoso riferito alla ricetta stessa. Simpaticissimo!

Ma veniamo alla nostra ricetta che, per dirla tutta, non è tratta dal libro di Viviana Lapertosa ma che è un finger food improvvisato e, qui lo dico e qui lo nego, ma mi son guardata bene dal portare in tavola questa versione onde evitare il linciaggio da parte dei miei familiari che all’ora di pranzo hanno sempre un grande appetito. No, in tavola ho riempito delle belle scodelle, poi però mi piaceva l’idea di questa vongolINA nel piattINO con la forchettINA e due spaghettINI!!! E’ una simpaticissima idea per un pranzo in piedi, anche se, come dice anche Viviana, non è facile servire dei finger di pasta, perchè dobbiamo essere ben organizzati e veloci nel portarli in tavola: a chi piace la pasta scotta e che sembra colla?

A voi quindi la decisione: il gusto non cambia, cambiano solo le quantità!

Ingredienti:

  • 500 g di vongole veraci
  • 300 g di spaghetti
  • mezza zucca di Hokkaido (circa 400 g)
  • prezzemolo
  • olio EVO Dante
  • la punta di un cucchiaino di peperoncino
  • 1 spicchio di aglio

Procedimento:

Lavare le vongole e metterle a spurgare in acqua e sale per almeno un’ora. Quando le vongole non sono molte come in questo caso, io uso batterle una ad una sul lavello per assicurarmi che non ci sia la sabbia. E’ un piccolo accorgimento in più che può tornare utile. Quindi metterle in una padella con poca acqua, mettere il coperchio e accendere il fuoco finchè non si sono tutte aperte. Basterà davvero pochissimo tempo. Prenderle con una schiumarola  e metterle in un piatto e poi filtrare il liquido di apertura.

Tagliare la zucca in fettine piccole e sottili. Tritare l’aglio e metterlo in una padella con tre cucchiai di olio EVO Dante e il peperoncino. Aggiungere la zucca e portarla a cottura bagnando col liquido delle vongole. Prelevare quindi i due terzi di zucca e frullarla col  liquido rimanente.

Mettere le vongole nella padella insieme alla restante zucca, mescolare bene e salare leggermente.

Cuocere nel frattempo gli spaghetti, quindi scolarli e versarli nella padella insieme alla crema di zucca. Servire nei piatti o nei bicchierini da finger aggiungendo una goccia di olio e il prezzemolo tritati.

 

 

Cous cous invernale con ceci, verdure e curcuma

Il freddo sta sempre più inesorabilmente bussando alle nostre porte e ormai non ci resta che arrenderci al (per me) triste destino e affrontarlo come meglio si può! Invidio gli animali che possono andare in letargo, ma per noi umani ciò non è possibile e perciò tiriamo giù dall’armadio cappotti, sciarpe e guanti e, pieni di coraggio, affrontiamo anche le intemperie più impietose!

A proposito di cappotti, sciarpe e guanti mi sovviene un dolce ricordo della prima infanzia di mio figlio, quando pronunciava tutte le parole mettendogli come iniziale la “P” (escluso per il suo PaPà, perchè lo chiamava ‘a’à) e al momento di uscire di casa prendeva “le pappe, il pappello, e il pappotto”!

Ma tornando al nostro freddo novembre, noi cerchiamo di riscaldarci anche cucinando quelle pietanze che ci riscaldano anche internamente, come zuppe, minestre, polente… utilizzando gli ingredienti tipici di questa stagione molto generosa: castagne, funghi, cavoli, zucche…

Ripropongo perciò quest’oggi una ricetta che faccio spesso in questo periodo, aggiungendo a quella che già avevo pubblicato un po’ di curcuma che credo si sposi benissimo col cous cous. Un piatto molto prelibato che ho avuto la fortuna di assaggiare la prima volta in Tunisia, dove si sa che le spezie fanno da padrone e vengono vendute nei suk in un’esplosione di colori e di odori.

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di cous cous bianco Ecor
  • mezzo peperone giallo
  • 100 g di verza
  • 1 grossa patata
  • 2 carote
  • 2 zucchine
  • 120 g di ceci lessati
  • 250 g di pomodori pelati e schiacciati
  • 1 scalogno
  • olio EVO Dante
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 1 peperoncino
  • sale

Preparazione:

Pulire e lavare le verdure. Tagliare le carote , le zucchine, le patate e il peperone in piccoli pezzi. Ridurre la verza a striscioline.

Tritare lo scalogno e metterlo in una pentola capace con tre cucchiai di olio EVO Dante e il peperoncino spezzetato.

Accendere la fiamma e appena lo scalogno comincia a soffriggere, unire le patate, le carote e i ceci. Far insaporire bene per 5-8 minuti, quindi unire la passata di pomodoro e mescolare bene. Cuocere ancora 10 minuti e aggiungere la verza e il peperone. Salare e mescolare ancora. Coprire le verdure con dell’acqua bollente, unire la curcuma e proseguire la cottura senza coperchio finchè le verdure saranno cotte e l’acqua si sarà assorbita.

Mettere il cous cous in un recipiente. Versarvi sopra due cucchiai di olio EVO Dante e mescolare bene. Mettere 250 g di acqua sul fuoco e appena bolle versarla nel cous cous. Mescolare appena. Chiudere con un coperichio e lasciar riposare 5 minuti. Al termine di questo tempo vedrete che il cous cous avrà “bevuto” tutta la vostra acqua. Ora con una forchetta sgranatelo bene.

Versare sopra il cous cous le verdure e servire ben caldo!

Trovate questa ricetta anche nel Circolo dei Blogustai:

testata blogustai ridotto

Con questa ricetta partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

e al contest de La Cultura del Frumento

:

Ravioli di gorgonzola e amarena su letto di pesto

Giunti a questo punto non posso esimermi dal ringraziare le mie “cavie” (vedi Marito e Figli) che tutti i giorni si sottopongono ai miei esperimenti (alcuni non senza lamentele per la verità!). Si, perchè capisco che a volte i miei sono accostamenti a dir poco azzardati e che solo un palato ben allenato, e quindi aperto a nuovi sapori anche molto in contrasto tra loro, può apprezzare.

Devo dire che il mio rampollo maggiore è una buona forchetta e quindi è ben felice di prestarsi ai miei esperimenti, e con una certa soddisfazione ingurgita di tutto, tanto che mi vien da chiedermi se distingue i sapori.

Il secondo invece è molto selettivo e mangia prima con gli occhi che con la bocca, quindi tocca sempre infiocchettargli bene il piatto.

Il terzo… beh, meglio non parlare dei suoi gusti culinari: potreste rabbrividire se vi raccontassi il suo svezzamento.

Resta il fatto che il mio critico più attendibile rimane sempre lui, il mio adorato consorte, che non ha peli sulla lingua e quando qualcosa non è di suo gradimento non mi risparmia nessun tipo di critica! Ma quando gradisce… allora son sicura che quel piatto è quello giusto, che è ben bilanciato e che quindi si può proporre anche ai nostri numerosi ospiti/amici!

Vi propongo dunque questo piatto, che può sembrare piuttosto azzardato ma che ha incontrato il parere favorevole di tutta la ciurma!

 

Ingredienti:

  • 300 g di farina per pasta fresca e gnocchi Molino Rosignoli
  • 3 uova
  • sale
  • 18 amarene
  • 150 g di gorgonzola
  • 250 g di pesto
  • mandorle a scaglie
  • olio EVO

Procedimento:

Impastare le uova con la farina e il sale. Formare un panetto e coprirlo con della pellicola trasparente. Far riposare circa 30 minuti.

Schiacciare il gorgonzola. Sgocciolare le amarene.

Trascorsi i 30 minuti, stendere la pasta con la sfogliatrice e ricavare da ogni striscia di pasta dei dischetti.

Nella metà dei dischetti posizionare al centro un cucchiaino di gorgonzola e un’amarena. Chiudere con l’altra metà dei dischetti. Far aderire bene i bordi.

Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata. Scolarli. Distribuire un po’ di pesto sul fondo del piatto e adagiarvi sopra i ravioli (circa 3 a testa, a seconda di quanto li avrete fatti grandi). Un filo d’olio, e una manciata di mandorle decoreranno il piatto.

Ravioli allo zafferano ripieni di pappa al pomodoro su pancetta croccante…forse!

Ve lo avevo promesso dopo avervene parlato qui ed ecco qua che vi presento i miei ravioli allo zafferano ripieni di pappa al pomodoro.

Questo piatto è nato quando Luca Borghini mi ha chiesto di portare un piatto che rappresentasse il mio blog all’evento da lui creato, di cui potete leggere abbondantemente nel post precedente. Non potevo certo portare la fettunta, perciò ho pensato a qualcosa che comunque avesse negli ingredienti il pane e il pomodoro e ovviamente la scelta è ricaduta su un piatto della tradizione italiana, la pappa al pomodoro, servita però dentro ad un bel raviolo allo zafferano. Per dare un po’ di sapore al tutto la pancetta croccante, che ha esaltato il sapore del piatto.

Questo ovviamente il piatto nella sua origine, ma, come avrete letto sempre nel post precedente, a Montevarchi il condimento ha subito una sostanziale modifica grazie all’intervento provvidenziale dello chef vegano Antonio Scaccio, il quale mi ha proposto di adagiare il raviolo su una salsina delicatissima a base di stracciatella, ricotta e … fagioli cannellini, il tutto emulsionato fino ad ottenere la consistenza di una besciamella cremosa. Fantastico!

A voi la scelta del condimento, dunque!

Ingredienti:

– per la pappa al pomodoro:

  • 500 g di passata di pomodoro (meglio se espressa)
  • 1 spicchio di aglio
  • basilico
  • olio EVO Dante
  • circa 250 g di pane toscano semiintegrale (questo il mio preferito)
  • sale
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 cipolla

– per la pasta:

– per il condimento:

  • olio EVO Dante
  • 150 g di pancetta stesa a fette
  • 1 spicchio di aglio
  • del peperoncino frantumato
  • pecorino
  • basilico

Procedimento:

Fare il brodo vegetale con la carota, il sedano e la cipolla puliti in mezzo litro di acqua.

In una padella mettere lo spicchio di aglio schiacciato insieme a tre cucchiai di olio EVO Dante e accendere il fuoco. Quando comincerà a soffriggere, lontano dal fuoco, aggiungere la passata di pomodoro e il basilico sminuzzato con le mani. Far insaporire e salare. Togliere lo spicchio di aglio e aggiungere il pane tagliato a cubetti. Mescolare bene quindi aggiungere il brodo poco alla volta finchè il pane non si sarà ben ammorbidito.

Cominciare a schiacciare il pane con una forchetta finchè non si sarà tutto disfatto. Alla fine per i nostri ravioli dovrà risultare un composto piuttosto denso e poco acquoso.

 

Mentre la pappa al pomodoro si raffredda, preparare la pasta impastando a mano o nella planetaria le uova mescolate allo zafferano con la farina e il sale. Formare una palla, ungerla lievemente e farla riposare un’ora, coperta con la pellicola trasparente.

Trascorso questo tempo, suddividete la palla di pasta in 7-8 parti e stendete ognuna con la sfogliatrice fino ad ottenere una sfoglia sottile da cui ricaverete dei cerchi con il coppapasta. Posizionare al centro della metà dei cerchi un po’ di pappa al pomodoro, quindi ricoprire ognuno con l’altra metà dei cerchi facendo aderire bene i bordi.

Potete rendere la vostra pancetta croccante mettendola in forno stesa sopra una leccarda e accendendo il grill, oppure in una padella.

Mettere sul fuoco l’acqua per cuocere i ravioli, salarla e quando bolle inserirvi i ravioli.

Nel mentre che cuociono, in una padella mettere a scaldare dell’olio EVO Dante con l’aglio e il peperoncino tritati. Appena i ravioli cominceranno a venire a galla, scolarli e versarli in padella.

Saltarli e impiattarli con la pancetta croccante e del pecorino grattugiato.

Decorare il piatto con delle foglie di basilico.