Pici mediterranei su letto di carciofi

 

Una ricetta per EXTRA PASTA, l’iniziativa che vede protagonista l’olio extra vergine d’oliva e che è successiva a EXTRA DOLCE, di cui è già uscita la pubblicazione.

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Da mesi seguo in sordina l’MTChallenge senza avere il coraggio di partecipare fino a quando una mattina, davanti ad una bella tazza di tè fumante, mi ritrovo con Cristina a parlare di tutti i nostri progetti culinari e lei se ne esce con “Ma perchè non partecipi all’MTChallenge?” E siccome non era la prima volta che me lo chiedeva mi son fatta coraggio e sono andata a vedere la sfida di questo mese e a cercar di capir bene le regole. E cosa leggono i miei occhi? La Patty che propone i pici! E, me ne vergogno da morire, da toscana ancora io, non solo non li ho mai cucinati, ma neanche li ho mai mangiati. Una sfida che allora è davvero l’ora di raccogliere perchè è anche una curiosità da soddisfare! Certo è che la Patty non ci ha reso vita facile per quanto riguarda invece il condimento perchè giustamente, come dice lei ” il tema generale è la cucina contadina o cucina rustica. Che non significa “cucina povera”, ma semmai di territorio. E’ il famoso km zero, il prodotto a portata di mano, l’espressione di una cultura radicata nell’ambiente che la circonda e da questo intimamente connotata.” Km 0? A parte i vari ortaggi, l’unica cosa che mi viene in mente è il pesce azzurro di cui il mio mare è ricco (anche se non troppo, ahimè!), certo non si sposa bene con la cucina di campagna, ma si parla sempre di pesce povero che la nostra gente poteva consumare con più facilità rispetto alla carne.

Detto questo, mi sono subito messa all’opera, ehm… per la verità ho messo tutta la famiglia a “spiciare” (per chi non lo sapesse, ho ben 8 mani maschie in casa) e, ne sarebbe venuto un bel lavoro di collaborazione, se non fosse che mio marito, avendo vissuto diversi anni a Siena e provincia pensava (forse a ragione) di saperne più di me e  ci ha voluto insegnare anche la tecnica da lui “imparata” nei suoi trascorsi e che trovate ben documentata più avanti.

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Alla fine, fatti in un modo o nell’altro, conditi con la palamita sono risultati davvero buoni e i carciofi gli hanno dato quel tocco vegetale in più, che ben si sposa con il pesce.

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Ingredienti per 4 persone: 

  • 200 g di farina 00
  • 100 g di semola di grano duro
  • 2 cucchiai di olio
  • acqua q.b.
  • poco sale

per il condimento:

  • 1 palamita di circa 800 g
  • 15 pomodorini
  • prezzemolo
  • 1 peperoncino secco
  • 2 spicchi di aglio
  • olio EVO
  • 2 carciofi
  • mezzo bicchiere di vino bianco secco

Procedimento:

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Mescolare le due farine e disporle a fontana sulla spianatoia. Praticare un buco al centro in cui versare l’olio, poco sale e l’acqua (circa un bicchiere, ma molto dipenderà dalla farina che utilizzerete).

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Cominciare ad impastare la farina con i liquidi (se necessario aggiungere ancora acqua, è molto importante la vostra sensibilità) aiutandovi con una forchetta e quando tutta la farina sarà stata incorporata cominciate ad impastare con le mani utilizzando il palmo e ripiegando più volte l’impasto su se stesso senza stirarlo troppo. Formare una palla e avvolgerla nella pellicola trasparente facendola riposare per circa 30 minuti.

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Trascorso il tempo di riposo è il momento di iniziare a confezionare i vostri pici. Ora Patty dice “Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi” e questo è il metodo che ho utilizzato io, mio marito invece ha insistito nel dire che a Siena si preparano partendo direttamente dall’impasto per farli della giusta lunghezza.

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A voi dunque la scelta.

Qualunque sia il metodo da voi scelto, adesso cominciate a filare i pici, rollando e stirando la pasta con il palmo delle mani. Potete farli lunghi quanto volete, l’importante è che siano irregolari e non perfetti. Ma soprattutto ricordatevi di spolverarli con la farina di semola, man mano che li fate. Posizionateli dunque su un vassoio spolverizzato anch’esso con la farina di semola per evitare che si attacchino, quindi lasciateli riposare un po’ (potete anche prepararli la sera prima).

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Nel frattempo preparate il condimento.

Sfilettate la vostra palamita (è un pesce che si sfiletta davvero facilmente) e tritatela con il coltello. In una padella (quella dove poi condirete i vostri pici, perciò fate in modo che sia molto ampia) mettete tre cucchiai di olio EVO con uno spicchio di aglio schiacciato, il prezzemolo tritato e il peperoncino sbriciolato. Accendete il fuoco e appena sarà caldo unite il pesce.

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Mentre il pesce cuoce lavate e tagliate i pomodorini in 4-6 pezzi, possibilmente togliendo i semi.

Sfumate il pesce con il vino e, appena l’alcol sarà evaporato, salate e unite i pomodorini. Cuocete ancora qualche minuto mescolando bene in modo che tutti i sapori si amalghino.

Pulite i carciofi togliendo le foglie esterne più dure e spuntandoli. Togliete anche l’eventuale fieno interno e metteteli qualche minuto in acqua acidulata. Tritateli dunque con il coltello.

In un’altra padella mettere due cucchiai di olio con l’altro spicchio di aglio schiacciato. Appena l’olio sarà caldo unite i carciofi e portateli a cottura salandoli e aggiungendo dell’acqua calda quando necessario.

Cuocere i pici in abbondante acqua bollente salata. Considerate un paio di minuti da quando cominciano a venire a galla, quindi scolateli e conditeli con il pesce.

Preparare i piatti mettendo due cucchiai di carciofi in ognuno e adagiarvi sopra i pici.

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Con questa ricetta partecipo dunque all’MTChallenge di gennaio:

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Spatzle con…le vongole!

Una ricetta per EXTRA PASTA, l’iniziativa che vede protagonista l’olio extra vergine d’oliva e che è successiva a EXTRA DOLCE, di cui è già uscita la pubblicazione.

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La prima volta che ho assaggiato gli spatzle mi trovavo a San Martino di Castrozza. Era estate e, dopo delle lunghe camminate, ci fermavamo a mangiare nelle malghe i piatti tipici trentini. Tornata in paese mi son subito procurata l’apposito attrezzo per poterli fare anche a casa perchè ci erano piaciuti davvero molto. Da allora li ho mangiati con vari condimenti, ma il classico, quello con panna e speck, rimane sicuramente il migliore. Una volta li ho fatti anche verdi con gli spinaci nell’impasto… eccezionali.

Peccato che dopo le prime volte la grattugia mi si sia arrugginita e quindi dovetti buttarla! In mio aiuto è arrivata la mia amica Micaela che da Trento mi ha portato la sua “grattugia” e ho potuto quindi riprendere la produzione.

Mai avrei pensato di condirli con le vongole fintanto che non mi è capitato di discuterne con altre foodblogger e, dal dire al fare, eccoli sulla mia tavola! Buonissimi e anche divertenti, dal momento che gli spatzle si raccolgono dentro ai gusci delle vongole!

Ingredienti per 4 persone:

  • 3 uova grandi o 4 piccole
  • farina 00
  • sale
  • 500 g di vongole veraci
  • 7-8 pomodorini
  • prezzemolo
  • aglio
  • olio EVO
  • peperoncino frantumato

Preparazione:

Spaccare le uova e metterle in un recipiente. Sbatterle con il sale e mezzo bicchiere d’acqua. Aggiungere la farina poco per volta e mescolare. Alla fine dovrete avere un impasto non liquido ma piuttosto elastico e denso. Lasciar riposare un’ora circa.

Dopo aver fatto spurgare le vongole, fatele aprire sul fuoco in una padella con poca acqua.

In un’altra padella mettere due cucchiai di olio EVO con il peperoncino e l’aglio e il prezzemolo tritato. Accendere il fuoco e appena comincia a soffriggere unire i pomodorini a cui avrete tolto i semi e che avrete tagliato a concassè. Far andare qualche minuto quindi aggiungere il liquido di apertura delle vongole opportunamente filtrato, e le vongole. Salare.

Appoggiare l’attrezzo per gli spatzle sopra una pentola di acqua salata che bolle. Inserire l’impasto nell’apposito vano e farlo scorrere. In questo modo si creeranno gli spatzle. Appena verranno a galla saranno cotti, quindi scolarli e rovesciarli nella padella con le vongole. Farli saltare e servire subito!

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Fagottini ai carciofi e gamberi

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Le vacanze sono agli sgoccioli! Sono state vacanze molto tranquille per noi e abbiamo potuto riposare mente, corpo e spirito! Sarà dura riprendere il tram tram quotidiano da lunedì, soprattutto per quanto riguarda la sveglia che suonerà implacabile alle 7 per tutta la famiglia! Era bello invece alzarsi con tutta calma (spesso alle 11… quasi me ne vergogno!), fare la colazione tranquilli, godersi un buon caffè e coccolarci!

E poi per molti sarà il momento di rimettersi a regime alimentare dietetico per smaltire tutti gli eccessi di questi giorni passati! Rimane però ancora l’ultima grande abbuffata, quella dell’Epifania che poi tutte le feste si porterà via, insieme a tutti i pasti luculliani! Disfaremo l’albero, il presepe e riporremo nelle scatole tutti i gingilli che fanno Natale fino al prossimo anno. Ma, come dicevo, possiamo ancora pensare ad un piatto che ci farà felice a tavola e per me le feste di Natale non son complete se non contemplano almeno una volta nel menù le crèpes o crespelle, come dir si voglia e in qualsiasi piegatura e ripieno. Io ho scelto di chiuderle a fagottino perchè mi dà l’idea di un regalo e di riempirle con una salsina a base di carciofi e gamberetti, condimento che uso spesso anche per la pasta.

La ricetta è in parte tratta dal numero di gennaio di “Alice”

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Ingredienti per 9-10 crèpes:

  • 3 uova
  • 250 g di farina 00
  • mezzo litro di latte
  • sale
  • 4 carciofi
  • 500 g di gamberi
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO Dante
  • mezzo bicchiere di brandy
  • 1 costa di sedano
  • 1 scalogno
  • 1 manciata di prezzemolo
  • 1 carota
  • 25 g di farina
  • 25 g di burro
  • alcune foglie di porro

Procedimento:

Preparare le crèpes sbattendo le uova. In un’altra ciotola mescolando aggiungere poco per volta il latte alla farina per evitare che si formino grumi, quindi incorporare le uova e il pizzico di sale. Mescolare a lungo, quindi coprire e lasciar riposare per almeno un’ora.

Cuocere le crèpes in una padella antiaderente di circa 16 cm di diametro, imburrandola leggermente ad ogni nuova crèpes. Versarvi un mestolo di composto e girare la padella in modo che quest’ultimo riempa tutto il fondo della padella. Appena comincerà a staccarsi, rigirarla e cuocerla dall’altro lato. Mettere le crèpes in un piatto impilandole.

Preparare il ripieno pulendo i carciofi e mettendoli a bagno in acqua acidulata.

Togliere le teste e i carapaci ai gamberi e metterli da parte. Togliere ai gamberi anche il filamento nero.

Tagliare i carciofi a julienne e i gamberi grossolanamente.

In una padella mettere due cucchiai di olio EVO Dante e lo spicchio di aglio schiacciato. Appena quest’ultimo comincia a sfrigolare toglierlo e aggiungere i carciofi. Far cuocere 10 minuti, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Salare. Un paio di minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere anche i gamberi e mescolare bene.

Preparare una bisque con le teste e i carapaci dei gamberi. In una padella scaldare due cucchiai di olio EVO Dante, aggiungere le teste e i carapaci e farli rosolare. Aggiungere anche il sedano e la carota tagliati grossolanamente e lo scalogno tritato. Sfumate con il Brandy, quindi coprite con l’acqua e inserite anche il prezzemolo. Salare. Far cuocere per una mezz’ora abbondante quindi passare la bisque al colino e rimettere sul fuoco a far restringere.

Prelevare delle foglie dal porro e tagliarle in strisce longitudinali dopo averle lavate. Farle cuocere pochi minuti (giusto per ammorbidirle) in acqua bollente.

Riempite le crèpes con un cucchiaio di composto di carciofi e gamberi posizionato al centro. Chiudere a fagotto legandolo con una striscia di porro.

Posizionate i fagotti in una teglia da forno.

Preparare la besciamella. Sciogliere il burro in una pentola e aggiungere la farina. Far cuocere qualche minuto (roux) quindi aggiungere 250 ml di bisque calda e proseguire la cottura fintanto che la besciamella non si comincerà ad addensare. Distribuirla quindi sopra le crèpes.

Accendere il grill del forno e quando è pronto inserirvi le crèpes fintanto che non si saranno gratinate.

Servire calde.

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Cantuccini? Si, ma alle acciughe!

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Questa ricetta avrei voluto pubblicarla ieri per darvi la possibilità di prepararla per il vostro cenone di fine anno. Doveva dunque essere l’ultima ricetta del 2012 ed invece è diventata la prima del 2013! Questo perchè purtroppo ieri c’è stato un piccolo incidente domestico che ha scombussolato un po’ la nostra fine dell’anno facendocelo concludere non nel migliore dei modi, infatti il piccoletto di casa è caduto dalla sua bici nuova e si è rotto un dente. Sono incidenti classici dell’infanzia a cui però, nonostante tre figli maschi piuttosto turbolenti, non si fa mai l’abitudine e creano sempre notevoli preoccupazioni. Ve ne potrei raccontare un bel po’, alcuni, a ripensarci adesso, potrebbero sembrare anche “comici”, ma lì sul momento riescono a toglierti anni di vita! E quindi, per tornare alla nostra ricetta, a quel punto ho perso la fantasia di mettermi al pc.

Ovviamente si parla di acciughe e ultimamente quando si parla di acciughe in questo blog non si può non parlare anche del blog di Cristina Poveri ma belli e buoni da dove anche questa ricetta arriva! Poco prima di Natale ci siamo incontrate per farci gli auguri e lei mi ha portato in dono questi deliziosi cantuccini che, una volta giunti a casa, mio marito ha gustato con molto piacere esortandomi a provare a farli. Gli son piaciuti così tanto che nel fotografarli ha dato il meglio di sè, come potete vedere! 

Parlando con Cristina mi ha consigliato di provare a fare delle piccole modifiche alla sua ricetta ecco che dunque io, oltre al burro ho inserito anche lo strutto che secondo me gli dà la giusta croccantezza senza che si sbriciolino.

E dunque posso ora di nuovo rinnovare a tutti voi i miei auguri per un felice 2013!

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Ricetta originale qui

Ingredienti per 30-35 cantuccini:

  • 140 g di farina 00
  • 60 g di frumina
  • 2 uova
  • 30 g di burro
  • 30 g di strutto
  • 20 g di capperi
  • 20 g di pinoli
  • 12-15 filetti di alici sott’olio
  • pochissimo sale
  • mezza bustina di lievito in polvere per torte salate

Procedimento:

In una padella antiaderente fate tostare leggermente i pinoli fintanto che non rilasceranno il loro olio. Far raffreddare.

Con il coltello tagliare grossolanamente le acciughe.

Per impastare io ho usato il Bimby, ma potete fare comodamente anche a mano su una spianatoia.

Mettere le farine nel boccale insieme ad un pizzicottino di sale (ricordate che le alici sono molto salate) e al lievito, mescolare pochi secondi a vel. 6. Aggiungere il burro e lo strutto a pezzetti e azionare il Bimby: 15 sec. vel. 4. Aggiungere anche le uova, ancora 15 sec. vel. 4. Unire le acciughe, i pinoli e i capperi e mescolare ancora pochi secondi in senso antiorario vel. 3. Formare con questo impasto una palla e farla riposare in frigo per circa un’ora, quindi dividerlo in tre e formare con ognuno dei salsicciotti lunghi circa 25 cm, appiattendoli un po’.

Posizionarli su di una teglia ricoperta di carta forno. Cuocerli in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti, quindi sfornarli e affettarli con un coltello da pane ottenendo dei biscotti di altezza di 1,5-2 cm. Distribuirli sdraiati sulla teglia del forno ricoperta di carta e riposizionarli in forno per 5 minuti, quindi rigirarli e rimetterli in forno altri 5 minuti.

Servire freddi, magari accompagnati da delle buone bollicine! 😀

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Ricciarelli… sennò che Natale è?

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Avrete notato che fin’ora non ho postato nessuna ricetta per Natale. Il fatto è che ancora non sono entrata nell’atmosfera natalizia: ancora niente albero, niente regali, niente panettone nè pandoro (anche perchè sarei ancora a dieta – il condizionale è d’obbligo!).

Poi quest’anno non sarò a casa e quindi non spetterà a me (e devo dire un po’ a malincuore) preparare tanti bei manicaretti. Certo le occasioni non mancheranno per sperimentare qualche nuovo piatto vestito a festa o per preparare qualche piatto tradizionale.

Quest’oggi mi son detta che per entrare nell’ordine delle idee dovevo sforzarmi di provare la ricetta dei Ricciarelli di Siena che da un po’ di tempo non fa che ronzarmi in testa! Avevo una vecchia ricetta di mia madre, di cui per la verità non era molto contenta e che prevedeva l’uso della patata lessa (!!!). Documentandomi meglio ho trovato la ricetta originale e ho deciso di cimentarmici!

Anche il grande Pellegrino Artusi nel suo libro “L’arte di mangiare bene” include la ricetta dei Ricciarelli, una versione forse un po’ meno elaborata di quella che vi propongo io. Da provare prima o poi…

Se riuscite a trovarla, potete usare l’ostia al posto della carta forno: il risultato comunque non varia molto.

Comunque non potete non provare a fare i ricciarelli: la spiegazione è piuttosto lunga, ma sono di una semplicità estrema!

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Ingredienti:

Impasto A:

  • 300 g di zucchero
  • 400 g di mandorle pelate Ecor
  • 50 g di farina 00
  • la scorza grattugiata di quattro arance (per la verità io ho apportato una piccola modifica ed ho usato solo due arance ed una fiala di aroma arancio, semplicemente perchè… avevo terminato le arance!)
  • 1 fiala di aroma alle mandorle

Impasto B:

  • 20 g di zucchero a velo
  • 20 g di farina
  • mezzo cucchiaino di ammoniaca per dolci
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Sciroppo C:

  • 47 g di zucchero
  • 14 g di acqua

Impasto D:

  • 20 g di zucchero a velo
  • 2 albumi di uova grandi

Per rifinire:

  • amido di frumento
  • zucchero a velo
  • zucchero vanigliato

Procedimento:

La sera

Impasto A:

Mettere le mandorle in forno ad asciugare a 50°C per 10 minuti. Quindi tritarle insieme allo zucchero. Fate attenzione a non tritarle in maniera troppo “repentina” per evitare che caccino il loro olio: meglio dei piccoli colpetti. Aggiungere la scorza grattugiata delle arance. Mettere in una ciotola e mescolare aggiungendo anche la fiala di aroma di mandorle.

Impasto B:

In una ciotola mescolare gli ingredienti.

Sciroppo C:

Mettere lo zucchero in un pentolino con l’acqua e spostarlo sul fuoco fintanto che non si forma lo sciroppo. Attenzione a non farlo imbrunire.

Versare lo sciroppo nell’impasto e mescolare. Aggiungere quindi anche l’impasto B. Mescolare ancora, coprire con un canovaccio inumidito e lasciar riposare per 12 ore.

La mattina

Impasto D:

Sbattere gli albumi ma senza montarli, basterà quando cominceranno a fare le bolle.

Aggiungere questi albumi e lo zucchero a velo. Mescolare e quindi impastare a mano cercando di compattare il tutto.

Formare un salsiccioto di sezione 4-5 cm.

Spolverizzare il piano di lavoro con una miscela di amido di frumento, zucchero a velo e zucchero vanigliato.

Dal salsicciotto tagliare delle fette spesse circa un centimetro (ognuno dovrà pesare 25-30 g) a cui darete una forma romboidale vagamente arrotondata. Passare la base di ogni ricciarello sul piano di lavoro spolverizzato, quindi metterlo in una teglia ricoperta di carta forno e spolverizzarlo con zucchero a velo.

Cuocere in forno a 140-160°C per 10-20 minuti o finchè non cominceranno a creparsi sopra la superficie, ma mai oltre i 20 minuti per evitare che si asciughino troppo.

Con questo quantitativo si ottengono circa 30-32 ricciarelli.

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Castagnaccio salato

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C’è una nuova rivista di cucina in edicola, si chiama “QB, in cucina quanto basta”. Il sottotitolo descrive in poche parole quello che si trova sfogliando la rivista: per cucinare in modo semplice ma non banale. E infatti è così perchè vi si trovano molte ricette tradizionali o leggermente rivisitate (come nel caso della ricetta che io ho riprodotto). Ricette semplici dunque, e belle foto che ben descrivono i piatti proposti.

Il castagnaccio, da vera Toscana, mi vergogno a dire di non averlo mai fatto perchè vi confesso che non lo amo molto. Quando però ho trovato questa ricetta in versione salata, mi son subito detta che non sarebbe stato male provarla e non me ne sono pentita.

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Ingredienti:

  • 100 g di farina di castagne
  • 50 g di farina 00
  • 50 g di latte
  • 1 uovo
  • 150 g di macinato di maiale
  • 150 g di porro
  • vino bianco
  • zucchero
  • 1 cucchiaino di cannella
  • rosmarino
  • olio di oliva q.b.
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Lavare e affettare finemente il porro. Saltarlo in poco olio EVO aggiungendo un po’ d’acqua per portarlo a cottura. Salare e unire un cucchiaino di zucchero. Mettere da parte.

Nella stessa padella rosolare anche il macinato insieme a due cucchiai di olio EVO. Sfumare con poco vino bianco e salare.

In una ciotola mescolare le farine con l’uovo, il sale, la cannella, il latte e 100 g di acqua. Ungere una teglia che abbia una base di 20 x 30 cm e versarvi l’impasto.

Sbriciolare la carne sopra l’impasto distribuendolo uniformemente e fare altrettanto con il porro. Pepare e distribuirvi sopra anche gli aghi di rosmarino.

Infornare a 190° per 30 minuti.

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Arancini di cavolfiore, pinoli e uvetta

Ancora Cavoletto di Bruxelles e questa volta proprio con una ricetta a base di cavolfiore. Ricetta sempre tratta dal libro di Sigrid Verbert “Easyfinger” che io ho leggermente modificato facendo una panatura diversa: ho utilizzato la farina e la farina di mais. Sigrid invece ci consiglia la doppia panatura nel pangrattato! A voi la scelta.

Ingredienti:

  • 200 g di riso carnaroli
  • 1 scalogno
  • brodo vegetale
  • 40 g di parmigiano reggiano
  • 20 g di burro
  • 150 g di cavolfiore
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 2 cucchiai di uvetta
  • 1 uovo
  • farina di mais
  • farina 00
  • olio EVO
  • olio di semi di arachide

Procedimento:

Pulire e lavare il cavolfiore e ridurlo in cimette .

In una pentola realizzate il risotto facendo appassire lo scalogno tritato con l’olio EVO, quindi unire il riso e farlo tostare e sfumarlo col vino bianco. Quando l’alcol sarà evaporato aggiungere il cavolfiore e bagnare col brodo vegetale bollente. Salare. Portare il riso a cottura aggiungendo il brodo man mano che serve. A fine cottura aggiungere il parmigiano, il burro, i pinoli tostati in padella e l’uvetta. Far raffreddare.

Formare con il risotto delle polpette a forma conica, passarle nella farina, quindi nell’uovo sbattuto e infine nella farina di mais.

Mettere sul fuoco una padella con l’olio di semi di arachidi e portarlo a temperatura per la frittura. Friggere gli arancini e adagiarli su della carta assorbente dopo averli scolati!

Sono buonissimi caldi, ma anche freddi si gustano volentieri.

 

 

La moda del momento: focaccine al latte di soia

Oggi sono stata alla terza lezione del corso Haccp da dove sono uscita con una serie di nozioni microbiologiche e chimiche che scoraggerebbero qualsiasi iniziativa culinaria, anche (e forse, soprattutto) quella casalinga. Abbiamo parlato di Botulino, Campylobacter, Salmonella, Streptococco, Tenia, Epatite, Anisakis e Toxoplasmosi e mi chiedo come ho fatto a sopravvivere fin’ora con tutte le conserve, confetture e marmellate che ho fatto! Si, io sterilizzo sempre tutto e attuo tutte le procedure del caso, ma durante questa procedura può sempre succedere di tutto. Per esempio, forse non tutti sanno che per uccidere il Botulino occorre sterilizzare a 120°.

E poi, io che adoro quasi tutte le crudità, credo che da oggi ci penserò sempre benissimo prima di ingerire qualsiasi mollusco, pesce, carne se prima non saranno ben cotti… beh, diciamocelo: qui lo dico e qui lo nego!

L’igiene in cucina è ovviamente importantissima, ma ancor di più è la conservazione dei prodotti, soprattutto ciò che concerne la temperatura e anche a casa dobbiamo fare molta attenzione al buon funzionamento del nostro frigorifero. Inoltre, forse non tutti sanno che la moltiplicazione dei germi si ha soprattutto a temperature comprese tra i 6° e i 65° ecco perchè è pericoloso far freddare le nostre pietanze (es. ragù) fuori dal frigo e sarebbe utile un abbattitore. Ovviamente in casa non possiamo essere così attrezzati, ma si possono prendere molti accorgimenti per cercare di arginare al massimo il problema, per esempio, nel caso del ragù, conviene dividerlo subito in barattoli sterilizzati adatti al vostro consumo, chiuderli ermeticamente e rovesciarli in modo da creare il sottovuoto. Io, per sicurezza, poi li ripongo anche in frigo e cerco di utilizzarli nel più breve tempo possibile.

Beh, comunque l’atteggiamento migliore è sempre quello di non farsi prendere dall’ansia e agire sempre con intelligenza.

Abbandoniamo questi truci discorsi (che però mi sentivo in dovere di divulgare) per rincuorarci con le buone focaccine di oggi. Focaccine di moda, come si legge nel titolo, perchè stanno girando da un blog all’altro e ogni foodblogger apporta le proprie modifiche alla ricetta originale. La mia unica modifica è stata quella di averle impastate nel Bimby, mentre Federica per esempio le ha impastate nella macchina del pane e Alessandra nel Kenwood. Per il resto ho seguito sostanzialmente la variante di Alessandra, compreso il fatto di aver spennellato la superficie con un’emulsione di acqua e olio anzichè con il latte di soia e averle decorate con sale grosso e rosmarino. Trovate queste stesse focaccine anche nel blog di Martina, di Nuccio, di Morena, di Enza, di Antonietta, di Elenuccia e una versione tutta glutenfree di Anna.

Sono davvero buonissime, oltre ad essere senza lattosio e il giorno dopo (ammesso che vi avanzino!) potete darle per colazione a scuola ai vostri figli.

L’impasto è piuttosto morbido, ma non troppo appiccicoso per cui si lavorano tranquillamente a mano.

Ingredienti:

  • 250 g di farina Manitoba dei Molini Rosignoli
  • 300 g di farina 00
  • 10 g di lievito di birra
  • 200 g di latte di soia
  • 200 g di acqua
  • 30 g di strutto
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio di oliva
  • rosmarino
  • sale grosso

Procedimento:

Nel Bimby inserisco le farine e le mescolo per 30 secondi a vel. 3-4. In un recipiente dosatore mescolo il latte di soia a temperatura ambiente con l’acqua leggermente riscaldata (circa 37°C), lo zucchero e il lievito di birra.

Nel Bimby (dove avrete ancora la farina) in funzione a vel. Spiga verso lentamente il latte e quando comincerà a formarsi la palla di impasto unisco a più riprese lo strutto e una presa di sale. Continuo a vel. Spiga per 3 minuti.

Metto questo impasto a lievitare in una ciotola coprendola poi con un canovaccio.

Faccio lievitare per circa due ore (io ammetto di averla fatta lievitare anche 4 perchè avevo un impegno, ma sono venute benissimo ugualmente!!!), quindi sgonfio l’impasto e ne ricavo circa 11-12 palline che lascio riposare sulla tavola per circa dieci minuti. Quindi le metto su una teglia da forno coperta di carta e le appiattisco dandogli forma rotonda. Le copro ancora con il canovaccio e le lascio lievitare per un’altra ora.

A questo punto, con i polpastrelli pratico delle fossette e spennello la superficie con un’emulsione di acqua e olio. Dispongo qualche ago di rosmarino e qualche chicco di sale grosso su ogni focaccina e le inforno a 200° per 20 minuti.

Adesso a voi lascio la fantasia di come farcirle, ma la mia preferita resta sempre pomodoro, mozzarella, insalata e origano (ovviamente non adatta per gli intolleranti al lattosio).

Con questa ricetta partecipo al contest di Intolleranza Zero:

 

 

e al contest de “L’Emporio 21” in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

Flognarde alle mele e amarene

Siamo tutti daccordo sul fatto che questo dolce francese si chiami Clafoutis solo se si utilizzano le ciliege e che prende il nome di Flognarde quando si utilizza qualsiasi altro tipo di frutta, ma forse non tutti sanno che esiste anche un dolce bretone che è molto simile e che si chiama Far Bretone, che richiede come frutta l’uso delle prugne secche. L’impasto è sostanzialmente lo stesso e richiede in tutti e tre i dolci l’utilizzo di poco zucchero, poca farina, molto latte e niente lievito (così lo posso mangiare anche io!). Mi azzarderei addirittura a proporlo ai celiaci provando a sostituire la farina 0 con la farina senza glutine, o agli intolleranti al lattosio sostituendo il latte con del latte di soia o di riso.

Fatto sta che è un dolce semplicissimo che tutti possono preparare e che richiede davvero poco tempo.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 300 ml di latte
  • 2 mele
  • 1 cucchiaio di cannella Tec-Al
  • 40 g di farina 00
  • 40 g di amido di mais
  • 90 g di zucchero
  • 1 limone
  • 30 amarene Fabbri

Procedimento:

Cominciare accendendo il forno a 180°C, in quanto la preparazione è davvero veloce.

Imburrare e infarinare 6 cocotte di circa 10 cm di diametro.

In una ciotola mescolare la farina con l’amido.

In un robot da cucina o con un normale frullatore montare le uova con lo zucchero e la cannella: dovrà venire un composto molto spumoso e quindi bisognerà procedere per una decina di minuti.

Nel frattempo sbucciare le mele e tagliarle a cubetti, irrorarle con il limone che avrete spremuto e disporle nelle cocotte, inframmezzate alle amarene Fabbri (circa 5 a cocotte).

Unire la farina alle uova e frullare per un paio di minuti.

Versare il composto nelle cocotte sopra le mele e infornare per circa 35-40 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest di Casa e Cucina:

 

al contest di About Food:

e al contest di “L’Emporio 21” in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

Coffee Banana Bread al profumo di cardamomo e zagara

Il contest della cucina in fiore si è concluso ormai da qualche mese e io sono riuscita a raccogliere tutte le ricette nel pdf promesso soltanto adesso!

E’ stato davvero un gran lavoro, ma ne sono molto soddisfatta e non posso che ringraziare qui, ancora una volta, tutti coloro che hanno partecipato! Ben 17 ricette di antipasti, 15 di primi piatti, 11 di secondi piatti e, udite udite, 46 ricette di dolci!


Sicuramente questo sarà un pdf che vi sarà utile in primavera, ma vi consiglio di sfogliarlo già da ora (dopo averlo scaricato gratuitamente), per arrivare in tempo al momento di raccogliere i fiorellini e perchè troverete delle ottime ricette che potrete preparare anche con fiori secchi come ho fatto io con i fiori  di arancio che trovate in questa ricetta, tratta appunto dal contest.

Ringrazio pertanto La Melagranata per avermi fatto “assaggiare” questo ricco e profumatissimo dolce che vi stupirà per la sua bontà!

Qui la ricetta originale.

Ingredienti:

  • 25 g di pistacchi sgusciati
  • 2 cucchiaini di fiori di arancio secchi (o freschi)
  • 2 cucchiaini di cardamomo tritato Tec-Al
  • 2 caffè espressi molto forti
  • 80 g di cioccolato fondente
  • 80 g di zucchero di canna
  • 300 g di farina per dolci Molini Rosignoli
  • 1 bustina di lievitec dolce vaniglinato Tec-Al
  • 2 uova
  • 100 ml di crema di latte
  • 2 banane molto mature
  • 1 pizzico di sale
  • burro e farina per gli stampi

Procedimento:

In un bicchiere mettere i fiori di arancio insieme al cardamomo. Coprire con il caffè bollente e lasciar raffreddare.

Nel Bimby (pochi secondi vel. 6-7) o in un altro robot da cucina o semplicemente col coltello, tritare grossolanamente i pistacchi con la cioccolata. Mettere in un recipiente e mescolare insieme alla farina, al lievito, allo zucchero di canna e al sale.

Dentro il Bimby o anche con una semplice frusta, sbattere le uova insieme alla crema di latte. Unire il caffè con i fiori e il cardamomo. Mescolare bene, quindi versare gli ingredienti secchi che avevamo messo precedentemente nel recipiente. Far amalgamare il tutto. Aggiungere in ultimo le banane schiacciate e mescolare delicatamente.

Versare il composto in uno stampo da plumcake grande o in due piccoli, dopo averli imburrati e infarinati. Infornare a 180°C per circa 40 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest de “L’Emporio 21” in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

 

 

 

 

 

 

 

e al contest di “Le torte di Gessica” in collaborazione con Bacco: