Crumble bars alle noci e marmellata di limoni

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Dal 1° maggio su facebook è partita una bella iniziativa collegata al lancio del libro di Aida Vittoria Eltanin “La dieta di Eva“: il nesso tra alimentazione onnivora e salute femminile! L’autrice, convinta vegana, con il suo entusiasmo ha coinvolto più di 5000 persone nel suo progetto su facebook: “21 giorni nell’Eden con Eva“. Durante questo periodo infatti Aida ha steso un programma giornaliero per aiutarci ad approcciarsi alla cucina vegana, stilando ricette e consigli. Un manuale praticissimo, ricco di spunti e di idee. Ogni partecipante può decidere di fare da solo o di appoggiarsi ad un tutor a sua scelta, già vegano.

Io non potevo tirarmi indietro dopo tutti i miei Meat free Monday, però ammetto di essere poco diligente e devo fare i miei mea culpa: ci sono delle cose a cui proprio non riesco a rinunciare, se poi si aggiunge il fatto che devo organizzare i pasti per cinque persone ogni giorno, la cosa mi diventa quasi impossibile, anche se Aida dà molti consigli anche a riguardo.

Però l’esperienza mi intrigava molto, perchè continuo ad essere convinta del fatto che sia necessario ridurre il più possibile l’utilizzo di alimenti animali o di origine animale per il nostro benessere, per il benessere degli animali stessi e per quello del nostro pianeta. Oggi se ne fa un uso davvero smoderato che ha portato l’industria a sfruttare al massimo gli animali, tenuti spesso in condizioni pessime e trattati nel peggiore dei modi. Se poi consideriamo tutti i farmaci che vengono loro somministrati e che inevitabilmente finiscono nei nostri piatti, ciò dovrebbe farci riflettere non poco e quanto meno spingerci a ridurne drasticamente il quantitativo assunto.

Io ci provo e per il momento sono soddisfatta di quello che riesco a fare. Non credo che diventerò vegana (gli estremismi non fanno per me), ma posso fare ancora molto e ottenere delle ricette come quella che vi propongo oggi, che non ha assolutamente niente da invidiare alle ricette tradizionali con uova e burro, è sicuramente di stimolo a continuare.

La ricetta non è mia, ma è una delle ricette suggerite proprio da Aida e presa dal blog Sugarless. Vi garantisco che è velocissima da preparare, semplice, non serve sporcare molti oggetti per prepararla (il che quando si è di fretta non è cosa da poco), ma soprattutto è davvero buona!

Io ho seguito la ricetta alla lettera, sostituendo soltanto la confettura di pesche con una marmellata di limoni bio e senza zucchero aggiunto.

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Ingredienti per circa 18 barrette:

per la parte liquida:

  • 50 g di succo di mela
  • 50 g di olio EVO
  • 50 g di malto di riso

per la base:

  • 150 g di farina tipo 2
  • 40 g di noci sgusciate e tritate
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 100 g di liquido (succo di mele, olio, malto)

per il crumble:

  • 60 g di noci sgusciate e tritate
  • 100 g di farina tipo 2
  • 30 g di fiocchi di avena
  • 50 g di liquido (succo di mele, olio, malto)
  • 1 cucchiaio di malto di riso
  • 1 cucchiaio di succo di mela
  • 1 cucchiao di olio EVO
  • 1 pizzico di sale

 

  • marmellata di limoni bio q.b.

Procedimento:

Preparare la base: in un recipiente mescolare la farina con le noci tritate, il lievito e la cannella.

Frullare il succo di mela con l’olio e il malto con cui otterrete la parte liquida di questo dolce. Aggiungerne 100 g nel recipiente con gli ingredienti per la base e mettere da parte il resto.

Impastare la base fino ad ottenere una palla e mettere da parte.

Preparare il crumble: mescolare in un recipiente la farina con le noci, l’avena, il sale e i restanti 50 g di liquido. Sbriciolare questo composto con le dita aggiungendo ancora un cucchiaio di olio e uno di succo di mela.

Foderare la base di una teglia quadrata di 22×27 cm circa con della carta forno, quindi stendervi sopra l’impasto dopo averlo steso (se vi torna meglio potete stenderlo direttamente sulla carta forno come ho fatto io), cercando di ottenere dei bordi più regolari possibili. Stendervi sopra la marmellata, quindi distribuire sopra di essa le briciole del crumble. Versare infine sulla superficie 1 cucchiaio di malto a filo distribuendolo uniformemente. Infornare a 180°C per circa 20-25 minuti, accendendo il grill gli ultimi 5 minuti per dargli un po’ di colore se necessario.

Far raffreddare e tagliare con un coltello ben affilato le barrette delle dimensioni desiderate.

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Ditalini integrali al pesto di rucola e pompelmo

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Con mio grande piacere ho ricevuto l’invito a partecipare ad EXTRA PASTA, l’iniziativa che vede protagonista l’olio extra vergine d’oliva e che è successiva a EXTRA DOLCE, di cui è già uscita la pubblicazione. Entrambe fanno parte della collana EXTRA RICETTE.

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Questa volta l’olio potrà essere contenuto sia nel ripieno, che nel condimento, che nell’impasto stesso.

Per Extra Pasta, il comitato che selezionerà le ricette è composto dalla food reporter Laura Adani (lauraadani.com), da Enrico Bartolini, il cuoco del Devero Ristorante, che quest’anno ha avuto la seconda stella Michelin, da Alberto Grimelli direttore di Teatro Naturale (teatronaturale.it), la testata giornalistica on line dedicata all’agricoltura e all’alimentazione e da Carla Latini (carlalatini.com), grande esperta di pasta (a lei si deve la riscoperta e la promozione del grano Senatore Cappelli).
Gli autori delle prime tre ricette selezionate dal comitato riceveranno una copia del libro Terred’Olio 2014 e una copia de Il Vino. Istruzioni per l’uso.
L’autore o autrice della ricetta che riceverà il maggior numero di apprezzamenti, potrà trascorrere una giornata ospite nelle cucine di Enrico Bartolini al Devero Ristorante, in Brianza, per carpirne i segreti.
Purtroppo in questo periodo sono stata presa da una serie di eventi che non mi hanno permesso di dedicare più di una ricetta a questa iniziativa, ma questo piatto dovevo assolutamente presentarlo perchè qui l’olio è davvero protagonista. E’ una ricetta che faccio spesso d’estate perchè è buona da gustarsi sia calda che fredda per la presenza del pompelmo rosa che dona freschezza. Ho deciso di abbinare olio di oliva extravergine di solo olive Lazzero per il suo sapore lievemente piccante e fruttato che ben si sposa con la rucola e il pompelmo.
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Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g di ditalini di farro integrale (o altra pasta corta)
  • 40 g di gherigli di noci
  • 40 g di pinoli
  • 100 g di rucola
  • 50 g di grana padano
  • olio Extra Vergine di Oliva Lazzero
  • succo di mezzo pompelmo rosa
  • scorza di pompelmo sbollentata e tagliata finemente
  • 1 spicchio di aglio (facoltativo)

Procedimento:

In un mortaio pestate l’aglio con la rucola e le noci, ma se non l’avete fate come me: in un piccolo frullatore mettete l’aglio, la rucola, il grana, i pinoli e frullate finemente, quindi cominciate a inserire l’olio lentamente e continuando a frullare fino ad ottenere una crema verde brillante. Per evitare che si annerisca inserite anche un cubetto di ghiaccio. Spremete il pompelmo dopo averne prelevato la scorza e unitelo al pesto di rucola.
Cuocere la pasta in acqua poco salata e scolatela. Condirla fuori dal fuoco con il pesto e decorarla con le scorze di pompelmo precedentemente sbollentate per fargli perdere un po’ d’amaro e poi tritate con il coltello.
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Ancora Montersino: Dacquoise alle noci e gorgonzola

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Sopportatemi! Quando prendo le cantonate, le prendo di brutto! E ora ho questa fissa tremenda per Montersino, mica cotiche? Se qualcuno mi vedesse mentre a bocca aperta lo guardo in tv preparare le sue torte direbbe che non sono normale… Guardandolo chiunque direbbe che tutto è possibile, eppure i passaggi sono molti e gli ingredienti quasi non si contano…

Pur avendo il suo libro “Peccati di gola”, quello che più mi intriga è il salato e “Piccola pasticceria salata” è sicuramente fonte di molta ispirazione per me! Prima però di addentrarmi in qualcosa di più personale preferisco appunto sperimentare le ricette del Maestro alla lettera, tanto da essermi anche dotata di inulina e maltitolo, ingredienti quasi introvabili se non in qualche sito internet specializzato o in qualche farmacia ben fornita…. E qui devo confessare una cosa, sperando che mio marito non legga mai questo post: in farmacia (dietro ordinazione) ho comprato 500 g di inulina e 500 g di maltitolo e ho speso la bellezza di 29 euro!!! Ora devo assolutamente rendere fruttuosa cotanta spesa o rischio il divorzio!!!

Per farmi perdonare ho pensato di scegliere una ricetta che sono sicura alla mia dolce metà piacerà molto perchè so quanto apprezzi i formaggi erborinati e se poi si pensa che l’abbinamento gorgonzola e noci è sempre vincente, dovrei riuscire nel mio intento!

Purtroppo il risultato finale non è stato molto soddisfacente: basta confrontare la mia foto con quella del libro! L’errore forse è stato quello di non aspettare che la crema al gorgonzola si raffreddasse sufficientemente, ma secondo me sarebbe stato ancora più buono se al composto avessimo unito qualcosa che gli desse un po’ più consistenza, come la panna montata o della ricotta o del mascarpone. Il risultato alla prova palato è stato comunque ottimo e quindi la prossima volta lo rifaremo con le opportune modifiche. Tutto sommato poi è anche veloce da preparare!

Dacquoise_04Ingredienti per 24 mini-dacquoise:

Per la dacquoise:

  • 80 g di albumi
  • 30 g di maltitolo
  • 50 g di inulina
  • 40 g di farina di mandorle
  • 40 g di farina di noci
  • 20 g di farina 00
  • 3 g di sale

Per la crema al gorgonzola:

  • 100 g di gorgonzola
  • 20 g di porri
  • 100 g di panna fresca
  • 50 g di burro
  • 3 g di colla di pesce in fogli
  • sale e pepe

Per la decorazione:

  • gherigli di noce
  • sedano
  • miele di castagno

Preparazione:

Per la dacquoise, cominciare a montare l’albume e non appena comincia a fare le bollicine unire anche il maltitolo e l’inulina continuando a sbattere fino ad ottenere una massa soffice e ferma. Miscelare le farine dopo averle setacciate e il sale e unire delicatamente all’albume mescolando dal basso verso l’alto. Stendere l’impasto su un foglio di carta forno facendo uno spessore di circa 1 cm. Considerate che poi dovrete ottenere tre quadrati dalla dacquoise. Montersino cosparge quindi con la granella di noci, io ho tralasciato questo passaggio (ho dimenticato di comprare le noci!!!). Infornare a 180° per 10 minuti. A fine cottura raffreddare velocemente.

Per la crema al gorgonzola, far soffriggere il porro tritato con un po’ di burro, quindi portare a cottura con mezzo bicchiere di acqua fintanto che quest’ultima non sarà evaporata. Aggiungere la panna, il resto del burro e il gorgonzola. Continuare a cuocere fino ad arrivare a cottura. Montersino parla di pastorizzare il tutto portandolo a 85°: io non avendo il termometro (che ho appena ordinato su Amazon) ho semplicemente spento il fuoco prima che la crema arrivasse a bollore. Frullare la crema con un frullatore ad immersione e unire la colla di pesce strizzata che precedentemente era stata ammollata in acqua fredda. Aggiustare di sale e pepe.

Ricavate tre quadrati grandi come il vostro quadro (attrezzo che Montersino usa spesso nel suo lavoro e che serve a montare i dolci: è una specie di tortiera senza la base per intenderci). Inserire sul fondo del quadro uno strato di dacquoise, distribuirvi sopra la crema al gorgonzola raffreddata sufficientemente perchè sia meno liquida, appoggiare un altro strato di dacquoise, ancora il gorgonzola e terminare con la dacquoise. Mettere in congelatore per qualche ora per facilitare il taglio, quindi togliere il quadro e ottenere 24 mini-dacquoise. Lasciare a temperatura ambiente per 30 minuti quindi decorare con fettine di sedano e gherigli di noce. Montersino rende le dacquoise più lucide distribuendo della gelatina kappa sulla superficie, io non sono riuscita a reperirla e ho deciso di sostituirla con del miele di castagno che trovo si sposi perfettamente con gli altri ingredienti.

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Lo Sfratto di Pitigliano

Foto di Nicola Mauro Salza

Foto di Nicola Mauro Salza

Forse, e solo forse, mi son risvegliata dal mio torpore. Oggi è stata una giornata ricca di soddisfazioni culinarie ed è tornata la voglia di tornare a scrivere, soprattutto dopo tutte le vostre parole di incoraggiamento. Erano mesi che mi riproponevo di provare questo dolce, conoscevo gli ingredienti, ma non sapevo quali dosi utilizzare. Ho cercato un po’ in giro per il web e non ho trovato molto che mi soddisfacesse, così ho deciso di fare di testa mia e il risultato è stato molto soddisfacente. L’unica cosa su cui la prossima volta dovrò fare un po’ più attenzione è la forma: infatti il mio bastone era troppo schiacciato e poco tondeggiante, tanto che, una volta tagliato, sembrava di avere nel piatto dei cantuccini!!!

Foto di Nicola Mauro Salza

Foto di Nicola Mauro Salza

In una calda giornata di luglio, tornando da Roma dopo aver assistito al bellissimo matrimonio della nostra nipotina Jessica, ci siam fermati a visitare Pitigliano, un paesino molto suggestivo e con una ricca storia in provincia di Grosseto.

Foto di Nicola Mauro Salza

Foto di Nicola Mauro Salza

Nei primi anni del 1600 gli Ebrei che abitavano nel territorio di Pitigliano e Sorano furono costretti da un editto del Granduca di Toscana Cosimo II dei Medici a lasciare le proprie abitazioni e concentrarsi in una zona “Ghetto” a ridosso della Sinagoga. Lo sfratto fu intimato dall’Ufficiale Giudiziario e dal Messo Notificatore mediante il gesto rituale di picchiare sulla porta della casa ebrea con un bastone. Gli ebrei, 100 anni più tardi, vollero ricordare l’imposizione subita tramite la creazione di un dolce: lo Sfratto assunse così nome e forma a ricordo della triste vicenda.

Foto di Nicola Mauro Salza

Foto di Nicola Mauro Salza

Anche Aldo Santini, nel suo libro sulla Cucina Toscana parla di questo dolce proponendo una ricetta che però, a dire il vero, questa volta non mi convince molto perchè prevede l’uso di uova e lievito nell’impasto dell’involucro, mentre il dolce che ho assaggiato io al ristorante aveva una crosta molto secca, sottile e friabile. Inoltre nel ripieno non prevede l’uso di molte spezie e aromi, ma solo buccia di limone, mentre la prima sensazione che si ha assaggiandolo è quella del profumo che sprigiona, è molto aromatico insomma.

Foto di Nicola Mauro Salza

Foto di Nicola Mauro Salza

Ingredienti per 5 sfratti:

  • 300 g di farina tipo 1
  • 60 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 100 g di vino bianco
  • 80 g di olio
  • 300 g di miele di fiori Mielbio Rigoni di Asiago
  • cannella in polvere
  • 300 g di gherigli di noce
  • scorza di mezza arancia
  • anice in semi oppure mezzo bicchierino di Sambuca
  • un pizzico noce moscata

Procedimento:

Mettere il miele in un pentolino e accendere il fuoco. Farlo cuocere per circa 20 minuti a fuoco molto lento e sul finire aggiungere tutti gli aromi (noce moscata, anice, cannella, scorza di arancia) e i gherigli di noce tritati grossolanamente. Spegnere il fuoco e far riposare.

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Nel frattempo nel Bimby (o a mano o nella planetaria) preparare la pasta al vino che farà da involucro al nostro Sfratto: mettere l’olio e il vino insieme e emulsionarli per 10 secondi a vel.6-7. Unire quindi la farina, il sale e lo zucchero e impastare a vel. Spiga per un minuto. Stendere questo impasto molto sottilmente e ricavarne dei rettangoli di circa 25 cm per 15 cm su cui adagerete il miele con le noci che nel frattempo si sarà raffreddato. Arrotolate il tutto ripiegando le estremità al di sotto e sigillando bene i bordi. Dovrete ottenere un rotolo di circa 5 cm di diamentro. Infornate a 180°C per 20-25 minuti.

Una volta cotti, lasciateli raffreddare e quindi tagliateli a fette spesse 2-3 cm.

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Flan di topinambur con verza saltata e noci

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I topinambur, questi sconosciuti! Si, altro ingrediente di cui avevo sentito solo parlare ma che non avevo mai assaggiato nè tantomeno cucinato. Ma quando compro le riviste di cucina e vedo delle belle foto e delle ricette che mi ispirano non posso resistere e così, di corsa al negozio bio a prendere una confezione di topinambur e un bel cavolo verza.

La ricetta in questione è tratta dal numero di Novembre di Cucina Naturale.

Il topinambur è un tubero molto simile alla patata, ma ricco di fibre e povero di calorie indicato per i diabetici perchè riduce l’assorbimento degli zuccheri da parte dell’intestino. Come sapore ricorda vagamente il carciofo e come il carciofo, una volta sbucciato occorre metterlo in acqua acidulata per evitare che annerisca.

Si può cucinare in molti modi, in purè, fritto, saltato in padella, nel risotto ma anche a crudo in pinzimonio.

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Ingredienti per 4 flan:

  • 500 g di topinambur
  • 1 cavolo verza piccolo
  • 30 g di gherigli di noci
  • 1 scalogno
  • 1 bicchiere e mezzo di latte di soia
  • mezzo limone
  • 2 cucchiaini di agar agar
  • olio EVO
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Pelare i topinambur, lavarli e affettarli e immergerli man mano in acqua acidulata in modo che non anneriscano.

Tritare lo scalogno e rosolarlo in padella con un cucchiaio di olio EVO, quindi aggiungete i topinambur sgocciolati. Fateli stufare per circa 15 minuti aggiungendo dell’acqua se necessario per portarli a cottura. Salare.

Sciogliere l’agar agar nel latte di soia e portare a bollore, quindi unire i topinambur e frullare il tutto.

Rimettere il frullato sul fuoco e farlo sobbollire per circa 5 minuti ancora, quindi spegnere e far riposare per una decina di minuti prima di versarlo negli stampini. Fate raffreddare gli stampini e metteteli in frigo.

Al momento di servire i vostri flan, tirateli fuori dal frigo e immergeteli in una pentola di acqua calda (non bollente altrimenti l’agar agar si scioglie) per qualche minuto in modo da scaldarli un po’.

Affettare nel frattempo la verza finemente e saltarla in una padella con poco olio finchè si comincerà ad ammorbidire.

Sformare i flan in un piatto e guarnirli con la verza e le noci tagliate grossolanamente. Passare un filo di olio e pepare.

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Trovate questa ricetta anche sul Circolo dei BloGustai:

testata blogustai ridotto

Con questa ricetta  SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

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Coppa di cous cous allo zafferano con frutta e cioccolato

Tra i tanti piatti che ho avuto il piacere di veder preparare a CHEF ON THE ROAD uno mi ha colpito in particolar modo per la sua semplicità e allo stesso tempo per l’originalità ed è questo cous cous alla frutta preparato dallo Chef Shady Hasbun che molti di voi conosceranno attraverso la trasfissione “Chef per un giorno”.

Il cous cous a me piace molto, sia caldo d’inverno che in insalata d’estate da portare al mare, ma in versione dolce non mi era mai capitato di assaggiarlo e credo che mai mi sarebbe venuto in mente di provarlo se non avessi assaggiato quello di Shady.

Un piatto velocissimo da preparare e da condire con tutti i tipi di frutta che avete in casa, fresca o secca, con l’aggiunta del cioccolato.

Lo Zafferano ci si sposa magnificamente.

Ingredienti:

Procedimento:

Con il coltello tritate grossolanamente le noci, le nocciole e le mandorle e mettetele in una ciotola con i pinoli, le gocce di cioccolato e l’uva sultanina.

Far bollire 200 g di acqua e sciogliervi lo zafferano e il malto di riso. In un recipiente mettere il cous cous e bagnarlo con quest’acqua. Mescolare velocemente e lasciare coperto per 6-8 minuti, quindi con una forchetta, sgranarlo.

Quando il cous cous si sarà raffreddato, unire la frutta secca.

Pulire la frutta: sbucciare un’arancia al vivo e tagliarla a piccoli pezzi. Tagliare a piccoli pezzi anche il kiwi, la banana, la pera e sgranare la melagrana. Mescolare tutta la frutta e unirla al cous cous, mescolando ancora.

Servire in delle coppe.

Con questa ricetta partecipo al contest di Arricciaspiccia:

al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

al contest de La Cultura del Frumento:

 

e al contest di Nocciola Italiana:

Turbante di lardo con tortellini…”non far sapere al contadino quanto è buono il cacio con le pere e…”

Diciamolo subito chiaramente: questo non è un piatto per tutti, è un piatto per palati soprafFini che sanno osare, astenersi dunque chi non apprezza gli abbinamenti particolari e che ama solo il classico!

Fatta la dovuta premessa, posso consigliare, a chi desidera procedere nella lettura di questo post di sedersi (anche se probabilmente già lo sarete essendo al pc!) e godersi ogni attimo della preparazione, chiudendo magari gli occhi tra un passaggio e l’altro e immaginandosi i sapori che ne escono fuori. E quando infine vi metterete ai fornelli e poi a tavola e li assaggerete le vostre papille gustative verranno coinvolte da un’infinità di sapori diversi che messi insieme faranno esultare il vostro palato.

Ho creato questo piatto con l’intento di partecipare al Fini Tour in collaborazione col blog Ogni Riccio un Pasticcio: ci ho pensato giorni e giorni, spesso anche la notte (quelle rare volte che mi capita di svegliarmi in piena notte, i miei pensieri sono tutti dedicati al mio caro blog!), cercando di abbinare al meglio gli ingredienti concessi e alla fine, modestamente (concedetemelo) ne è nata una cosa davvero gustosa e anche bella da vedere.

Ingredienti:

  • 250 g di tortellini al prosciutto crudo e parmigiano reggiano Fini
  • 1 grossa noce di burro (circa 25-30 g)
  • 4 pere cosce belle sode
  • una decina di noci
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • peperoncino secco frantumato
  • 3 foglie di salvia
  • 1 rametto di rosmarino per decorare
  • pecorino romano grattugiato
  • 8 fette di lardo

Procedimento:

Aprire le noci e sbriciolarle con le mani. Mettere da parte.

Pulire le pere e ridurre a cubettini. In una padella antiaderente mettere il burro con le pere a cuocere, quando il burro si sarà un po’ ritirato versare il vino bianco e la salvia tritata grossolanamente e continuare a cuocere finchè le pere non si saranno ammorbidite un po’, ma non disfatte (circa 15 minuti). Alla fine le pere dovranno rimanere immerse in una sorta di cremina.

Cuocere i tortellini (attenzione alla cottura: in un paio di minuti sono cotti!), scolarli e versarli nella crema con le pere. Far insaporire bene.

Avvolgere due fette di lardo all’interno di ogni coppapasta e inserirvi al centro i tortellini. Il calore dei tortellini servirà a far sciogliere un po’ il lardo. Togliere il coppapasta, grattugiarvi sopra il pecorino romano, distribuirvi sopra le noci spezzetate e il peperoncino frantumato.

Buon appetito.