Ago e filo, seppie e un buon ripieno

C’è sempre una prima volta nella vita! In tutto! E questa è la prima volta che cucino le seppie ripiene.

Questa volta sono andata sul sicuro e ho acquistato seppie già pulite, anche perchè erano in offerta.

Ho preparato il mio bel ripieno e poi… e poi mi son detta: “Ora queste seppie vanno chiuse, altrimenti il ripieno fuoriesce. Bene! Vado in dispensa e, ahimè… non avevo più stuzzicadenti!

Dopo un iniziale attimo di panico, si sono attivati gli ingranaggi del mio cervello per far accendere la famosa lampadina: ago e filo è la soluzione! Lo so, ho inventato l’acqua calda, però…

E così quest’oggi ho fatto anche la sarta!

Ingredienti:

  • 40 g di parmigiano grattugiato
  • 80 g di pangrattato
  • 6-8 pomodorini
  • 6 seppie non troppo grandi
  • una manciata di capperi
  • 2 filetti di alici in salsa piccante Rizzoli Emanuelli
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • 50 g di olio EVO
  • 600 g di passata di pomodoro
  • 100 g di acqua
  • 1 scalogno
  • sale

Procedimento:

Pulire le seppie se non le avete acquistate già pulite. Togliete i tentacoli e metteteli da parte.

Nel Bimby o nel vostro frullatore inserite il parmigiano, il pangrattato, metà prezzemolo, l’aglio, i capperi, i pomodorini lavati e tagliati a pezzetti, le alici, pochissimo sale (le acciughe e i capperi sono già piuttosto salati) e 25 g di olio EVO. Tritare 10 secondi a vel. 8.

Riempire le seppie con questo composto, senza esagerare però perchè tenderanno a gonfiarsi e ad aprirsi.

Cucirle dunque in modo che il ripieno non fuoriesca, oppure chiuderle con uno stuzzicadenti.

Io ho poi optato per la cottura nel Bimby, tritando lo scalogno e il prezzemolo e facendoli soffriggere in 25 g d’olio per 3 min. a 100° vel. 1.

Ho aggiunto la passata di pomodoro, l’acqua, il ripieno delle seppie se avanzato e un po’ di sale.

Ho messo le seppie nel cestello del Bimby e ho introdotto questo nel boccale.

Ho cotto ancora 30 minuti a 100° vel. 1. Se alla fine il sugo risulterà troppo acquoso farlo ritirare 10 minuti a temp. Varoma vel. 1.

Se non avete il Bimby, potete cuocere le seppie direttamente in una padella insieme alla passata di pomodoro.

Servire le seppie dopo aver tolto il filo.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cucchiaio e Pentolone:

Croissant di Mattia Poggi per Tupperware

Ebbene si! Da quando Mattia Poggi è diventato il nuovo testimonial di Tupperware Italia, non si può fare a meno di copiare le sue ricette, soprattutto se si conosce la qualità dei prodotti Tupperware.

I croissant fatti col meraviglioso Croissant Party io ve li ho propinati ormai in tutte le salse, dolci e salate, però a questo accostamento terra mare non ci avrei mai pensato e, a onor del vero, devo dire che sono i migliori che abbia mai mangiato.

Questo attrezzo diventerà indispensabile nella vostra cucina dopo che lo avrete provato e potrete utilizzarlo da ambedue i lati: quello per croissant grandi (e otterrete 8 croissant) o quello per croissant piccoli (e ne otterrete 16). Potrete utilizzarlo anche per ottenere degli spicchi di pizza dal vostro impasto lievitato oppure con la pasta phillo o ancora con il pane da tramezzini.

CROISSANT GAMBERETTI E SPECK 

Ingredienti: 

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 8 gamberetti decongelati
  • 8 fette di speck
  • due cucchiai di pangrattato
  • una manciata di prezzemolo tritato
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 uovo o del latte
  • 1 manciata di semi di sesamo

Procedimento: 

Srotolare la pasta sfoglia e posizionarla sul Croissant Party dalla parte dei croissant grandi. Passare leggermente il matterello sopra la sfoglia in modo da tagliare i nostri triangoli di pasta.

In un recipiente mettere il pangrattato insieme all’aglio e al prezzemolo tritati e ai gamberetti. Mescolare bene il tutto aggiungendo anche un pizzico di sale.

Arrotolare ogni gambero con una fetta di speck e posizionarlo sulla base di ogni triangolo. Arrotolare.

Posizionare ogni triangolo sul foglio in silicone Tupperware appoggiato su di una teglia da forno. Spennellare i triangoli con l’uovo sbattuto o con del latte e cospargerli con i semi di sesamo.

Infornare a 200°C fintanto che non si saranno coloriti.

Farli raffreddare leggermente e servirli su di un letto di insalata.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cucchiaio e Pentolone:

al contest di Peccato di Gola:

e al contest di Mary in cucina:

Micropolpette

Io non amo friggere! L’ho detto altre volte, però alla fine finisco sempre per farlo almeno una volta alla settimana! Non ne posso proprio fare a meno, fosse solo per accontentare i bambini (eh, bella scusa!).

Queste polpette, poi, detto tra noi, sarebbero state buone anche cotte in un bel sughetto al pomodoro però, per dirla tutta, così sono insuperabili!!!

E poi vi racconto una cosa che non fa tanto chic, ma noi ci siamo divertiti un mondo a schiccerarle sul piatto come si fa con le biglie! Perchè piccolo, oltre a fare tanto finger, riempie di più gli occhi e… la pancia anche dei bambini!!!

E’ una ricetta classica: sono state rivisitate solo le sue dimensioni. Per i bambini sono state servite con delle patatine fritte, per noi adulti (che cercano sempre di fare un po’ di dieta) le abbiamo adagiate su di un letto di insalatina.

Ingredienti: 

  • 300 g di macinato di carne
  • 60 g di parmigiano
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 uovo
  • una manciata di prezzemolo
  • sale
  • olio per friggere
  • pane grattato

Procedimento: 

Per questa ricetta io ho utilizzato il Bimby per poter velocizzare, ma è possibile impastare in una ciotola, grattugiando il parmigiano a parte.

Se avete la fortuna di averlo potete tritare il parmigiano con l’aglio e il prezzemolo a Vel. 7 per pochi secondi. Si aggiunge il macinato, l’uovo e il sale e si mescola a Vel. 4-5 per 15 secondi.

Formare le polpettine e rotolarle nel pan grattato.

Scaldare l’olio e quando avrà raggiunto la giusta temperatura immergervi le polpettine e cuocerle fintanto che non cominceranno a colorirsi.

 

Il polpettone nel plumcake o il plumcake al polpettone?

Mi trovavo su facebook a chiacchierare con un po’ di foodblogger. Voglia di preparare cena ZERO e nel frigo poco o niente perchè in questi giorni che ha nevicato mi son guardata bene dall’uscire, anzi, in previsione di ciò avevo fatto un po’ di rifornimento! Avevo quindi da usare la carne macinata (che avevo comprato per fare il ragù) e così, tra un consiglio e l’altro è venuto fuori questo impasto! Ringrazio quindi Mariacristina di Pillole Culinarie, Monia de Il gusto del laboratorio magico e La Cucina di Federica per avermi dato dei buoni consigli. L’idea del plumcake però è tutta mia, perchè ad un certo punto ho visto che si stava facendo tardi e quindi ho versato tutto l’impasto che serviva per le polpette dentro allo stampo ed ho infornato.  Ingredienti:

  • 300 g di carne macinata
  • 1 uovo
  • mezza cipolla
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • 60 g di parmigiano reggiano

Preparazione: In una padella scaldare un po’ di olio e far soffriggere leggermente la cipolla tagliata finemente e il prezzemolo tritato. Unire il macinato, mescolare bene e salare. Inserire anche il passato di pomodoro. Far insaporire e cospargere col pangrattato.

Far raffreddare leggermente.

In una scodella sbattere l’uovo, aggiungere  il formaggio e mescolare bene.

Versarvi la carne e amalgamare bene gli ingredienti. Mettere il composto nello stampo da plumcake in silicone (o in altro precedemente oliato e infarinato) e cuocere in forno per circa 30 minuti a 180°C.

Servire con una salsa a base di vino bianco.

Cozze alla sambuca

Ecco! Tra tante ricette che spesso ripropongo ai miei familiari o ai miei ospiti questa la collocherei senz’altro tra le mie preferite, anzi, oserei dire che è in assoluto proprio la mia preferita.

E’ un modo un po’ diverso di proporre le cozze, anzichè sempre il solito ripieno. Ma soprattutto sono profumatissime e questo sentore dolciastro della sambuca si abbina perfettamente col sapore della cozza e del mare.

Inoltre sono davvero semplici da preparare! E’ una di quelle cose che si possono preparare con qualche ora di anticipo e infornarle all’ultimo momento. E noi sappiamo quanto questa cosa ci sia utile se sul fuoco abbiamo altre cinque pentole e i  nostri ospiti aspettano la nostra considerazione!

E poi, che altro dire? Sono finger, da bere con un bel bicchiere di prosecco per le vostre Ore Felici!

Ci tengo a precisare che anche questa ricetta è di Fabio Campoli.

Ingredienti: 

  • 1 Kg – 1,3 Kg di cozze
  • 30 g di burro
  • 3 cucchiai di farina
  • 1 tazzina di Sambuca (o altro liquore all’anice)
  • pan grattato
  • prezzemolo
  • sale

Procedimento: 

Pulire bene le cozze togliendo le incrostazioni dai gusci e le barbe (lavoro alquanto noioso ma a cui può provvedere anche il vostro pescivendolo di fiducia). Metterle in una pentola con pochissima acqua, coprire e accendere il fuoco. Appena si saranno aperte tutte le valve, spegnere il fuoco.

Far raffreddare (in modo da evitare fastidiose ustioni!) e dividere il guscio a metà. Posizionare la metà col frutto sopra una teglia da forno coperta di carta-forno.

In un pentolino sul fuoco mettere il burro a sciogliere quindi unire la farina e cuocere a fuoco bassissimo per una decina di minuti continuando a rimestare. Si formerà così il Roux, che non è nient’altro che la base per la besciamella.

In un altro pentolino mettere la Sambuca e accendere il fuoco. Far evaporare l’alcool, quindi aggiungere 300 cc dell’acqua di cottura delle cozze.

Appena questo riprenderà il bollore, unire il roux mescolando. Cuocere fino ad ottenere una besciamella abbastanza liquida.

Versare questa besciamella sulle cozze, cospargere con pangrattato e prezzemolo e mettere in forno caldo con grill fintanto che non si saranno rosolate.

 

 

 

 

 

 

 

 

Con questa ricetta partecipo al contest di About Food:

Insalata di gamberi croccanti al cocco

 

 

Il cocco rientra certamente tra i miei ingredienti preferiti, subito dopo le castagne.

Anche il mio profumo è al cocco, tanto per essere coerenti! E ogni volta che cucino qualcosa penso sempre: “Chissà se qui ci starebbe bene un po’ di farina di cocco?”

Di tutto ciò posso darmi solo una spiegazione: io adoro il caldo, il mare, l’estate e di conseguenza tutto ciò che me li ricorda, soprattutto durante queste fredde giornate invernali!

E il cocco rientra sicuramente tra quei profumi e quei sapori che fanno venire in mente spiagge esotiche e oli solari!

E quindi, tornando nella nostra cucina, mi sono ritrovata con questo sacchetto di gamberi (trovati in offerta al supermercato) e mi è venuto subito in mente questo accostamento.

Come mio solito, me ne sono andata un po’ in giro fra i vari blog e tra le ricette proposte ho deciso di andare sul semplice perchè in genere non mi piacciono troppi sapori sovrapposti.

Aprite dunque le finestre gente, perchè è ora di friggere!

Ingredienti:

  • gamberi freschissimi (più ne farete e più godrete!)
  • farina di cocco
  • pangrattato
  • 1 uovo
  • olio per friggere
  • insalatina

Procedimento:

La prima operazione da fare è quella di togliere il carapace ai gamberi cercando di lasciare attaccata la testa e la coda (in questo modo saranno più scenografici). E’ importante togliere anche il filo nero sul dorso dei gamberi che è poco piacevole.

Mettere l’olio in una padella capiente e mettere quest’ultima sul fuoco.

In un piatto mescolare la farina di cocco con il pangrattato.

Sbattere l’uovo e salarlo.

Intingere i gamberi nell’uovo sbattuto e poi passarli nella farina e nel pangrattato.

Con uno stecchino provare se l’olio ha raggiunto la giusta temperatura per la frittura, quindi immergere i gamberi e cuocerli pochi minuti su ambo i lati.

Metterli su di un foglio di carta assorbente e quindi disporli sopra l’insalata.

Questi gamberi sono ideali anche come finger food, infilzandone tre su di uno spiedino di legno.

Polpettone (di tonno) all’uso zingaro di Pellegrino Artusi protagonista di “Odore di chiuso” di Marco Malvaldi

La mia seconda passione: la lettura, soprattutto di gialli, thriller, polizieschi ecc. Marco Malvaldi è un giovane autore che ha già pubblicato tre romanzi molto simpatici ambientati nella provincia pisana e con protagonisti dei vecchietti frequentatori del Bar Lume, il cui proprietario spesso deve tenere a freno.

Questa volta Malvaldi si è cimentato in un giallo ambientato alla fine dell’800 a Bolgheri con protagonista nientepopòdimenoche Pellegrino Artusi, colui che con il suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” ha dato un ordine alla gastronomia italiana. Il nostro amico dunque si reca in un Castello invitato dal Barone Romualdo Bonaiuti. Durante il suo soggiorno avviene un omicidio e il Signor Artusi si troverà a sciogliere il bandolo della matassa e nel frattempo cercherà di carpire alla cuoca del Barone la ricetta del buonissimo polpettone al tonno assaggiato in quella stessa occasione!

Il polpettone all’uso zingaro lo ritroviamo dunque protagonista in vari momenti dello svolgimento della storia, ma Marco Malvaldi ce ne regala la ricetta proprio in fondo al libro!

Sarà per la simpatia che nutro per Marco Malvaldi, sarà per come viene descritto dall’autore Pellegrino Artusi, sarà per rendere omaggio a quest’ultimo o sarà semplicemente perchè mi è sembrato tutto sommato una ricetta fattibile, che mi è venuta una gran voglia di sperimentare la ricetta.

E, tra l’altro, ho appena scoperto che quest’anno ricorre il centenario dalla morte di questo personaggio, quindi potrà anche io dare il mio piccolo contributo!

Ingredienti (e mi attengo rigorosamente a quelli pubblicati nel romanzo):

    • 500 g di tonno sott’olio
    • 2 peperoni gialli
    • 300 g di pane del giorno avanti
    • 100 g di olive nere
    • 2 uova
    • 2 dl di latte
    • 3 cucchiaiate di olio
    • 20 g di burro
    • 40 g di pangrattato
    • 0,5 dl di panna della più fine
    • 3 costole di sedano lunghe un palmo
    • alcune foglioline di prezzemolo


Procedimento: (i miei commenti sono scritti in corsivo)

Avendo a disposizione olive taggiasche il piatto ne guadagnerebbe. Si, però vanno snocciolate e io invece in casa ho quelle nere già denocciolate!

Passare i peperoni sulla fiamma onde spellarli con facilità, soffregandoli nella carta gialla; mondarli, privarli dei semi e tagliarli a pezzetti. E qua il mio primo errore: ero sovrappensiero e ho tagliato i peperoni prima di arrostirli, ma ho rimediato mettendoli su una padella antiaderente infuocata.  Secondo me però, il metodo migliore per spellare i peperoni è quello di metterli in forno.

In una ampia padella, fare soffriggere il sedano a sottili fettine, e quando avrà preso il colore aggiungere il peperone e far cuocere il tempo di un saluto ad una bella dama.


Mettere nel frattempo il pane ad ammollare nel latte dopo avergli fatto alzare il bollore.

Aggiungere indi il tonno, dopo averlo sbriciolato con una forchetta, e lasciare che si ritiri. In successione, sempre girando, aggiungere olive snocciolate, il pane ammollato e strizzato, prezzemolo, sale e pepe. Lasciar quindi raffreddare.


In una ciotola riprendere il composto, intrìdendolo con le uova, e lavorandolo bene colle mani (un lavoraccio); poi legare con la detta panna.

Si unga quindi una teglia di rame stagnato e si spolverizzi con la metà del pangrattato e cuocerlo nel forno o nel forno da campagna. Ora, non saprei proprio dove trovarla una teglia di rame stagnato, per cui prendo una normalissima teglia da forno in ceramica.

Io l’ho cotto in forno a 200°C per 40 minuti.

mmmmm che profumino!

Questa dose potrà bastare per quattro persone; ed anche di più, se si accontentano.

Sicuramente Pellegrino Artusi si sarà rigirato nella tomba vedendo il mio secondogenito mangiare il suo polpettone intingendolo nel Ketchup!!!

E permettetemi un ringraziamento a Nicola per avermi montato un set fotografico dentro casa appena gli ho chiesto di fotografare il mio polpettone! Ma il risultato si vede!

Con questa ricetta partecipo al contest:

 

 

e al contest di Grembiule e Presine: