Il profitterol che si crede una bagna caoda e auguri Pane e Pomodoro

10325714_239168842944995_2786481582206020597_nOggi la mia creaturina compie 3 anni e sta crescendo sempre più rendendomi orgogliosa. Il merito è soprattutto vostro che mi seguite sempre con tanto affetto e questo mi spinge a migliorare sempre più.

E’ con piacere dunque che oggi festeggio partecipando ad un evento a cui tengo molto perchè nasce nel mio paese. Tale evento è legato strettamente alla notte blu castiglioncellese che si terrà il 21 giugno, promotrice la CCN Castiglioncello in collaborazione con la mia amica Cristina Galliti di Poverimabelliebuoni. Eh si, perchè si parla proprio di acciughe, il pesce azzurro (in questo caso blu) per eccellenza e quindi non poteva non esserci lo zampino di Cristina.

Qui trovate tutte le info per partecipare. Io lo faccio con questa ricetta: il profitterol che si crede una bagna caoda, ovvero una bagna caoda destrutturata perchè contiene i due ingredienti principali di questa specialità piemontese: le acciughe (che però in questo caso sono fresche) e l’aglio. La bagna caoda è un piatto tipicamente invernale, qua è però trasformata per adattarla ad un buffet di una calda serata estiva.

Profitterol acciughe_01

Ingredienti:

Per i bignè:

  • 185 ml di acqua
  • 165 g di burro
  • 175 g di farina 00
  • 270 g di uova a temperatura ambiente
  • 1 pizzico di sale

Per la crema all’aglio:

  • 10 spicchi di aglio
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 noce di burro
  • 250 ml di panna fresca

Per il ripieno alle acciughe:

  • 15 acciughe
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • peperoncino in polvere qb
  • 2 patate medie
  • brodo di pesce qb
  • 1 spicchio di aglio

Procedimento:

Prepariamo i bignè (con questa ricetta ne otterremo circa 60 piccoli che volendo potranno essere anche congelati). In una casseruola mettere l’acqua e il burro e accendere il fuoco. Unire anche il sale. Appena il burro si sarà sciolto (attenzione a non far evaporare l’acqua), versarvi la farina setacciata tutta in un colpo. Mescolare con vigore fintanto che la farina non si staccherà dalle pareti e si formerà una palla. Appena sul fondo si formerà una patina bianca, togliere dal fuoco e far raffreddare. Mettere il composto nella planetaria o nel Bimby oppure in un piatto. Aggiungere ora le uova una alla volta e mescolare, aggiungendo il successivo uovo solo quando il precedente sarà completamente assorbito. Alla fine mettere il composto in una sac a poche con bocchetta liscia.

Ungere una teglia col burro facendo inizialmente una croce che unisca gli angoli opposti, poi con il poco burro che avrà aderito ungere tutta la teglia e con un foglio di carta assorbente togliere l’eccesso. Questo procedimento mi è stato insegnato ad un corso di cucina. Distribuire quindi il composto sulla placca del forno facendo dei piccoli mucchietti (state attenti a non fare la punta. Quando avrete terminato, infornate a 220° per 15 minuti con FORNO STATICO e SENZA MAI APRIRE IL FORNO. Terminata la cottura aprite leggermente lo sportello del forno per far fuoriuscire l’umidità che si sarà creata senza però toglierli.

Prepariamo ora il ripieno dei bignè.

Lavate e mettete le patate a lessare con un pizzico di sale.

Pulite le acciughe dalle interiora e disliscatele. In una padella mettete l’olio con uno spicchio di aglio e accendete il fuoco. Quando sarà caldo unite le acciughe con un pizzico di peperoncino, il sale e i semi di finocchio. Cuocete un paio di minuti.

Sbucciate le patate e passatele. In un mixer unite le acciughe con le patate e qualche cucchiaio di brodo di pesce caldo, tanto quanto basta a rendere la crema morbida e non troppo asciutta.

Riempite con questo composto i bignè che nel frattempo si saranno raffreddati.

Preparare la crema all’aglio.

Sbucciare l’aglio e togliere ad ogni spicchio l’anima. Mettere gli spicchi in un pentolino e ricoprirli con il latte. Farli cuocere una ventina di minuti a fuoco lentissimo, quindi scolarli. Metterli di nuovo in un pentolino con il burro e accendere il fuoco. Quando il burro si sarà sciolto unire anche la panna. Far cuocere ancora a fuoco bassissimo fintanto che la crema non comincerà ad addensarsi, quindi spegnere il fuoco.

Comporre il profitterol distribuendo i bignè al centro di un piatto e colarvi sopra la crema all’aglio. Guarnire con del prezzemolo tritato o con pochi semi di finocchio.

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Ancora Montersino: Dacquoise alle noci e gorgonzola

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Sopportatemi! Quando prendo le cantonate, le prendo di brutto! E ora ho questa fissa tremenda per Montersino, mica cotiche? Se qualcuno mi vedesse mentre a bocca aperta lo guardo in tv preparare le sue torte direbbe che non sono normale… Guardandolo chiunque direbbe che tutto è possibile, eppure i passaggi sono molti e gli ingredienti quasi non si contano…

Pur avendo il suo libro “Peccati di gola”, quello che più mi intriga è il salato e “Piccola pasticceria salata” è sicuramente fonte di molta ispirazione per me! Prima però di addentrarmi in qualcosa di più personale preferisco appunto sperimentare le ricette del Maestro alla lettera, tanto da essermi anche dotata di inulina e maltitolo, ingredienti quasi introvabili se non in qualche sito internet specializzato o in qualche farmacia ben fornita…. E qui devo confessare una cosa, sperando che mio marito non legga mai questo post: in farmacia (dietro ordinazione) ho comprato 500 g di inulina e 500 g di maltitolo e ho speso la bellezza di 29 euro!!! Ora devo assolutamente rendere fruttuosa cotanta spesa o rischio il divorzio!!!

Per farmi perdonare ho pensato di scegliere una ricetta che sono sicura alla mia dolce metà piacerà molto perchè so quanto apprezzi i formaggi erborinati e se poi si pensa che l’abbinamento gorgonzola e noci è sempre vincente, dovrei riuscire nel mio intento!

Purtroppo il risultato finale non è stato molto soddisfacente: basta confrontare la mia foto con quella del libro! L’errore forse è stato quello di non aspettare che la crema al gorgonzola si raffreddasse sufficientemente, ma secondo me sarebbe stato ancora più buono se al composto avessimo unito qualcosa che gli desse un po’ più consistenza, come la panna montata o della ricotta o del mascarpone. Il risultato alla prova palato è stato comunque ottimo e quindi la prossima volta lo rifaremo con le opportune modifiche. Tutto sommato poi è anche veloce da preparare!

Dacquoise_04Ingredienti per 24 mini-dacquoise:

Per la dacquoise:

  • 80 g di albumi
  • 30 g di maltitolo
  • 50 g di inulina
  • 40 g di farina di mandorle
  • 40 g di farina di noci
  • 20 g di farina 00
  • 3 g di sale

Per la crema al gorgonzola:

  • 100 g di gorgonzola
  • 20 g di porri
  • 100 g di panna fresca
  • 50 g di burro
  • 3 g di colla di pesce in fogli
  • sale e pepe

Per la decorazione:

  • gherigli di noce
  • sedano
  • miele di castagno

Preparazione:

Per la dacquoise, cominciare a montare l’albume e non appena comincia a fare le bollicine unire anche il maltitolo e l’inulina continuando a sbattere fino ad ottenere una massa soffice e ferma. Miscelare le farine dopo averle setacciate e il sale e unire delicatamente all’albume mescolando dal basso verso l’alto. Stendere l’impasto su un foglio di carta forno facendo uno spessore di circa 1 cm. Considerate che poi dovrete ottenere tre quadrati dalla dacquoise. Montersino cosparge quindi con la granella di noci, io ho tralasciato questo passaggio (ho dimenticato di comprare le noci!!!). Infornare a 180° per 10 minuti. A fine cottura raffreddare velocemente.

Per la crema al gorgonzola, far soffriggere il porro tritato con un po’ di burro, quindi portare a cottura con mezzo bicchiere di acqua fintanto che quest’ultima non sarà evaporata. Aggiungere la panna, il resto del burro e il gorgonzola. Continuare a cuocere fino ad arrivare a cottura. Montersino parla di pastorizzare il tutto portandolo a 85°: io non avendo il termometro (che ho appena ordinato su Amazon) ho semplicemente spento il fuoco prima che la crema arrivasse a bollore. Frullare la crema con un frullatore ad immersione e unire la colla di pesce strizzata che precedentemente era stata ammollata in acqua fredda. Aggiustare di sale e pepe.

Ricavate tre quadrati grandi come il vostro quadro (attrezzo che Montersino usa spesso nel suo lavoro e che serve a montare i dolci: è una specie di tortiera senza la base per intenderci). Inserire sul fondo del quadro uno strato di dacquoise, distribuirvi sopra la crema al gorgonzola raffreddata sufficientemente perchè sia meno liquida, appoggiare un altro strato di dacquoise, ancora il gorgonzola e terminare con la dacquoise. Mettere in congelatore per qualche ora per facilitare il taglio, quindi togliere il quadro e ottenere 24 mini-dacquoise. Lasciare a temperatura ambiente per 30 minuti quindi decorare con fettine di sedano e gherigli di noce. Montersino rende le dacquoise più lucide distribuendo della gelatina kappa sulla superficie, io non sono riuscita a reperirla e ho deciso di sostituirla con del miele di castagno che trovo si sposi perfettamente con gli altri ingredienti.

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Panna cotta alla bagna caoda con peperoni

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Ultimamente ho preso una cotta per Luca Montersino! Lo vedo tutte le sere su Arturo TV e mi incanto a guardarlo lavorare e ad ascoltare le sue spiegazioni e poi quando impiatta la creazione finita vado in un brodo di giuggiole. Trovo che oltre ad essere un bravissimo pasticcere sia anche un insegnante eccellente perchè ogni passaggio per “fabbricare” i suoi dolci è spiegato da lui in maniera ineccepibile con tanto di motivazioni per cui agiamo in un certo modo piuttosto che in un altro. Del resto si sa, la pasticceria è precisione.

Ammetto però che finora non avevo avuto il coraggio di cimentarmi in qualche sua ricetta. Il fatto di cercare di stare a dieta era una buona scusante, però poi ho acquistato il suo libro “La pasticceria salata” e allora non mi son più potuta tirare indietro (non che queste ricette siano ideali per una dieta dimagrante!!!). Complice anche il fatto che ho trovato una ricettina con le acciughe da regalare alla mia amica Cristina per la sua raccolta “un’acciuga al giorno“, perchè ormai è già quasi trascorso un anno dalla fine della sua iniziativa, ma lei continua imperterrita a cercare ricette a base di questo delizioso pesciolino. Quindi, se anche voi avete qualche ricetta che preveda tra gli ingredienti le acciughe, non esitate ad inviargliela.

E poi, dovevo anche rendere merito al grembiulino che Cristina mi ha gentilmente donato in occasione della manifestazione sullo Zafferano tenutasi a Lastra a Signa nella Villa Caruso Bellosguardo lo scorso 19 ottobre, durante la quale le ho fatto da assistente!!!

Panna Caoda_02

Bene, per tornare alla nostra panna cotta vi devo dire che è più semplice a farsi che a dirsi: un finger food di sicuro successo. Io ho seguito pedissequamente tutte le istruzioni e i dosaggi di Montersino, con qualche piccolissima modifica che però non ha modificato il risultato finale:

1. non sono riuscita a trovare il maltitolo (ma mi sono già attivata per la prossima ricetta!) per cui nella pasta frolla l’ho sostituito con la stessa quantità di zucchero;

2. ho fatto metà dose di impasto perchè 1 kg mi sembrava troppo;

3. ho aggiunto un piccolo tocco personale inserendo anche qualche cappero nella panna cotta;

4. i peperoni li ho grigliati nel forno, come sono solita fare (tra l’altro, negli ultimi tempi in casa mia i peperoni non mancano mai perchè mio figlio ne mangia in quantità!)

Se volete assemblare la ricetta come ho fatto io, vi occorreranno gli stampini in silicone per minisavarin e quelli a semisfera e la forma per biscotti a forma di fiore poco più grande del savarin, altrimenti potrete decidere di dare altre forme ai vostri finger food, consiglio comunque di non fare grosse porzioni.

Panna Caoda_06

Ingredienti per la pasta frolla salata (per 24 biscottini circa):

  • 200 g di farina 00
  • 125 g di burro
  • 45 g di zucchero
  • 12 g di latte in polvere
  • 25 g di parmigiano reggiano
  • 45 g di uova intere
  • 30 g di tuorli
  • 25 g di fecola di patate
  • 5 g di sale

Procedimento:

(Io, non avendo una planetaria, ho utilizzato il Bimby, ma sicuramente potrete farla anche a mano come una qualsiasi altra pasta frolla).

Lasciar ammorbidire il burro (eventualmente aiutarsi col microonde) e metterlo nel boccale insieme al latte in polvere, lo zucchero, il sale e il parmigiano grattugiato. Amalgamare 20 sec. vel. 5. Aggiungere poco per volta le uova intere e i tuorli sempre con il Bimby a vel. 5. Una volta assorbiti aggiungere un terzo di farina inserendo la funzione Spiga per 30 sec. (Consiglio a questo punto di raccogliere l’impasto con la spatola lungo le pareti del boccale). Unire il resto della farina e la fecola e impastare a Vel. Spiga per 30 sec. Rovesciare l’impasto (che sarà bricioloso) su un piano di lavoro e compattarlo formando una palla che riporrete in frigo per almeno 2 ore coperta di pellicola.

Trascorso questo tempo riprendere l’impasto e stenderlo  a 2 mm su un tappetino in silicone o su della carta forno e copparlo con lo stampino a forma di fiore. Mettere questi biscottini su una teglia coperta di carta e porli in forno a 160° per 15 minuti. Farli raffreddare.

Ingredienti per 24 savarin di panna cotta:

  • 200 g di panna
  • 30 g di acciughe sott’olio
  • 60 g di burro
  • 5 g di gelatina in foglio (1 foglio di colla di pesce)
  • 20 g di olio EVO
  • 1 spicchio di aglio
  • latte q.b.

Procedimento:

Mettere la colla di pesce a bagno.

Sbucciare l’aglio, dividerlo a metà e togliere l’anima. Metterlo in un pentolino coprendolo con il latte e farlo cuocere finchè non si sarà disfatto. Questo procedimento serve a renderlo più digeribile. Scolare l’eventuale latte rimasto e aggiungere all’aglio la panna, le acciughe, il burro, l’olio EVO e portare il tutto quasi a bollore (se avete un termometro a sonda misurate 90°). Frullare il tutto con un frullatore ad immersione, strizzare la colla di pesce e unirla alla panna. Mescolare bene e versare la miscela negli stampini da minisavarin. Far raffreddare e riporre in frigo per circa 2 ore.

Ingredienti per le cupoline di peperoni:

  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • timo
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

Lavare i peperoni e metterli nel forno a 200° con il grill acceso. Farli grigliare da tutti i lati, quindi toglierli e metterli in una busta. Lasciarli riposare cinque minuti, quindi togliere la buccia e pulirli internamente scolandoli bene. Tagliarli a filettini piccoli e sottili (ve ne basterà mezzo rosso e mezzo giallo) e condirli con l’olio, il sale e il timo. Riempire gli stampini a mezza sfera con questi peperoni pressandoli un po’ quindi coprirli con della pellicola e riporli nel congelatore per almeno un paio di ore.

Assemblaggio:

Su ogni biscottino di pasta frolla salata posizionare una panna cotta (fate attenzione a non romperla quando la togliete dallo stampo, aiutandovi magari con il manico di un cucchiaino) e sopra la panna cotta porre una mezza sfera di peperoni ancora congelata.

Lasciar riposare per 10-15 minuti (il tempo che si scongelino i peperoni), decorare con una fogliolina di prezzemolo e servire.

Panna Caoda_05Panna Caoda_01Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Poverimabelliebuoni “Un’acciuga al giorno“:

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Semifreddo al caffè

Periodo non troppo positivo questo e una serie di eventi continua a tenermi lontana da qua compreso la ripresa di tutti gli impegni invernali (vedi scuola, sport,ecc), ma io sono caparbia e la voglia di mettermi a cucinare (foss’anche solo per allontanare i pensieri negativi) non manca davvero, anzi…

Eh si, perchè cucinare è anche questo: una cura contro lo stress! E cosa c’è di meglio che consolarsi con un bel dolce con tante calorie? Certo, se poi la jella ti perseguita e trovi tutte le batterie di casa scariche e non puoi utilizzare il flash a dovere, allora… Tutt’altra storia! Lasciamo perdere e accontentatevi di queste modeste testimonianze fotografiche!

Vi dico però la verità, il semifreddo era buonissimo però il fatto di usare le uova crude non mi entusiasma molto perchè desidererei evitare ogni rischio di contaminazione. Sono andata un po’ in giro per il web e non sono riuscita a trovare nessuna ricetta che si adattasse alle mie esigenze, a parte alcune che prevedevano l’uso di crema, e così mi sono accontentata visto che avevo ospiti a cena e questo dolce è davvero semplice e veloce da preparare. Il giorno dopo però sono riuscita ad ottenere la ricetta “giusta” e presto su questi schermi ve la proporrò! Stay tuned, come si dice!

01_Semifreddo

Ingredienti per 6 persone:

  • 500 ml di panna fresca
  • 3 uova
  • 3 tazzine di caffè molto concentrato
  • 100 g di zucchero
  • top al cioccolato
  • granella di nocciole

Procedimento:

Fare il caffè e lasciarlo raffreddare.

In un recipiente montare gli albumi a neve molto ferma e in un altro la panna.

Montare anche i tuorli con lo zucchero quindi unire il caffè continuando a frullare. A questo punto aggiungere prima gli albumi quindi la panna mescolando delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto fino a che tutti gli ingredienti non si saranno ben amalgamati.

Versare il composto in uno stampo da plumcake in silicone e riporlo nel congelatore per almeno 3 ore, quindi sformarlo e tagliarlo a fette. Mettere due fette in ogni piatto e decorare con il top al cioccolato e la granella di nocciole.

02_Semifreddo

Red Velvet Cake gluten free? Se non ci fosse stato l’MTchallenge…

Red Velvet Cake_02

…non avrei saputo neanche cos’era! Per di più senza glutine!

La mia seconda sfida dell’MTChallenge non poteva essere più difficile: un dolce della tradizione americana, offerto per San Valentino alle persone a cui vogliamo più bene. Superati i primi dubbi iniziali, visto che le torte non sono proprio il mio punto forte e che trovo i dolci tipici americani davvero un po’ troppo carichi, leggendo i vari tips & tricks e cominciato a vedere le prime red velvet delle partecipanti alla sfida di Stefania ho preso coraggio e mi sono buttata.

Questa è proprio una sfida nella sfida perchè Stefania chiede che questa torta sia assolutamente senza glutine in modo che anche i celiaci la possano mangiare: quindi l’utilizzo di prodotti che ne siano assolutamente privi, ma anche accorgimenti nella preparazione perchè è essenziale che gli strumenti che sono entrati in contatto con prodotti glutinosi non entrino assolutamente a contatto con quei prodotti che ne sono privi se prima non vengono lavati in lavastoviglie. Certo la vita dei celiaci non è propriamente facile, anche se negli ultimi anni, visti gli aumenti di casi, c’è stata una vera e propria sensibilizzazione. La figlia di mio cugino che ha una grave forma di celiachia, deve stare attenta ad ogni cosa e nella cucina della loro casa ha degli stipi appositi per i suoi prodotti e i suoi ciottoli. Addirittura, mi racconta, non può mangiare nella tovaglia dove mangiano gli altri.

Cucinare senza glutine non mi spaventa, seppure a volte sia davvero complicato, perchè lo scorso anno l’omeopata ci ha consigliato di provare per qualche tempo a far mangiare nostro figlio senza glutine per vedere se riuscivamo a migliorare una certa situazione. Avevamo comunque fatto le analisi che prescrivono in questi casi, ma erano risultate negative. L’omeopata infatti ci ha parlato non di una allergia ma di una sensibilizzazione verso questa sostanza, fatto sta che spesso queste analisi non sono molto attendibili. Abbiamo fatto mangiare nostro figlio senza glutine per un certo numero di mesi, notando un certo miglioramento in effetti. Purtroppo però la mensa scolastica non permette a chi non ha una vera e propria diagnosi di celiachia una dieta apposita e quindi poi siamo tornati lentamente a farlo mangiare nuovamente normalmente.

Stefania chiede che per la red velvet si utilizzi la sua ricetta, testata e perfezionata nel corso del tempo, senza nulla modificare. Possiamo invece sbizzarrirci nella farcitura e decorazione che deve comunque rimanere senza glutine. Io, francamente, non avendo mai nè mangiato nè assaggiato questa torta, mi attengo fedelmente alla ricetta originale anche per quanto riguarda la farcitura.

Oltre ai prodotti senza glutine, che al giorno d’oggi sono di facile reperibilità la torta prevede anche l’utilizzo di un altro ingrediente che invece non si trova in tutti i negozi, ma che è invece facile (più di quanto si pensi) prodursi da soli: parlo del buttermilk, che si può ottenere semplicemente facendo inacidire lo stesso quantitativo di latte con un cucchiaio di succo di limone per 20 minuti. Se però volete complicarvi la vita o, come me, vi piacciono le sfide e vi piace conoscere tutti i segreti della cucina, allora potrete produrvi il buttermilk o latticello partendo dalla crema di latte e montandola fino a che non si divide in una parte solida (burro) e una parte liquida latticello. A quest’ultimo dovrete aggiungere due cucchiai di yogurt magro e lasciar fermentare il tutto per una notte a 25°C. Il burro ottenuto poi potrete utilizzarlo per il frosting, ovvero la farcitura. Attenzione però a spremerlo bene dal liquido, mettendolo dentro ad un panno di lino pulito, quindi lavatelo e lavoratelo con le mani bagnate come lavorereste il pane. Dategli la forma e mettetelo in frigorifero.

Alla fine mi son dovuta ricredere e ho regalato ai miei familiari uno dei dolci più buoni che abbiano mai mangiato. La metterò sicuramente tra i dolci da fare per le occasioni più importanti e devo sicuramente ringraziare l’MtC, dove da poco sono approdata, per aver imparato tante nuove interessantissime cose riguardanti la cucina.

Per servire questo dolce ho anche comprato una nuovissima alzatina su cui trovo che stia veramente a suo agio e… delle nuovissime scarpe tacco 12 con cui ho preparato il dolce così come scherzosamente chiedeva di fare Stefania… purtroppo però ho dimenticato di farmi fotografare! A voi crederci… o meno!

Sono anche felice perchè è filato tutto liscio e non ho avuto problemi: non è stato difficile reperire gli ingredienti, fare il burro è risultato facile e divertente (tra l’altro quello che mi è avanzato l’ho aromatizzato con rosmarino e sale affumicato e spalmato sui crostini – altra bontà!) e il dolce è lievitato quel tanto che bastava per tagliarlo abbastanza agevolmente (io l’ho tenuto una notte in frigorifero). L’unico piccolo inconveniente è che alla fine la base doveva risultare rossa e invece tende un po’ troppo al marrone, ma credo che questo dipenda dal colorante liquido della Rebecchi che non colora molto. Da provare con un colorante in pasta.

Red Velvet Cake_05

Ma veniamo alla ricetta, presa direttamente dal blog di Stefania Cardamomo & Co.

Ingredienti:

  • 160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Le Farine Magiche Lo Conte, Pedon, Rebecchi)
  • 60 gr di fecola (Cleca, Pedon, La Dolciaria, Sma & Auchan)
  • 30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena)
  • 1/2 cucchiaino da tè di sale
  • 8 gr cacao amaro (Venchi, Easyglut, Pedon, Olandese)b
  • 110 gr burro non salato a temperatura ambiente
  • 300 gr di zucchero
  • 3 uova medie (io uso quelle bio codice 0, ma non è rilevante ai fini della celiachia)
  • 1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
  • 240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
  • 1 cucchiaio di colorante rosso (Rebecchi e Loconte)
  • 1 cucchiaio di aceto bianco
  • 1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
Procedimento:
Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell’impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 18/20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l’ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.
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Per la farcitura, la Cream Cheese Frosting di Buddy!
Ingredienti:
  • 450 g di Philadelphia o Quark
  • 115 g di burro
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia (io l’ho sostituito con un cucchiaio di brandy)
  • 200 g di zucchero a velo setacciato

Procedimento:

Se non avete lo zucchero a velo, potrete produrvelo a casa con un robot da cucina piuttosto potente. Io con il Bimby: metto lo zucchero nel boccale 30 sec. vel. turbo.
Ammorbidire il burro con una forchetta, quindi metterlo nella planetaria o nel Bimby con il resto degli ingredienti e montare bene il tutto, fino ad ottenere una crema piuttosto densa!
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Per la decorazione:
Ingredienti:
  • 500 ml di panna
  • un cucchiaio di zucchero
  • confettini e decorazioni varie senza glutine (io ho utilizzato Rebecchi)

Procedimento:

Montare la panna con lo zucchero. Spalmarne una parte sulla superficie della torta e il resto metterlo nella sac a poche e procedere con le decorazioni.
Tenere la torta in frigo: sembra che un paio di giorni dopo sia ancora più buona… ma questo io non lo posso confermare perchè è finita prima!!!
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Con questa ricetta partecipo all’MTchallenge di febbraio:
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e al contest del La Cultura del Frumento:
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Gnocchi di patate e verza, con salsiccia affumicata e birra

Ricetta inviatami da Daniele Goldoni per partecipare al mio contest:

Ingredienti per 4 persone:

  • 120  gr di salsiccia affumicata
  • 1/2 cipolla rossa
  • 1 bicchiere di birra artigianale chiara  weiss di frumento

  • 1 cucchiaio di olio evo

  • 200 ml di panna da cucina vegetale
  • 600 gr di patate a pasta farinosa (a pasta bianca, oppure a buccia rossa)
  • 150-250 gr di farina (a seconda di quanta ne “richiede”

    l’impasto)

  • sale q.b
  • 8 foglie di verza

  • Parmiggiano reggiano q.b

Preparazione:

Pelate e tagliate a pezzi le patate, lavate le foglie di verza.

Mettete le patate e la verza in una pentola con abbondate acqua salata e fate cuocere bene.

Prendete un mixer e ancora calde le patate, la verza e la farina e impastate.

Con l’impasto ottenuto ricavateci gli gnocchi.

In una padella mettere l’olio, la cipolla e la salsiccia e fare rosolare il tutto x alcuni minuti aggiungere la birra e fare andare per 5 -10 minuti ed in fine aggiungere la panna.

Cuocete gli gnocchi e poi passarli nella padella ed amalgamare il tutto alla salsa ottenuta.

Servire con una spolverata di Parmiggiano Reggiano.