Cous cous invernale con ceci, verdure e curcuma

Il freddo sta sempre più inesorabilmente bussando alle nostre porte e ormai non ci resta che arrenderci al (per me) triste destino e affrontarlo come meglio si può! Invidio gli animali che possono andare in letargo, ma per noi umani ciò non è possibile e perciò tiriamo giù dall’armadio cappotti, sciarpe e guanti e, pieni di coraggio, affrontiamo anche le intemperie più impietose!

A proposito di cappotti, sciarpe e guanti mi sovviene un dolce ricordo della prima infanzia di mio figlio, quando pronunciava tutte le parole mettendogli come iniziale la “P” (escluso per il suo PaPà, perchè lo chiamava ‘a’à) e al momento di uscire di casa prendeva “le pappe, il pappello, e il pappotto”!

Ma tornando al nostro freddo novembre, noi cerchiamo di riscaldarci anche cucinando quelle pietanze che ci riscaldano anche internamente, come zuppe, minestre, polente… utilizzando gli ingredienti tipici di questa stagione molto generosa: castagne, funghi, cavoli, zucche…

Ripropongo perciò quest’oggi una ricetta che faccio spesso in questo periodo, aggiungendo a quella che già avevo pubblicato un po’ di curcuma che credo si sposi benissimo col cous cous. Un piatto molto prelibato che ho avuto la fortuna di assaggiare la prima volta in Tunisia, dove si sa che le spezie fanno da padrone e vengono vendute nei suk in un’esplosione di colori e di odori.

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di cous cous bianco Ecor
  • mezzo peperone giallo
  • 100 g di verza
  • 1 grossa patata
  • 2 carote
  • 2 zucchine
  • 120 g di ceci lessati
  • 250 g di pomodori pelati e schiacciati
  • 1 scalogno
  • olio EVO Dante
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 1 peperoncino
  • sale

Preparazione:

Pulire e lavare le verdure. Tagliare le carote , le zucchine, le patate e il peperone in piccoli pezzi. Ridurre la verza a striscioline.

Tritare lo scalogno e metterlo in una pentola capace con tre cucchiai di olio EVO Dante e il peperoncino spezzetato.

Accendere la fiamma e appena lo scalogno comincia a soffriggere, unire le patate, le carote e i ceci. Far insaporire bene per 5-8 minuti, quindi unire la passata di pomodoro e mescolare bene. Cuocere ancora 10 minuti e aggiungere la verza e il peperone. Salare e mescolare ancora. Coprire le verdure con dell’acqua bollente, unire la curcuma e proseguire la cottura senza coperchio finchè le verdure saranno cotte e l’acqua si sarà assorbita.

Mettere il cous cous in un recipiente. Versarvi sopra due cucchiai di olio EVO Dante e mescolare bene. Mettere 250 g di acqua sul fuoco e appena bolle versarla nel cous cous. Mescolare appena. Chiudere con un coperichio e lasciar riposare 5 minuti. Al termine di questo tempo vedrete che il cous cous avrà “bevuto” tutta la vostra acqua. Ora con una forchetta sgranatelo bene.

Versare sopra il cous cous le verdure e servire ben caldo!

Trovate questa ricetta anche nel Circolo dei Blogustai:

testata blogustai ridotto

Con questa ricetta partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

e al contest de La Cultura del Frumento

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I fagioli con le cotiche

Tenere un blog di cucina mi ha aperto davvero nuovi orizzonti: chi avrebbe mai detto che un giorno avrei sperimentato piatti ai cui ingredienti prima non osavo neanche avvicinarmi? Uno di questi ingredienti è proprio il fagiolo, in ogni sua forma, dimensione, colore… e invece, mai dire mai! E che dire poi delle cotiche? Per me erano solo delle cose da scartare e invece mi son ritrovata a chiedere al mio negoziante di fiducia se me ne poteva mettere da parte un po’! Questa è la dimostrazione lampante che nella vita non bisogna “mai dire mai”.

Complice l’incontro con Ristoranti Roma Ristò con il quale collaboro, ho abbattuto anche queste barriere e ieri sera ho messo a bagno i miei primi fagioli (…a parte quelli di soia) per questo piatto romano, non proprio da dieta, ma sicuramente un piatto della tradizione più antica, ricco e gustoso da accompagnare sicuramente con un buon Frascati. E poi ammettiamolo, quando le cose ce le prepariamo da soli sembrano ancora più buone perchè siamo certi di come le abbiamo preparate e di cosa ci abbiamo messo!

E a proposito di “come li abbiamo preparati”, questa ricetta mi consente di utilizzare la legumiera in vetro (dono di nozze) che, povera lei, si stava impolverando e con cui invece è un gran piacere cucinare. Voi potete utilizzare  una normale pentola e, meglio ancora, un bel coccio. Se poi è inverno (fa un po’ senso pensarci con i caldi di questi giorni!) e avete il caminetto approfittatene e mettete il coccio con i fagioli a cuocere all’interno di esso: risparmierete l’uso del gas ma, soprattutto, i vostri fagioli avranno un sapore unico.

Vi consiglio di portare in tavola i vostri fagioli con le cotiche come piatto unico, accompagnandoli con un buon pane, perchè in questi casi la “scarpetta” è d’obbligo!

Ingredienti:

  • 300 g di fagioli borlotti secchi
  • 150 g di cotiche
  • 1 cipolla piccola
  • 300 g di passato di pomodoro
  • 1 cucchiaio di strutto
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 costa di sedano
  • 2 foglie di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • sale

Procedimento:

La sera prima mettere i fagioli a bagno in un recipiente pieno d’acqua.

La mattina scolate i fagioli e metteteli in una pentola con abbondante acqua insieme ad uno spicchio di aglio, il rosmarino e 1 foglia di salvia. Fateli cuocere finchè non si saranno ammorbiditi, senza che però si disfino: considerate quindi circa 40 minuti dallo spiccare del bollore. Salateli solo dieci minuti prima di spegnere il fuoco. Scolateli e conservate l’acqua di cottura.

Nel frattempo lavate le cotiche, asciugatele e passatele sulla fiamma per togliere gli eventuali peli. Mettetele in una pentola ricoprendole di acqua e ponete la pentola sul fuoco. Dovrete farle bollire molto: alla fine dovranno risultare tenerissime e quasi trasparenti. Ci vorranno circa due ore. Al termine scolatele e tagliatele a listarelle.

In una padella o una pentola larga e dai bordi bassi mettere lo strutto insieme alla cipolla e il sedano tritati, all’aglio schiacciato e alla salvia rimanente. Accendere il fuoco e quando cominceranno a soffriggere unire le cotiche.

Fatele rosolare leggermente, mescolando di tanto in tanto, quindi unire il passato di pomodoro e portare avanti la cottura per 10-15 minuti. Unire i fagioli, mescolare bene, salare e mescolare ancora. Fate cuocere ancora per 15 minuti aggiungendo un po’ di acqua di cottura dei fagioli in modo che il sugo rimanga piuttosto “lento”.

Servite molto caldi, possibilmente in delle terrine di coccio.

Con questa ricetta partecipo al contest del Blog di Max:

 

Pacchettini di verza

Tante volte vogliamo portare in tavola cose diverse (dalla solita “zuppa”) utilizzando magari ingredienti genuini e che fanno bene alla salute. Però non sempre è facile, soprattutto quando si hanno bambini piccoli che come vedono qualcosa di “verde” cominciano a rabbrividire e a far boccacce. E così non ci resta altro che dare un aspetto particolare alle nostre preparazioni.

Oggi avevo comprato questo cavolo verza e così mi sono cimentata nella preparazione di questi involtini, dandogli però un aspetto più simpatico: dei pacchettini! Ma che cosa ci sarà dentro questi pacchettini? Vediamo insieme la ricetta!

Ingredienti: 

  • 8-10 foglie di verza
  • 300 g di macinato
  • 30 g di parmigiano
  • 100 g di ricotta
  • 1 spicchio di aglio
  • prezzemolo
  • passata di pomodoro
  • olio EVO
  • 1 uovo

Preparazione: 

Lavare la verza e bollirla per qualche minuto in acqua salata (se si desidera bollire anche le foglie di verza non intere che si potranno mescolare all’impasto). Toglierle dall’acqua, farle sgocciolare e raffreddare.

Tritare  metà prezzemolo e unireil parmigiano grattugiato.

In una ciotola mescolare la carne con il parmigiano e il prezzemolo, l’uovo e la ricotta e gli eventuali avanzi di verza tritati col coltello. Salare.

Stendere delicatamente su di un piano di lavoro le foglie di verza e tagliare il torsolo.

Mettere al centro di ogni foglia un cucchiaio di impasto e chiudere a pacchettino fissandolo con il filo da cucina.

Tritare il restante prezzemolo insieme all’aglio e metterlo in una padella insieme a due cucchiai di olio. Far soffriggere leggermente e unire la passata di pomodoro. Salare e far cuocere per una decina di minuti, quindi adagiarvi i pacchettini e coprire.

Cuocere una ventina di minuti e poi servire ben caldi.

 

Bombolette e tanta, tanta pazienza!

“Cosa sono le bombolette?” Mi sono chiesta quando mia suocera me le propose la prima volta che mangiai a casa dei genitori di mio marito!

Al che lei mi portò un piatto con dentro queste deliziose chioccioline. Mi si illuminarono gli occhi e da quel giorno me le ha riproposte un sacco di volte perchè sapeva quanto mi piacevano.

Purtroppo lei non c’è più, ma sono felice che mi abbia lasciato questa ricetta anche se, ad essere sinceri, non vengono buone come le faceva lei! Cucinarle è comunque un modo per ricordarla: è quindi un piatto che rientra nella cucina tradizionale di casa mia.

E poi vi garantisco che è un piatto per veri intenditori e per palati sopraffini, un piatto che non è facile trovare nei ristoranti e che lo si degusta molto meglio nella calda comodità delle nostre case dovendo “succhiare” rumorosamente il sughino che rimane nel guscio, dopo aver estratto il mollusco con uno stecchino da denti! E secondo me, questo ha un che di veramente sensuale: roba da “9 settimane e mezzo”! Ecco perchè trovo che sia un piatto ideale per seratine romantiche.

Ma c’è un neo in tutto ciò e vi avverto quindi che dovrete avere molta molta pazienza perchè ad un certo punto toccherà pulire ogni chiocciolina dalla sua linguetta: ecco perchè non conviene farne una grossa quantità!

Ingredienti: 

  • 300 g di chioccioline (o quante si ha voglia di pulirne)
  • 700 g di passata di pomodoro
  • rosmarino
  • prezzemolo
  • aglio
  • peperoncino
  • olio EVO

Procedimento: 

Lavare abbondantemente le chioccioline con acqua, cambiandola diverse volte.

Metterle in una pentola coperte di acqua con il rosmarino. Quando raggiunge il bollore, salare e far cuocere ancora per circa 5 minuti.

Scolarle e strofinarle bene le une contro le altre in modo da facilitare il successivo distacco delle linguette (cioè quella pellicola che si trova sulla punta del mollusco) che sono coriacee e risulterebbero fastidiose al palato.

 Terminato questo lavoro di pazienza se volete, potete congelare le chioccioline e quindi ritrovarvele pronte per quando avrete ospiti, oppure potete procede alla cottura nel sugo.

Tritate il prezzemolo con l’aglio e il peperoncino (a me piacciono molto piccanti). Mettere in una pentola con due cucchiai di olio EVO e far soffriggere. Unire il pomodoro, salare e far cuocere ancora cinque minuti, quindi aggiungere le chioccioline.

Cuocere ora per circa un’ora a fuoco molto basso e con il coperchio. La cottura lunga permette alle vostre chioccioline di insaporirsi bene e il sughino prendere il profumo delle chioccioline. Un connubio esaltante: provate a fare la scarpetta dopo aver succhiato tutto il sugo dalle chioccioline.

 

 

Il ragù che mi ha insegnato a fare nonna Pina

Ebbene si: il ragù! Sembrerà strano pubblicare questa ricetta, perchè si da per scontato che tutte noi lo sappiamo fare, ma proprio l’altro giorno mi son trovata a parlare con una mia amica che di casalinga ha davvero poco (anche se bisogna dire che si impegna molto) la quale mi chiedeva dei consigli su come prepararlo perchè, nonostante ormai sia sposata da alcuni anni, ancora non ci si era ancora mai cimentata!

Io sono rimasta un po’ sbalordita perchè in casa mia un buon barattolo di ragù (anche congelato) non manca mai: sempre utile per condire un buon piatto di pasta quando non si ha altro a disposizione, e i bambini adorano le tagliatelle, che in casa nostra si chiamano proprio “Le tagliatelle di nonna Pina” in quanto la loro nonna si chiama realmente Pina e il ragù è un suo insegnamento!

Si, perchè la mia mamma mi ha messo ai fornelli molto presto (e ora non posso far altro che ringraziarla). Ho cominciato con i dolci (coi quali non era facile bruciarsi), poi ho cominciato a tagliare verdure per fare i minestroni e, prima di arrivare a fare l’arrosto, mi sono cimentata nel ragù che serviva, tra l’altro, a condire le lasagne della domenica (anche le sfoglie di pasta ovviamente erano fatte a mano e stese ad asciugare su dei bastoni sospesi tra due sedie).

Certo a dire ragù si fa presto, ma in effetti lo si cominciava a preparare sin dall’estate quando ci riunivamo tutti e cominciavamo a tagliare, cuocere e passare i pomodori. Ma questa è un’altra storia.

Il ragù mi ricorda molto l’inverno perchè noi in cucina avevamo una grossa stufa a legna ed era su questa che venivano preparati i cibi che avevano bisogno di una lunga cottura, ed il ragù non era da meno.

Adesso, non avendo una stufa a legna, l’unica cosa che differenzia il mio ragù da quello di mia mamma è che io lo preparo in una deliziosa pentola di pietra (regalo di nozze) adatta a cotture molto lunghe come appunto ragù o stufati!


E quindi eccoci agli ingredienti!

Ingredienti:

  • 2 salsicce
  • 300 g di buon macinato
  • 1 barattolo di concentrato di pomodoro
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 spicchio di aglio
  • mezza cipolla
  • prezzemolo
  • 1 peperoncino
  • 1 costa di sedano
  • mezza carota
  • qualche foglia di basilico
  • 800 g di passata di pomodoro
  • olio EVO
  • sale q.b.

Procedimento:

Tritare gli odori (sedano, carota, aglio, prezzemolo, cipolla) aiutandosi con una mezzaluna o con un frullatore. Fare quindi soffriggere in abbondante olio.

Aggiungere la carne macinata e la salsiccia cercando di sbriciolarle grossolanamente con un mestolo di legno. Salare (io uso il sale grosso) e mescolare bene fino a quando non si sarà bene insaporita. Sfumare col vino bianco.

Quando quest’ultimo sarà evaporato, aggiungere il concentrato di pomodoro e mescolare. Quando il tutto si sarà ben amalgamato, versare la passata di pomodoro. A questo punto non resta altro che fare che… aspettare! Il tempo di cottura minimo è 2 ore, ma più lo si farà cuocere e più sarà saporito. L’importante è che sobbollisca appena.