Gelatina di birra: geniale!

Da qualche anno a questa parte va di gran moda accompagnare i formaggi con marmellate, miele e gelatina. Le abbiamo provate veramente in tutte le salse e alcuni accostamenti sono davvero idilliaci.

Qualche anno fa per esempio abbiamo fatto una gelatina di Barolo che era qualcosa di meraviglioso, ma ancora non ci era venuto in mente di provare a farla con la birra.

Infatti il nostro mastro birraio pensa che l’ultima birra che ha prodotto non sia proprio delle migliori (che ci volete fare? Quando uno è perfezionista dobbiamo fare i conti con le sue manie) e così ha deciso che invece va benissimo per cucinare! Ecco che, anche grazie alle ricette che molti foodblogger mi hanno inviato, mi ritrovo a inserirla un po’ in tutti i piatti, sostituendola col vino.

L’altro giorno però, il mastro birraio è tornato a casa con in testa la gelatina di Barolo che tanto gli era piaciuta e con l’idea di provare a farla con la sua birra.

E così ci siamo subito messi all’opera! Unico mio merito è stato quello di aver suggerito di aggiungere due piccoli peperoncini al tutto!

Dovete assolutamente provarla. Sui formaggi è davvero buona, se il mastro birraio smette di mangiarsela a cucchiaiate!

Ingredienti:

  • 750 cc di birra (di vostro gusto)
  • 400 g di zucchero
  • 1 busta di gelatina in polvere Fruttapec 2:1
  • 2 peperoncini diavoletti

Procedimento:

Mescolare lo zucchero con la gelatina e versare dentro una pentola con la birra a freddo.

Mettere la pentola sul fuoco e portare a bollore (attenzione perchè farà molta schiuma e dovrete mescolare continuamente per evitare che fuoriesca).

Far bollire 10 minuti a fuoco vivace.

Mettere nei barattoli sterilizzati. Chiudere bene e rovesciarli a testa in giù finchè non si saranno freddati per creare il sottovuoto.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Timo e Maggiorana:

Linguine allo zafferano con carciofi e vongole

Ecco uno di quei piatti che non faccio da qualche anno. Per la verità fin’ora l’avevo sperimentato solo sotto forma di risotto, oggi però mi andava un bel piatto di pasta e quindi ho pensato che questi ingredienti si sarebbero sposati alla perfezione con le linguine o bavette. E’ così è stato. Provate entrambe le versioni e poi mi direte quale preferite!

La ricetta ancora una volta è di Fabio Campoli ed è tratta dal suo libro “La mia Cucina Semplice Rapida e Salutare”; io ho aggiunto solo lo zafferano: l’idea non è mia ma è sempre di Fabio che l’aveva proposta in una puntata di una trasmissione di Alice ormai già 7-8 anni fa (ma possibile che il tempo voli così?)

Ma per tornare a noi, quale miglior periodo per riproporre sulla mia tavola questo piatto? Infatti i banchi del mercato e del supermercato cominciano ad essere carichi di questo fantastico ortaggio ed è da questo momento in poi che vi assillerò con le mie ricette carciofesche!

Allora, tanto per cominciare provate con questa!

Ingredienti: 

  • 300 g di linguine
  • 4 carciofi
  • 300 g di vongole (veraci o lupini)
  • aglio
  • prezzemolo
  • una bustina di zafferano in polvere
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 1 peperoncino
  • olio EVO

Procedimento: 

Dopo aver lavato e fatto spurgare le vongole, farle aprire in una padella con pochissima acqua.

Pulire i carciofi (mettendoli a bagno in acqua acidulata con limone e con ghiaccio) e tagliarli a fette.

In una padella mettere due cucchiai di olio, aglio prezzemolo e peperoncino tritati. Far soffriggere, quindi unire i carciofi e farli cuocere finchè non risulteranno teneri (se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda) e salare.

Sciogliere lo zafferano nel bicchiere di vino bianco.

Unire le vongole ai carciofi e sfumare col vino allo zafferano. Far evaporare l’alcol.

Cuocere la pasta. Nell’acqua di cottura, se lo gradite (ma ve lo consiglio perchè sono buonissimi), mettete a cuocere oltre la pasta anche i gambi dei carciofi puliti. Potrete così ricavarne un buon antipasto avvolgendoli con del prosciutto crudo.

Quando la pasta sarà cotta, versatela in padella coi carciofi e le vongole e fate saltare.

 

Pizza al formaggio ed è quasi Pasqua!

Avendo un marito romano spesso mi trovo a dover (e con piacere) includere nella mia cucina anche ricette originarie di quelle parti, comprese le abitudini, gli usi e i costumi.

E’ infatti usanza loro (e diciamo di tutta la zona che comprende Lazio, Umbria e Napoli) la colazione di Pasqua che oltre al Casatiello  e molte altre bontà, comprende anche questa pizza al formaggio, eccezionale se accompagnata a vari salumi.

Noi siamo toscani e quindi non ci formalizziamo e cominciamo a mangiarla già nel periodo prepasquale!

Ingredienti:

  • 500 g di farina 0
  • 5 uova
  • 100 g di parmigiano
  • 100 g di pecorino
  • 100 g di groviera
  • 100 g di provolone piccante
  • 60 g di burro morbido
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • mezzo bicchere di olio di semi
  • mezzo bicchiere di latte
  • un pizzico di peperoncino

Procedimento:

Tritare il parmigiano e il pecorino (nel Bimby 15 sec. vel. 8). Unire la farina, il burro, il peperoncino, le uova, l’olio e il latte leggermente scaldato dove avrete precedentemente sciolto il lievito. Impastare energicamente (nel Bimby 4 minuti a vel. Spiga).

Aggiungere il resto dei formaggi tagliati a dadini e incorporarli all’impasto (nel Bimby 2 minuti a Vel. Spiga).

Mettere l’impasto nelle forme di carta che si utilizzano anche per il Panettone, oppure in uno stampo che abbia grosso modo la stessa forma premurandosi di imburrarlo e infarinarlo precedentemente. Attenzione a riempire li stampi per non più di 3/4.

Mettere a lievitare in un luogo caldo e lontano da correnti di aria.

Infornare a 200° C per circa 30 minuti.

Fatela raffreddare e servitela a fette insieme a tanti buoni affettati e salumi!

Questa pizza è perfetta da portare anche per un pic-nic di Pasquetta all’insegna del sole e della prima aria primaverile!

Con questa ricetta partecipo al contest di Fornelli Profumati:

Bombolette e tanta, tanta pazienza!

“Cosa sono le bombolette?” Mi sono chiesta quando mia suocera me le propose la prima volta che mangiai a casa dei genitori di mio marito!

Al che lei mi portò un piatto con dentro queste deliziose chioccioline. Mi si illuminarono gli occhi e da quel giorno me le ha riproposte un sacco di volte perchè sapeva quanto mi piacevano.

Purtroppo lei non c’è più, ma sono felice che mi abbia lasciato questa ricetta anche se, ad essere sinceri, non vengono buone come le faceva lei! Cucinarle è comunque un modo per ricordarla: è quindi un piatto che rientra nella cucina tradizionale di casa mia.

E poi vi garantisco che è un piatto per veri intenditori e per palati sopraffini, un piatto che non è facile trovare nei ristoranti e che lo si degusta molto meglio nella calda comodità delle nostre case dovendo “succhiare” rumorosamente il sughino che rimane nel guscio, dopo aver estratto il mollusco con uno stecchino da denti! E secondo me, questo ha un che di veramente sensuale: roba da “9 settimane e mezzo”! Ecco perchè trovo che sia un piatto ideale per seratine romantiche.

Ma c’è un neo in tutto ciò e vi avverto quindi che dovrete avere molta molta pazienza perchè ad un certo punto toccherà pulire ogni chiocciolina dalla sua linguetta: ecco perchè non conviene farne una grossa quantità!

Ingredienti: 

  • 300 g di chioccioline (o quante si ha voglia di pulirne)
  • 700 g di passata di pomodoro
  • rosmarino
  • prezzemolo
  • aglio
  • peperoncino
  • olio EVO

Procedimento: 

Lavare abbondantemente le chioccioline con acqua, cambiandola diverse volte.

Metterle in una pentola coperte di acqua con il rosmarino. Quando raggiunge il bollore, salare e far cuocere ancora per circa 5 minuti.

Scolarle e strofinarle bene le une contro le altre in modo da facilitare il successivo distacco delle linguette (cioè quella pellicola che si trova sulla punta del mollusco) che sono coriacee e risulterebbero fastidiose al palato.

 Terminato questo lavoro di pazienza se volete, potete congelare le chioccioline e quindi ritrovarvele pronte per quando avrete ospiti, oppure potete procede alla cottura nel sugo.

Tritate il prezzemolo con l’aglio e il peperoncino (a me piacciono molto piccanti). Mettere in una pentola con due cucchiai di olio EVO e far soffriggere. Unire il pomodoro, salare e far cuocere ancora cinque minuti, quindi aggiungere le chioccioline.

Cuocere ora per circa un’ora a fuoco molto basso e con il coperchio. La cottura lunga permette alle vostre chioccioline di insaporirsi bene e il sughino prendere il profumo delle chioccioline. Un connubio esaltante: provate a fare la scarpetta dopo aver succhiato tutto il sugo dalle chioccioline.

 

 

Pozione d’amore

Trovo che l’abbinamento peperoncino-cioccolato sia altamente afrodisiaco! La prima volta che mangiai un cioccolatino piccante mi trovavo in Mexico e lì, in fatto di cioccolata e di peperoncini la sanno davvero lunga…

E così mi venne voglia di riproporlo da bere e, questo periodo dell’anno è il migliore per produrlo e anche per berlo perchè sicuramente scalda il cuore e la pancia, anche se poi, per la verità, è ancora più buono se bevuto freddo!

Inoltre è un altro di quei prodotti home made che ben si prestano per fare piccoli regali natalizi.

Essendo un liquore a base di latte, consiglio comunque di berlo nel giro di pochi mesi, anche se l’alcol dovrebbe aiutarci a mantenere questo liquore stabile.

E un’altra raccomandazione fondamentale: assumerne in piccole dosi perchè… potrebbero esserci effetti collaterali!!!

Ingredienti:

  • 75 g di cacao amaro in polvere
  • 1 litro di latte fresco intero
  • 1 Kg di zucchero
  • 2 bustine di vanillina
  • 500 cc di alcool
  • 2 cucchiaini rasi di peperoncino in polvere

Procedimento:

In una ciotola mescolare il cacao con lo zucchero, il peperoncino e la vanillina.

In una pentola portare il latte a ebollizione e, sempre mescolando, unire gli ingredienti messi precedentemente nella ciotola. Fare molta attenzione a che non si formino i grumi.

Far raffreddare bene.

Unire l’alcool e imbottigliare.

Gnocchi con cernia

Lo so, sono a dieta e non dovrei mangiare le patate, però questo piatto mi piace molto e poi è un modo un po’ diverso per far mangiare il pesce ai miei reticenti bambini.

Questi filettini poi sono proprio pratici, anche se bisogna fare attenzione perchè spesso, lungo la pancia, rimangono delle lische! Io le tolgo usando una… pinzetta per sopracciglia (ovviamente dedicata assolutamente allo scopo!)

Si possono usare ovviamente altri tipi di pesce. Io li ho provati anche col pesce spada ed erano fantastici!

Ovviamente se gli gnocchi fossero fatti in casa, sarebbe anche meglio! Ma io oggi proprio non avevo tempo e sono ricorsa al grande Giovanni Rana!

Ingredienti:

  • 800 g di gnocchi
  • 1 filetto di cernia
  • 5-6 pomodorini
  • prezzemolo
  • olio EVO
  • 1 spicchio di aglio
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 1 peperoncino

Procedimento:

Tritare il prezzemolo, l’aglio e il peperoncino e metterli in una padella con due cucchiai di olio. Soffriggere, quindi unire la cernia tagliata a cubetti e far cuocere fintanto che le sue carni non diventino bianche e comunque prima che comincino ad arrostire!

Sfumare col vino bianco.

Quando il vino sarà evaporato, aggiungere i pomodorini tagliati a pezzettini. Salare e cuocere ancora qualche minuto.

Cuocere gli gnocchi in acqua bollente salata. Quando verranno tutti a galla, scolarli e rovesciarli nella pentola.

L’ideale è farli saltare per evitare di “spappolarli”, altrimenti mescolarli molto delicatamente.

Spaghetti pomodoro e basilico di Sapori e Dissapori

No, non sono impazzita! Una banalissima ricetta (anche se poi non è facile fare un buon sugo al pomodoro e forse questa non è neanche la stagione migliore), ma oggi stavo riguardando un film del 2007 “Sapori e dissapori” di Scott Hicks con Catherine Zeta-Jones e Aaron Eckhart durante il quale il protagonista maschile convince la bambina a mangiare un gustosissimo piatto di spaghetti al pomodoro, e mi è venuta una gran voglia di cucinarli:

Nick: “Lo sai che nell’Antica Roma i ragazzi masticavano basilico prima del ballo del diploma per l’alito cattivo?”

Zoe: “Non c’era il ballo del diploma nell’Antica Roma!”

Certo che la cucina della zia, con la quale vive dopo la morte della madre, forse è un po’ poco adatta per una bambina…

E comunque Nick aveva già provato a farli mangiare alla zia dicendole che era una ricetta che la nonna le aveva svelato in punto di morte (nonna che poi si era rivelata essere ancora viva e vegeta!)

Kate Armstrong, una chef affermata, perfezionista e dedita completamente al suo lavoro, si occupa di un ristorante molto chic di Manhattan, in cui vengono serviti piatti dall’aspetto delizioso e invitante. Ha un rapporto davvero pessimo con Nick, il suo aiutante cuoco: i due litigano continuamente, anche perché lui ha idee tutte sue su come andrebbero preparati i cibi.
All’improvviso, le viene affidata la nipotina Zoe, di soli otto anni, e la situazione si complica ulteriormente. Quando poi Kate si rende conto che si sta innamorando di Nick, capisce d’un tratto che gli atteggiamenti che ha sempre avuto devono necessariamente cambiare. (da My movies.it)

Un film davvero intrigante dove il cibo risulta essere in primo piano (e assume un ruolo veramente erotico tipo “Nove settimane e mezzo), e allora via al tiramisù, alla pizza, agli spaghetti al pomodoro e anche alle più inusuali quaglie, di cui la protagonista si vanta di essere una profonda conoscitrice!

I colori dei piatti (compresi quelli della bistecca al sangue!) insieme alla storia ti inchiodano allo schermo facendoti scorrere anche qualche lacrimuccia!

Ci sono molti modi per preparare un sugo di pomodoro ed io vi presento il mio che si differenza da molti altri (mi riferisco alle numerose ricette trovate in  giro per il web) che prevedono solo aglio e basilico per profumare, perchè io uso anche altri odori come sedano, carota e cipolla.

Ingredienti:

  • 1 kg di pomodori maturi
  • 1 mazzetto di basilico
  • mezza carota
  • cipolla
  • mezzo gambo di sedano
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino
  • olio EVO
  • sale
  • 300 g di spaghetti
  • parmigiano grattugiato a volontà

Procedimento:

Lavare bene i pomodori, sbucciare gli odori e lavarli.

Tagliare i pomodori a metà, togliere i semi e poi ridurli a falde. Metterli sul fuoco in una pentola e farli andare finchè non si saranno ammosciati e avranno rilasciato l’acqua di vegetazione, che io in genere amo togliere perchè mi piace un sugo piuttosto denso.

Passare al passaverdure e rimettere sul fuoco aggiungendo il basilico spezzettato con le mani. Far cuocere ancora una decina di minuti!

Mettere a cuocere la pasta in acqua bollente salata.

Fare un battuto di sedano, carota, cipolla, peperoncino e aglio. Metterlo in una padella con dell’olio EVO e far soffriggere appena. Unire il pomodoro e salare.

Far cuocere ancora qualche minuto, quindi unire gli spaghetti cotti al dente. Farli saltare, impiattare e spolverizzare con parmigiano.

Con questa ricetta partecipo al contest:

 

 

Cous-cous vegetariano


Sono già passati 14 anni dal mio viaggio in Tunisia, ma ancora ogni tanto mi vien la voglia di sentire sul palato quei sapori.

Certo il cous-cous che compriamo noi al supermercato non è lo stesso che preparano i berberi però è un tipo di cereale molto versatile che la maggior parte delle volte accompagna sughi a base di carne e anche di pesce.

Cito Wikipedia:

“I chicchi di cuscus vengono fatti con la semola (grano duro macinato grossolanamente) o, in alcune regioni, da orzo o miglio macinati grossolanamente. La semola viene aspersa d’acqua e lavorata con le mani per farne pallottoline, che vengono asperse di semola asciutta per tenerle separate, e poi passate al setaccio. Le pallottoline che sono troppo piccole per costituire i chicchi di cuscus passano attraverso il setaccio e vengono di nuovo asperse di semola asciutta e lavorate a mano. Questo processo continua fino a che tutta la semola è stata trasformata nei minuscoli chicchi del cuscus.

Questo procedimento richiede una lavorazione molto prolungata. Nella società tradizionale le donne solevano radunarsi a gruppi per vari giorni per preparare insieme una grande quantità di cuscus in grani. Questi ultimi, seccati al sole, potevano poi durare per parecchi mesi. Al giorno d’oggi, la produzione del cuscus è in gran parte meccanizzata, e questo prodotto viene venduto sui mercati di tutto il mondo.”

Ingredienti:

  • 200 g di carote
  • 200 g di zucchine
  • mezzo peperone giallo
  • 200 g di verza
  • 200 g di patate
  • 1 cipolla
  • 100 g di ceci lessati
  • 250 g di passata di pomodoro
  • 1 peperoncini
  • 400 g di cous cous
  • olio

Procedimento:

Mondare, lavare e tagliare in piccoli pezzi le verdure. Rosolare la cipolla in una pentola con due cucchiai di olio EVO e il peperoncino tritato, quindi unire i ceci e le carote. Far insaporire e versarvi la passata di pomodoro. Proseguire la cottura per qualche altro minuto e unire anche tutte le altre verdure. Coprire il tutto con acqua bollente e cuocere per altri 20 minuti.

Cuocere il cous-cous come indicato sulla confezione e versarvi sopra il condimento che abbiamo preparato.

Servire molto caldo!


Linguine con vongole, pomodorini e zucchine

Cosa non si riesce a fare con le zucchine? Ritengo che sia uno degli alimenti più versatili. Si uniscono bene al pesce, alla carne, alla pasta, al formaggio….

Ingredientii:

  • 500 g di vongole veraci
  • una decina di pomodorini
  • 2 zucchine
  • olio EVO
  • prezzemolo
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino
  • sale
  • 350 g di linguine

Procedimento:

Lavare le vongole e lasciarle a bagno per un’oretta in acqua salata. Farle aprire in una padella con quattro cucchiai di acqua e due di olio EVO. Quando si saranno aperte, filtrare l’acqua rimasta.

Mettere a cuocere la pasta in acqua salata bollente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In un’altra padella far soffriggere l’aglio, il peperoncino e il prezzemolo tritati in due cucchiai di olio EVO. Aggiungere le zucchine tagliate a julienne e farle andare un paio di minuti, quindi unire i pomodorini tagliati in piccoli pezzi.

 

 

 

 

 

 

 

Proseguire la cottura ancora due minuti aggiungendo l’acqua delle vongole e salare. Unire in un ultimo le vongole e girare facendo amalgamare il tutto.

E con questo bel sughetto condire le fettuccine! Buon appetito!

Il ragù che mi ha insegnato a fare nonna Pina

Ebbene si: il ragù! Sembrerà strano pubblicare questa ricetta, perchè si da per scontato che tutte noi lo sappiamo fare, ma proprio l’altro giorno mi son trovata a parlare con una mia amica che di casalinga ha davvero poco (anche se bisogna dire che si impegna molto) la quale mi chiedeva dei consigli su come prepararlo perchè, nonostante ormai sia sposata da alcuni anni, ancora non ci si era ancora mai cimentata!

Io sono rimasta un po’ sbalordita perchè in casa mia un buon barattolo di ragù (anche congelato) non manca mai: sempre utile per condire un buon piatto di pasta quando non si ha altro a disposizione, e i bambini adorano le tagliatelle, che in casa nostra si chiamano proprio “Le tagliatelle di nonna Pina” in quanto la loro nonna si chiama realmente Pina e il ragù è un suo insegnamento!

Si, perchè la mia mamma mi ha messo ai fornelli molto presto (e ora non posso far altro che ringraziarla). Ho cominciato con i dolci (coi quali non era facile bruciarsi), poi ho cominciato a tagliare verdure per fare i minestroni e, prima di arrivare a fare l’arrosto, mi sono cimentata nel ragù che serviva, tra l’altro, a condire le lasagne della domenica (anche le sfoglie di pasta ovviamente erano fatte a mano e stese ad asciugare su dei bastoni sospesi tra due sedie).

Certo a dire ragù si fa presto, ma in effetti lo si cominciava a preparare sin dall’estate quando ci riunivamo tutti e cominciavamo a tagliare, cuocere e passare i pomodori. Ma questa è un’altra storia.

Il ragù mi ricorda molto l’inverno perchè noi in cucina avevamo una grossa stufa a legna ed era su questa che venivano preparati i cibi che avevano bisogno di una lunga cottura, ed il ragù non era da meno.

Adesso, non avendo una stufa a legna, l’unica cosa che differenzia il mio ragù da quello di mia mamma è che io lo preparo in una deliziosa pentola di pietra (regalo di nozze) adatta a cotture molto lunghe come appunto ragù o stufati!


E quindi eccoci agli ingredienti!

Ingredienti:

  • 2 salsicce
  • 300 g di buon macinato
  • 1 barattolo di concentrato di pomodoro
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 spicchio di aglio
  • mezza cipolla
  • prezzemolo
  • 1 peperoncino
  • 1 costa di sedano
  • mezza carota
  • qualche foglia di basilico
  • 800 g di passata di pomodoro
  • olio EVO
  • sale q.b.

Procedimento:

Tritare gli odori (sedano, carota, aglio, prezzemolo, cipolla) aiutandosi con una mezzaluna o con un frullatore. Fare quindi soffriggere in abbondante olio.

Aggiungere la carne macinata e la salsiccia cercando di sbriciolarle grossolanamente con un mestolo di legno. Salare (io uso il sale grosso) e mescolare bene fino a quando non si sarà bene insaporita. Sfumare col vino bianco.

Quando quest’ultimo sarà evaporato, aggiungere il concentrato di pomodoro e mescolare. Quando il tutto si sarà ben amalgamato, versare la passata di pomodoro. A questo punto non resta altro che fare che… aspettare! Il tempo di cottura minimo è 2 ore, ma più lo si farà cuocere e più sarà saporito. L’importante è che sobbollisca appena.