Ancora Montersino: Dacquoise alle noci e gorgonzola

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Sopportatemi! Quando prendo le cantonate, le prendo di brutto! E ora ho questa fissa tremenda per Montersino, mica cotiche? Se qualcuno mi vedesse mentre a bocca aperta lo guardo in tv preparare le sue torte direbbe che non sono normale… Guardandolo chiunque direbbe che tutto è possibile, eppure i passaggi sono molti e gli ingredienti quasi non si contano…

Pur avendo il suo libro “Peccati di gola”, quello che più mi intriga è il salato e “Piccola pasticceria salata” è sicuramente fonte di molta ispirazione per me! Prima però di addentrarmi in qualcosa di più personale preferisco appunto sperimentare le ricette del Maestro alla lettera, tanto da essermi anche dotata di inulina e maltitolo, ingredienti quasi introvabili se non in qualche sito internet specializzato o in qualche farmacia ben fornita…. E qui devo confessare una cosa, sperando che mio marito non legga mai questo post: in farmacia (dietro ordinazione) ho comprato 500 g di inulina e 500 g di maltitolo e ho speso la bellezza di 29 euro!!! Ora devo assolutamente rendere fruttuosa cotanta spesa o rischio il divorzio!!!

Per farmi perdonare ho pensato di scegliere una ricetta che sono sicura alla mia dolce metà piacerà molto perchè so quanto apprezzi i formaggi erborinati e se poi si pensa che l’abbinamento gorgonzola e noci è sempre vincente, dovrei riuscire nel mio intento!

Purtroppo il risultato finale non è stato molto soddisfacente: basta confrontare la mia foto con quella del libro! L’errore forse è stato quello di non aspettare che la crema al gorgonzola si raffreddasse sufficientemente, ma secondo me sarebbe stato ancora più buono se al composto avessimo unito qualcosa che gli desse un po’ più consistenza, come la panna montata o della ricotta o del mascarpone. Il risultato alla prova palato è stato comunque ottimo e quindi la prossima volta lo rifaremo con le opportune modifiche. Tutto sommato poi è anche veloce da preparare!

Dacquoise_04Ingredienti per 24 mini-dacquoise:

Per la dacquoise:

  • 80 g di albumi
  • 30 g di maltitolo
  • 50 g di inulina
  • 40 g di farina di mandorle
  • 40 g di farina di noci
  • 20 g di farina 00
  • 3 g di sale

Per la crema al gorgonzola:

  • 100 g di gorgonzola
  • 20 g di porri
  • 100 g di panna fresca
  • 50 g di burro
  • 3 g di colla di pesce in fogli
  • sale e pepe

Per la decorazione:

  • gherigli di noce
  • sedano
  • miele di castagno

Preparazione:

Per la dacquoise, cominciare a montare l’albume e non appena comincia a fare le bollicine unire anche il maltitolo e l’inulina continuando a sbattere fino ad ottenere una massa soffice e ferma. Miscelare le farine dopo averle setacciate e il sale e unire delicatamente all’albume mescolando dal basso verso l’alto. Stendere l’impasto su un foglio di carta forno facendo uno spessore di circa 1 cm. Considerate che poi dovrete ottenere tre quadrati dalla dacquoise. Montersino cosparge quindi con la granella di noci, io ho tralasciato questo passaggio (ho dimenticato di comprare le noci!!!). Infornare a 180° per 10 minuti. A fine cottura raffreddare velocemente.

Per la crema al gorgonzola, far soffriggere il porro tritato con un po’ di burro, quindi portare a cottura con mezzo bicchiere di acqua fintanto che quest’ultima non sarà evaporata. Aggiungere la panna, il resto del burro e il gorgonzola. Continuare a cuocere fino ad arrivare a cottura. Montersino parla di pastorizzare il tutto portandolo a 85°: io non avendo il termometro (che ho appena ordinato su Amazon) ho semplicemente spento il fuoco prima che la crema arrivasse a bollore. Frullare la crema con un frullatore ad immersione e unire la colla di pesce strizzata che precedentemente era stata ammollata in acqua fredda. Aggiustare di sale e pepe.

Ricavate tre quadrati grandi come il vostro quadro (attrezzo che Montersino usa spesso nel suo lavoro e che serve a montare i dolci: è una specie di tortiera senza la base per intenderci). Inserire sul fondo del quadro uno strato di dacquoise, distribuirvi sopra la crema al gorgonzola raffreddata sufficientemente perchè sia meno liquida, appoggiare un altro strato di dacquoise, ancora il gorgonzola e terminare con la dacquoise. Mettere in congelatore per qualche ora per facilitare il taglio, quindi togliere il quadro e ottenere 24 mini-dacquoise. Lasciare a temperatura ambiente per 30 minuti quindi decorare con fettine di sedano e gherigli di noce. Montersino rende le dacquoise più lucide distribuendo della gelatina kappa sulla superficie, io non sono riuscita a reperirla e ho deciso di sostituirla con del miele di castagno che trovo si sposi perfettamente con gli altri ingredienti.

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Lunedì senza carne: Minestrone di orzo mondo con fagioli mung porri e peperoni

Orzo mondo e mung_01 Eccoci arrivati ad uno dei miei appuntamenti settimanali preferiti: quello con il “lunedì senza carne”, una campagna lanciata da McCartney & figlie nell’ormai giugno 2009 per incoraggiarci a non mangiare carne almeno un giorno a settimana in modo da contribuire in parte al rallentamento dei cambiamenti climatici.

Quest’oggi però volevo parlarvi anche di un’Associazione a cui sono molto legata, nata anch’essa nel 2009: Il Gruppo di Sostegno DBA, dove DBA sta per Diamond-Blackfan Anemy, un’anemia cronica classificata come “malattia genetica rara” che colpisce i bambini per lo più nel primo anno di vita; nel 40% dei pazienti si osservano malformazioni fisiche come palatoschisi, difetti staturali, pollice trifalangeo ecc. oltre ad una maggiore incidenza di neoplasie. In Italia vengono colpiti da questa malattia circa 6,5 bambini su un milione nati, quindi circa 2/3 casi ogni anno.

Ancora oggi non è stata trovata la causa principale di tale disturbo e due risultano le terapie attualmente attuabili: l’assunzione costante di cortisonici (con relativi effetti collaterali) o trasfusioni di sangue a cadenza mensile (con i rischi ad esse connessi oltre che a causare un accumulo di ferro che richiede di conseguenza una terapia ferrochelante), a cui si sottopongono coloro che non rispondono al trattamento coi cortisonici. In alcuni casi è necessario sottoporre il paziente a trapianto di cellule staminali emopoietiche.

La rarità di questa malattia ha richiesto la creazione di un Registro dove viene inserito e aggiornato ogni singolo caso. Questa banca dati porterà ad uno studio più approfondito e di conseguenza ad una diagnosi più tempestiva e ad una terapia più efficace.

Mi perdonerete se mi sono dilungata, ma essendo stata direttamente in contatto con persone affette da questa malattia ne sono direttamente coinvolta e ne conosco gli effetti devastanti ecco perchè quest’oggi approfitto di questo mezzo per chiedere a tutti coloro che ancora non hanno deciso di destinare il loro 5 per 1000 a questa giovane associazione indicando il seguente numero:

93185210239

Oppure potete sempre fare una donazione sul C/C n° 83730366 IBAN: IT 86 D 07601 13600 000083730366 Intestato a: Gruppo di sostegno DBA Italia Onlus

E adesso veniamo alla ricetta dedicata al nostro lunedì senza carne, ancora una ricetta tratta (e da me modificata) dal libro “La scelta vegetariana” di Veronesi, Pappagallo, Marchetti che mi ha permesso di conoscere un nuovo buonissimo ingrediente che è l’orzo mondo!

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Ingredienti:

  • 150 g di orzo mondo
  • 200 g di fagioli verdi mung
  • 2 spicchi di aglio
  • mezzo peperone rosso
  • 1 porro
  • 2 zucchine
  • 2 cucchiai di odori tritati (cipolla, carota, aglio, cipolla, prezzemolo, sedano)
  • salvia
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

Lavare l’orzo mondo e lasciarlo in ammollo per 24 ore, quindi metterlo sul fuoco con la stessa acqua di ammollo per 1 ora e mezza (per sicurezza tenere a portata di mano dell’acqua bollente da aggiungere in caso di necessità). Salare.

Lavare i fagioli mung e lasciarli a mollo per 12 ore, sciacquateli e metteteli a cuocere coprendoli con dell’acqua e aggiungendo 2 foglie di salvia e uno spicchio di aglio. Cuocere  per circa 50 minuti e salare solo verso la fine.

Tagliare il porro a rondelle dopo averlo lavato e metterlo a stufare in padella con due cucchiai di olio EVO e gli odori tritati. Nel frattempo tagliare il peperone a listarelle e le zucchine a rondelle. Unire le zucchine in padella e successivamente i peperoni. Quando il tutto sarà cotto (cercate di lasciare le verdure croccanti) aggiungere i fagioli mung con parte della loro acqua di cottura e l’orzo. Mescolare bene e far insaporire. Aggiustare di sale.

Servire in scodelle con un filo di olio EVO.

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Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La Cucina della Capra:

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Crema nel barattolo di porri e patate allo zafferano

 

 

 

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Se è vero il detto che anche l’occhio vuole la sua parte, con questi barattolini siamo riusciti nell’intento.

Un piatto leggero, semplice da preparare e bello da presentare. Un piatto con cui sono felice di inaugurare la mia collaborazione con la rivista Q.B., una neonata rivista di cucina che però promette tanto. Io me ne sono innamorata sin dal primo numero a dicembre, ma potrete trovare numerose ricette (tra cui le mie) anche nel loro sito http://www.qb-quantobasta.it/. Tra pochi giorni tra l’altro uscirà il numero di marzo e io sono curiosissima di vedere con cosa ci delizierà!

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Ma per tornare ai nostri barattolini, trovo che sia un modo diverso di servire le zuppe e le vellutate e anche i bambini lo hanno apprezzato.

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Ingredienti:

  • 2 porri
  • 2 patate medie
  • 1 scalogno
  • mezzo cucchiaino di zafferano in polvere Il Re dei Re
  • pane raffermo
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO
  • rosmarino
  • brodo vegetale q.b.

Procedimento:

Sono solita preparare queste zuppe nel Bimby, ma sono semplicissime da farsi anche in pentola e poi frullate con un frullatore ad immersione.

Mettere due cucchiai di olio in padella insieme allo scalogno tritato. Appena comincia a soffriggere unire i porri lavati e tagliati a rondelle e le patate lavate, sbucciate e tagliate a cubetti. Mescolare e far insaporire bene, quindi coprire con il brodo vegetale caldo in cui avrete fatto sciogliere lo zafferano, aggiustare di sale e far cuocere 20 minuti dal momento che riprende il bollore, quindi frullare. Se necessario aggiungere altro brodo, se invece è troppo lenta aggiungere un cucchiaino di maizena.

Tagliare il pane a fette da cui ricaverete dei cubetti che tosterete leggermente in padella con un filo di olio EVO.

Riempire i barattoli con la vellutata di porri e guarnirla con un filo di olio e un rametto di rosmarino. Accompagnare con i crostini.

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Paccheri ripieni di carciofi e patate con granella di pistacchio

 

Una ricetta per EXTRA PASTA, l’iniziativa che vede protagonista l’olio extra vergine d’oliva e che è successiva a EXTRA DOLCE, di cui è già uscita la pubblicazione. Entrambe fanno parte della collana EXTRA RICETTE.

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Quando fuori dal portone di casa tutto va di corsa e gli impegni si rincorrono, quando le amministrazioni ti fanno perdere un sacco di tempo a far file e a cambiar uffici, quando il traffico ti assilla, riuscire a ritagliarsi un po’ di tempo è una vera fortuna e per me il tempo speso meglio, escludendo quello dedicato ai miei figli, è quello trascorso in cucina. Comporre un piatto per me è come realizzare un progetto: ogni piatto ha la sua importanza. Combinare gli ingredienti e armonizzarli fra loro non è sempre facile, ma quando ci riesco è motivo di grande soddisfazione. E quando poi il piatto incontra il gusto (e anche la vista e l’olfatto) dei miei familiari, allora la soddisfazione si moltiplica all’infinito.

Questo è uno di quei piatti pensati e studiati a lungo, sfogliando riviste e visitando blog fino a quando non è giunta l’idea giusta e, dal dire al fare, in questi casi, non c’è di mezzo il mare a meno che, come spesso mi capita, l’idea non arrivi in piena notte e quindi a quell’ora non è possibile mettersi a spadellare. Si, perchè noi foodblogger (parlo al plurale perchè mi è già capitato di confrontarmi con altre “colleghe” a tal proposito) ci addormentiamo pensando ai nostri piatti, a quale sarà la prossima ricetta da pubblicare e a come realizzarla al meglio.

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Ingredienti per 3 persone:

  • 24 paccheri (7 a testa più qualcuno per l’assaggio cottura e qualcuno di riserva in caso di rotture)
  • 3 carciofi
  • 1 grossa patata
  • 2 cucchiai di granella di pistacchi di Bronte
  • 100 g di ricotta
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO
  • 5 cucchiai di olio EVO
  • 40 g di farina di riso
  • 500 ml di latte di soia
  • succo di mezzo limone
  • sale
  • 1 foglia di porro
  • noce moscata

Procedimento:

Lessare la patata.

Mondare i carciofi e metterli a bagno in acqua acidulata con il limone. Tagliarli quindi a striscioline.

Mettere lo spicchio di aglio diviso a metà in una padella con due cucchiai di olio. Quindi unire i carciofi e portarli a cottura aggiungendo dell’acqua calda. Salare.

Nel frattempo cuocete i paccheri piuttosto al dente e scolateli.

Quando i carciofi saranno cotti, togliere l’aglio e riunirli in un recipiente dai bordi alti e stretto insieme alla patata sbucciata, alla ricotta e a due cucchiai di acqua calda. Frullare con un frullatore ad immersione. (La stessa operazione potrete effettuarla in un robot da cucina).

Riempire i paccheri con questo composto e posizionarne 7 in piedi sopra ogni terrina monoporzione che possa andare in forno.

Tagliare la foglia di porro a striscioline e scottatele leggermente in acqua bollente, poi con ognuna legare le porzioni di paccheri.

Preparare la besciamella: scaldare l’olio e aggiungere la farina, mescolando continuamente fino a quando i due ingredienti non si siano amalgamati. Unire il latte di soia poco alla volta e sempre mescolando per evitare la formazione di grumi. Salare e grattugiarvi la noce moscata. Continuare la cottura fino a quando la besciamella ha raggiunto la giusta consistenza.

Versare la besciamella sopra i paccheri e infornare per 10 minuti a 180° e poi ancora qualche minuto con il grill acceso per dare colore.

Distribuire sopra ogni porzione la granella di pistacchi e servire subito.

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Vellutata di zucca di Hokkaido, porri e cocco e un nuovo look

Anno nuovo, veste nuova per il mio blog: un regalo che gli dovevo da tempo e finalmente è giunto il momento. Ve ne sarete sicuramente già accorti in molti ovviamente anche se negli ultimi giorni avrete assistito ad una serie di cambiamenti in diretta, tutto fino a giungere a quello che secondo me è il vestito migliore per “Pane e Pomodoro”. Il lavoro non è stato solo mio, anzi per la verità il mio merito è minimo perchè io ho scelto solo il tema e lo sfondo. Il merito di tutto questo lavoro va a Cristina de L’atelier dei templates, che nelle ultime settimane mi ha sopportato e supportato con tanta tanta pazienza fino a quando non è riuscita a realizzare quello che io avevo in mente! E ora, spero che anche a voi piaccia quanto piace a me! Si accettano come sempre commenti, complimenti e critiche e consigli!

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Ma ora passiamo alla ricetta di oggi, semplice, leggera e vegetariana: quello che finalmente ci voleva dopo le feste!

Ingredienti:

  • 1 zucca di Hokkaido piccola
  • 1 porro
  • 1 patata
  • 30 g di olio EVO
  • pane raffermo
  • rosmarino
  • aglio
  • 4 cucchiai rasi di cocco in scaglie ECOR

Procedimento: Lavare la zucca esternamente e pulirla dai semi. Tagliarla a pezzetti lasciando la buccia. Tagliare anche il porro a rondelle dopo averlo lavato. Sbucciare e lavare anche la patata e tagliarla a cubetti. Per la preparazione delle vellutate e delle creme trovo che il Bimby sia molto utile perchè vi si può cuocere gli ingredienti e frullare senza sporcare troppi utensili. Potrete prepararla anche in una pentola sui fornelli e poi frullarla con un mixer ad immersione. I tempi di cottura sono gli stessi. Nel boccale mettere l’olio EVO e il porro. Azionarlo: 3 min. Vel. 3 Temp. 100°, aggiungere la patata: 5 min. Vel. 3 Temp. 100°. Aggiungere in ultimo la zucca e far insaporire: 5 min. Vel. 3 Temp. 100°. Coprire ora con dell’acqua bollente e salare: 20 min Vel. 3 Temp. 100°. Nel frattempo tagliare il pane a fette e quindi a cubetti. Mettere due cucchiai di olio EVO in una padella antiaderente insieme allo spicchio di aglio e al rosmarino tritati. Aggiungere anche il pane e cuocere finchè non comincerà a colorirsi. Appena la vellutata sarà pronta, frullarla 20 sec. Vel. 10. Servirla nei cocci o nelle cocotte, insieme ad un filo d’olio, ad un cucchiaio di cocco per commensale. Mettere in tavola i crostini che ognuno provvederà a piacere ad inserire nella vellutata.

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Con questa ricetta partecipo alla raccolta de “La Scimmia Cruda”:

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Fagottini ai carciofi e gamberi

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Le vacanze sono agli sgoccioli! Sono state vacanze molto tranquille per noi e abbiamo potuto riposare mente, corpo e spirito! Sarà dura riprendere il tram tram quotidiano da lunedì, soprattutto per quanto riguarda la sveglia che suonerà implacabile alle 7 per tutta la famiglia! Era bello invece alzarsi con tutta calma (spesso alle 11… quasi me ne vergogno!), fare la colazione tranquilli, godersi un buon caffè e coccolarci!

E poi per molti sarà il momento di rimettersi a regime alimentare dietetico per smaltire tutti gli eccessi di questi giorni passati! Rimane però ancora l’ultima grande abbuffata, quella dell’Epifania che poi tutte le feste si porterà via, insieme a tutti i pasti luculliani! Disfaremo l’albero, il presepe e riporremo nelle scatole tutti i gingilli che fanno Natale fino al prossimo anno. Ma, come dicevo, possiamo ancora pensare ad un piatto che ci farà felice a tavola e per me le feste di Natale non son complete se non contemplano almeno una volta nel menù le crèpes o crespelle, come dir si voglia e in qualsiasi piegatura e ripieno. Io ho scelto di chiuderle a fagottino perchè mi dà l’idea di un regalo e di riempirle con una salsina a base di carciofi e gamberetti, condimento che uso spesso anche per la pasta.

La ricetta è in parte tratta dal numero di gennaio di “Alice”

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Ingredienti per 9-10 crèpes:

  • 3 uova
  • 250 g di farina 00
  • mezzo litro di latte
  • sale
  • 4 carciofi
  • 500 g di gamberi
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO Dante
  • mezzo bicchiere di brandy
  • 1 costa di sedano
  • 1 scalogno
  • 1 manciata di prezzemolo
  • 1 carota
  • 25 g di farina
  • 25 g di burro
  • alcune foglie di porro

Procedimento:

Preparare le crèpes sbattendo le uova. In un’altra ciotola mescolando aggiungere poco per volta il latte alla farina per evitare che si formino grumi, quindi incorporare le uova e il pizzico di sale. Mescolare a lungo, quindi coprire e lasciar riposare per almeno un’ora.

Cuocere le crèpes in una padella antiaderente di circa 16 cm di diametro, imburrandola leggermente ad ogni nuova crèpes. Versarvi un mestolo di composto e girare la padella in modo che quest’ultimo riempa tutto il fondo della padella. Appena comincerà a staccarsi, rigirarla e cuocerla dall’altro lato. Mettere le crèpes in un piatto impilandole.

Preparare il ripieno pulendo i carciofi e mettendoli a bagno in acqua acidulata.

Togliere le teste e i carapaci ai gamberi e metterli da parte. Togliere ai gamberi anche il filamento nero.

Tagliare i carciofi a julienne e i gamberi grossolanamente.

In una padella mettere due cucchiai di olio EVO Dante e lo spicchio di aglio schiacciato. Appena quest’ultimo comincia a sfrigolare toglierlo e aggiungere i carciofi. Far cuocere 10 minuti, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Salare. Un paio di minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere anche i gamberi e mescolare bene.

Preparare una bisque con le teste e i carapaci dei gamberi. In una padella scaldare due cucchiai di olio EVO Dante, aggiungere le teste e i carapaci e farli rosolare. Aggiungere anche il sedano e la carota tagliati grossolanamente e lo scalogno tritato. Sfumate con il Brandy, quindi coprite con l’acqua e inserite anche il prezzemolo. Salare. Far cuocere per una mezz’ora abbondante quindi passare la bisque al colino e rimettere sul fuoco a far restringere.

Prelevare delle foglie dal porro e tagliarle in strisce longitudinali dopo averle lavate. Farle cuocere pochi minuti (giusto per ammorbidirle) in acqua bollente.

Riempite le crèpes con un cucchiaio di composto di carciofi e gamberi posizionato al centro. Chiudere a fagotto legandolo con una striscia di porro.

Posizionate i fagotti in una teglia da forno.

Preparare la besciamella. Sciogliere il burro in una pentola e aggiungere la farina. Far cuocere qualche minuto (roux) quindi aggiungere 250 ml di bisque calda e proseguire la cottura fintanto che la besciamella non si comincerà ad addensare. Distribuirla quindi sopra le crèpes.

Accendere il grill del forno e quando è pronto inserirvi le crèpes fintanto che non si saranno gratinate.

Servire calde.

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Strudel di seitan con crema all’arancia

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Da qualche tempo, mi sono resa conto, che sto inserendo prevalentemente ricette tratte da libri, riviste e blog, tanto che qualcuno in casa mi ha tacciato di non avere molta creatività! Non posso dargli torto, ma certe volte mi capita di trovare ricette che tentano e fintanto che non le ho provate non sono contenta! E quando mi capita di provare ricette che mi danno tanta soddisfazione, non posso fare a meno di pubblicarla per farla conoscere a quante più persone possibili, magari apportando piccole modifiche personali. Perchè si sa, non tutti i libri di cucina sono attendibili, spesso non vengono svelati tutti i segreti per ottenere un buon piatto o, comunque, le ricette non vengono spiegate in modo da renderle realizzabili anche a casa. Non è certo il caso del libro di Antonio Scaccio “Cucina Vegetariana Golosa”, dove le ricette sono ben spiegate e dove quindi, una persona come me che in fatto di cucina vegetariana ha ancora molto da imparare può portare a termine un piatto e con notevole soddisfazione!

Vi ho già parlato dello Chef Scaccio avendo avuto occasione di conoscerlo e di vederlo all’opera. L’ho visto modellare il seitan con le sue mani e con così tanto amore che mi è venuta voglia di provare a farlo anche nella mia cucina!

E l’occasione si è presentata proprio la scorsa sera quando dei nostri amici vegetariani (ma non troppo) sono venuti a trovarci. Ho potuto così sapere se il seitan che avevo prodotto corrispondeva almeno un po’ a quello che si compra nei negozi di prodotti biologici. Il piatto ha avuto successo e io ve lo ripropongo.

Ho prodotto il seitan partendo da farina di glutine (visto che ne ho una gran quantità) e aggiungendo della farina 0 nella proporzione di 2 a 1, ma potrete farlo anche con la manitoba: sarà un procedimento più lungo e complesso ma che vi darà ancora più soddisfazione. Non vi spiegherò il procedimento perchè lo potete trovare tranquillamente in rete, anche attraverso dei video molto eloquenti. Oppure potrete sempre acquistarlo pronto purchè sia al naturale.

Ah, la mia modifica a questo piatto è stata quella di togliere gli albumi e renderlo in questo modo un piatto vegano. Il composto starà comunque bene insieme grazie alla pasta che lo avvolgerà.

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Ingredienti per 6 persone:

  • 600 g di seitan fresco
  • erba cipollina
  • mezzo porro
  • 150 g di pane raffermo
  • olio EVO
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 3 cucchiai di shoyu
  • 200 g di farina 0 (o a scelta farina di farro)
  • acqua
  • sale
  • succo di 3 arance
  • succo di 1 limone
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • mezzo porro
  • 1 patata

Procedimento:

Con questo quantitativo a me sono venuti due strudel.

Ammollare il pane in acqua fredda.

Preparare la crosta mettendo la farina su di una spianatoia insieme ad un pizzico di sale e versandoci 60 g di olio. Sbriciolare come si fa con la pasta frolla, quindi aggiungere acqua quel tanto che basta per ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso. Farlo riposare in frigo per circa un’ora.

Tritare il seitan e metterlo in una ciotola insieme al porro tritato finemente, 3 cucchiai di olio, lo shoyu, la scorza del limone, il pene ammollato e l’erba cipollina.

Riprendere il panetto e stenderlo in due sfoglie molto sottili, dovranno essere praticamente trasparenti.

Con l’impasto di seitan formare due rotoli e posizionare ognuno su una sfoglia. Arrotolare. Posizionare su una teglia ricoperta di carta forno.

Infornare a 200° per 20 minuti.

Preparare intanto la salsa.

In un pentolino mettere le spremute filtrate insieme alla patata tagliata a dadini molto piccoli, al porro affettato sottilmente, ad un cucchiaio di salsa di soia e ad un cucchiaio di olio EVO. Cuocere fintanto che la patata non si sarà ammorbidita, quindi frullare. Non dovrà essere molto densa, nel caso allungare con poca acqua.

Mettete due cucchiai di salsa sul piatto di portata e adagiarvi sopra il seitan che nel frattempo sarà stato tagliato a fette. Decorare con fette di arancia e prezzemolo tritato.

 

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Con questa ricetta Dolce partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli:

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