Voglia di Trentino: Canederli

Sono tornata dal Trentino da pochi giorni e se c’è una cosa che proprio mi manca è la cucina di questa regione: una cucina ricca e gustosa che si caratterizza anche per il profumo dell’affumicato che riscontriamo in numerosi ingredienti come lo speck e, prodotto per me sconosciuto fino a quest’anno, la mortandela (da non confondersi con la mortadella). La mortandela della Val di Non è un presidio Slow Food e la si può trovare preparata in diversi modi.

Ma la cucina trentina ricorda molto il focolare, invita a riunirsi intorno ad un caminetto per degustare un bel tagliere di formaggi (quest’anno io mi son fatta una scorpacciata di Casolèt) e di salumi oppure a mettere le gambe sotto al tavola dopo una lunga e ritemprante passeggiata montana per assaggiare i famosi Spatzle o la polenta col ragù di cervo. Beh, e forse è meglio non parlare di dolci…

Torniamo invece ai nostri canederli, che oltre a degustarli in brodo si possono anche condire con burro e formaggio.

Ingredienti:

  • 300 g di pane bianco raffermo
  • 1 bicchiere di latte
  • 50 g circa di farina 0
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 100 g di speck
  • 2 uova
  • 25 g di burro
  • sale

Procedimento:

Tagliare il pane a pezzetti e metterlo in una ciotola.

Tritare lo speck grossolanamente con un coltello.

In una padella far sciogliere il burro e aggiungere lo speck. Far rosolare qualche minuto e unirlo al pane insieme al prezzemolo tritato

A parte sbattere le uova con il latte e un pizzico di sale. Unire agli altri ingredienti.

Amalgamare bene il tutto unendo, se necessario altro latte: il pane dovrà risultare ben inumidito ma non inzuppato.

Lasciar riposare questo composto in frigorifero per almeno due ore, quindi preparare i canederli, aggiungendo un po’ di farina per rendere i canederli della giusta consistenza: nè troppo morbidi nè troppo solidi.

Comporre ora delle palline di circa 5 cm di diametro bagnandosi le mani.

Mettere il brodo sul fuoco e quando bolle gettarvi i canederli. Farli cuocere una decina di minuti e servirli immediatamente insieme al brodo.

Zucchine ripiene

Torno finalmente a prendermi cura del mio blog. Si, perchè sebbene io adori l’estate, la frenesia di questi giorni unita al caldo costante mi hanno tenuta lontana sia dalla mia cucina, sia dal mio pc ma soprattutto dalla mia amata creatura.

Torno dunque quest’oggi perchè Poppea (così chiamata la perturbazione di questi giorni) ci ha portato un po’ di refrigerio insieme ad un bel temporale e con questi mi è tornata la voglia di stare in cucina e di mangiare qualcosa di caldo, sebbene questo piatto si degusti anche freddo.

Gli zucchini ripieni sono un classico che mi ha insegnato a fare mia madre ed è davvero un piatto unico che soddisfa un po’ tutti i palati di casa.

Ingredienti:

  • 8 zucchine grandi
  • 300 g di macinato di manzo
  • prezzemolo
  • 2 spicchi di aglio
  • 40 g di parmigiano grattugiato
  • 1 panino
  • sale
  • olio EVO
  • 400 g di passata di pomodoro

 

Procedimento:

Lavare le zucchine. Togliere le estremità e scavarle con l’apposito attrezzo.

Preparare il ripieno mescolando il macinato con uno spicchio di aglio tritato, il parmigiano, un po’ di  prezzemolo tritato e il panino precedentemente ammollato in acqua e poi strizzato. Salare.

Riempire le zucchine.

In una pentola dai bordi bassi e piuttosto larga mettere l’altro spicchio di aglio sbucciato a rosolare con due cucchiai di olio EVO, quindi toglierlo e unire il prezzemolo tritato rimanente e il pomodoro passato (se lo si desidera anche un po’ di peperoncino tritato). Salare.

Appena il pomodoro comincerà a sobbollire, disporre nella pentola le zucchine, cercando poi di coprire ognuna con dei cucchiai di pomodoro. Coprire con il coperchio e proseguire la cottura per 30 minuti avendo cura di rigirare le zucchine di tanto in tanto.

Una volta cotte, lasciar riposare le zucchine 10-15 minuti, quindi tagliarle a rondelle e servirle!

 

Quattro amici e un… porpo briao

Ecco che pochi giorni fa approdo sul blog di Scorribande in Cucina e vengo a conoscenza del suo nuovo bellissimo contest:

In pratica si tratta di preparare una cena con e tra amici foodblogger, dando un tema alla serata.

Non me lo sono fatto dire due volte e mi sono subito messa all’opera invitando tre amici blogger che stimo e con cui sono più in contatto.

Felicissimi, hanno subito accettato e abbiamo così dato vita ad uno scambio di messaggi facebookkiani per decidere il tema da dare alla nostra cena e che cosa portare.

E’ stato bello e divertente ed ho notato la massima disponibilità da parte di ognuno di noi. Di questo quindi non possiamo che ringraziare Scorribande!!!

I miei compagni di avventura, oltre che di cucina, sono quindi:

(rigorosamente in ordine alfabetico!)

Inizialmente avevamo pensato, tra le tante idee, di portare un piatto della nostra regione e alla fine abbiamo ristretto ancora di più il campo alla nostra città. Il tema della serata è dunque:

La mia città a tavola 

Perchè questo tema? Perchè portare un piatto della nostra tavola è come parlare di noi. E cosa c’è di meglio quando si incontrano degli amici per la prima volta e vogliamo raccontarci che non farlo attraverso un piatto che ci rappresenta? E poi diciamocelo e cantiamocelo: l’Italia è veramente tutta bella, soprattutto a tavola!

Il mio compito è quello di portare l’antipasto e, provenendo io da Livorno, dove i piatti tipici sono prevalentemente a base di pesce, e non volendo portare sempre il solito Cacciucco, ho pensato di trasformare un piatto in genere unico in un delizioso apri pasto: il PORPO BRIAO, ovvero il polpo ubriaco. Ubriaco perchè cotto nel vino rosso, vino che deve comunque essere di ottima qualità e possibilmente delle nostre colline. Io ho scelto un ottimo Bolgheri del 2008 della tenuta Caccia al Piano di Castagneto Carducci, che ha esaltato al meglio tutti i sapori e i profumi del mio polpo amalgamandoli con i propri.

Ingredienti:

  • 1 kg circa di polpo
  • 1 bicchiere abbondante di buon vino rosso
  • olio EVO
  • 3 spicchi di aglio
  • 2 piccoli peperoncini essiccati
  • prezzemolo
  • pane casereccio

Per far si che il polpo risultasse più morbido, dopo averlo pulito dalle viscere, dagli occhi e dal becco e averlo lavato bene per togliere l’eventuale sabbia, l’ho tenuto una notte in congelatore.

Quindi, una volta scongelato, l’ho tagliato a piccoli pezzi.

Ho messo una pentola abbastanza larga e capiente sul fuoco con sei cucchiai di olio, l’aglio pulito e il peperoncino sbriciolato con le mani. Quando hanno cominciato a soffriggere ho unito il polpo.

A questo punto il polpo comincerà a rilasciare la sua acqua e a cuocersi in essa. Per un polpo di un chilo di peso occorrre una cottura di almeno 40 minuti ed essa avverrà inizialmente nella sua acqua, poi, quando si sarà abbondantemente ritirata si sala e si aggiunge il vino. Adesso si prosegue la cottura coprendo il polpo.

Diversamente dalla classica cottura in acqua bollente, in questo caso è comunque possibile assaggiare il polpo per capire quando la cottura è ottimale.

Adesso non rimane che tagliare il nostro pane a fette e abbrustolirlo.

Distribuire così le bruschette su dei piattini e adagiarvi sopra il polpo, spolverizzando con del prezzemolo tritato.

Con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Laura in Cucina:

e al contest di “Per un pugno di capperi”:

 

Pasta briciolosa delle 3 P: patate, pancetta, pangrattato

Un piatto non troppo estivo per ingredienti, ma estivo per la velocità con cui si prepara e che quindi ci consente di rimanere qualche minuto di più in spiaggia!

Un piatto fatto con ingredienti che normalmente troviamo in casa, quindi un piatto anche dell’ultimo minuto, prese dalla disperazione di “Cosa porto in tavola oggi?”

E poi un piatto che finalmente mette daccordo tutti i palati di casa mia, il che non è poco, credetemi!

Ingredienti:

  • 350 g di pasta corta
  • 2 patate medie
  • 100 g di pancetta affumicata a cubetti
  • prezzemolo tritato
  • aglio
  • olio EVO Dante
  • 1 piccolo peperoncino (facoltativo)
  • 2 cucchiai di pangrattato

Procedimento:

Sbucciare e lavare le patate. Tagliarle a cubetti e metterle a bagno in una bacinella con acqua e ghiaccio.

Mettere tre cucchiai di olio EVO Dante in una padella con uno spicchio di aglio tritato e il peperoncino. Appena comincia a soffriggere aggiungere le patate sgocciolate. Salare.

Cuocere nel frattempo la pasta.

Aggiungere la pancetta alle patate e far rosolare finchè queste ultime non diventano leggermente dorate.

Unire il pangrattato e mescolare bene.

Quando la pasta sarà al dente, scolarla e versarla nella padella.

Saltarla e, se necessario, aggiungere ancora un po’ di olio perchè il pangrattato se lo sarà assorbito tutto.

Spolverizzare col prezzemolo tritato e servire.

Fishburger allo zafferano con verdure dell’orto

Per quanto ami cucinare, ci sono dei giorni che proprio pagherei qualcuno che lo facesse per me! Sono quei giorni che l’unico piatto che mi viene in mente è un misero (seppur buonissimo e genuino) piatto di spaghetti al pomodoro.

Si, sono umana anche io e non vivo di solo cucina e solo in cucina! Adoro il mare e poter rimanere sulla spiaggia cinque minuti in più per me non ha prezzo.

E poi ci sono quei giorni che mi prende l’ispirazione insieme ad una frenesia impossibile da gestire; giorni in cui, pur di cucinare, inviterei a cena anche la mia peggior nemica (beh, non esageriamo!). Quando per esempio vedo una ricetta su una rivista e devo provarla il prima possibile apportando magari le mie modifiche. Ecco, la ricetta che vi propongo oggi, nasce appunto da questa smania, questa voglia di provare e finchè non l’ho fatto non sono stata soddisfatta.

Ecco dunque da dove nasce il mio fishburger: da una ricetta estrapolata da “La Cucina Italiana” di questo mese, a cui ho dato il mio tocco personale aggiungendo un pizzico di zafferano.

Ingredienti:

  • 200 g di filetti di nasello
  • 20 g di mollica di pane
  • 1 bustina di zafferano in polvere
  • una manciata di prezzemolo fresco tritato
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 pomodoro
  • 1 falda di peperone giallo
  • 1 falda di peperone rosso
  • 1 cetriolo
  • qualche fagiolino lesso
  • sale
  • zafferano in fili Tec-Al
  • olio EVO Dante
  • 3 panini morbidi

Procedimento:

Per prima cosa sfilettare il pesce, oppure… fare gli occhioni dolci al vostro pescivendolo di fiducia e farlo fare a lui!!!

Tritare il prezzemolo con l’aglio, il merluzzo e la mollica di pane ammollata. Questa operazione può essere fatta a mano o con un robot da cucina. Aggiungere lo zafferano in polvere e mescolare bene, fino ad ottenere un impasto dal colore omogeneo. Salare e mescolare ancora.

Posizionare i coppapasta su della carta da forno leggermente unta di olio EVO Dante e riempirli col composto di pesce. Pressare bene e togliere i coppapasta.

Mettere in forno a 200°C per 20 minuti.

Su di una piastra o sempre in forno, scaldare leggermente i panini in modo che diventino fragranti. Aprirli in mezzo, ungerli con poco olio EVO Dante e inserire un fishburger sopra il quale posizionerete una fetta di pomodoro e qualche fetta di cetriolo.

Guarnire il piatto con lo zafferano in fili Tec-Al e con le verdure sminuzzate.

Con questa ricetta Partecipo al contest di : In punta di coltello , Il Mio Saper FareDolci e Delizie di Giusy ,Miel&Ricotta

Cozze all’occhio di quaglia

Le cozze sono sicuramente tra i molluschi più apprezzati e utilizzati in cucina perchè si prestano ad un’infinità di ricette e… sono troppo buone!

Non tutti sanno che però occorre mangiarne in quantità moderate e comunque sempre previa cottura che ne uccide i batteri: infatti non basta spruzzarle con il limone per far si che questo avvenga (e chi vi parla è una che ama le cruditè!)

Le cozze infatti fungono da depuratori del mare e sembra che ogni cozza possa depura addirittura ben 4 litri di acqua all’ora!

Resta il fatto che si dice che consumare i mitili crudi con una semplice spruzzata di limone lasci degli effetti afrodisiaci. A voi dunque la scelta, ma fate sempre attenzione a cosa acquistate!

Io le adoro cucinate con un po’ di pomodoro, aglio e prezzemolo: alla marinara per intendersi, ma l’altro giorno mia zia mi ha dato una dritta e cioè provare a romperci sopra un uovo! Io ovviamente ci ho voluto mettere del mio e così ho optato per le uova di quaglia che ben si adattano alle dimensioni della valva.

Veramente un piatto per palati sopraffini!

Ingredienti:

  • 1 Kg di cozze
  • 400 g di passata di pomodoro
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 manciata di prezzemolo tritato
  • 1 peperoncino secco o mezzo cucchiaino macinato
  • 8 uova di quaglia
  • sale
  • olio EVO

Procedimento:

Pulire e lavare le cozze. Questo passaggio potete anche farvelo fare dal vostro pescivendolo di fiducia con l’apposita macchina, ma non dovrete lasciar passare molto tempo tra la pulizia e l’apertura delle cozze. Io comunque, in genere, quando torno a casa le lava di nuovo, tolgo le valve e con una spugna di acciaio gratto l’esterno delle cozze a cui sono rimaste delle incrostazioni.

Mettere le cozze in una pentola larga e dai bordi bassi, insieme a un dito di acqua. Coprire e mettere sul fuoco finchè tutte non si saranno aperte.

Dividere ora ogni cozza togliendo la valva a cui non è attaccato il mollusco e mantenendo l’altra. Conservare il liquido di cottura.

In una padella larga e dai bordi alti mettere a soffriggere l’aglio tritato e il peperoncino insieme a due cucchiai di olio. Unire la passata di pomodoro e il liquido di cottura delle cozze. Salare.

Quando questo sughetto comincerà a restringersi, distribuirvi sopra le cozze e far insaporire bene rigirandole spesso. In ultimo dovranno ritrovarsi tutte con il mollusco all’insù!

Spaccarvi sopra ad alcune gli ovetti di quaglia, aggiustare di sale e coprire con un coperchio! Far cuocere fintanto che le uova non siano cotte.

Spolverizzare con il prezzemolo e servire ben caldo.

 

Spaghetti alle acciughe e pomodorini

Chi l’ha detto che le alici sono il pesce dei poveri? Forse un tempo perchè adesso non è più tanto vero! Però in queste settimane c’è una buonissima offerta nel supermercato dove mi servo in genere: € 3,90 al Kg! Mica male! E così ci togliamo la voglia per un po’. Dopo averle mangiate fritte qui, alla povera qui e nella torta con le patate qui, oggi le mettiamo anche nella pasta, e non si parla di una pasta qualsiasi ma degli spaghetti trafilati in oro Verrigni.

L’incontro tra questi spaghetti e le acciughe crea un connubio perfetto.

Ingredienti:

Procedimento:

Pulire le alici togliendo la testa, la lisca e le anteriora e aprendole a libro.

Lavare i pomodorini e tagliarli in quattro spicchi.

In una pentola mettere a soffriggere l’aglio tritato e il peperoncino. Appena cominciano a colorirsi unire i pomodorini. Cuocere 4-5 minuti, quindi aggiungere anche le alici.

Quando le alici cominceranno a disfarsi, sfumare col vino bianco. Farlo evaporare. Salare.

Nel frattempo cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e condirli col sughetto di alici.

Impiattare. Cospargere col prezzemolo e il pepe tritati e irrorare con l’olio.

Risotto rose e gamberetti

8 anni son passati da quel giorno, uno dei giorni più belli della mia vita insieme a quelli della nascita dei miei figli.

E quanta acqua ne è passata sotto i ponti: vicende piacevoli e vicende dolorose, ma, se è vero che l’amore fa girare il mondo, noi siamo sempre qua a reinventarci tutti i giorni, perché ogni giorno sia diverso dall’altro e perché ogni cosa non sia scontata e dovuta.

Ed oggi avevo voglia di festeggiare con qualcosa di speciale e di inconsueto! E’ bastato andare a “rubare” (ma sicuramente mi perdonerà) due rose alla mia vicina che ha due piante bellissime e cariche di fiori.

E poi ogni famiglia che si rispetti ha le sue usanze: noi abbiamo questi due bellissimi bicchieri che utilizziamo per brindare ad ogni anniversario.

Dedicato a Nicola

Ingredienti:

  • 200 g di riso Carnaroli
  • 2 rose (non trattate chimicamente)
  • 100 g di gamberetti (freschi o congelati)
  • 2 bicchieri di prosecco
  • 1 piccola cipolla rossa
  • prezzemolo
  • 2 cucchiaini di Brotec Fish SDL Tec-Al
  • 1 macinata di Pepe dei Piaceri Tec-Al
  • Olio EVO
  • una noce di burro

Procedimento:

Pulire i gamberetti o farli scongelare.

Lavare i petali di rose e lasciarli a bagno in acqua fredda fino al momento dell’utilizzo.

Mettere sul fuoco dell’acqua dentro ad un pentolino. Quando bolle, sciogliervi il Brotec Fish.

Tritare la cipolla finemente con il coltello e metterla in una padella antiaderente con due cucchiai di olio EVO. Farla soffriggere.

Aggiungere il riso e farlo insaporire. Sfumare con il prosecco.

Aggiungere il brodo man mano che la parte liquida viene assorbita dal riso.

A metà cottura aggiungere i gamberetti e aggiustare di sale.

Un paio di minuti prima di spegnere il fuoco unire anche i petali di rosa, spezzettandoli alcuni con le mani ed altri mettendoli interi.

Terminare la cottura e mantecare con una piccola noce di burro.

Impiattare aiutandosi con un coppapasta. Spolverizzare con il prezzemolo tritato precedentemente e con il pepe dei piaceri tritato al momento.

Rotolo di petto di pollo

 

La mia carissima vicina Graziella (che io definisco la nonna adottiva dei miei figli) tempo fa mi raccontava che lei spesso prepara questo petto di pollo ripieno per i suoi familiari. Sebbene l’idea mi stuzzicasse molto, ho sempre rimandato perchè mi spaventava il fatto di dover aprire la carne, ritenendomi non all’altezza!

Ieri però, presa un po’ dalla disperazione (“Cosa preparo stasera per cena?) ho visto questo petto di pollo che mi adocchiava dal banco frigo del supermercato e non ho resistito!

Quindi sono arrivata a casa e, con la gentile assistenza di Graziella, ho preso il mio coltello affilatissimo e mi sono messa ad aprire a libro. Devo dire che non ne è venuto fuori un lavoro malvagio, anche se si può migliorare (oppure farselo fare dal macellaio!!!)

Il più dunque è fatto! Adesso non rimane che riempirlo, arrotolarlo e cuocerlo.

Devo dire che ha avuto un successone. Tutto sommato con pochi euro abbiamo fatto una cena di tutto rispetto!

 Ingredienti:

  • 1 petto di pollo
  • 2 fette di mortadella
  • 2 uova
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 1 manciata di prezzemolo
  • 1 spicchio di aglio
  • 3-4 foglie di salvia
  • 3 cucchiai di latte
  • 1 cucchiaio di farina
  • sale
  • olio EVO
  • mezzo bicchiere di vino bianco

Procedimento:

Dopo aver aperto a libro il vostro petto di pollo stendelo su una superficie piana facendo in modo di renderlo il più regolare possibile.

Salarlo. Tritare la salvia e distribuirla sulla superficie.

Stendervi sopra la mortadella.

Preparare la frittata: sbattere le uova e unire nell’ordine sempre continuando a sbattere la farina, il parmigiano grattugiato, il sale, il latte e il prezzemolo tritato.

Scaldare l’olio in una padella e versarvi il composto. Cuocere da ambo i lati.

Posizionare la frittata sopra la mortadella, ritagliandola dove necessario.

Arrotolare il petto di pollo facendo attenzione a stringerlo bene.

 

Legare ora con dello spago.

 

Salare e (se lo desiderate) pepare.

In una pentola con fondo antiaderente mettere a scaldare 30 g di olio EVO con uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato.

Quando l’olio sarà caldo, togliere l’aglio e posizionare il petto di pollo. Farlo rosolare da tutti i lati, quindi sfumarlo col vino bianco.

Continuare la cottura a fiamma moderata per circa 30 minuti rigirandolo di tanto in tanto. Se si asciuga troppo, aggiungere del brodo caldo.

Lasciar raffreddare, togliere lo spago e affettare.

Servire, ripassando le fette nel sughetto scaldato.

 

Tiella pugliese con riso, patate e cozze

Chattando con una persona con cui condivido la passione per la lettura, soprattutto per la lettura di tipo poliziesco, gialla e thriller, sono venuta a conoscenza di questo piatto di cui non avevo mai sentito parlare.

Avendo anche un cognato pugliese, mi sono meravigliata di non aver mai assaggiato questa bontà, sebbene si sappia che le cozze pugliesi siano le migliori.

Ecco che allora mi sono messa alla ricerca e ho trovato una miriade di ricette in giro nel web che parlano di questa tiella.

Come al mio solito, ho messo tutto insieme e poi ho diviso per quante erano le ricette. Ovvero, ho cercato di prendere il meglio da ognuna e ne è venuto fuori questo piatto, che non so se sia una vera e propria tiella (non avendola mai assaggiata!) ma spero che ci si avvicini molto.

Attendo pareri e consigli per migliorarla se ce ne fosse mai bisogno!

Ingredienti:

  • 1 kg di cozze
  • 5 patate di media grandezza
  • 2 zucchine (facoltative)
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • prezzemolo
  • pomodorini (q.b.)
  • 80 g di pecorino
  • 300 g di riso carnaroli
  • sale
  • peperoncino
  • olio EVO

Preparazione:

Se non vi sarete fatti pulire le cozze dal vostro pescivendolo di fiducia, preparatevi ad un lavoraccio: dovrete raschiare le incrostazioni dalle valve con un coltellino e con una paglietta di acciaio (utilizzata solo per questo scopo) pulire i gusci sotto l’acqua corrente. Togliere anche gli eventuali baffi.

Mettere le cozze in una padella con un dito di acqua e metterle sul fuoco coperte fintanto che non si saranno aperte, quindi eliminate i gusci vuoti e lasciate invece quelli con il frutto attaccato.

Tenere da parte il liquido con cui si sono aperte le cozze.

Sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a rondelle molto sottili (io ho utilizzato la grattugia fantasia della Tupperware) e lasciarle a bagno in acqua e ghiaccio.

Tagliare in questo modo anche le zucchine (se si è deciso di introdurli in questa ricetta) e la cipolla, mantenendoli separati.

Tritare l’aglio con il prezzemolo e il peperoncino (per fare questo io ho utilizzato il Turbo chef della Tupperware).

Lavare i pomodorini e tagliarli in piccoli pezzi.

Prendere una teglia da forno (io ho utilizzato l’ultrapro rettangolare della Tupperware) e ungerla leggermente.

Disporre sul fondo le cipolle affettate e spolverizzare con un po’ di trito di prezzemolo aglio e peperoncino.

Sopra alle cipolle disporre uno strato di pomodorini e metà formaggio grattugiato, quindi uno strato di patate disposte a ventaglio ed eventualmente uno strato di zucchini (io questa volta non li ho usati).

Salare e coprire il tutto con il riso.

Disporvi ora le cozze con la valva rivolta in su su tutta la superficie. Quindi fare un altro strato di pomodori e pecorino e per ultimo uno strato di patate.

Versarvi 500 ml di liquido composto dal liquido di apertura delle cozze allungato con dell’acqua fredda.

Porre in  forno a 200°c per i primi 30 minuti, quindi proseguire la cottura a 180° per altri 15 minuti avendo cura di spolverizzare sulla superficie ancora un po’ di pecorino in modo che si formi una bella crosticina.

Aspettare una decina di minuti prima di impiattare.

 

“Questa ricetta partecipa per la regione Puglia all’Abbecedario Culinario, organizzato dalla Trattoria Muvara“.