Insalata messicana

Si dice Messico, si dice fagioli! Io non li amo molto ma, mescolati a questa insalatina sono una vera bontà!

Il mais e il jalapeno, inisme ai fagioli appunto, sono gli alimenti che caratterizzano di più la cucina messicana.

Secondo la cultura Maya infatti l’uomo è stato creato una pallina di acqua e mais modellata dagli dèi, per questo per i Maya il mais è un alimento sacro.

Ingredienti:

  • insalatina da taglio
  • una lattina di mais
  • 10 cialde di Grok croccante gusto deciso
  • 2 jalapeno in salamoia
  • 150 g di fagioli tabaccara e fagioli neri
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 spicchio di aglio
  • 80 g di prosciutto cotto tagliato a striscioline
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

La sera prima ho messo i fagioli a bagno e la mattina li ho fatti cuocere nella legumiera di vetro con acqua rosmarino e aglio per circa 30 minuti dal momento del bollore. Quindi li ho scolati.

Ho lavato l’insalata e tagliato le foglie più grosse in striscioline.

In una capiente insalatiera ho messo l’insalata, i fagioli raffreddati, il mais sgocciolato, i jalapeno tritati con il coltello, il prosciutto cotto. Ho condito con sale e olio (eviterei l’aceto per questa insalata) e vi ho sbriciolato sopra il Grok croccante dal gusto deciso.

Patatine croccanti non fritte

Ok lo ammetto: mi è scappata la cottura, ma col microonde ancora ci devo prendere le giuste misure.

Resta il fatto che, non perchè sono una consulente culinaria Tupperware, ma questa è la dimostrazione lampante che questa sia una azienda seria e sempre alla ricerca di innovazioni, che studia oggetti per la cucina (e non solo) che servono a rendere più facile le ore che passiamo in cucina e a renderle, perchè no?, anche più piacevoli.

Infatti questo oggetto di cui vi parlo (e mi vergogno a dirlo ma non ne so il nome) è studiato appositamente per cuocere le patatine al microonde: una genialata insomma!

Basta tagliare a fettine molto sottili (e ovviamente non posso che consigliarvi l’Affettatutto Fantasia sempre della Tupperware) le patate dopo averle sbucciate e lavate.

Si mettono in un contenitore che abbia il sigillo ermetico. Si condiscono con olio e sale e con tutti gli aromi che più gradite (rosmarino, aglio, zenzero, ecc…). Si chiude il contenitore e lo si agita affinchè tutte le patate  ricevano il loro condimento.

A questo punto si inserisce patata per patata nelle fessure del nostro attrezzo Tupperware e si inserisce nel microonde alla massima potenza per 8 minuti.

Et voilà: le patatine sono pronte e belle croccanti senza averle fritte!

Pollo alla birra con crosticina croccante

Eh si! Perchè a noi piace così e spesso litighiamo per contenderci l’ultimo pezzettino di pelle croccante!

Si, lo so bene che non è proprio la parte più salutare del pollo, soprattutto se è un pollo di allevamento, ma questa volta me lo sono scelto con cura e poi come dice il detto? “Quel che non ammazza, ingrassa!” e in questo caso è proprio vero, perchè la pelle è l’unica parte grassa di questo animale!

Ieri sera, poi, è stata più dura del solito renderlo croccante, perchè la birra non si asciugava. Alla fine però è risultato ancora più buono perchè proprio la birra gli ha reso i suoi aromi, lasciandolo davvero tenero, quasi si sfaceva in bocca senza bisogno di masticarlo!

Ingredienti:

  • 1 pollo, già pulito e possibilmente tagliato a pezzi
  • sale
  • rosmarino
  • aglio
  • 1 bicchiere di birra chiara
  • olio EVO

Procedimento: 

Lavare il pollo e asciugarlo con uno scottex. Posizionarlo su di una teglia da forno con la parte della pelle rivolta verso il basso, ungerlo appena con un po’ di olio e condirlo col sale, il rosmarino e l’aglio (se lo gradite anche il pepe).

Accendere il forno a 200°C e quando ha raggiunto la temperatura, infornare.

Il pollo prevede una cottura piuttosto lunga, io in genere lo cuocio per almeno un’ora.

A metà cottura, girare il pollo e bagnarlo con la birra. Cuocere l’altra mezz’ora posizionando il forno su la funzione ventilata in modo che la birra evapori e il pollo si asciughi formando una bella crosticina.

Servire ben caldo.

 

Arrosto di tacchino con patate

Un classico che mi risolve tante serate! Quelle in cui torno tardi a casa dopo aver portato i bimbi a hip-hop, pattinaggio, tennis e quant’altro!

Voglia e, soprattutto, tempo di cucinare a quell’ora non ce n’è ma, dopo tanta attività sportiva, la fame si fa sentire e i “Quando è pronto?” non si contano! Così cerco sempre questi escamotage organizzando per tempo piatti che poi si possano semplicemente riscaldare.

E la praticità sta anche nel fatto che è possibile congelare queste fette con il loro sughino (ideale a tale scopo i contenitori Tupperware) e averle pronte in qualsiasi momento.

E poi è carne bianca e io posso mangiarne a volontà senza grossi problemi per la linea, anche se…. ma non ditelo a nessuno… il bello dell’arrosto è pucciare il pane nel sughino e questo la dieta non lo prevede.

Allora, anche per preparare questo piatto, ognuno ha la sua teoria e il suo modo di procedere. Io ho il mio e ve lo racconto!

 Ingredienti:

  • 1 kg circa di carne di tacchino
  • aromi per arrosto
  • olio EVO
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 2 spicchi di aglio
  • rosmarino
  • 4 patate medie

Procedimento:

Legare la carne, salarla bene e condirla con le spezie per arrosti.

Mettere due cucchiai di olio in un tegame in acciaio inossidabile con fondo spesso e mettere sul fuoco. Quando l’olio sarà caldo adagiarvi sopra la carne e farla rosolare bene da tutti i lati. Sfumare col vino bianco.

Nel frattempo avrete preriscaldato il forno a 180°C.

Togliere dunque la carne dal tegame e adagiarla in una teglia da forno. Io ho utilizzato l’Ultrapro della Tupperware con coperchio che mi permette di ridurre i tempi di cottura anche di 10-15 minuti e evita che mi si schizzi il forno di olio.

Aggiungere ancora tre cucchiai di olio (considerate che il pezzo è piuttosto grande e che quindi una porzione contempla molto meno di un cucchiaio di olio) e infornate. Io ho cotto per 30 minuti, ma se non avete l’Ultrapro considerate anche 40-45 minuti: infatti è carne bianca e non rossa (quest’ultima può anche essere consumata al sangue).

Togliete quindi dal forno e adagiate la carne in un piatto o su un tagliere, ma aspettate a tagliare fintanto che non si sia raffreddata altrimenti si disferà!

Quando si sarà freddata procedete a sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a cubetti. Mettere sul fuoco una padella con due cucchiai di olio, uno spicchio di aglio e un rametto di rosmarino e cuocere le patate a fuoco medio alto. Salare.

Nel frattempo tagliate il filo alla carne e affettate adagiando le fette su di un piatto.

Scaldate il sughino sul fuoco e distribuitelo sulla carne.

Con questa ricetta partecipo al contest di Vaniglia, Zenzero e Cannella:

 

al contest di Mani Amore e Fantasia:

 

e al contest di Le Padelle fan Fracasso:

 

Cremina di borlotti e ceci con gamberetti

 

Oggi, primo giorno di primavera (e il tempo ci conferma proprio il suo arrivo con questo bellissimo sole) vi propongo una ricetta che ha ben poco a che fare col bel tempo, ma che si degusta meglio in giornate piovose… Beh che dire: segnatevela per quando il tempo lo consentirà!

Negli ultimi anni l’abbinamento crostacei-legumi si è fatto sempre più strada nelle nostre tavole e devo dire che lo trovo davvero azzeccato: il sapore del mare abbinato a quello della terra! Fantastico!

Dopo un po’ di tempo che avevo in mente di fare questa crema finalmente sono riuscita a programmarla e ho scelto di abbinare ai ceci i fagioli borlotti. Il risultato a mio parere è ottimo! Oltretutto io non sono un’amante dei fagioli, ma devo dire che accostati ai ceci anche loro vengono apprezzati dal mio palato.

E poi è stata l’occasione giusta per mettere sul fuoco la legumiera di vetro che mi hanno regalato per le mie nozze, ormai ben 8 anni fa! Devo dire che fa il suo bell’effetto veder bollire i legumi fino a raggiungere la cottura ottimale davanti ai tuoi occhi e senza dover aprire il coperchio!

Ingredienti: 

  • 100 g di fagioli borlotti
  • 100 g di ceci
  • mezza cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 150 g di gamberetti surgelati
  • olio EVO
  • sale

Procedimento: 

La sera prima mettere a bagno i legumi.

Riempire una pentola per metà di acqua e mettervi a cuocere i legumi insieme alla cipolla, l’aglio e il rosmarino. Considerare circa 40 minuti di cottura dal momento che l’acqua comincia a bollire.

Con un frullatore ad immersione (io ho utilizzato invece il Bimby) ridurre  i legumi ad una purea e, se troppo densa, aggiungere un po’ di acqua calda. Salare e continuare a cuocere per altri cinque minuti.

Dopo aver fatto scongelare i gamberetti immergerli per tre minuti in un pentolino pieno di acqua bollente salata.

Scolare i gamberetti e dividerli in due cocotte. Versarvi sopra la crema e servire con un filo d’olio a crudo.

 

 

Gnocchi di lenticchie e patate

Avevo queste buonissime lenticchie lesse e avevo voglia di farci un  piatto un po’ diverso, così mi è venuto in mente che tempo fa avevo visto in un blog questa ricetta. Sono andata a ricercarla e mi sono accorta che infondo infondo non è poi così insolita e così ho deciso di provarla.

Ammetto che questa volta gli gnocchi sono venuti leggermente duri: la prossima volta conviene mettere meno farina e dare una consistenza diversa all’impasto. Nel complesso però il sapore è davvero piacevole.

Ingredienti:

  • 350 g di lenticchie lessate
  • 500 g di patate sbucciate
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • circa 700 g di farina 00
  • 1 rametto di rosmarino

Procedimento: Tagliare le patate a dadini e cuocerle nel microonde. Per fare questo io ho utilizzato il MicroGourmet della Tupperware che permette di cuocere in modo sano le nostre verdure nel microonde conservandone intatti sapori e profumi e proprietà organolettiche. Se non volete ricorrere al microonde, potete cuocere le vostre patate per 20 minuti in acqua bollente, evitando però di sbucciarle.

Frullare le patate insieme alle lenticchie. Per questa operazione possiamo utilizzare il Bimby a vel. 7 per 20 secondi oppure il pratico Quick Chef, sempre della Tupperware.

Aggiungere il sale, l’uovo, il rosmarino tritato e il parmigiano grattugiato.

Su un piano da lavoro mettere la farina, formando una montagnola, al cui centro rovescerete l’impasto di patate e lenticchie. Impastare bene e, se necessario, aggiungere altra farina finchè non formerete un composto liscio della giusta consistenza per essere lavorato e tagliato. Formate quindi dei rotolini da cui ricaverete gli gnocchi, che in attesa di essere cotti, distribuirete su di un vassoio infarinato in modo che non si attacchino.

Adesso sfogate la vostra fantasia per il condimento: sono buonissimi con un semplicissimo filo d’olio al rosmarino e una grattugiata di parmigiano, con un sughetto di verdure o col classico ragù anche se qualche salutista mi dirà che non va bene unire proteine animali con proteine vegetali.

A voi la scelta!

Involtini di arista sfumati alla birra con pisellini profumati

Ogni giorno mettere a tavola qualcosa di diverso che soddisfi tutte e cinque le  bocche non è facile, ma questi involtini mi hanno davvero stupito, talmente tanto che a me ne è toccato solo mezzo!!!

Presumo quindi che siano piaciuti! E li metto tra le ricette da riproporre settimanalmente a casa mia!

Ingredienti: 

  • 10 fettine sottili di arista di maiale
  • rosmarino
  • aglio
  • sale
  • mezzo porro
  • 10 foglie di radicchio
  • 10 bastoncini di emmental
  • 50 g di pancetta a cubetti
  • 200 g di pisellini congelati
  • 1 carota
  • 1 noce di burro
  • mezzo bicchiere di birra rossa
  • 1 cucchiaino di fecola

Preparazione:

Mettere le fette di arista su di un piano di lavoro e condirla con sale e rosmarino e aglio tritati. Adagiare su ogni fetta una foglia di radicchio (o ritagliarla della grandezza della fetta di carne) e un bastoncino di emmental. Arrotolare e chiudere con uno stecchino.

Mettere in un pentolino il burro con uno spicchio di aglio tritato, la pancetta e la carota tagliata a piccoli cubetti. Far rosolare e aggiungere i pisellini. Salare e far cuocere coperti per circa un quarto d’ora o finchè i pisellini non saranno diventati teneri. Se necessario aggiungere un po’ d’acqua.

In una padella mettere l’olio con il porro tagliato finemente. Appena il porro si sarà ammorbidito adagiarvi sopra gli involtini e farli rosolare su tutti i lati. Salare e sfumare con la birra.

Dopo una decina di minuti di cottura, togliere gli involtini e far addensare la salsa con un cucchiaio di fecola fuori dal fuoco.

Impiattare gli involtini con i pisellini e la salsina aromatizzata alla birra.

 

 

 

Pasta e ceci

Un classico, ma su cui non mi sono mai cimentata… eppure è molto semplice da preparare e, infondo, i ceci sono gli unici legumi che mi piacciono e che mangio volentieri.

Certo che, seppure semplice, è un piatto che richiede il suo tempo a meno che non si vogliano comprare i ceci già cotti.

Ma a me piace il “fai da te” e così la sera prima ho messo a bagno 300 g di ceci, che sono tanti anche per quattro persone (infatti, si sa, stando nell’acqua raddoppiano il loro volume), però, quelli che non ho usato per la pasta, li ho utilizzati per fare una deliziosa cremina da degustare coi crostini, e, udite udite, mi sono cimentata anche nella preparazione del famoso Hummus, questa deliziosa cremina araba da spalmare sul pane azzimo o da servire insieme al pinzimonio. Ma di questo parleremo in apposito capitolo!

Dedichiamoci ora alla nostra pasta! Ho scelto di utilizzare le mezze maniche perchè secondo me la grandezza di questo tipo di pasta si adatta bene a questo tipo di condimento, che io considererei contadino in quanto è un piatto che deriva dalla nostra tradizione!

Ingredienti: 

  • 300 g di ceci
  • rosmarino
  • tre cucchiai di passata di pomodoro
  • aglio
  • 300 g di pasta tipo mezze penne
  • 100 g di pancetta tagliata a cubetti

Procedimento: 

Dopo aver tenuto i ceci a bagno per almeno 12 ore lessarli in pentola a pressione per circa 30 minuti coperti da abbondante acqua.

Al termine della cottura scolare i ceci.

In una padella far soffriggere l’aglio e il rosmarino tritati al coltello con due cucchiai di olio, aggiungere la pancetta e farla rosolare. Unire circa metà  ceci (il resto potrete utilizzarli per molte altre preparazioni), far insaporire e salare.

Aggiungere la passata di pomodoro e mescolare bene. Prelevare un terzo dei ceci  e frullarli con il mixer insieme a due cucchiai di acqua bollente. Riportare il tutto in padella. Cuocere la pasta al dente e condirla con questa preziosa salsa.

Il mio pane con il lievito madre

Allora è giunto il momento: il mio lievito è in frigo da quasi una settimana e ora non posso più aspettare! Devo rinfrescarlo e con l’occasione farò anche un po’ di pane!

Sono le 14.10


Comincio a rinfrescarlo pesando il lievito che ho tenuto dentro un barattolo di vetro! Sono circa 400 g.

Aggiungo circa 250 g di acqua tiepida e mescolo con un cucchiaio in modo da sciogliere il lievito.

Unisco 400 g di farina di segale integrale e mescolo bene il tutto.


A questo punto stendo della pellicola trasparente su un tavolo e ci rovescio sopra il tutto. Formo una palla, la chiudo bene con la pellicola e la metto a riposare dentro un recipiente coprendola con uno strofinaccio e la metto “a nanna” per qualche ora in un luogo caldo.

Sono indecisa se fare il pane alle noci e accontentare mio padre o fare quello alle olive e accontentare mio marito… Ho comunque tempo fino a stasera dopo cena per pensarci…

Ore 21.30

E’ ora di impastare il mio pane. Allora pensavo di fare metà pane alle olive e metà alle noci per accontentare tutti quanti, ma QUALCUNO è arrivato alle noci prima di me e il cestino l’ho trovato vuoto! Gioco forza farò quello alle olive e ne farò anche un po’ al rosmarino visto che nel mio giardino le piante aromatiche non mancano e crescono rigogliose!

Procedo prelevando 5 cucchiai di impasto e mettendolo nel solito barattolo che ripongo in frigo.

Peso il rimanente e mi accorgo che ce n’è un bel po’: 450 g. Abbastanza per fare due belle pagnotte.

Io in genere inizio l’impasto col mio affidabile Bimby, ma possiamo benissimo cominciare ad impastare in una ciottola mescolando ben bene. Quindi diluisco il lievito con 350 g di acqua tiepida e aggiungo 800 g di farina, tre cucchiai di olio e due di sale. Impasto bene (mi accorgo ahimè che il quantitativo è troppo per il Bimby) e quindi rovescio il tutto sulla tavola per impastare. Quando la farina è tutta ben assorbita, divido l’impasto a metà: in uno metto le olive (circa 100-150 g, ma questo è a gusto personale) e nell’altro il rosmarino tritato finemente col coltello. Se fossi stata più previdente, prima di mettere il rosmarino nel pane, l’avrei messo a macerare una decina di ore nell’olio che poi andava nell’impasto: in questo modo il pane sarebbe stato ancora più profumato.

Adesso formo due palle, le schiaccio un po’ e le posiziono in una placca da forno foderata di carta forno.

Adesso le incido e qui l’artista di casa prende il sopravvento e mette anche il suo zampino!!! In genere comunque l’incisione che si pratica è a croce!

Copro con un canovaccio e quindi con una coperta in modo che stia al calduccio per facilitare la lievitazione!

Ore 8.00

Mi alzo e la prima cosa che faccio è quella di accendere il forno a 200°C e posizionare un pentolino d’acqua all’interno in modo che formi la giusta umidità.

Appena il forno raggiunge la temperatura, scopro il mio pane e…

Miracolo! E’ praticamente triplicato! Fortuna che avevo alzato un po’ la carta da forno per dividerli!

Adesso posso infornare.  Lo cuocerò quindi per i primi 10 minuti a 200°C, poi abbasserò a 180°C per 40 minuti, di cui gli ultimi 15 mettendo il pane direttamente sulla griglia del forno senza carta. Mantengo comunque il pentolino.

Al termine, verifico la cottura col famigerato stecchino, ma ormai conosco il mio pane e il mio forno e so che sarà perfetto!

Vi presento il mio pane alle olive:

E il mio pane al rosmarino: