Il mio chili per l’MtC

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Questo mese la sfida per l’MTC la propone Anne direttamente dal Texas e io, nonostante abbia traccheggiato a lungo, non potevo tirarmi indietro perchè quando si dice Texas si dice anche un po’ Messico e se mi leggete da un po’ saprete che sono innamorata di questo paese, un luogo magico, ricco di storia, e con una grande tradizione culinaria.

Ma torniamo in Texas dove Anne ci propone un classico dei classici del luogo: il chili, con le sue mille varianti ma con dei punti fermissimi, uno fra tutti il peperoncino rigorosamente non in polvere. Ed è proprio questa regola che mi ha messo più in crisi perchè gli unici peperoncini che sono riuscita a trovare degni di questa preparazione sono dei pimento importati dal Cile (se non erro), molto somiglianti agli habanero (quasi velenosi) messicani, sia per forma che per piccantezza. Dopo averli trattati come spiega Anne, l’aria in casa era quasi irrespirabile e spero di non aver nuociuto ulteriormente alla bronchite di mio figlio n.3.

L’occasione per prepararlo non poteva essere migliore: figlio n.1 e n.2 spediti al campo scout e finalmente io e mio marito possiamo goderci una cenetta piccante come piace a noi! Per di più la giornata è proprio brutta ed è l’ideale per questo piatto che richiede una lunga cottura.

Io ne ho fatto un quantitativo molto ridotto rispetto a quanto propone Anne perchè essendo il mio primo chili preferisco andarci coi piedi di piombo e magari, la prossima volta, aggiustare le dosi (soprattutto di peperoncino).

E meno male che ci sono andata coi piedi di piombo: mio marito abituato a mangiare molto molto piccante ha dovuto affrontare una dura prova d’amore per mangiarlo! Fortunatamente i pomodori e i fagioli sono riusciti a smorzare un po’ l’effetto, ma credetemi: è stata davvero dura! La prossima volta dovrò trovare dei peperoncini più consoni.

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Ingredienti per due persone:

Per il chili:

  • 400 g di carne di manzo tagliata a cubetti
  • 4 peperoncini pimento
  • 1 cucchiaio di cacao in polvere amaro
  • sale
  • 2 cucchiai di olio EVO

Per il contorno:

  • 200 g di fagioli tabaccara
  • 10 pomodorini
  • 1 spicchio di aglio
  • olio EVO

Per le tortillas:

  • 120 g di farina 00
  • 40 g di farina di mais Fioretto
  • 80 g di acqua
  • sale
  • 1 cucchiaio di strutto

Procedimento:

Mettete i fagioli a bagno in acqua fredda per una notte, quindi scolarli e metterli in una pentola coprendoli con altra acqua fredda. Aggiungere uno spicchio di aglio e portare a ebollizione. Cuocere per circa 30 minuti e salare solo a fine cottura.

Utilizzando peperoncini freschi occorre prima essiccarli in forno quindi metterli in un sacchetto di carta per circa 15 minuti in modo da facilitare il compito successivo: quello di spellarli. Fate tutte queste operazioni arieggiando la stanza e utilizzando guanti di lattice. Quello che ricaverete, privato dei semi, metterlo in un  recipiente e ricopritelo con dell’acqua. Lasciare in ammollo per un paio di ore, quindi frullare tutto insieme.

In una pentola adatta per lunghe cotture mettere l’olio EVO e la carne con la polpa di peperoncino filtrata attraverso un colino a maglie strette. Protrarre la cottura per un paio di ore e mezz’ora prima di spegnere il fuoco unire anche il cacao.

Nel frattempo preparare le tortillas mescolando in un contenitore le farine con il lievito. Sciogliere lo strutto nell’acqua tiepida e unire anche questi nella ciotola. Impastare e salare leggermente. Dividere l’impasto in due palline. Lasciarle riposare dieci minuti.

Scolare i fagioli e saltarli in una padella con poco olio.

Tagliare i pomodori a spicchi e unirvi i fagioli e poco cicorino tagliato a listarelle. Condire a piacimento.

Poco prima di servire in tavola, stendere le tortillas con il mattarello dandogli forma rotonda. Scaldare una padella in ghisa e cuocere le tortillas pochi minuti per lato.

Posizionare al centro di ogni tortillas la carne e servire insieme al contorno di pomodori e fagioli.

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Con questa ricetta partecipo all’Mtc di aprile:

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Cantuccini? Si, ma alle acciughe!

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Questa ricetta avrei voluto pubblicarla ieri per darvi la possibilità di prepararla per il vostro cenone di fine anno. Doveva dunque essere l’ultima ricetta del 2012 ed invece è diventata la prima del 2013! Questo perchè purtroppo ieri c’è stato un piccolo incidente domestico che ha scombussolato un po’ la nostra fine dell’anno facendocelo concludere non nel migliore dei modi, infatti il piccoletto di casa è caduto dalla sua bici nuova e si è rotto un dente. Sono incidenti classici dell’infanzia a cui però, nonostante tre figli maschi piuttosto turbolenti, non si fa mai l’abitudine e creano sempre notevoli preoccupazioni. Ve ne potrei raccontare un bel po’, alcuni, a ripensarci adesso, potrebbero sembrare anche “comici”, ma lì sul momento riescono a toglierti anni di vita! E quindi, per tornare alla nostra ricetta, a quel punto ho perso la fantasia di mettermi al pc.

Ovviamente si parla di acciughe e ultimamente quando si parla di acciughe in questo blog non si può non parlare anche del blog di Cristina Poveri ma belli e buoni da dove anche questa ricetta arriva! Poco prima di Natale ci siamo incontrate per farci gli auguri e lei mi ha portato in dono questi deliziosi cantuccini che, una volta giunti a casa, mio marito ha gustato con molto piacere esortandomi a provare a farli. Gli son piaciuti così tanto che nel fotografarli ha dato il meglio di sè, come potete vedere! 

Parlando con Cristina mi ha consigliato di provare a fare delle piccole modifiche alla sua ricetta ecco che dunque io, oltre al burro ho inserito anche lo strutto che secondo me gli dà la giusta croccantezza senza che si sbriciolino.

E dunque posso ora di nuovo rinnovare a tutti voi i miei auguri per un felice 2013!

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Ricetta originale qui

Ingredienti per 30-35 cantuccini:

  • 140 g di farina 00
  • 60 g di frumina
  • 2 uova
  • 30 g di burro
  • 30 g di strutto
  • 20 g di capperi
  • 20 g di pinoli
  • 12-15 filetti di alici sott’olio
  • pochissimo sale
  • mezza bustina di lievito in polvere per torte salate

Procedimento:

In una padella antiaderente fate tostare leggermente i pinoli fintanto che non rilasceranno il loro olio. Far raffreddare.

Con il coltello tagliare grossolanamente le acciughe.

Per impastare io ho usato il Bimby, ma potete fare comodamente anche a mano su una spianatoia.

Mettere le farine nel boccale insieme ad un pizzicottino di sale (ricordate che le alici sono molto salate) e al lievito, mescolare pochi secondi a vel. 6. Aggiungere il burro e lo strutto a pezzetti e azionare il Bimby: 15 sec. vel. 4. Aggiungere anche le uova, ancora 15 sec. vel. 4. Unire le acciughe, i pinoli e i capperi e mescolare ancora pochi secondi in senso antiorario vel. 3. Formare con questo impasto una palla e farla riposare in frigo per circa un’ora, quindi dividerlo in tre e formare con ognuno dei salsicciotti lunghi circa 25 cm, appiattendoli un po’.

Posizionarli su di una teglia ricoperta di carta forno. Cuocerli in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti, quindi sfornarli e affettarli con un coltello da pane ottenendo dei biscotti di altezza di 1,5-2 cm. Distribuirli sdraiati sulla teglia del forno ricoperta di carta e riposizionarli in forno per 5 minuti, quindi rigirarli e rimetterli in forno altri 5 minuti.

Servire freddi, magari accompagnati da delle buone bollicine! 😀

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La moda del momento: focaccine al latte di soia

Oggi sono stata alla terza lezione del corso Haccp da dove sono uscita con una serie di nozioni microbiologiche e chimiche che scoraggerebbero qualsiasi iniziativa culinaria, anche (e forse, soprattutto) quella casalinga. Abbiamo parlato di Botulino, Campylobacter, Salmonella, Streptococco, Tenia, Epatite, Anisakis e Toxoplasmosi e mi chiedo come ho fatto a sopravvivere fin’ora con tutte le conserve, confetture e marmellate che ho fatto! Si, io sterilizzo sempre tutto e attuo tutte le procedure del caso, ma durante questa procedura può sempre succedere di tutto. Per esempio, forse non tutti sanno che per uccidere il Botulino occorre sterilizzare a 120°.

E poi, io che adoro quasi tutte le crudità, credo che da oggi ci penserò sempre benissimo prima di ingerire qualsiasi mollusco, pesce, carne se prima non saranno ben cotti… beh, diciamocelo: qui lo dico e qui lo nego!

L’igiene in cucina è ovviamente importantissima, ma ancor di più è la conservazione dei prodotti, soprattutto ciò che concerne la temperatura e anche a casa dobbiamo fare molta attenzione al buon funzionamento del nostro frigorifero. Inoltre, forse non tutti sanno che la moltiplicazione dei germi si ha soprattutto a temperature comprese tra i 6° e i 65° ecco perchè è pericoloso far freddare le nostre pietanze (es. ragù) fuori dal frigo e sarebbe utile un abbattitore. Ovviamente in casa non possiamo essere così attrezzati, ma si possono prendere molti accorgimenti per cercare di arginare al massimo il problema, per esempio, nel caso del ragù, conviene dividerlo subito in barattoli sterilizzati adatti al vostro consumo, chiuderli ermeticamente e rovesciarli in modo da creare il sottovuoto. Io, per sicurezza, poi li ripongo anche in frigo e cerco di utilizzarli nel più breve tempo possibile.

Beh, comunque l’atteggiamento migliore è sempre quello di non farsi prendere dall’ansia e agire sempre con intelligenza.

Abbandoniamo questi truci discorsi (che però mi sentivo in dovere di divulgare) per rincuorarci con le buone focaccine di oggi. Focaccine di moda, come si legge nel titolo, perchè stanno girando da un blog all’altro e ogni foodblogger apporta le proprie modifiche alla ricetta originale. La mia unica modifica è stata quella di averle impastate nel Bimby, mentre Federica per esempio le ha impastate nella macchina del pane e Alessandra nel Kenwood. Per il resto ho seguito sostanzialmente la variante di Alessandra, compreso il fatto di aver spennellato la superficie con un’emulsione di acqua e olio anzichè con il latte di soia e averle decorate con sale grosso e rosmarino. Trovate queste stesse focaccine anche nel blog di Martina, di Nuccio, di Morena, di Enza, di Antonietta, di Elenuccia e una versione tutta glutenfree di Anna.

Sono davvero buonissime, oltre ad essere senza lattosio e il giorno dopo (ammesso che vi avanzino!) potete darle per colazione a scuola ai vostri figli.

L’impasto è piuttosto morbido, ma non troppo appiccicoso per cui si lavorano tranquillamente a mano.

Ingredienti:

  • 250 g di farina Manitoba dei Molini Rosignoli
  • 300 g di farina 00
  • 10 g di lievito di birra
  • 200 g di latte di soia
  • 200 g di acqua
  • 30 g di strutto
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • olio di oliva
  • rosmarino
  • sale grosso

Procedimento:

Nel Bimby inserisco le farine e le mescolo per 30 secondi a vel. 3-4. In un recipiente dosatore mescolo il latte di soia a temperatura ambiente con l’acqua leggermente riscaldata (circa 37°C), lo zucchero e il lievito di birra.

Nel Bimby (dove avrete ancora la farina) in funzione a vel. Spiga verso lentamente il latte e quando comincerà a formarsi la palla di impasto unisco a più riprese lo strutto e una presa di sale. Continuo a vel. Spiga per 3 minuti.

Metto questo impasto a lievitare in una ciotola coprendola poi con un canovaccio.

Faccio lievitare per circa due ore (io ammetto di averla fatta lievitare anche 4 perchè avevo un impegno, ma sono venute benissimo ugualmente!!!), quindi sgonfio l’impasto e ne ricavo circa 11-12 palline che lascio riposare sulla tavola per circa dieci minuti. Quindi le metto su una teglia da forno coperta di carta e le appiattisco dandogli forma rotonda. Le copro ancora con il canovaccio e le lascio lievitare per un’altra ora.

A questo punto, con i polpastrelli pratico delle fossette e spennello la superficie con un’emulsione di acqua e olio. Dispongo qualche ago di rosmarino e qualche chicco di sale grosso su ogni focaccina e le inforno a 200° per 20 minuti.

Adesso a voi lascio la fantasia di come farcirle, ma la mia preferita resta sempre pomodoro, mozzarella, insalata e origano (ovviamente non adatta per gli intolleranti al lattosio).

Con questa ricetta partecipo al contest di Intolleranza Zero:

 

 

e al contest de “L’Emporio 21” in collaborazione con “Il Mercato del Gusto”:

I fagioli con le cotiche

Tenere un blog di cucina mi ha aperto davvero nuovi orizzonti: chi avrebbe mai detto che un giorno avrei sperimentato piatti ai cui ingredienti prima non osavo neanche avvicinarmi? Uno di questi ingredienti è proprio il fagiolo, in ogni sua forma, dimensione, colore… e invece, mai dire mai! E che dire poi delle cotiche? Per me erano solo delle cose da scartare e invece mi son ritrovata a chiedere al mio negoziante di fiducia se me ne poteva mettere da parte un po’! Questa è la dimostrazione lampante che nella vita non bisogna “mai dire mai”.

Complice l’incontro con Ristoranti Roma Ristò con il quale collaboro, ho abbattuto anche queste barriere e ieri sera ho messo a bagno i miei primi fagioli (…a parte quelli di soia) per questo piatto romano, non proprio da dieta, ma sicuramente un piatto della tradizione più antica, ricco e gustoso da accompagnare sicuramente con un buon Frascati. E poi ammettiamolo, quando le cose ce le prepariamo da soli sembrano ancora più buone perchè siamo certi di come le abbiamo preparate e di cosa ci abbiamo messo!

E a proposito di “come li abbiamo preparati”, questa ricetta mi consente di utilizzare la legumiera in vetro (dono di nozze) che, povera lei, si stava impolverando e con cui invece è un gran piacere cucinare. Voi potete utilizzare  una normale pentola e, meglio ancora, un bel coccio. Se poi è inverno (fa un po’ senso pensarci con i caldi di questi giorni!) e avete il caminetto approfittatene e mettete il coccio con i fagioli a cuocere all’interno di esso: risparmierete l’uso del gas ma, soprattutto, i vostri fagioli avranno un sapore unico.

Vi consiglio di portare in tavola i vostri fagioli con le cotiche come piatto unico, accompagnandoli con un buon pane, perchè in questi casi la “scarpetta” è d’obbligo!

Ingredienti:

  • 300 g di fagioli borlotti secchi
  • 150 g di cotiche
  • 1 cipolla piccola
  • 300 g di passato di pomodoro
  • 1 cucchiaio di strutto
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 costa di sedano
  • 2 foglie di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • sale

Procedimento:

La sera prima mettere i fagioli a bagno in un recipiente pieno d’acqua.

La mattina scolate i fagioli e metteteli in una pentola con abbondante acqua insieme ad uno spicchio di aglio, il rosmarino e 1 foglia di salvia. Fateli cuocere finchè non si saranno ammorbiditi, senza che però si disfino: considerate quindi circa 40 minuti dallo spiccare del bollore. Salateli solo dieci minuti prima di spegnere il fuoco. Scolateli e conservate l’acqua di cottura.

Nel frattempo lavate le cotiche, asciugatele e passatele sulla fiamma per togliere gli eventuali peli. Mettetele in una pentola ricoprendole di acqua e ponete la pentola sul fuoco. Dovrete farle bollire molto: alla fine dovranno risultare tenerissime e quasi trasparenti. Ci vorranno circa due ore. Al termine scolatele e tagliatele a listarelle.

In una padella o una pentola larga e dai bordi bassi mettere lo strutto insieme alla cipolla e il sedano tritati, all’aglio schiacciato e alla salvia rimanente. Accendere il fuoco e quando cominceranno a soffriggere unire le cotiche.

Fatele rosolare leggermente, mescolando di tanto in tanto, quindi unire il passato di pomodoro e portare avanti la cottura per 10-15 minuti. Unire i fagioli, mescolare bene, salare e mescolare ancora. Fate cuocere ancora per 15 minuti aggiungendo un po’ di acqua di cottura dei fagioli in modo che il sugo rimanga piuttosto “lento”.

Servite molto caldi, possibilmente in delle terrine di coccio.

Con questa ricetta partecipo al contest del Blog di Max:

 

La mia piadina romagnola versione mini con salsiccia e stracchino

Piadina? Santa, e subito! Ma perchè non mi è venuto in mente di provare a farla prima? Ho sempre pensato che fosse una preparazione difficile e invece…

Tutto merito del contest di Fashion Flavours, a cui partecipo con immenso piacere:

E così mi sono attrezzata ed ho “sperimentato” questa ricetta che, tutto sommato è davvero semplice e veloce e soprattutto mette daccordo tutti in famiglia perchè ognuno se la farcisce come meglio crede!

Essendo la prima volta, ho seguito alla lettera le indicazioni di Benedetta e devo davvero complimentarmi con lei perchè mi sembra che siano perfette. Non sono emiliana, ma mi è capitato di assaggiarne di buonissime e queste reggono perfettamente il confronto!

Vi invito a provarle e a farle assaggiare ai vostri amici quando improvvisamente decidono di rimanere a cena!

Io le ho portate a tavola ed ognuno se l’è farcita come meglio credeva, alla fine perfino con la nutella o con la marmellata. Ma in questo post vi riporto il condimento che è andato più a ruba.

Ingredienti:

  • 250 g di farina 00
  • 250 g di farina 0
  • 1 bustina di lievito in polvere per preparazioni salate
  • sale
  • 1 cucchiaio e mezzo di olio EVO
  • 100 g di strutto
  • 1 cucchiaino di miele
  • mezzo bicchiere di latte

Per la farcitura:

  • salsiccia fresca
  • stracchino
  • rucola

Preparazione:

Io ho utilizzato il Bimby, ma si può tranquillamente impastare anche a mano. L’importante è evitare di iinserire il sale vicino al lievito.

Ho inserito le due farine nel boccale e le ho mescolate per qualche secondo a vel. 4. Al centro ho messo il lievito e il miele e da una parte il sale.

Ho iniziato ad impastare 4 min. vel. Spiga.

Nel frattempo ho scaldato il latte e vi ho fatto disciogliere lo strutto. Ho inserito anche questo nel boccale mentre continuava  a impastare.

Se l’impasto risulta ancora troppo asciutto, inserire ancora un po’ di latte. Alla fine dovrà risultare morbido ma non appiccicoso: un po’ come una pasta frolla.

Ho lasciato riposare 5-10 minuti.

Quindi con il mattarello ho steso l’impasto su di una spianatoia e ne ho ricavato dei dischetti di circa 15 cm aiutandomi con un coppapasta.

Ho scaldato una padella di ghisa, riportando la fiamma al minimo non appena ha raggiunto la temperatura desiderata. Vi ho adagiato i dischetti di piadina e con i rebbi di una forchetta ho bucherellato il lato non a contatto con la padella in modo che non si gonfiassero.

Dopo qualche minuto ho rigirato la piadina e l’ho fatta cuocere dall’altro lato.

Ho schiacciato una salsiccia fresca (e di qualità) e l’ho mescolata con dello stracchino. Ne ho adagiato un cucchiaio sulle piadine appena le ho rivoltate nella padella. Quindi, una volta cotto l’altro lato vi ho messo anche della rucola ed ho coperto con un’altra piadina!

Servire ben calde!