Insalata di farro estiva

Vi presento un classico tra i piatti che porto al mare e che mi capita di presentare alle feste e ai buffet: l’insalata di farro, che ben sostituisce il più classico riso freddo.

E’ un’insalata fresca e molto saporita, facile da trasportare (in tal caso vi consiglio dei contenitori monoporzione) e apprezzata da molti.

Ma soprattutto è davvero veloce da preparare.

Questo piatto mi riporta indietro nel tempo di circa 10 anni, quando la nostra amica Paola ci invitò a cena la prima volta e ci deliziò con questo piatto. Da allora questo ricorre spesso nella nostra alimentazione estiva.

Ingredienti:

  • 300 g di farro perlato
  • pomodorini
  • 1 cipolla rossa
  • basilico
  • una manciata di capperi sotto sale
  • 200 g di tonno sott’olio sgocciolato
  • olio EVO

Procedimento:

Lavare il farro e metterlo a cuocere in una pentola coperto di acqua fredda. Salare. Basteranno 15-20 minuti di cottura.

Scolarlo e lasciarlo raffreddare.

In una ciotola capiente preparare il condimento: tagliare i pomodorini a spicchi dopo averli lavati; lavare i capperi dal sale e unirli ai pomodorini; tritare grossolanamente la cipolla con il coltello e aggiungerla al resto; spezzettare il tonno e unire anch’esso.

Versare il farro freddo sopra al condimento, irrorare con l’olio EVO. Salare e mescolare bene.

In ultimo spezzettarvi sopra il basilico con le mani.

Con questa ricetta partecipo al contest di Nastro di Raso:

e al contest di LU.C.I.A. Tra Cucina e PC:

Tartare di tonno agli agrumi

ATTENZIONE! ATTENZIONE! Ricetta altamente afrodisiaca: potrebbe dare degli effetti indesiderati…. o forse desiderati!

Io adoro il pesce, ma spesso evito di cucinarlo perchè mio marito ha un’avversione nei confronti di tutte le lische: se c’è una piccola spina dovete sapere che finisce nel suo piatto e immancabilmente nella sua gola! E allora che fare? L’unica soluzione è ripiegare su pesci senza lische come appunto il tonno o il pesce spada.

Questa è stata davvero indovinata: appaga solo a guardarla!

Ingredienti (rigorosamente per due persone):

  • 200 g di filetto di tonno fresco
  • 1 carota
  • 1 mazzetto di rucola o insalatina
  • mezzo finocchio
  • 1 pezzetto di peperone giallo
  • 1 arancia spremuta
  • mezzo limone
  • sale
  • pepe
  • zucchero
  • salsa di soia
  • olio EVO
  • 1 fragola
  • 1 pompelmo rosa

Procedimento:

Tagliare il tonno a dadini con un coltello affilatissimo. Metterlo in una ciotola e condirlo con salsa di soia, arancia spremuta, limone, fragola tagliata a piccolissimi pezzi, un pizzico di sale, di pepe e uno di zucchero e infine due cucchiai di olio. Mescolare bene.

Foderare due coppapasta con della pellicola trasparente e inserirvi il tonno pressandolo delicatamente. Lasciar riposare in frigo per qualche ora, ma toglierla in tempo perchè non sia fredda al momento di servirla.

Tagliare finemente l’insalata e ridurre il finocchio a julienne. Condire con olio e sale.

Tagliare due fette di pompelmo e adagiarne una su ogni piatto da portata. Rovesciarvi sopra la tartare e guarnire il piatto con l’insalata e con un filo di olio.

 

 

Polpettone (di tonno) all’uso zingaro di Pellegrino Artusi protagonista di “Odore di chiuso” di Marco Malvaldi

La mia seconda passione: la lettura, soprattutto di gialli, thriller, polizieschi ecc. Marco Malvaldi è un giovane autore che ha già pubblicato tre romanzi molto simpatici ambientati nella provincia pisana e con protagonisti dei vecchietti frequentatori del Bar Lume, il cui proprietario spesso deve tenere a freno.

Questa volta Malvaldi si è cimentato in un giallo ambientato alla fine dell’800 a Bolgheri con protagonista nientepopòdimenoche Pellegrino Artusi, colui che con il suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” ha dato un ordine alla gastronomia italiana. Il nostro amico dunque si reca in un Castello invitato dal Barone Romualdo Bonaiuti. Durante il suo soggiorno avviene un omicidio e il Signor Artusi si troverà a sciogliere il bandolo della matassa e nel frattempo cercherà di carpire alla cuoca del Barone la ricetta del buonissimo polpettone al tonno assaggiato in quella stessa occasione!

Il polpettone all’uso zingaro lo ritroviamo dunque protagonista in vari momenti dello svolgimento della storia, ma Marco Malvaldi ce ne regala la ricetta proprio in fondo al libro!

Sarà per la simpatia che nutro per Marco Malvaldi, sarà per come viene descritto dall’autore Pellegrino Artusi, sarà per rendere omaggio a quest’ultimo o sarà semplicemente perchè mi è sembrato tutto sommato una ricetta fattibile, che mi è venuta una gran voglia di sperimentare la ricetta.

E, tra l’altro, ho appena scoperto che quest’anno ricorre il centenario dalla morte di questo personaggio, quindi potrà anche io dare il mio piccolo contributo!

Ingredienti (e mi attengo rigorosamente a quelli pubblicati nel romanzo):

    • 500 g di tonno sott’olio
    • 2 peperoni gialli
    • 300 g di pane del giorno avanti
    • 100 g di olive nere
    • 2 uova
    • 2 dl di latte
    • 3 cucchiaiate di olio
    • 20 g di burro
    • 40 g di pangrattato
    • 0,5 dl di panna della più fine
    • 3 costole di sedano lunghe un palmo
    • alcune foglioline di prezzemolo


Procedimento: (i miei commenti sono scritti in corsivo)

Avendo a disposizione olive taggiasche il piatto ne guadagnerebbe. Si, però vanno snocciolate e io invece in casa ho quelle nere già denocciolate!

Passare i peperoni sulla fiamma onde spellarli con facilità, soffregandoli nella carta gialla; mondarli, privarli dei semi e tagliarli a pezzetti. E qua il mio primo errore: ero sovrappensiero e ho tagliato i peperoni prima di arrostirli, ma ho rimediato mettendoli su una padella antiaderente infuocata.  Secondo me però, il metodo migliore per spellare i peperoni è quello di metterli in forno.

In una ampia padella, fare soffriggere il sedano a sottili fettine, e quando avrà preso il colore aggiungere il peperone e far cuocere il tempo di un saluto ad una bella dama.


Mettere nel frattempo il pane ad ammollare nel latte dopo avergli fatto alzare il bollore.

Aggiungere indi il tonno, dopo averlo sbriciolato con una forchetta, e lasciare che si ritiri. In successione, sempre girando, aggiungere olive snocciolate, il pane ammollato e strizzato, prezzemolo, sale e pepe. Lasciar quindi raffreddare.


In una ciotola riprendere il composto, intrìdendolo con le uova, e lavorandolo bene colle mani (un lavoraccio); poi legare con la detta panna.

Si unga quindi una teglia di rame stagnato e si spolverizzi con la metà del pangrattato e cuocerlo nel forno o nel forno da campagna. Ora, non saprei proprio dove trovarla una teglia di rame stagnato, per cui prendo una normalissima teglia da forno in ceramica.

Io l’ho cotto in forno a 200°C per 40 minuti.

mmmmm che profumino!

Questa dose potrà bastare per quattro persone; ed anche di più, se si accontentano.

Sicuramente Pellegrino Artusi si sarà rigirato nella tomba vedendo il mio secondogenito mangiare il suo polpettone intingendolo nel Ketchup!!!

E permettetemi un ringraziamento a Nicola per avermi montato un set fotografico dentro casa appena gli ho chiesto di fotografare il mio polpettone! Ma il risultato si vede!

Con questa ricetta partecipo al contest:

 

 

e al contest di Grembiule e Presine: