Lunedì senza carne: polpette di spinaci

Polpette di spinaci_02

Ultimamente sono poco presente qui sul blog, ma con l’arrivo della tanto attesa primavera si son ripresentati i soliti impegni come il cambio dell’armadio (per la verità in questi giorni addirittura il cambio della camera in toto), le pulizie di stagione e probabilmente un nuovo lavoro di cui vi parlerò in seguito.

E poi… come dicevo negli scorsi post la scorsa settimana ho festeggiato i miei primi 40 anni ed ho trascorso due giorni a festeggiare con amici che non vedevo da mesi, se non da anni. E’ stata una fantastica sorpresa che mi ha fatto il mio maritino, organizzando tutto nei minimi dettagli. Questa volta mi ha davvero sorpreso! Sebbene avessi cominciato a sospettare qualcosa vedendo movimenti strani nei giorni precedenti, non sarei mai riuscita ad indovinare che la sorpresa sarebbe stata una festa come quella che mi ha organizzato!

Quindi, come dicevo, il tempo è sempre tiranno, ma l’appuntamento con il “Lunedì senza carne” non può essere trascurato e perciò eccomi qua! Tra l’altro oggi è anche la giornata mondiale della terra e quindi con questo post abbraccio due cause, l’una correlata all’altra, perchè come sapete, ridurre il consumo di carne è utile soprattutto al nostro pianeta: sembra infatti che gli allevamenti intensivi siano la causa principale dell’inquinamento mondiale.

Questa volta vi posto la ricetta delle polpette agli spinaci, letta sul numero di aprile di Cucina Naturale. Praticamente è stata da me stravolta perchè non avevo il tofu in casa e ho voluto regalargli un po’ più di sapore con il parmigiano. Non era comunque una ricetta vegana perchè prevedeva anche l’uso delle uova.

Polpette di spinaci_01

Ingredienti per circa 15-18 polpette:

  • 3 patate medie
  • 200 g di spinaci
  • 1 uovo
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 1 spicchio di aglio
  • pangrattato
  • olio EVO
  • sale

Procedimento:

Cuocere al vapore o nel microonde le patate sbucciate e tagliate a dadini (nel micro 16 minuti alla massima potenza dentro al Microwave Tupperware). Schiacciarle con una forchetta.

In una padella con poco olio e uno spicchio di aglio schiacciato far appassire gli spinaci lavati e scolati. Quindi  togliere l’aglio e metterli in un colino strizzandoli per togliere il maggior quantitativo di acqua. Infine tritarli.

Unite gli spinaci alle patate, mescolare bene e salare. Far raffreddare quindi aggiungere l’uovo, il parmigiano e un paio di cucchiai di pangrattato o quel tanto che basta per portare l’impasto alla giusta consistenza per essere lavorato. Aggiustare di sale.

Formare le polpette grosse poco più di una noce e schiacciarle al centro.

In una padella antiaderente scaldare due cucchiai di olio e cuocervi le polpette. Cuocere tre minuti per lato o finchè non si saranno dorate quindi metterle su un foglio di carta assorbente per togliere l’unto in eccesso. Continuare la cottura delle altre polpette, cambiando di volta in volta l’olio.

Se le fate piccolissime possono diventare un’ottima idea finger food.

Polpette di spinaci_03

Zuppa di funghi con polpettine di alici

Zuppa e polpette_01Ebbene, finalmente il sole è spuntato anche se oggi spira un ventarello per niente piacevole.

Ho un po’ di tristezza nel cuore ogni volta che dobbiamo andare in ospedale a fare dei controlli in pediatria. Mi capita purtroppo di vedere tanti bambini ricoverati che devono fare lunghe degenze e esami e cure davvero devastanti. Mi chiedo che mondo è mai questo: i bambini non dovrebbero mai soffrire e dovrebbero essere liberi di correre e fare le esperienze della loro età con i loro coetanei.

Le parole mi si accavallano, perchè tante cose vorrei dire a tal proposito ma è difficile trasformare i sentimenti in parole in questi casi e rimani solo con l’amaro in bocca. La malattia è sempre brutta, a qualsiasi età, ma vedere gli occhi di quei bambini e il coraggio col quale la affrontano ti devasta il cuore e allo stesso tempo ti fa sentire sempre più impotente.

Fortuna che ci sono dei medici e degli infermieri che si rapportano con questi bimbi in modo da far pesare loro il meno possibile la sofferenza, rispettando la loro identità e fisicità. E poi, da qualche anno, i reparti sono stati rallegrati dalla presenza dei clown, che del loro lavoro hanno fatto una vera e propria missione e sanno rendere sereno anche un soggiorno non proprio piacevole.

__________________

Dopo questa riflessione è difficile parlare di cibo, ma questo è qui il mio compito e quindi non posso e non voglio esimermi anche oggi da lasciarvi una ricettina buona e sana, questa volta tratta dal libro “La scelta vegetariana di Veronesi e Pappagallo con le ricette di Carla Marchetti. La mia versione è leggermente modificata.

Nonostante nel libro si parli di vegetarianesimo e del perchè intraprendere questa strada, e nonostante che colei che scrive le ricette sia lei stessa vegetariana, molte delle ricette che riempiono più della metà del libro (sono oltre 200) non sono vegetariane ma includono anche l’uso del pesce, soprattutto pesce azzurro. Una scelta secondo me intelligente proprio per non spaventare il lettore con scelte radicali, ma con passaggi graduali. Del resto, per chi decide di intraprendere questa strada per motivi esclusivamente salutistici, l’assunzione di pesce comporta di conseguenza  l’assunzione di nutrienti comunque importanti per la nostra salute.

Zuppa e polpette_02

Ingredienti per 4 persone:

  • 12 acciughe pulite e disliscate
  • 2 cucchiai di pecorino romano grattugiato
  • 1 uovo
  • 5 cucchiai di pangrattato
  • prezzemolo
  • farina q.b.
  • 200 g di cavolo rosso
  • 1 cipolla rossa piccola
  • 1 spicchio di aglio
  • 300 g di funghi champignon
  • 250 ml di latte di soia naturale
  • 2 chiodi di garofano
  • sale
  • olio EVO

Procedimento:

Tritate grossolanamente le acciughe con il coltello e metterle in una ciotola. Aggiungere il pecorino, l’uovo, il pangrattato, il prezzemolo tritato e il sale. Mescolare bene e riporre in frigo per un’ora.

Nel frattempo, pulite i funghi con un panno umido e tagliateli a pezzi. Tritate la cipolla e l’aglio e metteteli in una padella ad imbiondire con due cucchiai di olio EVO, quindi aggiungere i funghi e far insaporire. Unire il latte e 250 ml di acqua insieme ai chiodi di garofano. Cuocere 10 minuti dal momento che comincerà a bollire, quindi frullare il tutto dopo aver tolto i chiodi di garofano.

Prendere il composto con le acciughe dal frigo e formare delle polpette grosse come una noce.

Rimettere la crema di funghi sul fuoco e aggiungere le polpette. Cuocere 5 minuti.

Tagliare il cavolo a striscioline dopo averlo lavato e conditelo con limone, olio e sale.

Servire nelle scodelle la crema insieme a tre polpette per persona. Quindi terminare il piatto con l’insalata di cavolo.

Homeburger di ceci

Homeburger di ceci_01

Questa settimana il mio “lunedì senza carne” si è trasformato in un martedì perchè, essendo ieri il lunedì di Pasqua ed avendo ospiti, non mi è stato possibile pubblicare la ricetta in tempo.

In questi giorni anche il nuovo Papa si è espresso contro la tradizione di portare a tavola gli agnellini per Pasqua e ha lanciato un appello chiedendo di sostituire questa carne con menù alternativi. Speriamo che siano stati in molti ad aver seguito il suo consiglio.

Sicuramente sulle nostre tavole onnivore in questi giorni non saranno mancati menù a base di altre carni, ma ora è giunto il momento di tornare alle nostre sane abitudini ed ecco che oggi vi propongo il mio homeburger: “home”, anzichè “ham”, perchè interamente fatto in casa, dal panino alla maionese. Una vera soddisfazione portarlo in tavola e vedere che è stato gradito, forse più del classico hamburger perchè molto più soffice e profumato.

Homeburger di ceci_04

Ingredienti per 10 panini:

  • 500 g di farina 0
  • 250 ml di latte tiepido
  • 1 uovo
  • mezzo panetto di lievito di birra
  • 1 cucchiaio di malto di mais
  • 50 g di burro
  • 10 g di sale
  • latte e semi di sesamo per la superficie

Procedimento: Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido (circa 25°) e unire il malto. Nell’impastatrice (oppure su una spianatoia) mettere la farina e unire il latte. Impastare per 2 minuti, quindi unire anche l’uovo e il sale e continuare ad impastare. Trascorsi altri due minuti aggiungere poco per volta il burro a pezzetti continuando ad impastare per altri 10 minuti. Mettere l’impasto a lievitare in una ciotola fino al raddoppio (circa due ore), quindi riprenderlo e sgonfiarlo. Formare i panini della grandezza desiderata (considerando che lieviteranno) e metterli in una teglia ricoperta di carta forno. Coprirli e lasciarli lievitare ancora per altre 2 ore, quindi spennellarli con il latte e ricoprirli di semi di sesamo. Cuocere in forno a 180° per 15 minuti.

Homeburger di ceci_02

Ingredienti per 6 hamburger di ceci:

  • 300 g di ceci secchi
  • un rametto di rosmarino
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 patate medie
  • 1 uovo
  • 50 g di pane raffermo
  • pangrattato qb
  • mezza cipolla
  • maionese (meglio se senza uova – vedi più sotto)
  • senape
  • insalata
  • verdure cotte

Procedimento:

Tenere i ceci a bagno per una notte, scolarli e metterli in una pentola ricoprendoli di acqua. Aggiungere un rametto di rosmarino e uno spicchio di aglio schiacciato e cuocere per circa 35 minuti o finchè non saranno cotti. Salare solo verso la fine.

Lessare le patate.

Scolare i ceci e metterli nel robot da cucina insieme al pane raffermo, le patate sbucciate e tagliate a pezzi, il pane, l’uovo, la cipolla e un pizzico di sale. Tritare in modo da ottenere un composto omogeneo. Se dovesse essere troppo umido e difficile da manipolare aggiungete del pangrattato poco per volta fino a raggiungere la giusta consistenza. Con questo composto formare gli hamburger: io mi sono aiutata con un attrezzo apposito della Tupperware ma vengono benissimo anche a mano. Metterli in frigo per circa un’ora.

Scaldare una padella antiaderente o una teglia zigrinata e grigliare gli hamburger.

Per la maionese senza uova ho utilizzato la ricetta di Marco Bianchi perchè veloce e buonissima:

Ingredienti per la maionese senza uova:

  • 200 ml di panna di soia
  • 100 ml di olio di mais
  • 100 ml di olio EVO Dante
  • 30 ml di olio di lino
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • sale

Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti nel bicchiere del mixer e frullare fino a far diventare la maionese della giusta consistenza. Mettetela in frigo per circa 2 ore prima di utilizzarla. Se vi avanza potrete conservarla sempre in frigo entro 4-5 giorni.

Aprire i panini e spalmare la vostra salsa preferita (per noi maionese senza uova), adagiarvi un hamburger, versare un filo di olio EVO e aggiungere la parte vegetale (per noi le verdure di campo precedentemente lessate e saltate leggermente in padella con un filo di olio e sale).

Il vostro Homeburger è pronto!

Homeburger di ceci_03

La stiaccia livornese di Pellegrino Artusi con modifica

Stiaccia di Pasqua_03

Arrivo un po’ tardi con questa ricetta e so che voi non farete in tempo a mettere in tavola questa stiacciata per il giorno di Pasqua, ma credetemi: l’ho appena sfornate anche io e non sono riuscita a pubblicarle prima!

Questa è la ricetta che ho preso direttamente dal libro di Pellegrino Artusi, un procedimento un po’ elaborato, che richiede molta pazienza e ben tre giorni di preparazione, ma da cui alla fine se ne ricava un’immensa soddisfazione. Dice infatti l’Artusi: ” Con questa ricetta, eseguita con accuratezza, le stiacciate alla livornese fatte in casa, se non avranno tutta la leggerezza di quelle del Burchi di Pisa, saranno in compenso più saporite e di ottimo gusto. Aldo Santini nel suo “La cucina livornese” utilizza le parole del rinomato pasticciere Mario Pellegrini: “Illudersi di riuscirci in casa seguendo a puntino la ricetta significa perdere tempo e denaro. Comunque divertitevi pure. L’apprezzerete di più. E Buona Pasqua!”.

Io ho voluto apportare la mia piccola modifica alla tradizione e spero che Pellegrino e Aldo non se la prendano, ma qualche giorno fa ho assaggiato una buonissima stiacciata con la ricotta e ho voluto provare a farla a casa. Vi dico la verità, io la preferisco perchè rimane più morbida ed umida. Purtroppo la superficie doveva essere liscia e invece mi si è crepata: ciò non toglie però niente al gusto!

Stiaccia di Pasqua_01

Ingredienti:

  • 12 uova
  • 1,8 kg di farina 00
  • 600 g di zucchero
  • 200 g di olio EVO
  • 70 g di burro
  • 30 g di lievito di birra
  • 150 ml di vin santo
  • 50 ml di marsala
  • 1 tuorlo
  • Acqua di fiori di arancio (io ho utilizzato una fialetta di aroma all’arancia)
  • 600 g di ricotta

Procedimento:

E’ importante pesare prima tutti gli ingredienti e da questi prelevare man mano le quantità necessarie.

La prima operazione da fare è quella di mescolare i due vini e di aggiungervi i semi di anice, quindi si comincia la sera con il primo impasto: sciogliere il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua tiepida. Unire la farina, prelevandola dal quantitativo totale, quel tanto che basta ad ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso che porrete a lievitare in una ciotola in cui avrete messo della farina. Coprire con altra farina e quindi con un canovaccio umido. Far lievitare in un posto caldo lontano da correnti d’aria.

Secondo impasto: la mattina seguente prendere il panetto e porlo su una spianatoia. Allargarlo e mettere al centro un uovo, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio di olio, un cucchiaio di vino e impastare aggiungendo altra farina fino ad ottenere un altro panetto della giusta consistenza che metterete a lievitare come il precedente per circa 6-7 ore.

Terzo impasto: prendere di nuovo l’impasto, allargarlo sulla spianatoia e aggiungere adesso 3 uova, 3 cucchiai di zucchero, 3 cucchiai di olio e 3 cucchiai di vino. Impastare con quanta farina occorre sempre per ottenere un panetto della giusta consistenza. Mettere di nuovo a lievitare.

Quarto impasto: la sera del secondo giorno riprendere il panetto e impastarlo con 5 uova, 5 cucchiai di zucchero, 5 cucchiai di olio e 5 cucchiai di vino. Unire sempre la farina quanto basta per ottenere il solito pane morbido ma non appiccicoso e mettere a lievitare tutta la notte.

Quinto impasto e cottura: la mattina del terzo giorno, riprendere il pane e impastarlo con gli ingredienti rimasti (se non bastasse la farina, aggiungerne altra), il burro e con la ricotta.

Dividere l’impasto in tre parti e porre ognuna in una forma di carta da un Kg. Far lievitare fino a che l’impasto non raggiunge il bordo, sbattere il tuorlo con l’aroma di fiori d’arancio e spennellarlo su le stiacciate, quindi infornare a 180° C per 1 ora. Vista l’altezza e il tempo di cottura, se sulla superficie si coloreranno troppo copritela con un foglio di carta d’alluminio.

Stiaccia di Pasqua_02

Stiaccia di Pasqua_04

Con questa ricetta ci tengo a farvi i miei migliori auguri di Buona Pasqua e a sottolineare l’importanza di abolire il consumo di agnello per il classico pranzo pasquale. Ristoworld ha inviato un comunicato in cui denuncia questa mattanza e ha deciso che nelle tavole dei loro ristoranti quest’anno non ci saranno piatti a base di agnello!

COMUNICAZIONE AI MEDIA

CONTRO LA MATTANZA DI AGNELLINI PER PASQUA DUE ALLEATI  DI ECCEZIONE: ENPA E GLI CHEF RISTOWORLD

Ogni anno in Italia vengono uccisi oltre due milioni di agnellini per dare seguito alla barbara tradizione Pasquale di cibarsi di questi esserini innocenti.

Due milioni di vite che piangono dal momento stesso in cui vengono strappati alle loro mamme fino all’ultimo respiro mentre vengono sgozzati.

Chiamarla tradizione Pasquale e ricondurla ad una festività Santa  che parla di Rinascita, di amore e di purezza è raccapricciante.

Noi di Enpa Catania preferiamo chiamarla per quello che è: ingordigia.

Abbiamo accolto con estremo piacere la volontà dell’associazione di ristoratori Ristoworld di mettere in discussione questa macabra usanza, convinti che il buon esempio debba partire dal monito degli stessi addetti ai lavori. La Ristoworld non metterà nelle proprie cucine agnellini e con loro ci auguriamo che presto li seguiranno, gli altri.

Catania, 28 marzo 2013

907156_10200953990239108_1779636818_n

Brownies al cioccolato e avocado

Brownies_02

Il tempo quest’anno è davvero pessimo e la primavera tarda ad arrivare. Speriamo che questo ci regali in  compenso un’estate bella, lunga e calda come quelle che piacciono tanto a me.

La voglia di uscire non è molta perciò e le domeniche sono ancora molto casalinghe per ciò che ci riguarda e il cioccolato è ancora un ingrediente che si mangia volentieri, anche perchè la prossima settimana è Pasqua e ci saranno da aprire tante (troppe) uova di cioccolato! Ecco quindi che questo dolce vuole essere anche un suggerimento nel caso vi avanzi un po’ di cioccolato amaro. Secondo me questo è il miglior modo per “riciclarlo”!

Questa ricetta l’ho trovata sul numero di febbraio di Cucina Naturale in un articolo dedicato all’avocado. In questo caso l’avocado fa le veci del burro ed è senz’altro un ingrediente più genuino perchè costituito da grassi buoni.

Brownies_03

Ingredienti:

  • 1 avocado di circa 300g
  • 2 uova
  • 180 g di zucchero
  • 100 g di cioccolato fondente al 70%
  • 60 g di farina
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci San Martino
  • zucchero a velo per decorare

Procedimento:

Fondere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde dopo averlo spezzetato.

Frullare l’avocado (nel Bimby 20 secondi a vel. 8, raccogliere con la spatola e frullare ancora 20 secondi a velocità 8).

Montare le uova con lo zucchero (nel Bimby con la farfalla per 4 minuti a velocità 4).  Unire l’avocado frullato e continuare a montare. Aggiungere adesso il cioccolato fuso continuando a montare il tutto e infine la farina setacciata e il lievito precedentemente mescolati insieme.

Foderare una teglia rettangolare di circa 20 x 24 cm con carta forno e versarvi il composto livellandolo uniformemente. Cuocere a 180°C per 25-30 minuti.

Lasciar intiepidire, quindi cospargerlo con lo zucchero a velo e tagliarlo in  tanti quadrotti.

Brownies_04

Birramisù

Birramisu_03

E’ trascorso più di un anno dalla conclusione del contest sulla birra: tantissime ricette, tutte da provare e una più buona dell’altra. Tra i dolci sicuramente spicca il birramisù, dolce proposto più e più volte, soprattutto ultimamente che il mastro birraio di casa ha sbagliato ad aromatizzare la sua birra eccedendo un po’ troppo con lo zafferano.

Lunedì scorso sul quotidiano Il Tirreno è apparso proprio un mio articolo che parla di birrificazione, birrifici toscani più famosi e ovviamente ricette. Vi invito a leggerlo e a trarne i dovuti spunti, ma nel frattempo vi lascio con la ricetta del mio birramisù.

Birramisu_01

 

Ingredienti:

  • 6 uova
  • savoiardi
  • 250 g di mascarpone
  • 120 g di zucchero
  • 60 g di birra chiara + quella per bagnare i biscotti
  • cacao amaro in polvere

Procedimento:

Dividere i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve molto ferma.

Unire lo zucchero ai tuorli e montarli fintanto che non diventerà una spuma chiara, quindi aggiungere prima la birra poi il mascarpone continuando a mescolare.

Per ultimo aggiungere gli albumi ma mescolando molto delicatamente con un mestolo di legno e con movimenti circolari dall’alto verso il basso.

Versare altra birra in un piatto e bagnare leggermente con questa i biscotti. Distribuirli sul fondo dei bicchieri rompendoli se necessario, quindi ricoprirli con la crema al mascarpone.

Coprire la superficie con il cacao in polvere setacciato e mettere in frigo per un paio di ore prima di servire.

Birramisu_02

Alla ricerca del croissant perfetto

Croissant_03

Negli ultimi tempi mi è presa una fissa: devo assolutamente trovare la ricetta perfetta per fare i croissant, cosa alquanto difficile a causa delle mille varianti possibili come la qualità della farina e del burro. Quindi le opzioni si potrebbe dire che sono infinite, ma già partendo da una buona ricetta base si possono ottenere dei risultati alquanto notevoli. I palati maschili di casa mia ben si prestano a questi esperimenti (chi non lo farebbe sapendo di trovare un bel cornetto caldo ogni mattina accanto al suo caffelatte?), però sono poco obiettivi, ovvero non percepiscono le varie piccole sfaccettature dovute all’inserimento o meno di un dato ingrediente. Del resto, se mangiato caldo, seppur si apprezzi meno la sfogliatura, il cornetto fa carpire meno i suoi difetti.

Due sono le ricette con cui mi sembra che si ottengano migliori risultati: la prima è senza l’utilizzo delle uova, come richiederebbe il vero croissant francese. La ricetta è piuttosto semplice e gli ingredienti sono davvero pochi per ottenere un buon risultato. Ho seguito pari pari la ricetta e il procedimento di Anice & Cannella che illustra fotograficamente ogni passaggio in modo che è impossibile sbagliare. Io ho variato la ricetta utilizzando il lievito madre (180 g rinfrescato la mattina) anzichè quello di birra e vi rimando direttamente al suo blog per le dosi e soprattutto per le pieghe IMPORTANTISSIME! Se non volete utilizzare le uova neanche per spennellare i cornetti, potete sostituirle con del latte.

Croissant_01

Croissant_02

L’altra ricetta si differenzia poco dalla prima se non per il contenuto di uova (mi raccomando di utilizzare sempre e solo uova biologiche che riportino il codice 0, ovvero la certificazione di allevamenti all’aperto) e la scorza dell’arancia che gli dona un piacevolissimo profumo. E’ il risultato di un mio studio leggendo i vari blog di cucina. Alla fine, come sempre, ho fatto un pout-pourri e ne è nata questa ricetta che mi ha permesso di sfornare dei cornetti sfogliatissimi.

Ingredienti:

  • 180 g di lievito madre rinfrescato la mattina precedente
  • 250 g di farina Manitoba
  • 250 g di farina 00
  • 2 uova bio
  • la scorza grattugiata di un’arancia bio
  • 100 g di latte
  • 60 g di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 40 g di burro + 250 g per la sfogliatura

Procedimento:

In una ciotola mescolare le due farine.

Nel Bimby o in un’altra impastatrice mettere il lievito con lo zucchero e il latte e far andare fino a che il lievito si sarà sciolto e unito al resto degli ingredienti (nel Bimby 1 min. a vel. 4).

Cominciare ad aggiungere le farine setacciate mentre la macchina continua ad impastare (nel Bimby funzione Spiga). Quando l’avrete unita tutta aggiungete il sale, la scorza di arancia grattugiata e le uova, aspettando ad aggiungere la seconda fino a quando la prima non si sia ben inglobata all’impasto.

Continuare ad impastare qualche minuto quindi aggiungere 40 g di burro morbido a pezzetti e poco alla volta.

A questo punto io preferisco impastare a mano (mi rilassa e mi rendo meglio conto della consistenza dell’impasto che deve essere morbido ma non appiccicoso), se necessario aggiungere un poco di farina. Quindi formare una palla e metterla in una ciotola con il coperchio o coprire con della pellicola trasparente. Posizionare in frigo per tutta la notte.

La mattina successiva prendere il panetto di burro e metterlo tra due fogli di carta da forno leggermente infarinati. Cominciare a batterlo con il matterello e con movimenti a croce in modo che si formi un rettangolo.

Mettere in frigo.

Prendere l’impasto dal frigo e stenderlo col mattarello in un rettangolo che abbia uno spessore di circa un centimetro. Posizionatevi ora sopra il burro steso in modo che occupi i 2/3.

A questo punto però per tutti i passaggi delle pieghe preferisco lasciarvi ugualmente alla descrizione delle pieghe di Anice & Cannella perchè spiega dettagliatamente il procedimento ed è molto comprensibile più di mille parole!

Vi riprendo invece al punto 28 di Anice & Cannella, quando cioè i cornetti vengono formati perchè lì si dice che a questo punto abbiamo due strade: cuocere o congelare. Non ho provato a congelare i cornetti prima della lievitazione e cottura e non ne conosco il risultato; io preferisco cuocere tutti i cornetti e congelarli appena si son freddati. La sera prima di usarli li tiro fuori dal congelatore e la mattina li passo pochi minuti in forno a 180°C e sembrano come appena fatti.

Comunque sia, una volta formati i croissant li lascio lievitare 3-4 ore (non gonfieranno eccessivamente, ma sarà in forno che quasi raddoppieranno!) poi li spennello con un uovo sbattutto e li cuocio in forno i primi 8 minuti a 220° e i secondi 8 minuti (o finchè non si saranno ben coloriti) a 180°C.

Croissant_05

Red Velvet Cake gluten free? Se non ci fosse stato l’MTchallenge…

Red Velvet Cake_02

…non avrei saputo neanche cos’era! Per di più senza glutine!

La mia seconda sfida dell’MTChallenge non poteva essere più difficile: un dolce della tradizione americana, offerto per San Valentino alle persone a cui vogliamo più bene. Superati i primi dubbi iniziali, visto che le torte non sono proprio il mio punto forte e che trovo i dolci tipici americani davvero un po’ troppo carichi, leggendo i vari tips & tricks e cominciato a vedere le prime red velvet delle partecipanti alla sfida di Stefania ho preso coraggio e mi sono buttata.

Questa è proprio una sfida nella sfida perchè Stefania chiede che questa torta sia assolutamente senza glutine in modo che anche i celiaci la possano mangiare: quindi l’utilizzo di prodotti che ne siano assolutamente privi, ma anche accorgimenti nella preparazione perchè è essenziale che gli strumenti che sono entrati in contatto con prodotti glutinosi non entrino assolutamente a contatto con quei prodotti che ne sono privi se prima non vengono lavati in lavastoviglie. Certo la vita dei celiaci non è propriamente facile, anche se negli ultimi anni, visti gli aumenti di casi, c’è stata una vera e propria sensibilizzazione. La figlia di mio cugino che ha una grave forma di celiachia, deve stare attenta ad ogni cosa e nella cucina della loro casa ha degli stipi appositi per i suoi prodotti e i suoi ciottoli. Addirittura, mi racconta, non può mangiare nella tovaglia dove mangiano gli altri.

Cucinare senza glutine non mi spaventa, seppure a volte sia davvero complicato, perchè lo scorso anno l’omeopata ci ha consigliato di provare per qualche tempo a far mangiare nostro figlio senza glutine per vedere se riuscivamo a migliorare una certa situazione. Avevamo comunque fatto le analisi che prescrivono in questi casi, ma erano risultate negative. L’omeopata infatti ci ha parlato non di una allergia ma di una sensibilizzazione verso questa sostanza, fatto sta che spesso queste analisi non sono molto attendibili. Abbiamo fatto mangiare nostro figlio senza glutine per un certo numero di mesi, notando un certo miglioramento in effetti. Purtroppo però la mensa scolastica non permette a chi non ha una vera e propria diagnosi di celiachia una dieta apposita e quindi poi siamo tornati lentamente a farlo mangiare nuovamente normalmente.

Stefania chiede che per la red velvet si utilizzi la sua ricetta, testata e perfezionata nel corso del tempo, senza nulla modificare. Possiamo invece sbizzarrirci nella farcitura e decorazione che deve comunque rimanere senza glutine. Io, francamente, non avendo mai nè mangiato nè assaggiato questa torta, mi attengo fedelmente alla ricetta originale anche per quanto riguarda la farcitura.

Oltre ai prodotti senza glutine, che al giorno d’oggi sono di facile reperibilità la torta prevede anche l’utilizzo di un altro ingrediente che invece non si trova in tutti i negozi, ma che è invece facile (più di quanto si pensi) prodursi da soli: parlo del buttermilk, che si può ottenere semplicemente facendo inacidire lo stesso quantitativo di latte con un cucchiaio di succo di limone per 20 minuti. Se però volete complicarvi la vita o, come me, vi piacciono le sfide e vi piace conoscere tutti i segreti della cucina, allora potrete produrvi il buttermilk o latticello partendo dalla crema di latte e montandola fino a che non si divide in una parte solida (burro) e una parte liquida latticello. A quest’ultimo dovrete aggiungere due cucchiai di yogurt magro e lasciar fermentare il tutto per una notte a 25°C. Il burro ottenuto poi potrete utilizzarlo per il frosting, ovvero la farcitura. Attenzione però a spremerlo bene dal liquido, mettendolo dentro ad un panno di lino pulito, quindi lavatelo e lavoratelo con le mani bagnate come lavorereste il pane. Dategli la forma e mettetelo in frigorifero.

Alla fine mi son dovuta ricredere e ho regalato ai miei familiari uno dei dolci più buoni che abbiano mai mangiato. La metterò sicuramente tra i dolci da fare per le occasioni più importanti e devo sicuramente ringraziare l’MtC, dove da poco sono approdata, per aver imparato tante nuove interessantissime cose riguardanti la cucina.

Per servire questo dolce ho anche comprato una nuovissima alzatina su cui trovo che stia veramente a suo agio e… delle nuovissime scarpe tacco 12 con cui ho preparato il dolce così come scherzosamente chiedeva di fare Stefania… purtroppo però ho dimenticato di farmi fotografare! A voi crederci… o meno!

Sono anche felice perchè è filato tutto liscio e non ho avuto problemi: non è stato difficile reperire gli ingredienti, fare il burro è risultato facile e divertente (tra l’altro quello che mi è avanzato l’ho aromatizzato con rosmarino e sale affumicato e spalmato sui crostini – altra bontà!) e il dolce è lievitato quel tanto che bastava per tagliarlo abbastanza agevolmente (io l’ho tenuto una notte in frigorifero). L’unico piccolo inconveniente è che alla fine la base doveva risultare rossa e invece tende un po’ troppo al marrone, ma credo che questo dipenda dal colorante liquido della Rebecchi che non colora molto. Da provare con un colorante in pasta.

Red Velvet Cake_05

Ma veniamo alla ricetta, presa direttamente dal blog di Stefania Cardamomo & Co.

Ingredienti:

  • 160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Le Farine Magiche Lo Conte, Pedon, Rebecchi)
  • 60 gr di fecola (Cleca, Pedon, La Dolciaria, Sma & Auchan)
  • 30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena)
  • 1/2 cucchiaino da tè di sale
  • 8 gr cacao amaro (Venchi, Easyglut, Pedon, Olandese)b
  • 110 gr burro non salato a temperatura ambiente
  • 300 gr di zucchero
  • 3 uova medie (io uso quelle bio codice 0, ma non è rilevante ai fini della celiachia)
  • 1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
  • 240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
  • 1 cucchiaio di colorante rosso (Rebecchi e Loconte)
  • 1 cucchiaio di aceto bianco
  • 1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
Procedimento:
Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell’impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 18/20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l’ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.
Red Velvet Cake_01
———————–
Per la farcitura, la Cream Cheese Frosting di Buddy!
Ingredienti:
  • 450 g di Philadelphia o Quark
  • 115 g di burro
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia (io l’ho sostituito con un cucchiaio di brandy)
  • 200 g di zucchero a velo setacciato

Procedimento:

Se non avete lo zucchero a velo, potrete produrvelo a casa con un robot da cucina piuttosto potente. Io con il Bimby: metto lo zucchero nel boccale 30 sec. vel. turbo.
Ammorbidire il burro con una forchetta, quindi metterlo nella planetaria o nel Bimby con il resto degli ingredienti e montare bene il tutto, fino ad ottenere una crema piuttosto densa!
———————–
Per la decorazione:
Ingredienti:
  • 500 ml di panna
  • un cucchiaio di zucchero
  • confettini e decorazioni varie senza glutine (io ho utilizzato Rebecchi)

Procedimento:

Montare la panna con lo zucchero. Spalmarne una parte sulla superficie della torta e il resto metterlo nella sac a poche e procedere con le decorazioni.
Tenere la torta in frigo: sembra che un paio di giorni dopo sia ancora più buona… ma questo io non lo posso confermare perchè è finita prima!!!
Red Velvet Cake_03
Con questa ricetta partecipo all’MTchallenge di febbraio:
8445817732_ef27ac1853_m
e al contest del La Cultura del Frumento:
Logo_S.Valentino

Paccheri fritti ripieni di pesto e bufala

Paccheri fritti_06

Giorni fa nel blog Sosi dolce salato ho trovato una ricetta che mi ha intrigato moltissimo: erano dei rigatoni ripieni di pesto e bufala e fritti. Mai ricetta era capitata più a proposito visto che nel mio frigo da poco giaceva il buonissimo pesto di Mediterranea Belfiore, uno dei prodotti di punta di questa azienda, diverso da tutti gli altri pesti al basilico che avete assaggiato perchè l’ingrediente principale non è il basilico ma bensì il parmigiano reggiano stravecchio. Questo pesto non è pastorizzato e va conservato in frigorifero anche prima dell’apertura.

Ebbene, per tornare alla ricetta, i rigatoni di Sosi sembravano davvero buonissimi, però io in casa avevo solo i paccheri e per questo motivo ho dovuto stravolgere notevolmente la ricetta perchè il pacchero è molto più grosso del rigatone e friggerlo ripieno sarebbe stato quasi impossibile. Ecco che dunque l’idea è nata all’improvviso: perchè non friggere i paccheri prima di riempirli? In questo modo non si rischia che il ripieno si impregni di olio e i paccheri rimangono belli croccanti.

Ingredienti per 4 persone:

  • 15 paccheri (3 a testa più qualcuno di riserva)
  • 4 cucchiai di pesto Mediterranea Belfiore
  • 50 g di burro
  • 2 cucchiai di farina 00
  • 250 ml di latte
  • sale
  • noce moscata
  • 70 g di mozzarella di bufala
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • farina per polenta taragna (farina di mais più farina di grano saraceno)
  • farina 00
  • olio di semi di arachidi
  • 1 barattolo da 340 g di salsa di pomodoro al basilico di Mediterranea Belfiore
  • parmigiano

Paccheri fritti_01

Procedimento:

Cuocere i paccheri in abbondante acqua salata finchè non saranno al dente. Nel frattempo preparate la besciamella mescolando sul fuoco a fiamma bassa la farina con il burro. Farli cuocere qualche minuto quindi aggiungere il latte freddo e continuare a mescolare fintanto che non si sarà addensata. Salare e grattugiarvi la noce moscata. Far raffreddare leggermente, quindi aggiungere il pesto e la mozzarella di bufala scolata e tagliata a pezzi piccolissimi. Mescolare bene.

Scolare i paccheri e adagiarli su di un panno pulito per asciugarli leggermente. Passare ognuno nella farina, quindi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato mescolato in parti uguali con la farina per polenta. Friggerli in abbondante olio di semi di arachidi per un minuto e mezzo (non di più altrimenti diventeranno troppo asciutti e duri). Adagiarli su della carta assorbente per togliere l’eccesso di olio quindi riempirli con la crema di besciamella e pesto messa precedentemente dentro una sac a poche.

Paccheri fritti_02

 

Paccheri fritti_03

Distribuirli su di una placca da forno o una teglia e cuocerli a 200° C per 15 minuti.

Distribuire un cucchiaio di salsa di pomodoro al basilico su ogni piatto e adagiarvi sopra ad ognuno tre paccheri ripieni. Grattugiare del buon parmigiano e servire subito!

Paccheri fritti_08

Con questa ricetta partecipo al contest “Le ricette del cuore” di Mediterranea Belfiore in collaborazione con Poveri ma belli e buoni:

cucina

Soufflés con radicchio e emmental

Souffle al radicchio_01

Bella pretesa chiamarlo soufflé! Si perchè io le regole per ottenere un soufflé perfetto le conosco tutte (almeno credo) ma ancora non sono riuscita nell’intento! Ora, non che io sforni soufflés tutti i giorni (avrei il colesterolo alle stelle), però quelle poche volte, visto l’impegno messoci, avrei preteso qualcosa di più! Per la verità il soufflé esce sempre perfetto dal forno, bello, gonfio e soffice, ma nei 45 secondi seguenti inesorabilmente si ripiega su se stesso! Mi si dice che è del tutto normale ed è per questo motivo che il soufflé va servito indiscutibilmente immediatamente.

Questa volta poi, mi son voluta cimentare in un’impresa praticamente impossibile aggiungendoci anche il radicchio, ma l’idea è nata proprio dall’esigenza di dover utilizzare del radicchio che non era il caso stazionasse ulteriormente nel mio frigo! Questa ricetta infatti si può definire svuotafrigo: potrete utilizzare altre verdure o altri formaggi.

Ma quali sono dunque le regole per un perfetto soufflè? Riassumiamole:

  1. Tenere le uova a temperatura ambiente per almeno un paio di ore prima di utilizzarle
  2. Gli albumi montati vanno aggiunti al resto degli ingredienti un po’ alla volta mescolando delicatamente dal basso verso l’alto
  3. Lo stampo deve avere il più possibile le pareti alte e deve essere riempito per 2/3
  4. Meglio se accendete il forno sotto, perchè in questo modo il calore proveniente dal basso darà una spinta maggiore al vostro soufflé
  5. La temperatura deve essere piuttosto alta perchè in questo modo le proteine dell’uovo si coagulano velocemente
  6. Secondo Hervé This (Pentole e Provette, ed. Gambero Rosso) per fare in modo che il soufflé non si sgonfi bisogna impermeabilizzare la crosta superiore mettendolo sotto il grill prima di iniziare la cottura vera e propria: in questo modo si evita la fuoriuscita delle bollicine che si sono formate nella massa del soufflé.
  7. Non aprire mai il forno durante la cottura: l’aria fredda potrebbe farlo sgonfiare se ancora non perfettamente cotto.

Souffle al radicchio_03

Ingredienti per 3 soufflé:

  • 2 uova
  • 50 cc di birra
  • sale qb
  • 100 g di radicchio trevigiano
  • 50 g di emmental
  • burro e farina per gli stampi

Procedimento:

Lavare e tagliare il radicchio a julienne.

Tagliare l’emmental a cubetti piccoli.

Dividere gli albumi dai tuorli e sbattere questi ultimi con la birra e il sale. Aggiungere l’emmental e il radicchio e mescolare.

Montare gli albumi a neve ben ferma e quindi incorporarli al resto mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per evitare che si smontino.

Ungere e infarinare gli stampi e riempirli per 2/3 di impasto.

Infornare a 200° per 10 minuti, inizialmente col grill acceso.

Servire prima di subito!

Souffle al radicchio_02