Bottoncini di vino e cipolle con sugarelli e il Pesce Dimenticato

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Se la matematica non è un’opinione, è proprio vero che 1+1 fa 2. E mai potrebbe essere più vero come nella somma di due prodotti di qualità: il buon pane con il buon pesce!

Ok, la storia è un po’ lunga ma ci tengo a farvi conoscere l’importanza del progetto a cui ho partecipato in qualità di spettatrice.

La Cooperativa di pescatori Santa Maria dell’Assunta di Livorno ha promosso un’iniziativa davvero interessante coofinanziata dall’Unione Europea. Dal 7 novembre è infatti possibile ordinare il pesce pulito (e volendo anche sfilettato) e farselo consegnare a casa propria con scooter idoneamente attrezzati.

Il progetto rientra nella campagna Il Pesce Dimenticato, ovvero cerca di promuovere l’acquisto e il consumo di quel pesce che da qualche anno a questa parte non viene più portato sulle nostre tavole perchè considerato meno pregiato, in particolare si parla dei pesci del nostro bellissimo Mar Tirreno.

Per promuovere questa iniziativa la Coop. SMA ha organizzato una serie di incontri per coinvolgere i consumatori. Durante questi incontri vengono spiegate le metodologie di pesca, si parla di stagionalità, di caratteristiche organolettiche dei vari pesci e si assiste ad una lezione di pulitura e sfilettatura dei pesci.

Proprio lunedì scorso, in compagnia delle mie colleghe foodblogger Cristina di Poverimabelliebuoni, Enrica di Una Cena con Enrica e Shamira di Lovely Cake (insieme alla sua dolcissima bambina), oltre alla responsabile del progetto Il Pesce Dimenticato Daniela e a Silvia, la bravissima chef del ristorante Bacco e la Volpe ci siamo ritrovate presso la pescheria della Cooperativa per assistere ad una di queste interessantissime lezioni, tenute dal “maestro” Andrea Catarsi il quale ci ha illustrato alcune tipologie di pesci, strategie di vendita, come scegliere il pesce, come pulirlo e ci ha consigliato anche come consumarle, preferibilmente crude (e con me sfonda una porta aperta!), ovviamente dopo preventiva congelazione di almeno 96 ore per scongiurare il rischio Anisakis. Ho conosciuto pesci, come la salpa e la boccaccia, di cui non avevo mai sentito parlare (me ignorante!) e mai avrei pensato che un giorno avrei potuto mangiare anche la tracina!!! Alla fine della lezione, oltre ad aver avuto la possibilità di assaggiare uno dei panini di Andrea, ci è stato anche donato del pesce per mettere in pratica quello che avevamo imparato.

Per le foto dell’incontro vi rimando ai post dei blog delle mie colleghe, molto più organizzate di me.

Quindi, con la mia borsina di sugarelli (pesce che a Livorno è andato in disuso perchè considerato il pesce che si dà ai gatti!), e dopo una bella cena con le mie amiche, son tornata a casa e alle 23,30 mi son messa a pulire il mio pesciolino per poi congelarlo immediatamente.

Inizialmente pensavo che lo avrei consumato tutto crudo, poi però ho cominciato a pensare ai panini di Andrea, davvero gustosi e saporiti e, visto il mio momento di infatuazione nei confronti di Luca Montersino, ho deciso che i suoi panini al vino rosso e cipolla pastorizzata avrebbero fatto al mio caso. E in effetti credo di non aver mai mangiato un pane così buono, leggerissimo e fragrante e al contempo saporito, che con la sua cipolla dona una nota di dolcezza al pesce sapido. Un pane non prodotto con il mio lievito madre ma con una quantità davvero irrisoria di lievito di birra, quindi estremamente digeribile. Ovviamente ho deciso di dare ai miei panini una forma mignon, quasi un finger food e, se vogliamo, uno street food.

L’insegnamento fondamentale recepito da questa lezione è che, seppur si viva in un periodo di crisi e seppur la nostra vita sia estremamente frenetica, si può sempre scegliere di mangiare bene ed a buon prezzo scegliendo prodotti a km 0 ed evitando quelli manipolati dall’uomo. In questo caso, evitiamo di acquistare pesci di allevamento, che costano si meno rispetto a quelli pescati ma che durante la loro vita hanno ingurgitato per esempio molti antibiotici, e prediligiamo pesci dei nostri mari, anche se meno pregiati ma che di sicuro sono più adatti al nostro consumo. Se non siete in grado di pulirlo e sfilettarlo, sicuramente il vostro pescivendolo di fiducia sarà felice di farlo per voi!

Vi lascio dunque alla ricetta.

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Per i panini

Ingredienti per circa 20-25 panini:

  • 80 g di biga (350 g di farina 0 con 5 g di lievito di birra e 175 g di acqua. Impastare, coprire con pellicola e lasciar lievitare tutta la notte. Ve ne avanzerà molta, ma potrete utilizzarla per farci il pane)
  • 200 g di farina 0
  • 6 g di lievito di birra
  • 80 g di vino rosso
  • 60 g di acqua
  • 60 g di cipolla pastorizzata (350 g di cipolle di Tropea, 150 g di vino rosso, 50 g di olio, 2 g di sale. Pulire la cipolla, tagliarla a dadini e metterla in un contenitore adatto per la cottura nel microonde. Aggiungere il vino, l’olio e il sale, mescolare, coprire e cuocere alla massima potenza per 8 minuti. Raffreddare e conservare in frigo.)
  • 4 g di sale

Procedimento:

Nel Bimby (o nella planetaria o a mano) mettere la biga con la farina, il lievito di birra, il vino e l’acqua e impastare per 5 minuti a Vel. Spiga. Unire il sale e impastare ancora due minuti. Rovesciate su un piano da lavoro e impastate ancora qualche minuto, quindi mettere in un recipiente leggermente unto con dell’olio, coprire con la pellicola trasparente e lasciar riposare per circa 30 minuti. Stendere l’impasto a 2 cm con il mattarello e dividerlo in 20-25 parti, ognuna del peso di circa 20 g . Prendete ogni pezzetto e lavoratelo fino ad ottenere una pallina. Mettete tutte le palline su una placca da forno ricoperta di carta e coprite con un canovaccio. Lasciate lievitare fino al raddoppio. Lasciate riposare ancora 10 minuti senza canovaccio (in questo modo si formerà una leggera crosticina). Cuocere in forno preriscaldato a 210° per 5-10 minuti.

Se non li utilizzerete subito, potete anche congelarli immediatamente dopo che si saranno raffreddati. Al momento dell’utilizzo basterà passarli pochi minuti in forno.

Per il pesce e la salsa

Ingredienti (le quantità sono un po’ ad occhio):

  • 5-6 sugarelli (o altro pesce dimenticato)
  • 1 spicchio di aglio
  • prezzemolo
  • olio EVO
  • 1 peperoncino secco
  • una manciata di pinoli
  • sale
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • 10 g di burro
  • 1 cucchiaio di farina 00

Procedimento:

Pulire e sfilettare i sugarelli (con la testa e le lische fate del consommè di pesce che vi servirà per la “besciamella” e per i vostri risotti o per allungare le vostre salse).

In una padella con dell’olio far soffriggere lo spicchio di aglio in camicia insieme al peperoncino. Togliere l’aglio. Unire i filetti di pesce e farli cuocere pochi minuti girando spesso e disfacendo un po’ le carni. Salare. Sfumare col vino bianco, aggiungere i pinoli tritati finemente e il prezzemolo. Saltare il tutto e spegnere il fuoco.

In un pentolino cuocere il burro con la farina (roux) per alcuni minuti mescolando continuamente. Unire un bicchiere di consommè di pesce e mescolare fino a raggiungere la densità desiderata. Aggiustare di sale.

Assemblaggio

Aprire i panini a metà, versare sulla base un cucchiaio di “besciamella” di pesce e uno di pesce. Chiudere con l’altra metà!

Uno tira l’altro, proprio come le ciliege!

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Pere al vino con mousse di ricotta, gorgonzola e miele al limone bio

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Quest’oggi vi presento uno di quei dolci, o meglio, uno di quei fine pasto che ci aiutano nel caso avessimo ospiti improvvisi. Si perchè in genere per quanto riguarda le altre portate il problema è presto risolto: basta buttare giù un piatto di spaghetti con pochi ingredienti e magari fare due bruschette mentre si aspetta che la suddetta pasta cuocia! Col dolce è già più complicato, perchè il dolce in genere richiede pazienza, tempo e cura. Spesso la frutta ci viene in aiuto, come in questo caso: è bastato aggiungere qualche ingrediente dalla dispensa e dal frigo e abbiamo ottenuto un elegante piatto in pochi minuti che è piaciuto a tutti.

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Ingredienti per 4 persone:

Procedimento:

Sbucciare le pere (io però ho preferito tenerne la metà con la buccia perchè sono più coreografiche e tengono meglio la cottura) e tagliare la calotta. Con l’apposito toglitorsoli svuotare le pere lasciando però una parete di 1 cm tutta intorno. Metterle in una pentola e ricoprirle con il vino. Aggiungere lo zucchero di canna e gli anici. Accendere il fuoco e cuocere fintanto che la polpa delle pere si sarà ammorbidita. Per questa qualità di pere non sarà necessario una lunga cottura.

In un piatto mescolate la ricotta col gorgonzola e il miele schiacciando e rigirando con una forchetta.

Una volta che le pere si saranno freddate, inserite questa mousse nell’incavo ricavato nella pera, magari aiutandovi con una sac a poche.

Con il vino cotto potete ricavare una crema aggiungendo della maizena setacciata e facendole cuocere ancora un paio di minuti. Con questa potrete decorare il piatto.

Decorate il piatto con la crema di vino, con una spolverata di zucchero a velo, con delle foglie di menta o con delle gocce di cioccolato.

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Con questa ricetta partecipo al contest di Rigoni di Asiago “Il miele protagonista di ricette dolci e salate”:

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Fusilli lunghi con radicchio all’arancia

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La vincita del contest Fior fiore Coop non solo mi ha dato la possibilità di visitare gli studi del Gambero Rosso e registrare la puntata della mia ricetta a fianco di Francesca Barberini e Max Mariola, ma pochissimi giorni prima di Natale mi è stato consegnato a casa un bellissimo cesto natalizio come ringraziamento contenente un sacco di specialità Fior Fiore Coop, dal culatello, all’olio extra vergine di oliva, alla cioccolata di Modica fino ai fusilli lunghi bucati di Gragnano che ho utilizzato per questa ricetta e che trovo si adatti perfettamente a questo condimento.

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L’occasione poi è propizia perchè il prossimo 26 gennaio come ogni anno l’Airc (Associazione Italiana per la ricerca contro il cancro) scende in piazza con le “Arance della Salute” e sarà possibile acquistare le famose arance rosse di Sicilia Igp (simbolo di un’alimentazione sana e protettiva contro il cancro) contribuendo alla ricerca. Recandosi dunque in una delle 2500 piazze italiane (qui la lista), oltre alle arance riceverete anche una piccola guida “Il cibo che allena il tuo corpo”, con consigli e ricette per una alimentazione sana perchè si sa che il cancro per il 30% si combatte anche a tavola.

Per questa occasione La Cucina Italiana si è resa portavoce e proporrà nel suo sito tante ricette a base di arance, ricette firmate dallo Chef Moreno Cedroni e dalle foodblogger che si sono rese disponibili. E io non potevo certo tirarmi indietro!

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Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g di fusilli lunghi bucati di Gragnano Fior Fiore Coop
  • 1 arancia biologica(scorza e succo)
  • mezzo cespo di radicchio trevigiano
  • mezzo bicchiere di vino rosso piuttosto corposo
  • 200 g di ricotta
  • olio EVO Dante

Preparazione:

Questo tipo di pasta richiede una cottura un po’ più lunga rispetto ad altre paste lunghe (13-15 minuti) per cui vi consiglio di cominciare subito cuocendola in acqua bollente salata.

Togliete la scorza all’arancia (facendo attenzione a non prelevare la parte bianca che è amara) e tritarla con il coltello. Spremere dunque il succo e unirlo al vino.

Nel mentre questa cuoce, lavate il radicchio e tagliatelo in striscioline. In una padella mettete due cucchiai di olio EVO Dante e appena è caldo aggiungere il radicchio. Farlo stufare leggermente quindi sfumarlo col vino e il succo di arancia. Continuare la cottura fintanto che il condimento non si sarà addensato rimanendo però morbido.

In un recipiente dai bordi alti mettere 2/3 del condimento insieme alla ricotta e a qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Frullare con un mixer ad immersione quindi rimettere in padella.

Appena la pasta è cotta, scolarla e rovesciarla nella padella facendola saltare.

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Žgvacet, ovvero stracotto di manzo istriano

Istria? Mai stata, ma un forte desiderio di andarci. Per la verità già da qualche anno cerco di organizzarvi le vacanze, ma accade sempre qualcosa per cui devo spostare le mie mete.

In particolar modo un anno era tutto deciso per Pula, quando il piccolo di casa (tanto per cambiare) si ammala! Quindi, tutto rimandato… a data da destinarsi.

Beh, per chi ama cucinare, c’è sempre una consolazione: viaggiare degustando i piatti caratteristici delle città e dei paesi che desideriamo visitare, magari producendoseli in casa.

E’ il caso di questo Žgvacet, che poi non è altro che il nostro spezzatino. Un piatto semplice che ho avuto modo di riscoprire grazie al blog di Verde Cardamomo e al suo contest “I love Istra“. Io ho utilizzato della carne di manzo, ma in realtà la carne che più di sovente viene usata per questo piatto è quella di pollo. Fatto sta che alla fine della cottura (ed io ho utilizzato la mia stupenda pentola in pietra per brasati) sembrava di mangiare il burro tanto era tenera questa carne.

 

Ingredienti:

  • 500 g di spezzatino di manzo
  • 2 carote
  • 1 costa di sedano
  • 1 cipolla
  • 300 cc di vino rosso (io ho utilizzato un buon Chianti)
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • olio EVO
  • 1 spicchio di aglio
  • 5 patate medie

Preparazione:

Tritare finemente la carota, il sedano e la cipolla dopo averle pulite.

In una pentola (meglio quelle adatte per lunghe cotture) mettere un filo di olio EVO e uno spicchio di aglio diviso a metà. Farlo rosolare leggermente, quindi toglierlo e sostituirlo con il trito.

Quando comincerà a soffriggere, unire la carne e farla rosolare da tutti i lati. Salare. Coprire adesso con il vino e lasciare che si ritiri di una buona metà, quindi aggiungere il concentrato di pomodoro.

Lasciar cuocere a fuoco lento per 3-5 ore e se necessario aggiungere del brodo caldo: alla fine dovrà rimanere un sugo piuttosto denso.

Potete accompagnare questo piatto con purè, polenta o patate: io ho optato per queste ultime e per praticità ho preferito lessarle nel microonde.

Ho servito in una cocotte coprendo il tutto con il saporitissimo sughetto.


 

Quattro amici e un… porpo briao

Ecco che pochi giorni fa approdo sul blog di Scorribande in Cucina e vengo a conoscenza del suo nuovo bellissimo contest:

In pratica si tratta di preparare una cena con e tra amici foodblogger, dando un tema alla serata.

Non me lo sono fatto dire due volte e mi sono subito messa all’opera invitando tre amici blogger che stimo e con cui sono più in contatto.

Felicissimi, hanno subito accettato e abbiamo così dato vita ad uno scambio di messaggi facebookkiani per decidere il tema da dare alla nostra cena e che cosa portare.

E’ stato bello e divertente ed ho notato la massima disponibilità da parte di ognuno di noi. Di questo quindi non possiamo che ringraziare Scorribande!!!

I miei compagni di avventura, oltre che di cucina, sono quindi:

(rigorosamente in ordine alfabetico!)

Inizialmente avevamo pensato, tra le tante idee, di portare un piatto della nostra regione e alla fine abbiamo ristretto ancora di più il campo alla nostra città. Il tema della serata è dunque:

La mia città a tavola 

Perchè questo tema? Perchè portare un piatto della nostra tavola è come parlare di noi. E cosa c’è di meglio quando si incontrano degli amici per la prima volta e vogliamo raccontarci che non farlo attraverso un piatto che ci rappresenta? E poi diciamocelo e cantiamocelo: l’Italia è veramente tutta bella, soprattutto a tavola!

Il mio compito è quello di portare l’antipasto e, provenendo io da Livorno, dove i piatti tipici sono prevalentemente a base di pesce, e non volendo portare sempre il solito Cacciucco, ho pensato di trasformare un piatto in genere unico in un delizioso apri pasto: il PORPO BRIAO, ovvero il polpo ubriaco. Ubriaco perchè cotto nel vino rosso, vino che deve comunque essere di ottima qualità e possibilmente delle nostre colline. Io ho scelto un ottimo Bolgheri del 2008 della tenuta Caccia al Piano di Castagneto Carducci, che ha esaltato al meglio tutti i sapori e i profumi del mio polpo amalgamandoli con i propri.

Ingredienti:

  • 1 kg circa di polpo
  • 1 bicchiere abbondante di buon vino rosso
  • olio EVO
  • 3 spicchi di aglio
  • 2 piccoli peperoncini essiccati
  • prezzemolo
  • pane casereccio

Per far si che il polpo risultasse più morbido, dopo averlo pulito dalle viscere, dagli occhi e dal becco e averlo lavato bene per togliere l’eventuale sabbia, l’ho tenuto una notte in congelatore.

Quindi, una volta scongelato, l’ho tagliato a piccoli pezzi.

Ho messo una pentola abbastanza larga e capiente sul fuoco con sei cucchiai di olio, l’aglio pulito e il peperoncino sbriciolato con le mani. Quando hanno cominciato a soffriggere ho unito il polpo.

A questo punto il polpo comincerà a rilasciare la sua acqua e a cuocersi in essa. Per un polpo di un chilo di peso occorrre una cottura di almeno 40 minuti ed essa avverrà inizialmente nella sua acqua, poi, quando si sarà abbondantemente ritirata si sala e si aggiunge il vino. Adesso si prosegue la cottura coprendo il polpo.

Diversamente dalla classica cottura in acqua bollente, in questo caso è comunque possibile assaggiare il polpo per capire quando la cottura è ottimale.

Adesso non rimane che tagliare il nostro pane a fette e abbrustolirlo.

Distribuire così le bruschette su dei piattini e adagiarvi sopra il polpo, spolverizzando con del prezzemolo tritato.

Con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Laura in Cucina:

e al contest di “Per un pugno di capperi”:

 

Torta al Vino Rosso

Ecco una torta un po’ diversa dalle solite ma facilissima da preparare. Ottima anche la variante sostituendo il vino con del buon caffè! Provatela e poi mi saprete dire!

Ingredienti:
4 uova
150 gr. Farina
300 gr. Zucchero
60 gr. Cacao amaro
200 gr. Burro
100 gr. Vino rosso
1 bustina lievito

Procedimento:      
Mettere nel boccale il burro, lo zucchero, il cacao ed il vino rosso: 7 min. 50° vel. 3. Tenere da parte un misurino e mezzo di questa crema ed aggiungere (nel boccale) farina e uova: 1 min. vel.5; aggiungere il lievito: 20 sec. vel 5. Imburrare ed infarinare una tortiera (cm. 30 di diametro circa) , versarvi il composto ed infornare per 30 minuti circa a 160°. Sfornare la torta, far raffreddare e siringare con la crema al vino messa precedentemente da parte.

Procedimento senza Bimby:

Sciogliere il burro in un pentolino, con la fiamma bassa aggiungere lo zucchero, il cacao e il vino rosso continuando a mescolare. Cuocere circa 5 minuti dal momento dell’ebollizione. Tenere da parte mezza siringa da dolci di questa crema e versare il rimanente in un recipiente. Unirvi la farina e le uova e frullare. Aggiungere il lievito.

Imburrare ed infarinare una tortiera (cm. 30 di diametro circa) , versarvi il composto ed infornare per 30 minuti circa a 160°. Sfornare la torta, far raffreddare e siringare con la crema al vino messa precedentemente da parte.

Con questa ricetta partecipo al contest di Per un Pugno di Capperi:

Risotto con radicchio, vino rosso e provola

Questo è un piatto che in questo periodo dell’anno è spesso presente nella nostra tavola. A parte che i risotti sono la mia specialità e si preparano con tutto quello che una ha in casa, ma questo è davvero speciale: una delle poche cose che si sfumano col vino rosso e che gli da quel particolare colore rosa-viola!

Ingredienti:

  • 1 cesto di radicchio di Treviso
  • 300 g di riso Carnaroli (rigorosamente per i risotti)
  • 100 g di provola affumicata
  • 1 scalogno
  • prezzemolo
  • Brodo o dado (io uso quello fatto col mio Bimby)
  • mezzo bicchiere di vino rosso
  • olio EVO
  • Parmigiano grattugiato a piacere
  • una noce di burro

Procedimento:

Tagliare il radicchio longitudinalmente in modo da ottenere 4 spicchi, quindi ridurre in striscioline. Lavare abbondantemente e scolare.

Tritare lo scalogno e il prezzemolo e metterli a soffriggere con poco olio in una padella dal fondo abbastanza largo. Unire il riso e farlo tostare bene. Sfumare col vino rosso.

Quando l’alcol sarà evaporato aggiungere il brodo bollente (o l’acqua in cui avremo fatto sciogliere il dado), in modo da coprire tutto il riso. Continuare a far bollire il brodo in un altro pentolino in modo che all’occorrenza si possa aggiungere al riso (se fosse freddo fermerebbe la cottura del riso).

A metà cottura (il riso Carnaroli richiede una cottura totale di circa 18 minuti) aggiungere il radicchio e mescolare bene.

Un paio di minuti prima di spegnere il fuoco aggiungere la scamorza tagliata a dadini e mescolare bene fintanto che non si sarà sciolta.

A fuoco spento unire il burro e mantecare un paio di minuti.

Servire accompagnando con del parmigiano.

Molti formaggi si accompagnano bene a questo risotto, come lo stracchino e il mascarpone, ma, a mio parere, l’accoppiata radicchio-scamorza è imbattibile!